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    FUERA UNION FENOSA

    Nicaragua - Il Tribunale Permanente dei Popoli accusa Unión Fenosa

    Presentati anche i casi di Calvo, AES, ACEA S.p.A e dei bananeros del Nemagón
    16 ottobre 2007 - Giorgio Trucchi

    I quattro giudici del TPP ascoltano le denunce contro Unión Fenosa

    Durante l'udienza speciale "Imprese multinazionali europee in America Latina - Unión Fenosa", la Commissione Giudicatrice (Jurado) del Tribunale Permanente dei Popoli (TPP) ha deciso di accusare l'impresa multinazionale spagnola UNION FENOSA, sia per quanto riguarda la sua sede centrale che le filiali in Nicaragua e Guatemala.

    Dopo due giornate di lavoro, durante le quali sono state ascoltate le testimonianze di numerosi cittadini, esperti del settore energetico, membri di gruppi della società civile nicaraguense e guatemalteca e di organizzazioni di osservazione delle multinazionali nel mondo, la Commissione Giudicatrice, formata da quattro esperti nominati come Giudici dal TPP, ha accusato la multinazionale spagnola per "gravi e massive violazioni ai diritti lavorativi dei suoi lavoratori ed anche per azioni od omissioni che contribuiscono al deterioramento delle condizioni di vita e della salute fisica e mentale di una parte crescente della popolazione nicaraguense e guatemalteca, specificamente del diritto umano ad un livello di vita adeguato, contribuendo inoltre a mantenere i livelli di povertà che allontanano la popolazione dalla possibilità di godere del Diritto Umano allo Sviluppo e di violazione ai Diritti Lavorativi dei suoi lavoratori con l'implementazione sistematica di una politica di flessibilità lavorativa".

    Unión Fenosa è stata anche segnalata per "frode o inganno nei confronti dei suoi utenti, assumendo impegni di responsabilità sociale che vengono flagrantemente disattesi nei paesi menzionati".
    Tra le raccomandazioni segnalate dalla risoluzione finale, il TPP ha deciso di chiedere l'annullamento del contratto con Unión Fenosa, del "Memorando de Intención" firmato col governo del Nicaragua (vedi articolo: "Bastone e carota" di luglio 2007 su www.itanica.org ) ed anche la sua espulsione "dal Nicaragua e dai paesi della regione per la sua irresponsabilità e per le violazioni ai diritti umani, unendo le resistenze di tutti i popoli contro Unión Fenosa per presentarle al TPP di Lima 2008".
    Ha inoltre chiesto di "implementare i meccanismi per ottenere il risarcimento, l'indennizzo ed il pagamento del debito sociale, economico ed ecologico provocato al popolo nicaraguense, fissando le responsabilità amministrative e penali per i danni, le violazioni dei contratti, delle leggi e delle normative nazionali, causati dalla multinazionale alle autorità di governo ed all'impresa stessa".

    La Commissione Giudicatrice ha anche accusato i Governi di Spagna e Nicaragua e gli Organismi Finanziari Internazionali "specialmente il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per le condizioni imposte, come le privatizzazioni ed il trattamento di favore alle multinazionali. La Banca Mondiale (BM), la Banca Interamericana di Sviluppo (BID) e la Banca Centroamericana di Integrazione Economica (BCIE) che proporzionano le risorse finanziarie per l'implementazione delle condizioni imposte dal FMI e sovvenzionano e proteggono gli investimenti dal capitale multinazionale".

    Il carattere di Prima Udienza Speciale di questa sessione del TPP prevede la sua conclusione durante una sessione deliberante dove sarà necessario un approfondimento dei fatti e degli aspetti del Diritto che sono stati oggetto di questa sessione.

    Altri casi di violazioni

    Durante la sessione del TPP a Managua sono stati presentati altri casi di violazioni ai diritti umani, lavorativi ed ambientali da parte di multinazionali europee e nordamericane in America Centrale.

    Secondo Salvador Gutierrez della Red de Ambientalistas en Acción del Salvador, "siamo venuti qui per presentare il caso dell'impresa multinazionale spagnola CALVO. Per noi è molto importante perché questa impresa non ha solamente saccheggiato, distrutto la biodiversità della nostra terra salvadoregna e violato la nostra sovranità alimentare, ma sta anche commettendo una delle vessazioni più grandi che possano esistere e cioè la violazione ai diritti umani e lavorativi dei lavoratori e delle lavoratrici. Crediamo che presentare questo caso al Tribunale Permanente dei Popoli e cercare di accusare CALVO di fronte a questa istanza internazionale possa essere uno strumento molto importante per accelerare il processo di mobilitazione contro questo multinazionale", ha concluso Gutierrez.

    Tra i casi presentati è da ricordare quello dell'impresa nordamericana AES Corporation, la quale controlla la distribuzione di energia nel Salvador.
    Per Armando Flores del Centro de Defensa de los Consumidores de El Salvador, "l'impresa elettrica AES Corporation è stata beneficiata dalla politica di privatizzazione del servizio pubblico promossa dagli ultimi governi. Le imprese statunitensi controllano il 50 per cento della generazione di energia e la totalità della sua distribuzione, tra esse la AES ne controlla l'80 per cento. La nostra denuncia si basa sul fatto che l'entrata di AES nel mercato ha provocato concentrazione di potere, non c'è stato aumento della copertura elettrica, non ha ridotto le tariffe, ma al contrario le ha incrementate del 120 per cento, ha peggiorato il servizio con un aumento dei razionamenti di energia del 350 per cento e la percentuale del salario minimo di una famiglia che si destina al pagamento di energia si è raddoppiata dopo la privatizzazione. Crediamo che una risoluzione del TPP possa aprire la porta ad una denuncia internazionale presso la Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH)".

    Un altro caso rilevante è quello del consorzio Aguas de San Pedro S.p.A in Honduras, controllato dal Municipio di Roma attraverso l'impresa italiana ACEA S.p.A.
    Secondo quanto racconta Javier Canales del Bloque Popular de San Pedro Sula, "questa impresa ha preso il controllo della distribuzione dell'acqua e non sta rispettando il contratto di concessione. La qualità dell'acqua continua ad essere pessima, non ha aumentato la copertura della distribuzione e le tariffe sono aumentate. Speriamo che in futuro ci possa essere una sentenza del TPP che benefici il popolo honduregno e nonostante si tratti solo di un giudizio politico e morale, servirebbe a motivare la gente per lottare contro l'atteggiamento di questa multinazionale".

    L'ultimo caso presentato è stato quello dei bananeros del Nicaragua ammalati a causa del Nemagón. Victorino Espinales, presidente di ASOTRAEXDAN, ci ha detto che in questa sessione del Tribunale Permanente dei Popoli non era previsto analizzare il nostro caso. "Abbiamo chiesto di includerlo all'ultimo momento perché si tratta di un caso eclatante ed effettivamente abbiamo potuto presentare la nostra denuncia. La Commissione Giudicatrice - ha continuato Espinales - ha deciso di chiedere formalmente alla Segreteria del TPP un'udienza speciale che indaghi sulle gravi violazioni ai diritti umani dei lavoratori bananeros ammalati a causa del Nemagón, così come a quelli delle migliaia di persone colpite in Nicaragua e in America Latina dall'uso indiscriminato dei pesticidi in altri tipi di coltivazioni.
    Sappiamo che questo tribunale non ha forza legale per incidere su governi ed imprese, tuttavia considero che le risoluzioni emesse sono di carattere morale e qui quello che si sta condannando è proprio l'immoralità", ha concluso il leader bananero.

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