Guerravelox. A quale velocità stiamo andando verso una nuova guerra?

Dunque, il 2 aprile il Parlamento Europeo si è espresso a favore di una risoluzione denominata “Attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune”. Precisiamo che si tratta di un documento che non ha effetti vincolanti ma chiarisce i posizionamenti politici del parlamento UE sull’argomento.
Vediamo alcuni stralci del testo approvato dalla maggioranza, partendo dai punti iniziali:
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“Punto B: considerando (…) la scelta del regime russo di minare l’ordine internazionale basato su regole e l’architettura di sicurezza dell’Europa e di dichiarare guerra ai paesi europei o di cercare di destabilizzarli al fine di realizzare la sua visione imperialista del mondo, rappresentano la minaccia più grave e senza precedenti per la pace nel mondo.”
“La minaccia più grave e senza precedenti per la pace del mondo”. Non servono commenti al cospetto di questa affermazione, a dir poco enfatica. Invece, rimane il mistero sulla dichiarazione di guerra, quella che avrebbe fatto la Russia nei confronti dei paesi europei. A quanto pare quel criminale di Putin ci starebbe attaccando senza avvisarci pubblicamente.
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“Punto E: l’Ucraina deve essere dotata delle capacità militari necessarie per tutto il tempo che le servirà per riportare una vittoria militare decisiva…”
Ma se l’Ucraina ha perso la guerra, perché per “tutto il tempo che servirà“ le dovremmo inviare delle armi? Per farci cosa esattamente? Come asserisce Lucio Caracciolo: “Mandare soldati in Ucraina significa essere completamente cretini.”
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“Punto O…gli Stati membri hanno convenuto di aumentare le spese destinate a una difesa migliore e più intelligente; ….avrebbero superato gli orientamenti della NATO e avrebbero destinato almeno il 2 % del loro prodotto interno lordo (PIL) alla difesa (…) un numero crescenti di esperti ritiene necessario fissare un obiettivo in materia di investimenti nel settore della difesa pari al 3 % del PIL, alla luce della minaccia diretta che la Russia rappresenta per l’UE e i suoi Stati membri”
“Un numero crescente di esperti”. Quanti siano non è ben specificato e sarebbe interessante saperlo. Mentre forse è meglio non sapere a quanto ammonti il 3% del PIL Italiano: potrebbe creare degli scompensi pensare che sarà destinato esclusivamente all’acquisto o alla produzione di armi.
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“Punto 11 …se da un lato stiamo rafforzando la nostra difesa, dall’altro la nostra alleanza e la nostra cooperazione con gli Stati Uniti rimangono estremamente importanti, così come il coordinamento con la NATO”
Immaginiamo una certa delusione fra chi raccontava la storia dell’emancipazione militare europea nei confronti degli USA. Inoltre, il legame fra Stati Uniti e UE viene chiarito nel seguente passaggio:
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“Punto 181 (il parlamento europero ndr) reputa essenziale continuare a sviluppare le strette relazioni dell’UE con gli Stati Uniti, che si basano sul rispetto reciproco e sui valori condivisi della democrazia, della libertà e dello Stato di diritto, come anche su un’ampia gamma di interessi comuni o convergenti; apprezza l’impegno e il coinvolgimento degli Stati Uniti nella difesa territoriale dell’Europa, conformemente al trattato del Nord-Atlantico…chiede un ulteriore rafforzamento del dialogo UE-USA in materia di sicurezza e difsa quale importante strumento per una cooperazione transatlantica più stretta.”
In nessun modo l’UE vuole abbandonare gli USA, dunque; d’altronde condividiamo gli stessi valori: “libertà, democrazia e Stato di diritto”. Ma gli Stati Uniti non stanno armando uno stato terrorista e genocida come Israele? E poi, come viene interpretato il “valore condiviso” dello Stato di diritto? Netanyahu si sposta liberamente in Europa e negli USA in barba al mandato di arresto della Corte Penale Internazionale.
