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    Forti reazioni a livello internazionale

    Nicaragua: Si approfondisce una crisi evitabile

    La cancellazione della personalità giuridica di MRS e PC unisce e dà forza all'opposizione al governo
    21 giugno 2008 - Giorgio Trucchi

    Manifestazione MRS

    La cancellazione della personalità giuridica del Movimiento Renovador Sandinista (MRS) e del Partido Conservador (PC) da parte del Consejo Supremo Electoral (CSE), sembra assumere ogni giorno di più i tratti di un grossolano ed inspiegabile errore politico e strategico da parte del Frente Sandinista, partito di governo che insieme al Partido Liberal Constitucionalista (PLC) controllano la struttura della massima autorità elettorale.
    Se il PC ha pochi argomenti per difendersi dalle accuse rivoltegli dal CSE in quanto alla non presentazione di candidati in almeno l'80 per cento dei municipi (come prevede la Legge Elettorale), per il MRS la situazione è molto diversa. Infatti, le irregolarità riscontrate dai magistrati del CSE e che riguardano una serie di inadempienze legali attinenti ai cambiamenti apportati alle giunte municipali e dipartimentali del partito e allo Statuto, non sembrano essere motivo sufficiente per sciogliere un partito e per impedirgli di partecipare alle elezioni municipali del 2008 e a quelle nazionali del 2011. L'immagine di una graduale chiusura degli spazi di espressione politica nel paese prende sempre più piede e si aggiunge a un deleterio atteggiamento autoritario da parte del governo, che crea un effetto bomba estremamente dannoso per il paese e per lo stesso FSLN.

