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    Cento giorni a Managua. Gli ex lavoratori cañeros chiedono d'intensificare la solidarietà internazionale

    L'industria zuccheriera è la madre
    che ha partorito la IRC
    18 giugno 2009 - Giorgio Trucchi

    ANAIRC davanti all'Edificio Pellas a Managua (Foto G. Trucchi)

    I membri della Asociación Nicaraguense de Afectados por Insuficiencia Renal Crónica, Anairc, hanno partecipato ad una videoconferenza diffusa a livello internazionale, durante la quale hanno chiesto ai gruppi ed alle persone che hanno sostenuto la loro lotta di intensificare la loro azione.

    Hanno anche chiesto all'impresa Nicaragua Sugar Estates Ltd, Nsel, proprietaria dell'Ingenio San Antonio ed integrante del Gruppo Pellas, di accettare la richiesta di aprire un tavolo di trattativa per iniziare un dialogo aperto e responsabile tra le parti in conflitto

    "Fino al 14 di marzo 2005 erano decedute 1.007 persone per insufficienza renale cronica (Irc), ed è stato proprio in questa data che è stata presentata al governo la situazione delle persone ammalate a causa dell'uso intensivo ed indiscriminato di pesticidi sintetici nelle attività agricole, soprattutto in quelle della canna di zucchero e delle banane - ha dichiarato Denis Meléndez, membro del Centro di Informazione e Servizi di Consulenza Sanitaria, Cisas, durante la videoconferenza -.

    Studi realizzati da specialisti sulla base di documenti del Ministero del Lavoro, Mitrab, e dell'Istituto di Previdenza Sociale, Inss, offrono elementi molto importanti. Durante gli ultimi 40 anni - ha continuato Meléndez - nel nostro paese non esisteva alcun tipo di prova che vincolasse la Irc all'industria zuccheriera ed è indubbio che queste ricerche evidenziano come la Irc sia stata sempre occultata dalle autorità nazionali.

    Non è che le persone non fossero vittime e non morissero di Irc, semplicemente il sistema esistente era organizzato in modo tale da far sì che questa malattia restasse nascosta. Le persone morivano a causa dell'insufficienza renale, ma il decesso veniva imputato ad altre cause", ha spiegato il membro del Cisas.

    Specialisti, organizzazioni ed università nazionali e straniere hanno continuato a realizzare studi e ricerche sulle condizioni che determinano la qualità di vita delle persone che abitano nella regione occidentale del Nicaragua, per determinare la presenza di prodotti chimici nell'acqua, suolo, aria, nel latte materno, in prodotti perituri, nella carne bovina ed in altri esseri viventi e - sempre secondo Meléndez - i risultati sono stati scioccanti. Si sono infatti scoperte in tutti questi elementi alte percentuali di pesticidi che sono stati applicati in modo indiscriminato nelle produzioni agricole.

    "In modo particolare sono state studiate due attività produttive: le banane e la canna da zucchero. Nel caso particolare della malattia renale, dobbiamo riconoscere che l'industria zuccheriera è la madre che ha partorito la Irc, e le persone che sono decedute o che soffrono di questa malattia sono vittime delle condizioni in cui hanno lavorato, come sancisce la Legge 456, la quale determina che la Irc è una malattia professionale particolarmente vincolata all'industria zuccheriera", ha spiegato Meléndez.

    Gli ex lavoratori continuano a morire

    Secondo statistiche elaborate dalla Anairc, tra il 14 marzo 2005 e l'8 giugno 2009 sono deceduti 2.353 ex lavoratori dell'Ingenio San Antonio, per un totale di 3.360 dal 2000 ad oggi.

    Tuttavia, questi dati danno solo un'idea parziale di questa drammatica realtà, poiché non prendono in considerazione i parenti degli ex lavoratori, la gente che viveva nei pressi delle piantagioni e tutti quei lavoratori originari di altre zone del paese, che venivano in questa zona solamente per lavorare durante la stagione della raccolta della canna da zucchero. Tutte queste persone sono state vittime della Irc nonostante non abbiano mai lavorato nelle piantagioni e quindi i dati reali di questo drammatico fenomeno vanno ben oltre le statistiche presentate dalla Anairc.

