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    La "storia dell'ecologia"

    15 agosto 2016 - Giorgio Nebbia

    Comincerò a considerare la "storia dell'ecologia", disciplina naturalistica nata, come è ben noto, nella seconda metà del secolo scorso -- anzi l'"invenzione" del nome è attribuita al biologo tedesco Ernst Haeckel (1834-1919) che lo avrebbe usato per la prima volta in un suo libro del 1866 -- come scienza dei rapporti fra gli esseri viventi e l'ambiente fisico circostante e dei rapporti fra gli esseri viventi. L'ecologia analizza i cicli naturali degli elementi, i rapporti alimentari (produttori---consumatori---decompositori), la dinamica delle popolazioni vegetali o animali, eccetera.

    Sulla storia degli eventi e delle persone che hanno fatto progredire l'ecologia è stato scritto molto e sono disponibili buoni libri: l'ecologia è stata oggetto di insegnamento universitario fin dalla fine del secolo scorso: in Italia la prima cattedra universitaria di Ecologia agraria è stata costituita nel 1923. La ricerca ecologica ha avuto, nel periodo 1920-1940, alcuni "anni d'oro", come li ha definiti Franco Scudo (1), con importanti contributi anche italiani (per esempio di V. Volterra e U. D'Ancona). Le storie dell'ecologia finora pubblicate (2)(3)(4)(5)(6) prestano particolarmente attenzione agli studi condotti in Occidente; credo che molto sia ancora da approfondire sulle ricerche, talvolta importanti, degli ecologi sovietici (si pensi a figure come V.I. Vernadsky (1863-1945) o Kostitzin) e forse di altri paesi, le cui opere sono scritte in lingue meno accessibili al mondo europeo.

    Abbastanza curiosa e interessante è la storia dei rapporti fra ecologi veri e propri e movimenti di contestazione ecologica: talvolta gli studiosi di ecologia hanno fornito le informazioni di base su cui è nata la contestazione; in altri casi gli studiosi di ecologia hanno visto con fastidio il protagonismo di molti personaggi dei movimenti di contestazione, estranei alla "professione", che cavalcavano la nuova "moda".

    Nello stesso tempo, peraltro, la popolarità del nome è stata messa a profitto per moltiplicare le cattedre universitarie e talvolta anche gli incarichi professionali. Un interessante capitolo della storia del costume e dell'università italiana potrebbe ricostruire il numero di insegnamenti "ecologici" impartiti, negli ultimi trent'anni, a livello universitario, i relativi programmi e docenti e la fine fatta da molti di tali cattedre e docenti.

    All'alba dell'ecologia, nel 1970, c'era in Italia una cattedra di Ecologia agraria, nell'Università di Perugia e forse un'altra nell'Università di Padova, oltre a pochi incarichi di insegnamento. Nell'anno 1975 c'erano in Italia 13 cattedre di discipline "ecologiche" (Ecologia, Ecologia agraria, Ecologia umana, Ecologia vegetale, Ecologia animale, Ecologia ed etologia animale, Selvicoltura (Ecologia e selvicoltura generale), Zoogeografia ed ecologia animale), e un gran numero di altri insegnamenti tenuti per incarico, previsti nei piani di studio (7).

    La storia potrebbe essere completata con una indagine degli insegnamenti "ecologici" che sono attualmente impartiti nelle Facoltà universitarie, nelle Scuole di specializzazione e nei corsi di diploma universitario. Scuole e corsi con piani di studio che si prestano alla proliferazione di etichette "ecologiche". Chi impartisce tali insegnamenti, con quali programmi ? quali contenuti scientifici vengono presentati (o spacciati) per ecologici o ambientali ?

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