Pace

RSS logo

Mailing-list Pace

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

Lista Pace

...

    Il disertore

    10 febbraio 2003 - Boris Vian

    In piena facoltà
    egregio presidente
    le scrivo la presente
    che spero leggerà.

    La cartolina qui
    mi dice terra terra
    di andare a far la guerra
    quest'altro lunedì

    Ma io non sono qui
    egregio presidente
    per ammazzar la gente
    più o meno come me

    Io non ce l'ho con lei
    sia detto per inciso
    ma sento che ho deciso
    e che diserterò.

    Ho avuto solo guai
    da quando sono nato
    i figli che ho allevato
    han pianto insieme a me.

    Mia mamma e mio papà
    ormai son sotto terra
    e a loro della guerra
    non gliene fregherà.

    Quand'ero in prigionia
    qualcuno mi ha rubato
    mia moglie e il mio passato
    la mia migliore età.

    Domani mi alzerò
    e chiuderò la porta
    sulla stagione morta
    e mi incamminerò.

    Vivrò di carità
    sulle strade di Spagna
    di Francia e di Bretagna
    e a tutti griderò.

    Di non partire più
    e di non obbedire
    per andare a morire
    per non importa chi.

    Per cui se servirà
    del sangue ad ogni costo
    andate a dare il vostro
    se vi divertirà.

    E dica pure ai suoi
    se vengono a cercarmi
    che possono spararmi
    io armi non ne ho.

    Note:

    Originale "Le deserteur" testo di Boris Vian - musica di Boris Vian e Harold Berg, 1956
    Traduzione italiana Giorgio Calabrese - Arrangiamento Ivano Fossati
    Incisa in Lindbergh (Lettere da sopra la pioggia) di Ivano Fossati, 1992

    La canzone è stata scritta ai tempi della guerra di Indocina ma in breve è divenuta un manifesto contro la presenza coloniale francese nell'Algeria che lottava per la propria libertà.
    In Italia è stata ripresa per la prima volta da Margot, Margherita Galante Garrone (figlia di Alessandro Galante Garrone, moglie di Sergio Liberovici e madre di Andrea) nel periodo dei Cantacronache (1958/1960), poi è rimbalzata negli Stati Uniti incisa da Peter, Paul and Mary durante i moti di Berkeley, quindi ci sono state 4 traduzioni italiane, a cura di Paolo Villaggio, Luigi Tenco, Giorgio Caproni e Giorgio Calabrese. Ornella Vanoni l'ha inserita nella scaletta del suo tour nel 1971, ma la prima incisione italiana è stata curata da Ivano Fossati nel 1992, riprendendo la traduzione di Calabrese.
    Moulodji è stato l'interprete francese ed ha dovuto subire un esilio di circa 10 anni dal mondo della canzone francese, mentre Boris Vian, che pure morirà pochi anni dopo, spesso dovette esibirsi o scrivere sotto pseudonimo, tanta era stata la reazione delle destre francesi, De Gaulle in testa.

    PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.8 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)