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Comunità di resistenza

1 gennaio 2009 - Alex Zanotelli
Fonte: Nigrizia

Chiaiano è una municipalità del comune di Napoli, un posto molto bello. Nella sua area, però, ci sono anche un bel po’ di cave. Negli anni scorsi, aveva preso forma l’ipotesi di farle diventare un parco, considerando anche il fatto che Chiaiano è a nemmeno un chilometro dal polo ospedaliero della città, dove si trovano grandi ospedali come il Cardarelli e il Cotugno.
Invece, Guido Bertolaso, sottosegretario per l’emergenza rifiuti, ha avanzato un altro progetto: in queste cave deve nascere una discarica. Questa la volontà, per quanto assurda, della politica. Sarebbe come affermare che, a Roma, Villa Borghese o Villa Giulia devono diventare discariche.
La pensata di Bertolaso ha suscitato un coro di proteste in tutta la città. Così, il 29 aprile dello scorso anno, i cittadini di Chiaiano (e anche quelli di Marano, un comune limitrofo) si sono organizzati e sono scesi in piazza. Una data che segna l’inizio di una vera e propria resistenza della gente contro la discarica.
Rispetto alle altre azioni di resistenza che sono fiorite in molte realtà della Campania, quella di Chiaiano presenta alcune specificità. Prima di tutto, il comitato locale è stato capace fin dall’inizio di coinvolgere i cittadini e di stimolarne la partecipazione attraverso una puntuale e capillare opera di informazione. In secondo luogo, è venuto a costituirsi un gruppo di base — che definirei comunità di resistenza — che, da un anno a questa parte, sta lavorando molto bene: quasi tutte le sere ci sono momenti di confronto per mettere a fuoco i pro-blemi che via via si presentano, c’è un contatto diretto e costante con i mass media, si cerca di sensibilizzare anche il mondo ecclesiale. A questo proposito, voglio ricordare che, un giorno, tutta la comunità è andata in cattedrale e vi ha lasciato uno striscione con scritto: “Padre, non perdonarli, perché sanno quello che fanno”.
Tutta questa attività di resistenza avviene con modalità assolutamente nonviolente. Una forma di protesta può essere quella di creare un corteo di automobili che, circolando a passo d’uomo, rallentano il traffico in maniera considerevole.
Ma Bertolaso non ha mai mollato e ha sempre riaffermato di voler andare avanti con il suo progetto. Infatti, lavori per la discarica stanno proseguendo. Anche se in questo ultimo periodo c’è stata la grande benedizione della pioggia, che ha creato non pochi problemi al cantiere di Bertolaso. Ma nemmeno la comunità è arretrata: continua a dire “no” ed è decisa a proseguire la sua resistenza.
Bisogna rimarcare che la comunità non ha mai avuto risposte alle contestazioni fatte. In particolare, è stato rilevato che nei siti che si vogliono far diventare discarica è presente dell’amianto. Ciò ha molto disturbato il governo e, infatti, il comitato è stato portato in tribunale.
In ogni caso, è davvero edificante e bello vedere una comunità capace di resistere, mettendo in campo strategie nonviolente. Sono contento di essere amico di questa gente. Ho partecipato a molte loro manifestazioni e li sostengo. Soprattutto, sento che abbiamo una relazione vera, umana.
Del resto, per me Chiaiano rappresenta oggi la più bella esperienza di resistenza in Campania. E questo tipo di resistenza sta dando vita a veri processi di democrazia dal basso e sta facendo nascere la speranza che si possa costruire un’altra Napoli.

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