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    La pace non basta più

    Abbiamo lungamente inseguito la pacificazione di ogni conflitto. "Inutile, la pace non è possibile -- ci hanno spiegato ripetutamente -- la natura dell’uomo è un groviglio di interessi, i mercanti d’armi si oppongono." Davvero?
    1 aprile 2016 - Giovanni Matichecchia

    RETTIFICA: le truppe raffigurate nella foto sono indubbiamente governative e non dell'ONU, essendo la foto del 2012.  Infatti, l'Onu ha offerto i suoi peacekeepers alla Nigeria solo nel febbraio del 2015.  Peraltro il governo ha poi optato per le truppe del MNJTF, le forze interregionali finanziate dagli USA.

    La natura dell’uomo non è violenta. Date ad ogni uomo un amorevole accudimento nell’infanzia, una ragione di autorealizzazione, l’amore di un’altra persona, la scelta di proseguire la specie e nessun uomo si abbandonerà all’odio. 

    Il groviglio di interessi sta per essere sciolto: il 99% per cento degli uomini sono ormai uniti dal comune interesse di non cadere in povertà. I mercanti d’armi -- la potente lobby capace di imporre ai governi politiche di odio e di prevaricazione -- potrebbe essere vicina la fine.

    Di molti stati, paesi e intere popolazioni in continuo esodo possiamo parlare di macerie, di resti di un’antica cultura, di una gloriosa storia, di un passato fatto di comuni radici, di spoliazione delle risorse naturali. A questi popoli non basta più l’assenza di conflitto. A questi popoli è stata distrutta la casa, sono state dilaniate le famiglie, non hanno più mezzi di sostentamento, mancano di fonti di acqua, di cibo, di abiti. Per loro non hanno più molto significato parole come scuola e ospedale. Abbiamo calpestato la loro dignità di uomini. Perché dovrebbero accontentarsi della pace, dell’assenza di ogni conflitto. Nelle medesime condizioni ci accontenteremmo della pace?

    Temo di no. Morti nella dignità, feriti nella carne, sradicati dagli affetti forse sceglieremmo anche noi la facile via dell’odio.

    Boko Haram member defects.

     Noi abbiamo il dovere etico di ricostruire la loro dignità dal momento che noi l’abbiamo calpestata con la nostra presunzione di una civiltà superiore. Noi abbiamo pensato di essere i possessori dell’unica verità di fede. Tocca a noi ridare senso alle parole scuola e ospedali. Devono essere queste le nostre armi. Le armi per combattere una guerra capace di portare vita e non morte.  

    Noi abbiamo l’obbligo etico di non continuare sulle strade della distruzione, della morte, del razzismo e dell’odio gratuito che peraltro si stanno ritorcendo contro noi stessi. Dobbiamo smetterla di ricorrere agli armamenti, ai supercaccia intelligenti. Proviamo a dimostrare intelligenza nel costruire un mondo di fratellanza e di solidarietà nel quale l’uomo possa esprimere pienamente le proprie capacità, le proprie abilità e non venga soggiogato dall’ansia, dalla paura, dall’odio, dal terrore.

    Questo mondo oggi è lontano ma continuiamo a vivere nella speranza di poterlo realizzare.

     

     

     

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