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Sulle strade di Crotone

1 aprile 2009 - Alex Zanotelli
Fonte: Nigrizia

Lo scorso 1° marzo, Comunità Libere, il Consorzio sociale Goel, Calabria Welfare e altre associazioni calabresi hanno dato vita alla seconda marcia per la solidarietà, la giustizia, la pace e contro le mafie.
È stata una giornata magnifica quella di Crotone, lo scorso 1° marzo. E a solo per la primavera che cominciava a esplodere, ma anche, e soprattutto, per l’adesione forte e convinta di tanta gente alla seconda marcia per la solidarietà e contro le mafie, voluta da numerose realtà associative impegnate nel sociale. La Calabria ha bisogno di questa forza e di questa convinzione.
Ero stato presente anche lo scorso anno, a Locri, alla prima marcia per la solidarietà. Era stato un bel momento, ma non si era vista una partecipazione così decisa come quest’anno. Nel 2008 molti dei partecipanti erano venuti da fuori, anche da altre regioni. Nella seconda edizione, invece, il grosso dei marciatori era calabrese. E questo è un ottimo segnale.
In realtà, tutto è cominciato il 28 febbraio con una solenne celebrazione, seguita da una veglia di preghiera nella basilica cattedrale di Crotone, alla presenza dell’arcivescovo Domenico Graziani. È stato un momento molto significativo: la chiesa era gremita di gente, tra cui molti giovani. Attraverso segni — quali la luce e la terra — abbiamo voluto esprimere l’anelito della speranza. Questa la frase-guida della veglia: “Testimoni di corresponsabilità nella nostra terra per un futuro di pace e di giustizia”.
La veglia si è protratta fin quasi a mezzanotte, con la dinamica della lettura della realtà alla luce della Parola di Dio. Ci si è soffermati, pregando e meditando, sulla prima lettera di Paolo ai Tessalonicesi, in particolare sul passo in cui l’Apostolo parla di pace e di sicurezza romana, e sul capitolo 12 della lettera ai Romani, in particolare sull’invito di Paolo a non conformarsi al mondo romano, ma di rinnovare la propria mente. Si è, quindi, letto un testo ecumenico, preso dai documenti dell’assemblea ecumenica di Basilea “Pace nella giustizia”. Infine, la lettera dell’arcivescovo Graziani, intitolata “Il battito della speranza”.
Tutti abbiamo voluto prenderci una serie di impegni molto concreti. Ci impegniamo nella chiesa e nella società per la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato; nella condivisione delle risorse; nell’opzione per i poveri, gli oppressi, i senza potere; nella lotta contro tutte le violazioni dei diritti umani; nell’adottare nuovi stili di vita.
Il mattino dopo, ci siamo ritrovati per le strade di Crotone. Eravamo davvero tanti: 6-7mila persone. Presente anche mons. Graziani, che ha voluto compiere tutto il percorso della marcia. Al termine si sono avvicendati al microfono i responsabili di associazioni calabresi e dell’Italia del sud, per sottolineare l’importanza di questo movimento che si sta formando in Calabria. Una vera grande alleanza per la giustizia e la pace, per incoraggiare la gente di Calabria, che ha bisogno di essere sostenuta nella sua lotta contro la ’ndrangheta.
Nel suo intervento, Vincenzo Linarello, portavoce di Comunità Libere e anima di questo sforzo unitario, ha chiesto di difendere il percorso di cambiamento per la democrazia intrapreso in questi anni. Ha chiesto di sviluppare esperienze di economia mutualistica, per dare risposte concrete ai bisogni della gente; di difendere le vittime della ’ndrangheta e delle massonerie deviate; di impedire con ogni mezzo il contagio delle mafie, delle economie criminali e dei poteri occulti in tutte le regioni d’Italia. Linarello si è poi impegnato su tre temi: promuovere la nascita di una Fondazione di comunità; costruire forme di mutualismo cooperativo per far uscire tanta gente dal ricatto della precarietà; dare vita a una scuola di formazione per dirigenti di imprenditoria comunitaria, contribuendo così alla costruzione di una nuova classe dirigente.
La marcia è stata una boccata d’ossigeno per una regione che sta soffrendo molto.

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