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Il volume contiene e ripropone ad un pubblico attento gli Atti del Convegno:

LA PREVENZIONE dei CONFLITTI ARMATI e la FORMAZIONE dei CORPI CIVILI DI PACE

A cura di Matteo Soccio. Editore: Casa per la Pace, Vicenza 2012
30 dicembre 2013

LA PREVENZIONE dei CONFLITTI ARMATI e la FORMAZIONE dei CORPI CIVILI DI PACE

LA PREVENZIONE DEI CONFLITTI ARMATI E LA FORMAZIONE DEI CORPI CIVILI DI PACE

A cura di Matteo Soccio

Editore: Casa per la Pace, Vicenza 2012

Relatori: Falco Accame, Fabrizio Bettini, Maria Carla Biavati, Johan Galtung, Alberto L’Abate, Raffaella Lamberti, Antonio Papisca, Gianmarco Pisa, Giovanni Salio, Salvatore Saltarelli, Massimo Valpiana

Recensione di Laura Tussi

Il volume contiene e ripropone ad un pubblico attento gli Atti del Convegno su “La prevenzione dei conflitti armati e la formazione dei Corpi Civili di Pace”, che si è tenuto a Vicenza nel 2011, promosso dal Comune di Vicenza-Assessorato alla Famiglia e alla Pace e dall'Associazione IPRI-Rete Corpi Civili di Pace. Il testo rilancia il pensiero di celebri intellettuali e attivisti contemporanei che credono nella necessità di centri di ricerca per la pace (Peace Research) e la prevenzione dei conflitti, anche tramite scuole per la formazione dei volontari dei Corpi Civili di Pace.

Importante e di ampio respiro la Lectio Magistralis di Johan Galtung, che tratta delle attività di mediazione dei conflitti armati nel mondo, quale strumento di prevenzione della violenza, come anche la relazione introduttiva di Alberto L’Abate. A Matteo Soccio spetta il grande merito della cura degli Atti e della valorizzazione del libro, con una cronologia dettagliata e documentazioni preziose per l’approfondimento dell’argomento dell’innovativa storia dei Corpi Civili di Pace, nel tempo e nel mondo. Notevole il DVD che riporta le attività, con foto e filmati, delle organizzazioni che fanno parte dell’IPRI- Rete Corpi Civili di Pace. Tali concetti sono ampiamente approfonditi nel libro di Alberto L’Abate “Metodi di analisi nelle Scienze Sociali e Ricerca per la Pace. Una Introduzione”, edito da Transcend University Press- Basilea e Multimage - Firenze, 2013.

L’IPRI è un Centro Studi italiano, non governativo, autentico esempio di espressione della società civile e del movimento che si ispira alla pratica e alla teoria della nonviolenza di esponenti celebri come Gandhi e Capitini e, per tale motivo, impegnato nella ricerca-azione sui grandi temi e ideali della pace e della trasformazione nonviolenta dei conflitti. L’IPRI e la Rete CCP-Rete Corpi Civili di Pace riuniscono, a livello nazionale, molte associazioni impegnate nella promozione di interventi civili non armati e nonviolenti nelle zone di crisi, in tutto il mondo, dove imperversano i conflitti e dove la “violenza strutturale” prevarica. Le associazioni appartenenti alla Rete CCP avvertono l'urgente necessità di attribuire alle iniziative di intervento nonviolento, nelle zone di guerra, un carattere maggiormente organizzato, efficiente ed efficace, attraverso una migliore professionalità e formazione, perché la promozione della pace e l'approccio nonviolento alla risoluzione dei conflitti richiedono competenze altamente specifiche e qualificate. L’importante convegno di Vicenza vuole proporre all'opinione pubblica, ai governi, ai Parlamenti e alla politica un obiettivo prioritario che consiste nel predisporre percorsi per la prevenzione dei conflitti armati, per la riconversione civile del complesso militare-industriale, con la smilitarizzazione dei territori e l'abolizione delle spese militari, e per costruire strumenti istituzionali per assolvere con competenza e professionalità a questa alta ed autentica “missione di pace”, volta alla prevenzione della violenza, alla soluzione nonviolenta dei conflitti, alla tutela dei diritti umani e alla costruzione di condizioni di vita adeguate e dignitose, di pace positiva, intesa come relazione quotidiana tra persone che devono operare per il Bene Comune, per sorvegliare il rispetto dei diritti umani e civili di tutti, non solo nei territori di guerra, ma anche a partire dal contesto quotidiano di vita di ciascuno, in ambiti microsociali e micropedagogici di incontro, confronto e scambio, nelle istituzioni e nei luoghi educativi. La Scuola in primis è chiamata ad operare per il dialogo, la cooperazione e la riconciliazione sui temi della Memoria Storica, della pace, della nonviolenza, dell'antifascismo, delle minoranze, incentrando l'operato educativo e didattico sul valore dell'accoglienza e del dialogo e sul pericolo di varie forme di estremizzazione. Dunque l'”Istituzione Scuola” è chiamata in primis a ricoprire il ruolo di “Ricerca per l’azione” o “Ricerca-intervento” per predisporre i giovani ad una formazione attiva e diretta sui temi della Pace e della Nonviolenza, anche sul territorio nazionale, in quanto la Scuola è istituzione mediatrice ed ente educativo prioritario ed interlocutore per favorire ed avviare processi di pace tra generazioni, generi e culture e attualizzare percorsi di dialogo basati sulla cultura della condivisione, dell'accoglienza, del perdono, della giustizia, della riconciliazione, per un'”autopoiesi sociale”, matrice di cambiamento. Il Convegno di Vicenza costituisce un alto monito per tutti gli intellettuali che si devono “indignare di impegnare” ed entrare in modo attivo e diretto nel merito dei temi della pace, per farsi promotori di azioni nonviolente nella tutela del rispetto dei diritti umani e civili, per porre la parola “fine” nella Storia a tutte le guerre, affinché il “conflitto” venga vissuto come un'occasione sociale e collettiva da gestire in modalità creative, nonviolente, cooperative, solidali, affinché la guerra venga finalmente riposta ai margini della dimensione storica umana e universale e non venga mai più sdoganata e mistificata come “missione di pace” e “intervento umanitario”, perché per fare la pace non occorre “armare”, ma amare.

NOTA:

E’ possibile reperire il Libro presso la Rivista “AZIONE NONVIOLENTA” di Verona.

Email: an@nonviolenti.org

Tel: 0458009803

 

Note: su PRESSENZA - International Press Agency:
http://www.pressenza.com/it/2013/11/la-prevenzione-dei-conflitti-armati-e-la-formazione-dei-corpi-civili-di-pace/

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