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“Punto 15: (il parlamento europeo ndr) accoglie con favore il piano “ReArm Europe”
“Accoglie con favore”: anche in questo caso pensiamo di non dover aggiungere nessun commento.
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“Punto 164 (…) (il parlamento europeo ndr) sottolinea che è necessaria una comprensione più ampia, tra i cittadini dell’UE, delle minacce e dei rischi per la sicurezza al fine di sviluppare una comprensione condivisa e un allineamento delle percezioni delle minacce in tutta Europa e di creare una nozione globale di difesa europea, invita l’UE e i suoi Stati membri a mettere a punto programmi educativi e di sensibilizzazione, in particolare per i giovani, volti a migliorare le conoscenze e a facilitare i dibattiti sulla sicurezza, la difesa e l’importanza delle forze armate, e a rafforzare la resilienza e la preparazione delle società alle sfide in materia di sicurezza, consentendo nel contempo un maggiore controllo e scrutinio pubblico e democratico del settore della difesa (…)
I cittadini europei, in particolare quelli più giovani, dovranno comprendere meglio la portata di queste minacce con “programmi educativi” sulle tematiche militari, sulla guerra e “sull’importanza delle forze armate”. Quando l’Europa chiamerà, il cittadino consapevole risponderà, pronti al sacrificio finale.
Concludiamo l’analisi della risoluzione con la vergognosa parentesi su Gaza:
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“Punto 92: …condanna nuovamente, con la massima fermezza, gli spregevoli attacchi terroristici perpetrati dall’organizzazione terroristica Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023 (…) ribadisce il diritto di Israele all’autodifesa (…) esprime profonda preoccupazione per l’escalation militare in Medio Oriente, che contribuisce a destabilizzare ulteriormente la regione (…) esprime inoltre profonda preoccupazione per l’azione militare in corso nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania ad opera delle forze di difesa israeliane; condanna le forze di difesa israeliane per aver aperto il fuoco contro la forza interinale delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL), commettendo una grave violazione del diritto internazionale.
L’UE condanna Hamas e non Israele, o meglio, Israele viene condannata ma, per aver sparato contro i militari delle Nazioni Unite, del fatto che stia commettendo un genocidio ai danni della popolazione palestinese, non si fa cenno. L’escalation militare in Medio Oriente, fonte di forte preoccupazione, sembra non avere responsabili. D’altronde Israele ha il diritto all’autodifesa sancito dal diritto internazionale che a volte vale e a volte non vale, a quanto pare.
Intanto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha accusato Israele per aver trasformato Gaza in un "campo di sterminio” . Mentre il portale d’informazione del Vaticano (!) riporta una notizia in cui si afferma che “a Gaza è genocidio”.
Ma chi ha votato questo surreale documento?
La risoluzione è stata approvata con 399 voti a favore, 198 contrari e 71 astensioni. Per quanto riguarda gli europarlamentari italiani hanno votato a favore Forza Italia e il Partito Democratico (con l’eccezione degli indipendenti Strada e Tarquinio), astensione per Fratelli d’Italia. Si sono espressi con voto contrario la Lega, il M5S e l’alleanza Verdi-Sinistra.
In ambito PD, riteniamo sia doveroso riportare il nome di chi ha dato la sua approvazione. Un’ipocrisia così grave, quanto meno, deve pagare dazio a livello elettorale, semmai avessero ancora intenzione di chiedere voti in giro. Chiaramente, il giudizio sul piano etico e umano non ammette sconti, ma non ha ricadute materiali mentre l’assoluta povertà di voti potrebbe impensierire.
Le persone in questione sono: Nicola Zingaretti, Lucia Annunziata, Stefano Bonaccini, Antonio Decaro. Giorgio Gori, Alessandro Zan, Pina Picierno (ovviamente) e…Sandro Ruotolo. Nelle fonti dell’articolo è possibile trovare la lista completa degli eurodepuatati PD.
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