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I crocifissi di oggi

3 maggio 2012 - Alex Zanotelli
Fonte: Nigrizia

Ho vissuto anche quest’anno una Pasqua di Gesù crocifisso dall’Impero, fatto fuori perché scomodo. L’ho vissuta con i crocifissi di oggi, camminando e lottando con loro verso la Pasqua, verso la liberazione.
Posso fare ciò perché vivo nel Rione Sanità di Napoli, dove la situazione economica diventa sempre più difficile man mano che si va avanti. E sono sempre i poveri a pagarne le peggiori conseguenze. Qui posso vedere come Napoli sia, in realtà, due città: la città dei ricchi (Vomero, Posillipo, Chiaia) e la città dei diseredati (Scampia, Rione Sanità, Ponticelli, Barra). Sono due mondi che non s’incontrano, né si vogliono incontrare. In questa situazione è importante essere dall’“altra parte”, cioè dalla parte di coloro che soffrono, di coloro che lottano per un mondo altro. Come ha fatto Gesù di Nazaret. Ecco perché noi proclamiamo che è risorto e vivo.
In tutto questo periodo, si è continuata la lotta a fianco dei senza fissa dimora, degli ambulanti, dei migranti, dei disoccupati, dei profughi. Il cammino quaresimale ci ha immersi in queste realtà.
La notizia buona (non sono molte le buone notizie) è che, finalmente, siamo riusciti a ottenere dal comune una promessa per i senza fissa dimora, che sono almeno tremila. Dopo anni di lotta, in un incontro con il sindaco Luigi de Magistris, siamo riusciti a strappare questa promessa: una parte del famoso Real Albergo dei Poveri diverrà un centro cui potranno fare riferimento i senza fissa dimora. Se riuscissimo davvero a rendere concreto ciò, questa sarebbe davvero una bella notizia pasquale.
Sugli altri fronti, la nostra lotta non ha prodotto granché. Prendiamo gli ambulanti. Vorrei ricordare che sono un retaggio storico della città: tantissima gente è vissuta vendendo mercanzie varie lungo le strade, e tuttora Napoli è piena di ambulanti. Il 4 agosto del 2011 gli ambulanti napoletani di Piazza Garibaldi, che di per sé pagavano anche le tasse, sono stati sbattuti via. Lo stesso è accaduto al Vomero e in altre parti della città. Sbattuti via senza sapere dove andare.
Ma la giunta de Magistris sa che gli ambulanti solo con il loro mestiere riescono a tirare a campare? Sanno che queste famiglie non sanno come vivere? Ecco il dramma! Abbiamo fatto tante manifestazioni, abbiamo avuto tanti colloqui con assessori e con lo stesso sindaco, ma non siamo approdati a nulla.
Il Giovedì Santo mi sono incontrato con questa gente. Mi sono commosso. Un uomo di 60 anni è scoppiato a piangere e mi ha detto che non sapeva più che cosa fare per portare qualche soldo a casa.
Agli ambulanti locali si sono aggiunti i migranti di Piazza Polonia, che sono lì con il permesso del comune. Anche i migranti sopravvivono vendendo povere cose. Ma è stato vietato farlo. Abbiamo provato a spiegare la situazione, ma non c’è stato nulla da fare: non ci ascoltano. Ora hanno deciso di fare un bando per tutti. Mi auguro che almeno i migranti, che sono lì da parecchi anni, possano divenire legali e acquisire il diritto di vendere quello che hanno sempre venduto.
Duro anche il cammino insieme con i profughi provenienti dalla Libia. Solo negli alberghi di Piazza Garibaldi, la piazza della stazione ferroviaria, ve ne sono accatastati 700. Stiamo chiedendo che venga dato loro almeno un anno di permesso di soggiorno. Chiediamo che siano riconosciuti come profughi. Si tratta di gente scappata dalla guerra di Libia, lo scorso anno, e ai profughi di guerra va dato asilo politico. Ma la commissione non ci sente.
Per contro, siamo almeno riusciti ad aprire alcune scuole per questi profughi, perché imparino l’italiano. Bella l’esperienza della scuola messa in piedi dal Centro missionario: anche questo un segno di Pasqua.
Mi sono sentito, invece, amareggiato, la vigilia di Pasqua, quando sono andato a visitare il campo rom di Casavatore, poco lontano da Napoli. Mi chiedo come si possa permettere, nell’Italia di oggi, che delle persone vivano in quelle condizioni, in un luogo degradato, in baracche fatiscenti.
Questa è stata la mia Pasqua con i crocifissi della storia, ma nella certezza che Dio non vuole tanta soff erenza. So che lui sta dalla parte delle persone che a Napoli stanno soffrendo.

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