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    La lunga notte in bianco contro gli F-35 “made in Cameri”

    ma ancora più sconcertante è il divario tra i programmi di sviluppo per l'F-35 e la prossima generazione di velivoli ad alta prestazione
    23 giugno 2013 - Rossana De Simone

    Non si capisce bene se il ministro della Difesa Mario Mauro, i generali dell’Aeronautica e i dirigenti di AleniaAermacchi, pensino che “la storia d’Italia è, in primo luogo, la storia di un popolo di servi”*, ma è certo che quando esprimono lodi e apprezzamenti nei confronti del programma F-35, rispettano unicamente le loro convinzioni.
    Il 24 giugno, presso la Camera dei Deputati, sarà presentata una importante mozione in cui si chiederà non solo di cancellare la partecipazione italiana al programma, ma di discutere un nuovo modello di difesa coerente con la Costituzione, l’avvio di un percorso studiato per la riconversione dell’industria bellica, e l’eliminazione degli ordigni nucleari presenti in Italia. http://www.camera.it/leg17/995?sezione=documenti&tipoDoc=assemblea_allegato_odg&idlegislatura=17&anno=2013&mese=06&giorno=24&back_to=http://www.camera.it/leg17/187
    A proposito di questa mozione, il capo del programma F-35 per Lockheed Martin Steve O'Bryan, ha rilasciato una dichiarazione a Il Sole 24 Ore: "Il dibattito in corso è una cosa fisiologica di ogni democrazia in salute. Ma la democrazia ha anche una base logica e pertanto noi chiediamo che si valutino i fatti e sulla base di quelli si assumano le decisioni".
    Di quali fatti parla il rappresentante del complesso militare industriale statunitense?
    In Italia, chi cura gli interessi militari-industriali, più che informare dei fatti, ha messo in piedi una esibizione falsa e spettacolare degli F-35: è un caccia invisibile ai radar, è un occhio, un orecchio e un cervello hitech, un vettore aereo dotato di intelligenze artificiali che consentono la massima integrazione con le reti operative, intelligence e strategico politiche, è l’aereo militare più innovativo che l’uomo abbia mai concepito, e innovazione significa sempre risparmio, investimento e occupazione.
    E allora perché non tornare al numero iniziale di 131 F-35? La brillante idea è venuta al ministro della Difesa Mauro, che, mostrando spiccate capacità logiche, ha dichiarato: “sul piano strategico e del ritorno economico, l’ordine ha un senso sopra una certa soglia”.
    Per non essere da meno, tralasciando quanto emerso al Senate Appropriations Defense Subcommittee il 19 giugno, il top manager della Lockheed risponde entusiasta"siamo onorati" del sostegno arrivato agli F-35 dal ministro della Difesa Mario Mauro, un programma che all'Italia oltre ai "12 miliardi" già previsti, può produrre in futuro altri ritorni industriali "miliardari".
    A partire dal 2017 quando ci sarà il ramp up produttivo ci saranno opportunità per miliardi di dollari. Inoltre, a proposito dell’inizio dell’assemblaggio del primo aereo italiano che avverrà il 18 luglio, ha continuato “siamo stati lì la scorsa settimana e i report che mi sono arrivati sul funzionamento dello stabilimento sono eccellenti. Alenia sta facendo un lavoro molto buono, in linea con i programmi".

    In linea con quanto costruito per la platea italiana, O'Bryan si lascia andare in un discorso che sfiora l’apoteosi “siamo in un'ottima fase dello sviluppo del programma, stiamo tagliando i costi. Dal primo anno di produzione il costo si è ridotto di oltre il 50% e ci aspettiamo che questo trend continui”.

    A Cameri, tra il 13 ed il 14 luglio, davanti alla fabbrica dei cacciabombardieri ci sarà la “lunga notte in bianco contro gli F-35, contro tutte le fabbriche d'armi, contro tutte le guerre”.
    Come si legge nel volantino che annuncia l’evento, “i militari, gli industriali e i politici hanno comunicato ufficialmente che dal 18 luglio partirà la costruzione dei primi F-35 “made in Cameri”. Non ci sembra proprio il caso di lasciare in pace chi vuol fare la guerra e chi si prepara a farla nel modo più dirompente e devastante. http://www.noeffe35.org/

    Ma cosa si è detto il 19 giugno al Senate Appropriations Defense Subcommittee?