    Mentre la ex comandante guerrigliera, Dora María Téllez, terminava il suo sciopero della fame durato 12 giorni e veniva ricoverata in ospedale convertita in "martire" dai mezzi di comunicazione e da un'ampia schiera di organizzazioni della cosiddetta società civile, il MRS lanciava quella che ha battezzato come la seconda tappa della sua protesta "contro l'autoritarismo del governo e in difesa degli spazi politici e democratici nel paese".
    Durante i prossimi giorni, infatti, sono previste manifestazioni e presidi per le strade di Managua, con il pericolo che la protesta sfugga di mano alla dirigenza del partito, come nei giorni scorsi quando la rabbia è esplosa contro la casa del presidente del CSE, Roberto Rivas e quella del capogruppo parlamentare del FSLN, Edwin Castro o quando una macchina del telegiornale Multinoticias del Canal 4 è stata letteralmente ribaltata.
    E l'errore più grossolano sembra proprio essere questo e cioè aver rinvigorito oltremodo un partito come il MRS, offrendogli su un piatto d'argento l'occasione di erigersi a paladino della democrazia in Nicaragua, garantendogli anche l'occasione per concentrare intorno a sé e alla sua leader in sciopero della fame l'attenzione ed il sostegno dell'intero spettro politico e sociale che si oppone al governo, che fino ad oggi non aveva mai trovato uno strumento di unione su cui far leva per estendere la sua critica, molte volte preconcetta, sterile e superficiale, anche a livello internazionale contro una presunta ed incipiente nuova dittatura.
    Attaccare in questo modo la sopravvivenza e l'esistenza stessa di un partito politico ha dato il via ad una serie di reazioni molto difficili da controllare e questo, sia ben chiaro, indipendentemente dal giudizio storico e politico che si può dare sul partito MRS.
    Nulla toglie, quindi, alla gravità di questa decisione del CSE e dei due partiti maggioritari che lo controllano, il fatto che la storia del MRS inquadri questo partito ben lontano dall'essere una forza rivoluzionaria, che è stata sconfitta nel 1994 all'interno del Congresso Sandinista grazie allo sforzo immane dell'allora Izquierda Democrática e che ha preferito abbandonare il partito, uscendo poi miseramente sconfitta nelle elezioni del 1996.
    Nulla toglie anche al fatto che il MRS ha potuto recuperare la sua personalità politica grazie al tanto odiato Patto libero-sandinista del 1999 ed alle riforme costituzionali da esso operate e che abbia fatto parte della Convergencia Nacional fino al 2005, condividendo quindi le elezioni presidenziali del 2001 e quelle municipali del 2004 con quel Daniel Ortega e con quel Patto che oggi il MRS non vuole ricordare.
    E nemmeno può giustificare il fatto di avere tentato fino all'ultimo di creare un'alleanza con Eduardo Montealegre, che oggi vuole presentarsi come la faccia nuova del liberalismo, ma che la memoria storica lo ricorda come il Ministro della Presidencia ed il Ministro degli Esteri di Alemán e precandidato alla presidenza nel 2001 proprio durante le negoziazioni e la firma del Patto.
    Nonostante questo fronte anti-Patto con tanti cadaveri nell'armadio e tante cose da chiarire e spiegare ai suoi elettori, non si può giustificare quanto accaduto nei giorni scorsi ed è difficile capire cosa abbia portato il FSLN ad avallare (non è infatti pensabile che in questo Nicaragua i magistrati del CSE abbiano agito in completa e totale autonomia) questa decisione.
    Di fronte a questa situazione sono già molti i segnali che arrivano all'interno e fuori dal Nicaragua. Uno di essi è l'imbarazzante decisione del cantautore Carlos Mejía Godoy di proibire pubblicamente al Frente Sandinista ed al governo l'utilizzo delle sue canzoni durante gli atti di governo o di partito, minacciandolo di presentare una denuncia internazionale per salvaguardare i suoi diritti d'autore registrati in Spagna
    Ancora più forte la pubblicazione sui giornali nazionali di una lettera di sostegno allo sciopero della fame di Dora María Téllez e di richiamo "a non chiudere gli spazi politici affinché ci sia un dialogo nazionale per risolvere la crisi alimentaria e l'alto costo della vita. La rappresentanza politica è un diritto. È un diritto protestare contro i meccanismi che chiudono questi spazi".
    Autori della lettera sono personalità internazionali che nel passato hanno accompagnato la Rivoluzione Sandinista degli anni 80, come Naom Chomsky, Ariel Dorfman (scrittore cileno), Eduardo Galeano, Juan Gelman (poeta argentino), Tom Hayden (attivista politico e uno degli accusati nel 1968 nel processo ai "sette di Chicago), Bianca Jagger, Susan Meiselas (famosa fotografa nordamericana ), Salman Rushdie, Hermann Schulz (editore e scrittore), Brian Willson (tristemente famoso per aver perso entrambe le gambe durante una protesta contro l'invio di aiuti militari nordamericani ai contras) e Mario Benedetti.
    A queste espressioni di solidarietà si aggiunge il recente viaggio effettuato da membri della Coordinadora Civil, una delle espressioni più moderate e propositive della società civile, in Europa per presentare a gruppi di solidarietà internazionale, Ong, parlamentari, organizzazioni sindacali e dei diritti umani di Spagna, Svezia, Danimarca, Belgio, Inghilterra e Austria, la richiesta di non abbandonare il Nicaragua in termini di cooperazione internazionale e rafforzare l'alleanza tra organizzazioni del Nord e del Sud "per permettere di stabilire maggiori vincoli nel processo di costruzione di cittadinanza attiva in difesa dei diritti politici, economici e sociali per esercitare controllo sull'ambito pubblico".
    Tra i risultati di questo viaggio, la Coordinadora Civil ha ricordato il prossimo arrivo in Nicaragua dell'Istituto dei Diritti Umani della Danimarca e di Amnesty International (quest'ultima già nel paese da alcuni giorni) per esplorare la situazione dei diritti umani nel paese.
    Intanto, durante un incontro con la stampa estera, il coordinatore del MRS ed ex candidato alle elezioni del 2006, Edmundo Jarquín, ha detto che "siamo di fronte ad deterioramento progressivo degli spazi democratici, alla chiusura degli spazi politici e ad una violenta crisi economica".
    Secondo Jarquín, quanto è accaduto con la decisione del CSE ha creato una nuova dinamica politica caratterizzata dalla "ricerca della piazza e della strada come scenario della protesta. La cancellazione della personalità giuridica del MRS non è passata inosservata e si è riusciti a rendere ben visibile cosa stesse accadendo e l'arbitrarietà di quella che consideriamo una dittatura istituzionale e non militare, in cui le istituzioni vengono usate per minacciare e colpire gli avversari politici". Jarquín ha inoltre aggiunto che come reazione a quanto accaduto ed al timore di essere aggrediti si è verificata una coesione delle varie forze sociali e ciò ha fatto capire che bisognava unirsi per difendersi, con una grande partecipazione della gioventù". Una volta effettuati tutti i ricorsi legali previsti dalla legge nicaraguense, il MRS ricorrerà alla Corte Interamericana de Justicia.
    Il CSE e lo stesso governo si trovano ora a dover affrontare una situazione che sembra sia stata sottovalutata o che comunque, gli sia sfuggita di mano e non è poi così fantasioso pensare che nei prossimi giorni si cerchi il modo per fare un passo indietro.

    © (Testo e Foto Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua - www.itanica.org )

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