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    La "guerra al terrorismo" ci rende tutti meno sicuri.

    Gli attacchi in Spagna rendono chiaro che il terrorismo non può essere combattuto militarmente.
    17 marzo 2004 - Rahul Mahajan - trad. Laura Erizi
    Fonte: Rivista Znet http://www.zmag.org/

    12 marzo 2004

    Sia che gli attacchi di ieri in Spagna, in cui sono rimaste uccise 190 persone e circa 1500 ferite, siano stati perpetrati dal gruppo separatista Vasco ETA o da Al-Qaeda, comunque fanno sì che una cosa sia chiara: il terrorismo non può essere combattuto militarmente.
    Dopo la prima Guerra del Golfo, e soprattutto dopo gli attacchi del 1993 al World Trade Center, gli analisti militari statunitensi si sono preoccupati in grande misura / enormemente per la questione del terrorismo. Una conclusione prematura era che è esattamente l'estremo dominio militare degli Stati Uniti a far sì che potenziali oppositori diventino quello che a volte viene chiamato "guerra asimmetrica", cioè attacchi in cui anche l'altra parte ha la possibilità di infliggere dei danni. Per esempio, la direttiva decisionale presidenziale numero 62, pubblicata nel 1998, dice "la superiorità militare statunitense non ha rivali e ciò implica che i potenziali nemici (siano nazioni o gruppi terroristi) che decidono di attaccarci faranno più probabilmente ricorso al terrore invece degli attacchi militari convenzionali".
    La risposta dell'amministrazione Bush, cha implica una nuova e tremenda ondata di militarismo, nuovi sistemi di armi e una nuova posizione aggressiva nel mondo, non avrebbero potuto fare di più per aggravare la minaccia di attacchi terroristi se avesse avuto questa intenzione.
    Addirittura, c'è stata un cambiamento nella modalità degli attacchi dopo l'11 settembre. Gli attacchi dell'11 settembre e attacchi precedenti da parte di Al-Qaeda, come quelli alla nave da guerra statunitense Cole e alle ambasciate statunitensi in Tanzania e in Kenia, erano attacchi su obiettivi duri, che avevano bisogno di kamikaze e, nel caso dell'11 di Settembre, di un'operazione molto sofisticata. Inoltre, gli obiettivi avevano un chiaro significato politico; forse non c'era un simbolo più potente della potenza economica e del dominio mondiale degli Stati Uniti che il World Trade Center. A differenza delle descrizioni pubbliche, a quel tempo Al-Qaeda non stava solo cercando di uccidere gli statunitensi in qualsiasi luogo.

    Questo è cambiato dopo la guerra in Afghanistan, con una decisione presa dagli anziani di Al-Qaeda in Tailandia nel gennaio 2002 di dedicarsi a obiettivi più morbidi. Il primo grande attacco è stato un bombardamento nel novembre 2002 in un locale notturno di Bali, in cui circa 200 persone persero la vita. Esattamente come nel caso degli attacchi di Madrid, gli obiettivi non avevano un particolare significato politico, perché se è vero che Aznar ha appoggiato la guerra in Iraq, il 90% degli spagnoli era contrario, e sono stati loro le vittime degli attacchi / attentati.
    E quindi siamo erroneamente portati a pensare che la prodezza militare porti a più attacchi terroristi, e che maggiore difesa di obiettivi duri o significativi a livello politico porti a più attacchi indiscriminati su obiettivi morbidi, e che sia semplicemente impossibile difendere tutti gli obiettivi morbidi. Oggi i treni di Madrid. Domani la metropolitana di New York?

    Il succedersi degli eventi in Iraq durante l'occupazione riflette questo.

    All'inizio, si vedevano principalmente attacchi ai militari statunitensi, che hanno velocemente risposto aumentando i livelli d'allerta. Ad agosto dell'anno scorso vi sono stati numerosi attacchi terroristi. Il quartier generale umanitario delle Nazioni Unite è stato attaccato e l'Ayatollah Baqir al-Hakim è stato assassinato nella moschea Iman Ali di Najaf. Questi attacchi erano ancora mirati a persone o organizzazioni specifiche e coinvolgevano obiettivi con un qualche grado di protezione.
    Mentre l'Iraq iniziava a essere riempito di barricate di cemento e filo spinato, gli obiettivi cambiavano. Gli attacchi che si erano concentrati precedentemente sulla polizia irachena per la sua collaborazione con le forze di occupazione, adesso si dirigevano a persone in coda per interviste di lavoro come poliziotti. Donne delle pulizie che lavoravano in una base di contabili statunitensi sono state uccise a colpi di pistola. Sono proliferati attacchi su obiettivi casuali. Il culmine è stato raggiunto a Ashura, il giorno più sacro dell'anno, con la dozzina di attacchi kamikaze sulle processioni a Bagdad e Kerbala (e tentati a Basra e Najaf), in cui hanno perso la vita probabilmente più di 200 persone.

    Il governo spagnolo ha fatto un investimento politico molto elevato nell'affermare che è stata l'ETA a perpetrare quegli attacchi, e ci sono delle prove che conducono in quella direzione. Ma ce ne sono anche molte altre nell'altra direzione, tra cui un furgoncino trovato vicino a Madrid con detonatori esplosivi e una cassetta in arabo con versetti del Corano, una rivendicazione di responsabilità da parte di un gruppo islamico, e una denuncia degli attacchi da parte del portavoce di Batasuna, il partito vasco più legato all'ETA.

    Ma non importa. Se non l'ha fatto al-Qaeda, chiunque l'abbia fatto è stato ispirato da Al-Qaeda. L'attacco ha usato lo stesso modus operandi, lo stesso slancio di un chiaro scopo politico che solo il numero dei morti conta. Se organizzazioni non islamiche arrivano ad utilizzare gli stessi metodi, il pericolo è solo aumentato.

    Finora, tutte le misure militari nella "guerra al terrorismo" hanno rafforzato l'arcipelago emergente di organizzazioni terroriste islamiche. Per indebolirlo è necessario togliere il terreno politico in cui si trovano. Quel terreno non è rappresentato dai programmi politici interni virtualmente nichilisti di questi gruppi, bensì dalla loro opposizione al controllo imperialista degli Stati Uniti nel mondo islamico, una sofferenza condivisa dalla maggior parte dei musulmani.

    Non importa essere una colomba o un falco, di sinistra o di destra, preoccupato per le sofferenze degli altri o solo per salvare la pelle. I mezzi militari non funzioneranno. L'inizio di una soluzione è la fine delle occupazioni gemelle in Medio Oriente. Solo successivamente sarà possibile prendere provvedimenti contro il terrorismo che non peggiorino il problema.

    Rahul Mahajan pubblica le Empire Notes (http://www.empirenotes.org). Parte del materiale è estratto dal suo libro, "Full Spectrum Dominance: U.S. Power in Iraq and Beyond" (http://www.amazon.com/exec/obidos/ASIN/1583225781/empirenotes-20). Rahul Mahajan può essere contattato all'indirizzo: rahul@empirenotes.org

    Note:

    Tradotto da Laura Erizi, 16 marzo 2004 a cura di Peacelink
    L'utilizzo di questa traduzione e' liberamente consentito citandone la fonte (Associazione PeaceLink) e l'autore (Laura Erizi).

    originale in inglese: http://www.zmag.org/content/showarticle.cfm?SectionID=40&ItemID=5142

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