Ed ora ammazzateci tutti

5 dicembre 2005
Alex Zanotelli
Fonte: Pax Christi

La barbara uccisione dell'on. Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria ci ha riportati tutti a toccare con mano lo strapotere della 'ndrangheta, oggi regina delle mafie. Ci rendiamo conto che le mafie, dalla Sicilia alla Campania, sono ritornate a controllare il territorio come e piu' di prima. E non e' semplicemente un fenomeno meridionale ma e' ormai un cancro che rode l'intero tessuto nazionale. "Il problema oggi" - ha detto il coraggioso vescovo mons. Bregantini ai funerali di Fortugno - "non e' solo a Locri ma e' soprattutto a Roma. C'e' una dimensione nazionale e non solo locale". E' quanto mi avevano ripetuto i ragazzi tossicodipendenti del rione Sanita' di Napoli: "Alex, non usare piu' la parola camorra, ma parla di 'o sistema'". La 'ndrangheta ha un fatturato di 35 milioni di euro, superiore al Pil della California. E' sempre piu' ricca e sempre piu' internazionale, spiazzando la stessa Cosa Nostra. "Si e' rafforzata nel silenzio - ha scritto recentemente Attilio Bolzoni su "La Repubblica" - nelle complicita' vicine e lontane, ha stretto patti con i cartelli colombiani, si e' inserita nelle logge massoniche o nel sistema economico come neanche i siciliani erano riusciti a fare". E' importante oggi sottolineare questi intrecci tra cosche mafiose e logge massoniche. Sembra ormai confermato che ogni cosca abbia il suo rappresentante nella locale loggia massonica (trovo incredibile il totale silenzio stampa sulla massoneria e sul ruolo che sta giocando). Questa situazione preoccupa seriamente questa redazione di "Mosaico di pace" perche' la nostra e' una rivista collocata a Sud e non puo' non essere interpellata dal fenomeno mafioso. Come possiamo dirci una rivista sulla pace se non ci impegniamo in prima fila ad analizzare e poi a sfidare queste organizzazioni criminali responsabili di una violenza inaudita all'interno delle nostre comunita'? E' questo l'insegnamento di Tonino Bello (che ha voluto - e ha voluto al Sud - "Mosaico di pace") che tanto si e' impegnato anche su questo fronte. In fedelta' al grande vescovo ("santo" lo ha chiamato Bregantini) la nostra rivista desidera affrontare con piu' coraggio questo "cancro". "La 'ndrangheta non e' un tumore da estirpare da un organismo sano - afferma l'antropologo Lombardi Satriani -. E' cosi' invischiata nel tessuto economico che non si puo' non entrare in contatto". E' soprattutto nella cultura cosi' profondamente mafiosa. Una cultura diffusa che sta diventando globalizzata. Le piccole cosche della 'ndrangheta e di Cosa nostra sono legate a livello mondiale (e sono le piu' ricche del pianeta) e controllano il cuore della finanza internazionale. Sono queste famiglie, legate sia alle mafie sia alle logge massoniche sia ai servizi segreti, che governano il mondo. E' questo intreccio incredibile fra realta' mafiose locali e grandi famiglie che controllano la finanza che rende ancora piu' difficile l'impegno contro le mafie locali. Davanti a tutto questo, cosa possiamo fare noi? Non lasciamo sola la Chiesa e la comunita' calabrese. Sarebbe bello leggere un appello congiunto dell'episcopato calabrese. Una lettura condivisa della realta' che possa incoraggiare le comunita' cristiane della regione. Perche' non pensare un Concilio regionale delle Chiese del Sud per affrontare questa drammatica realta'? Sarebbe auspicabile che tutta la Chiesa italiana si prepari al convegno nazionale del prossimo anno a Verona focalizzando l'attenzione su questo problema chiave. Per realizzare tutto questo e' necessario che le realta' ecclesiali di base facciano rete con tutte le altre realta'. Solo cosi' possiamo affrontare le mafie: esse non possono ammazzare intere comunita' ne' un popolo unito. Non ci servono croci, ci servono cittadini uniti che si alzano in piedi. Occorre un forte risveglio delle coscienze, non alimentando piu' l'iniquita' del male, opponendoci alle richieste estorsive, denunciando l'usura. Occorre uno sforzo comune da parte di tutti contro una diffusa cultura mafiosa che e' humus per il dilagare della criminalita' organizzata. In un contesto mafioso deve nascere uno stile di vita alternativo: "Piu' chiara sia la nostra parola di preti, piu' vivo il Vangelo che annunciamo, piu' profetica la nostra testimonianza cristiana, piu' consequenziale tutta la nostra vita"

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