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    Da quando è proibita, sono stati uccisi 24.000 esemplari

    "Balene, la scienza non giustifica la caccia"

    Lo stabilisce il rapporto del Wwf presentato dalla Commissione baleniera internazionazionale
    22 giugno 2005

     CACCIA ALLE BALENE Il Giappone ha annunciato stamani che rafforzerà la caccia alle balene per scopi scientifici e di ricerca sfidando così i partner internazionali riuniti da poche ore a Ulsan, in Corea del Sud, per la 57esima sessione plenaria della Co «La caccia alle balene non può essere giustificata da motivazioni scientifiche». E' cio che emerge dal nuovo rapporto del Wwf presentato in occasione dell'apertura odierna della 57a Commissione baleniera Internazionale in Corea. Il Giappone ha infatti annunciato in occasione dell'apertura dei lavori che rafforzerà la caccia alle balene per scopi scientifici e di ricerca sfidando così i partner internazionali riuniti a Ulsan. Il rapporto sottolinea, inoltre, che nonostante dal 1986 è diventata operativa la moratoria che proibisce la caccia alle balena, ne sono stati uccisi 24.000 esemplari. Settemila in nome della scienza. Principale colpevole proprio il Giappone, che usa, secondo il rapporto, presunte giustificazioni scientifiche per aggirare la moratoria.

    TECNICHE MODERNE - Esistono, sostiene il Wwf, moderne tecniche di studio non letali che permettono di conoscere in modo essenziale le caratteristiche di questi mammiferi. Queste tecniche danno risultati migliori di quelle usate dai giapponesi. "E' paradossale -sostiene Susan Lieberman, direttore del programma Wwf global Species - che il Giappone, una delle nazioni più avanzate al mondo in termini di progresso tecnologico, si ostini a uccidere ogni anno 650 balene utilizzando nel XXI secolo la scienza degli anni '40". Secondo queste moderne procedure sono sufficienti piccoli campioni cutanei del mammifero per studiare la natura delle balene. Questo campione si può prelevare facilmente, attraverso l'uso di una freccetta da biopsia, senza togliere la vita ai mammiferi.

    DIMINUZIONE DELLA FLORA MARINA - Il Giappone giustifica l'uccisione delle balene anche con altre motivazioni. Tra queste ci sarebbe la convinzione che le balene siano responsabili della diminuzione degli stock di pesca. Il Wwf considera questa argomentazione priva di fondamento, visto che non è supportata da nessuno studio scientifico. Il rapporto condanna anche l'Islanda, che come lo stato nipponico continua lo sterminio delle balene adducendo presunte motivazioni scientifiche.

    SCELTA ECONOMICA - Le motivazioni di questa scelta sono prettamente economiche. "ll nostro rapporto evidenzia come il programma di caccia giapponese riguarda il commercio e la politica" continua Susan Lieberman. Il governo nipponico sovvenziona la caccia alle balene e la carne di questo mammifero è richiestissima dal mercato interno.









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