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    Le Religioni si incontrano per la Pace

    Il dialogo unica via per la Pace

    "La paura non si caccia con la paura ma guardando in faccia la realtà così com'è".
    12 luglio 2004 - Gianguido Vecchi
    Fonte: Corriere della Sera - 09 giugno 2004

    «Quando ci si concentra sull'uomo, la sua dignità, ogni altra persona che incontriamo non può mai assumere il volto di un nemico: ciascun individuo è un compagno di viaggio con il quale è conveniente , per usare un termine genovese, stringere un rapporto, un dialogo». Il cardinale Dionigi Tettamanzi sorride quasi tra sé a quel «conveniente», l'ironia rivela il senso d'un discorso profondamente realistico: «È necessario che questo problema sia affrontato in modo scoperto, perché la paura non si caccia con la paura ma la si elimina guardando in faccia la realtà così com'è». La violenza, il fondamentalismo, le religioni usate per farsi la guerra. L'arcivescovo ha presentato ieri l'incontro internazionale promosso dalla Comunità di Sant'Egidio che per tre giorni, dal 5 al 7 settembre, farà di Milano il centro mondiale della preghiera e delle riflessioni sulle fedi, il dialogo e la pace. È lo spirito di Assisi, dell'incontro interreligioso promosso dal Papa nell'86 che da allora la comunità di Sant'Egidio ha ripetuto ogni anno in città italiane ed europee - a Milano si tenne già nel '93. Il tema di questa edizione dice tutto: «Religioni e culture, il coraggio di un nuovo umanesimo». E il caso ha voluto che la presentazione fosse programmata all'indomani della scoperta di una cellula di Al Qaeda in città, l'arresto di una delle menti dell'11 marzo.

    Oggi la tentazione è quella dello scontro di civiltà, di considerare il dialogo un'opzione debole. Solo che «chi non crede alla via del dialogo dovrebbe per primo esibire le prove che esiste un'altra via», spiega il cardinale. Questione di ragione, oltre che di fede. L'arcivescovo ricorda San Tommaso d'Aquino, « Persona significat id quod est perfectissimum in tota natura », la persona è quanto di più perfetto esista nell'universo. Si tratta di «rimettere al centro l'uomo», tutti gli uomini: «È indispensabile un'alleanza verso il bene comune, perché il bene è di tutti oppure non è di nessuno». Proprio «in un contesto come quello che stiamo vivendo, segnato da forte conflittualità trasversale, politica, economica, religiosa, l'unica risposta è il dialogo» perché «non ci può essere il bene per un clan, un'etnia, una nazione, ma solo il bene dell'umanità». Il fondamentalismo fa paura, ma il portavoce della Comunità di Sant'Egidio, Mario Marazziti, avverte: «Non bisogna isolare il mondo musulmano e lasciarlo ai suoi estremismi».

    Che si può fare, allora, per sostenere l'Islam moderato? Il cardinale ha la voce serena ma determinata: «Se c'è qualcosa da fare, anzitutto, è conoscersi a vicenda nei propri valori e manchevolezze. È indispensabile, ripeto, la consapevolezza della dignità di ogni essere umano: o la dignità è predicata di tutti e di ciascuno, oppure si determina un'ingiustizia oggettiva che significa entrare in conflitto e cedere alle diverse forme di intolleranza, vendetta e così via». Per questo gli incontri di Sant'Egidio sono importanti. Ci saranno undici cardinali, compreso il presidente della Cei Ruini, e i vertici ortodossi e protestanti, ebrei, musulmani, induisti. Tra convegni e preghiere, si attendono almeno diecimila persone, l'ultimo giorno si troveranno tutti in piazza Duomo.

    Tettamanzi lo ha scritto nel suo messaggio in preparazione dell'incontro: «È sempre più urgente che leader e persone di buona volontà si scambino il contributo di sapienza spirituale delle proprie tradizioni religiose e culturali, affinché nell'umanità possa prevalere non la pretesa di egemonia, che provoca violenze e scontri di civiltà, ma la ricerca sincera di vie di pace e di dialogo».

    È la «via stretta», la strada più difficile, ma non c'è alternativa. L'arcivescovo allarga le braccia: «Se non si pratica il dialogo, certo con fatica e coraggio, quale altra strada è praticabile per realizzare la convivenza umana?».

    Gian Guido Vecchi







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