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Fido Park: una sana operazione di marketing

L’Autogrill per cani fa retromarcia

10 agosto 2005 - Oscar Grazioli

fido park Ogni giorno su radio, televisione e quotidiani viene enfatizzato il nuovo servizio a favore di chi viaggia accompagnato dal proprio cane. Si tratta dei “Fido Park”, una sorta di oasi dove anche il cane può trovare ristoro durante i lunghi spostamenti verso mare e montagna. Queste aree attrezzate dovrebbero anche scoraggiare il triste fenomeno dell’abbandono che, in Italia, è apprezzato da un impressionante numero di adepti.

Conviene riassumere i termini dell’iniziativa. Il primo autogrill che dedica uno spazio riservato agli animali in viaggio è nell’area di servizio Secchia Ovest (Modena). L’inaugurazione avviene due anni fa ed è subito un successo di presenze. Oggi il numero è salito a 13 e nei prossimi anni ne sono previsti altri. Ma cosa sono i Fido Park?
Sono aree collocate all’esterno dei punti di ristoro Autogrill dotate, oltre che di acqua corrente, di cucce all’ombra di un gazebo, sistema di spurgo e disinfezione rapida. Presso ogni aree è posizionato un regolamento in lingua italiana e inglese con le indicazioni di uso delle cucce e mappa delle aree attive nel paese. Inoltre in ogni Fido Park viene segnalato l’ambulatorio veterinario più vicino con il rispettivo recapito telefonico, per qualsiasi eventuale emergenza. Dall’anno scorso, grazie alla partnership dell’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), viene organizzato un servizio veterinario gratuito che si attiva il sabato e la domenica nelle ore di punta, in caso di stress, colpi di calore e altri disturbi simili.
Volontari delle associazioni animaliste assicurano il loro contributo in caso di necessità. L’idea di aprire queste aree è luminosa, ma non tutto è oro quel che luccica.

Dopo due anni è bene ridimensionare l’entusiasmo, un po’ forzato, degli organizzatori. Un’amica che suole viaggiare sola e bene accompagnata dal suo Labrador mi ha raccontato di avere tentato una sosta presso il Fido Park in una giornata torrida all’ora di pranzo.
Aveva già letto le istruzioni per l’uso, ovvero identificare il colore della cuccia, la qual cosa è impedita a migliaia di persone che soffrono di discromatopsia come lei (non percepiscono uno o più colori), ma il problema è superabile. Fido park

Basta chiedere a un turista di che colore è quella gabbia. Diventa un problema ostico quando ci si deve recare alla cassa del market a ritirare la chiave, depositare un documento e compilare un modulo. Nelle giornate “rosse” e negli orari di pranzo le casse hanno code lunghissime ed è facile perdere mezz’ora o più. Dove mettere il cane nel frattempo? E dove metterlo quando si va a riconsegnare la chiave alla cassa e si torna a fare la coda? Magari in macchina, tanto se gli viene un colpo di calore c’è il servizio veterinario sul posto. No, alt, contrordine. L’anno scorso c’era il servizio veterinario sabato e domenica dalle 12.30 alle 14.30. risicato, ma meglio di niente. Quest’anno i 13 Fido Park sono stati suddivisi in quelli dove l’assistenza sanitaria c’è solo il sabato e quelli dove c’è solo la domenica. Appena inaugurati e strombazzati, la mannaia della congiuntura economica è calata anche su di loro. Gli hanno tagliato i viveri (ai cani). E sì che con quel che costano i panini, le bottigliette d’acqua minerale e i prodotti gastronomici etnici, la premiata ditta Autogrill poteva anche permettersi di spendere poche migliaia di euro in più per l’assistenza sanitaria. Due ore soltanto il sabato o la domenica e limitatamente alle malattie da stress e colpo di calore in tredici aree di servizio, francamente dà più l’idea di una sana operazione di marketing che non della volontà di assistenza. Se dunque Fido, dovesse avere la sfiga di star male nel giorno sbagliato o di patire il disturbo sbagliato non gli resta che azzannare un polpaccio al Berlusca, quando lo incontra nell’area di sosta Brianza ovest. Lui non lo sa ma qualche colpa ce l’ha di sicuro.

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