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Appello dell'osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite

"Venga applicata la risoluzione ONU su donne, pace e sicurezza"

Le donne sono spesso le prime vittime di violenze, di cui raramente sono causa e autrici e sopportano il maggior peso dei conflitti, come gli sfollamenti e la privazione di beni e servizi essenziali, che si ripercuotono sulla loro salute e sul benessere delle persone di cui si prendono cura.
5 novembre 2019
Redazione PeaceLink

Donne e guerra

Ancora troppo spesso vittime nei conflitti armati, dimenticate nei processi di pace e sicurezza. Ciò che serve per valorizzare il ruolo delle donne nel mondo è andare oltre gli impegni verbali. Così l’arcivescovo Bernardito Auza, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, intervenuto ieri al Consiglio di sicurezza dell’Onu, nel dibattito aperto in vista del ventesimo anniversario, che cadrà il prossimo anno, della storica Risoluzione 1325 su donne, pace e sicurezza, approvata all’unanimità il 31 ottobre 2000.   

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Note: La risoluzione 1325 fu adottata il 31 ottobre 2000, dopo anni d’appelli e di sforzi congiunti, lanciati specialmente da parte della società civile e delle organizzazioni femministe, contro il trattamento inumano delle donne, la negazione dei loro diritti umani e la loro esclusione dai processi decisionali, nei paesi colpiti da conflitti armati.

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