    Il Dipartimento è preoccupato per il futuro della base industriale di velivoli tattici ad alta prestazione degli Stati Uniti. Siamo sulla strada per avere attivo un impianto di produzione di aerei da caccia nei prossimi anni, ma ancora più sconcertante è il divario tra i programmi di sviluppo per l'F-35 e la prossima generazione di velivoli ad alta prestazione.

    Kendall, sottosegretario alla Difesa per l'acquisizione, la tecnologia e la logistica, avverte che il programma F-35 ha ancora una lunga strada da percorrere. Il getto è solo al 40% del programma di prove in volo e ci sono ancora molti test aerodinamici e strutturali che devono essere completati. Lo sviluppo del software deve essere ancora terminato e l’integrazione delle armi deve essere testato. Ci sono correzioni da fare nei casi dell’ Helmet Mounted Display System (HMDS), del gancio sistema di arresto (AHS) per l'F-35C (variante carrier), e dell'Autonomic Logistic Information System (ALIS).

    Di seguito alcuni punti delle relazioni di altri membri della sottocommissione.

    Il Pentagono comprerà 42 aerei per l'anno fiscale 2015, 62 nel 2016, 76 nel 2017 e 100 nel 2018. La produzione è attualmente di 29 aerei all'anno.
    Per l’anno fiscale 2014 si sono chiesti 8,3 miliardi dollari per lo sviluppo del sistema (1,8 miliardi dollari) e per gli appalti (6,5 miliardi dollari).

    L’Ufficio indipendente dei costi del Pentagono crede che il prezzo unitario medio può salire dal 15 al 20 per cento rispetto alle stime ufficiali, arrivando a 115 milioni dollari per aereo. Una volta acquistato, lo stesso ufficio stima che l'F-35 potrà anche costare un terzo in più degli F-16 e F-18 che dovrà sostituire.

    Nel corso degli ultimi anni, le singole nazioni partner hanno modificato i loro piani di acquisto a causa dei ritardi nel programma, e delle riduzioni dei finanziamenti nei bilanci della difesa.
    Sulle partnership internazionali si è parlato della consegna a Israele di 19 (su 75) velivoli F-35A a partire dal 2016.
    La Turchia ha differito i due getti che aveva ordinato per il lotto 7 e deve decidere se rientrare nel lotto 9.
    L’Olanda avrà i primi due velivoli, ma il Ministero della Difesa deve attendere la conclusione dei dibattiti parlamentari. Anche il Canada deve ancora decidere.
    Il Giappone ha firmato una lettera di accettazione dell'Offerta (LOA) per quattro F-35A che devono essere consegnati dalla catena di montaggio di Lockheed Martin nel 2016. Trentotto velivoli saranno prodotti nello stabilimento FACO costruito in Giappone.

    In particolare si sono presentate alternative alla produzione del progetto F-35:

    - Acquisto di un totale di 1.250 invece di 2.500.
    - Lasciare il piano del Corpo dei Marines in gran parte come è, ridimensionandolo dal 10 al 20 per cento, verificare le capacità degli aerei senza equipaggio per effettuare alcuni missioni precedentemente gestite da aeromobili con equipaggio.
    - Annullare la variante Navy (F-35C), aggiungere più F/A-18 E / F Super Hornet in attesa che si sviluppi un vettore con capacità di attacco senza pilota a lungo raggio.
    Il sistema senza pilota X-47B, che ha completato i test dimostrativi, potrebbe condurre operazioni di volo da una portaerei nel 2013.
    - Riduzione dei numeri per Air Force ( attualmente dovrebbe superare i 1.700 aerei) di quasi la metà. La differenza potrebbe essere sostituita da grandi velivoli senza pilota con capacità di combattimento (UAV) e si potrebbero impiegare ulteriori F-16. Questo approccio produrrà un risparmio netto di circa 60 miliardi di dollari.

    Perché? Perché in un'epoca di austerità fiscale e di tagli al bilancio della difesa, si ha bisogno di prendere rischi calcolati nella pianificazione della difesa.

    http://www.appropriations.senate.gov/ht-defense.cfm?method=hearings.view&id=216c4378-52ee-4eae-b54d-bb8ce6233dfa
    http://www.appropriations.senate.gov/ht-defense.cfm?method=hearings.download&id=0ff9e5a5-d123-4e8b-ba0c-5b88a6fcdb60

    * Dialoghi sulla pace e la libertà/Ludovico Geymonat, Fabio Minazzi.
    CUEN serie I Quaderni di Giano 1992

     

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