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    L’irruzione ha interrotto la seduta: beffato il servizio di sicurezza, non succedeva da quattro secoli

    Londra vieta la caccia alla volpe: è rissa

    La Camera dei Comuni vota l’abrogazione: scontri al Parlamento, i contestatori invadono l’aula
    16 settembre 2004
    Fonte: www.corriere.it
    16.09.04

    . In un clima tesissimo, degno di gravi questioni nazionali, ieri la Camera dei Comuni ha votato l’abolizione della caccia alla volpe. Non è la prima volta che lo fa, ma per la prima volta il governo di Tony Blair è deciso ad andare fino in fondo, ignorando il voto contrario che certo verrà dalla Camera dei Lords. Per questo gli animi erano eccitati come non mai: mentre migliaia di sostenitori della caccia alla volpe manifestavano rumorosamente davanti al Parlamento, con alcuni esagitati, aizzati dalla birra, che si scontravano con la polizia in tenuta antisommossa, all’interno dei Comuni s’assisteva a una scena straordinaria: cinque contestatori, entrati chissà come nell’aula iperprotetta per timore di atti di terrorismo, hanno interrotto la seduta, apostrofando il ministro Alun Michel e scontrandosi con i commessi. Qualcuno dice che una scena del genere non era mai successa, un vecchio deputato che ha scritto una storia dei Comuni ricorda un solo precedente, ai tempi di Carlo I, nel ’600.

    Così l’Inghilterra volta pagina, chiudendo con un’attività che è molto più d’uno sport: la caccia alla volpe con i cani, che inseguono l’animale fino a sfinirlo, e poi lo sbranano prima che i cacciatori in giacca rossa arrivino al piccolo galoppo sul luogo del sacrificio, è una tradizione vecchia di secoli, a cui si attribuiscono valori che, allo straniero o semplicemente al non cacciatore, sembrano crudeli, oltre che esoterici. Naturalmente qualcuno porta il paragone della corrida, e forse sarà giusto, benché nella «plaza de toros» affluiscano milioni di spagnoli, per un rito che è certo popolare. Invece la caccia alla volpe è uno sport caro all’aristocrazia, e perciò gli animi sono così accesi. Da sinistra è considerata un anacronismo da abolire, a destra si legge il divieto come una violazione dei diritti delle minoranze. Nessuno, forse, ha ragione al cento per cento. .

    Ma in democrazia conta il parere della maggioranza: 356 voti a favore, 166 contrari, i Comuni hanno votato il divieto (in Inghilterra e in Galles, perché in Scozia è in vigore da tempo). Ora la legge va alla Camera dei Lords, e quasi certamente sarà respinta, come le volte precedenti. Allora il governo, che non è promotore della legge ma ha dato ai deputati laburisti libertà di voto, così garantendo una maggioranza di sì, invocherà il Parliament Act, una norma del 1949 che sancisce la superiorità dei Comuni sui Lords. Legge applicata solo tre volte per temi rilevanti come le elezioni europee o l’abbassamento a 16 anni dell’età minima per atti omosessuali. Stavolta si userà per salvare le volpi, ma non subito: forse per scavalcare le elezioni attese per il 2005, la legge entrerà in vigore solo nel 2006. Entro un anno e mezzo il settore che vive sulla caccia alla volpe (allevatori di cani, stallieri, guardiacaccia: un indotto di 35 mila persone) dovranno riciclarsi in altre attività. Non stupisce che la prospettiva di perdere il lavoro, in un ambiente tradizionalista come quello della campagna inglese, metta paura. Così circa diecimila attivisti della Countyside Alliance sono scesi a Londra e, tra il Parlamento e l’Abbazia di Westminster, hanno inscenato una manifestazione, mentre i deputati discutevano e votavano. Alcuni di loro, chiaramente bevuti, si sono scontrati con la polizia, che non s’è risparmiata l’uso del manganello. ,

    Ma la scena più grave è stata quella all’interno dei Comuni: mentre il rappresentante conservatore redarguiva il governo, quattro giovani hanno fatto irruzione e hanno aggredito verbalmente il ministro Michel: «Questa non è democrazia, questo è il contrario della democrazia!», ha gridato uno di loro. Un quinto contestatore è entrato da un’altra porta, inseguito dai commessi che, com’è costume, hanno uniformi medievali, con la spada al fianco. Non hanno fatto uso dell’arma bianca, ma sono riusciti lo stesso a fermare i cinque, mentre la seduta veniva sospesa.
    Così, mentre volta pagina abolendo al caccia alla volpe, l’Inghilterra volta pagina anche con i costumi di un tempo. La società paziente e laboriosa, rispettosa della legge, pare ormai una società che protesta di continuo. Solo lunedì scorso a Buckingham Palace un dimostrante, che rivendica i diritti dei padri separati o divorziati nell’accesso ai figli, s’era arrampicato sino al bancone a cui s’affaccia al regina. E solo pochi mesi fa, dalle tribune dei Comuni, dimostranti avevano lanciato farina al premier Tony Blair. Ieri l’irruzione in aula: anche il «sancta sanctorum» del regno è stato violato.

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