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    Una tortura organizzata che si conclude con un assassinio

    Addio volpe, la caccia si darà ai semi d’anice

    19 settembre 2004 - Oscar Grazioli
    Fonte: www.libero.it
    18.09.04

    . Blair lo aveva promesso nel 1997 e le promesse, in un paese come l’Inghilterra, hanno ancora un loro valore. Secondo un recente sondaggio l’80% della popolazione britannica è contro la caccia alla volpe, così come viene praticata.
    La Scozia l’ha già abolita due anni fa. Gran Bretagna e Galles ci provano da anni, ma la camera alta dei Lord già tre volte ha bloccato la proposta di legge. Adesso però si fa sul serio e lo dimostrano i diecimila manifestanti pro caccia, i feriti, le manganellate, l’invasione dal Parlamento da parte di cinque esagiati e i cazzotti con i commessi.

    I cacciatori che difendono questa tradizione aristocratica sentono che la volpe, sfugge alla muta dei cani e astutamente fa perdere le sue tracce nei boschi. E quando si va attorno a tradizioni consolidate per i ricchi aristocratici del “country” inglese, allora si scatena una rabbia pari a quella degli hoolingas negli stadi.
    Questa volta a nulla varranno le vibrate proteste di Camilla, né quelle delle centinaia di club di cacciatori.

    Questa volta se la camera dei Lord dovesse mettere il bastone tra le ruote è pronto il ricorso al Parliament Act, organo sovrano in grado di piegare anche il volere della Camera Alta.
    La caccia alla volpe nasce in Inghilterra nel 1600 preceduta dalla caccia al cervo. Dopo la conquista normanna, la caccia a cavallo con muta di cani diventa tradizione e viene poi disciplinata nel 1700. i segugi normanni della “chasse a courre” sono i “talbot” inglesi. Quando la pratica si estende assurge alla sua odierna fama il Foxhound, il segugio in grado di trottare 20 km, cacciare per sei ore stancando due purosangue e tornare al canile trotterellando, coda alta e sguardo limpido. Di fronte a una muta di cani così e battitori esperti la volpe raramente ha scampo. E quando ha scampo finisce spesso in una fogna, fumante di calore, i polmoni scoppiati. E sono le fotografie e i filmati che rendono odiata alla popolazione questa pratica che, come ha scritto Surtees, “è lo sport dei re, immagine della guerra senza le sue colpe”. Scrive ancora il capitano Churchward che era stato gran maestro di caccia del South Foxhounds”. E’ il momento che sappiamo quello che ho impiegato più di quarant’anni a capire. La caccia alla volpe è soltanto una tortura organizzata che si conclude con un assassinio”. Parole che pesano come macigni sulla pubblica opinione.
    Ai cacciatori resteranno due anni di franchigia, poi dovranno accontentarsi del drag-hunt, la partita di caccia alla volpe dove manca la volpe, sostituita da un surrogato odoroso, come i semi d’anice. La volpe vera sogghignerà, finalmente serena, nelle brume dei boschi inglesi alzando la coda per salutare il passaggio di Robin Hood.

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