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Forum Sociale Mondiale Tunisi, 26 – 30 marzo 2013 / Diario N.5

La speranza che nasce dal basso

Anche oggi gli oltre 240 seminari hanno trattato temi di vitale importanza: dalla spiritualità al debito, dalla cittadinanza attiva all’impegno per l’acqua pubblica, dalle lotte per le pari opportunità delle donne e alla libera circolazione delle persone, dall’economia solidale al dialogo fra le religioni.
29 marzo 2013 - Alex Zanotelli

Siamo ormai verso la fine del Forum, ma l’entusiasmo e l’impegno dei partecipanti continuano. Grande sempre anche la partecipazione popolare.

Anche oggi gli oltre 240 seminari hanno trattato temi di vitale importanza: dalla spiritualità al debito, dalla cittadinanza attiva all’impegno per l’acqua pubblica, dalle lotte per le pari opportunità delle donne e alla libera circolazione delle persone, dall’economia solidale al dialogo fra le religioni. (Interessante in questo senso l’intervento al Forum del teologo spagnolo Tamayo che tenta di ricuperare gli elementi essenziali dell’Islam e del Cristianesimo per entrare in un dialogo fruttuoso e capace di costruire giustizia e pace).

Ognuno ha avuto occasione di partecipare a varie sessioni. Sottolineamo solo due che riteniamo di particolare rilevanza: il seminario sugli EPA (Economic partnership agreements) e sulle biotecnologie.

I relatori del seminario che portava il titolo: L’accordo di partenariato economico (EPA) tra l’EU e le nazioni ACP, hanno affrontato con molta competenza e conoscenza, il nuovo Trattato, che l’Unione Europea vuole imporre all’Africa e ai Paesi del Pacifico (ACP). L’Europa che ha avuto per oltre trent’anni un trattamento economico speciale con i Paesi impoveriti, ha deciso che devono tutti competere nell’unico mercato mondiale. Per questo la UE chiede che le nazioni dell’ACP tolgano i loro dazi e le tasse sulle importazioni. La conseguenza  sarà drammatica  per i contadini africani  perché non potranno competere con l’agricoltura europea sostenuta dalla UE con 50 miliardi all’anno.

Il relatore Marc Maes ha sostenuto che l’Unione Europea, proprio perché in crisi economica, diventa sempre più aggressiva per imporre il nuovo trattato (EPA) vuole assolutamente concludere le trattative entro il primo ottobre 2014. Il tempo è breve e c’è bisogno urgente di rilanciare la Campagna contro gli EPA da parte della cittadinanza attiva europea.

Altrettanto significativo è stato il seminario: Vita sintetica, bioenergie e altre nuove tecnologie, condotto da noti esperti internazionali, il Prof. Pat Mooney e dalla dott.ssa Silvia Ribeiro. Mooney, autore di un ricerca, dal titolo eloquente, Biomassacre, ha messo tutti in guardia sulla gravità di questo fenomeno. E’ sua convinzione che gli scienziati possano ormai trasformare le biomasse in nuovi prodotti biosintetici. Per esempio la gomma, che è prodotta dal cauciù, potrebbe in un futuro prossimo, essere prodotta con le biomasse. Sono sei, le mutinazionali delle sementi, che gestiscono questo nuovo e grande business. Le conseguenze avranno ricadute impensabili sul futuro dell’umanità, ponendo problemi etici, filosofici e teologici di grande rilievo. Purtroppo queste informazioni non girano nel grande pubblico il pubblico. Diventa fondamentale fare una informazione seria du tutto questo invitando la gente a valutarne le conseguenze.

Queste grandi tematiche dell’ambiente  sono state accompagnate da tante altre problematiche quale  l’immigrazione, la questione dei rifugiati africani nel deserto del Sinai e sull’impegno delle donne nella precaria situazione.  Ed è interessante che ancora una volta, l’Africa sub-sahariana, la grande assente in questo Forum, sia stata portata all’attenzione del pubblico dalle missionarie comboniane e laiche. Infatti non ci sono stati seminari sui punti caldi dell’Africa: Somalia, il popolo Nuba (Sudan), Kivu (Congo), Centrafrica, a differenza della questione palestinese che è stata al centro di molta attenzione durante il Forum.

Ai tanti problemi sollevati nelle varie sessioni hanno tentato di rispondere, a fine giornata,  le prime plenarie di convergenze, che continueranno anche domani, sabato 30 marzo.

In un anfiteatro strapieni di gente, dove sono confluiti tutti i gruppi che hanno  riflettuto sull’ambiente e sul clima, una delle relatrici, Simona, con voce tonante ha presentato le vie per uscire dalla crisi ecologica: il petrolio deve essere lasciato nel sottosuolo, il carbone nelle cave, nessuna energia nucleare, no alla biologia sintetica e alla geoingegneria, no alla biochimica.    Sono solo alcune delle indicazione emerse.

In un'altra sala, questa meno affollata, l’Alleanza mondiale degli abitanti, soprattutto quelli che abitano nelle baraccopoli, ha proclamato il diritto alla casa e al  focolare  ha auspicato la creazione di un tribunale internazionale per le questioni abitative, e ha lanciato la sfida di uscire dal mercato immobiliare che permetterebbe a un miliardo di persone un alloggio dignitoso.

La giornata si è conclusa in Cattedrale con la solenne celebrazione della morte di Gesù.  Insieme al Crocifisso abbiamo ricordato i popoli crocifissi d’Africa ma anche tutti coloro che hanno dato la vita perché questo continente possa risorgere, come Thomas Sankara, il giornalista congolese Chebeya Floribert, ambedue ricordati durante il Forum, nonché il Romero d’Africa, l’arcivescvo Munzihirwa assassinato a Bukavo (Congo) nel 1996.

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