    "È per questo motivo che a questo punto non ha già più nessun senso discutere sull'esistenza o meno di una relazione tra Irc e lavoro
    Esiste una legge e ci sono sufficienti studi e ricerche che lo attestano. L'unica cosa che manca è che le imprese proprietarie delle piantagioni si responsabilizzino per i danni causati alla salute e alla qualità della vita delle persone. È per questo motivo che chiediamo a tutte le organizzazioni internazionali che hanno appoggiato la lotta della Anairc d'intensificare il loro sostegno e le misure di pressione nei confronti dell'impresa", ha concluso Meléndez.

    Dopo l'invio di una decina di lettere alle imprese del Gruppo Pellas per cercare di aprire un tavolo di trattativa, i membri della Anairc hanno deciso di intensificare la loro lotta ed il 9 marzo 2009 sono giunti a Managua.
    In questi giorni stanno compiendo cento giorni di permanenza nella capitale senza avere ottenuto nessun tipo di risposta da parte dell'impresa Nicaragua Sugar Estates Ltd. Al contrario, hanno dovuto sopportare attacchi, minacce e tentativi di creare uno scontro tra lavoratori attivi delle imprese del Gruppo Pellas ed ex lavoratori ammalati.

    La volontà di isolarli in mezzo ad un vero e proprio boicottaggio mediatico da parte della maggioranza dei mezzi d'informazione del paese, è stata l'unica risposta ottenuta dagli ex lavoratori delle piantagioni di canna da zucchero e dalle vedove della Anairc.

    "La nostra organizzazione lavora da anni e non abbiamo mai dato priorità al lucro, al denaro, come vuol far credere il signor Carlos Pellas", ha chiarito durante la videoconferenza la presidentessa della Anairc, Carmen Ríos.

    Nella zona di Chichigalpa ci sono migliaia di ammalati e la Anairc ha lavorato arduamente per cercare una via d'uscita ai loro problemi e per migliorare almeno un poco le loro condizioni di vita.
    In pochi anni è riuscita a fare avere circa 4.500 pensioni per inabilità permanente ad altrettante persone che hanno lavorato nell'Ingenio San Antonio ed alle vedove dei lavoratori deceduti, senza preoccuparsi se fossero affiliati o meno all'organizzazione, "in quanto il dramma è uguale per tutti.

    Ringraziamo le organizzazioni che ci hanno sostenuto in questi cento giorni. In modo particolare la Uita, l'Associazione Italia-Nicaragua, Cisas, il Gruppo di Boicottaggio al rum Flor de Caña, Pueblos Solidarios che in poco tempo ha inviato più di 1.300 cartoline e più di 2 mila e-mail di protesta alla Nicaragua Sugar Estates Ltd ed al Gruppo Pellas.

    Ogni stagione miete nuove vittime nelle piantagioni di canna da zucchero - ha continuato Ríos. Nel raccolto 2007-2008 abbiamo avuto 91 nuovi casi di Irc e nella stagione appena terminata (2008-2009) sono stati 104 i lavoratori che hanno dovuto abbandonare il lavoro per la malattia. Questa situazione deve finire.

    Sebbene sia vero che la vita non si compra, che i nostri morti non torneranno in vita e che i nostri figli e figlie non potranno mai essere felici perché hanno perso i loro padri, vogliamo essere risarciti per i danni causati alla nostra salute, alle nostre vite.
    È per questo motivo - ha spiegato la presidentessa della Anairc - che l'unica cosa che chiediamo è di poterci sedere a dialogare e cercare una soluzione. Chiediamo che continui il sostegno a livello internazionale e che si intensifichi la campagna affinché l'impresa ci ascolti e si possa arrivare presto a una negoziazione con l'impresa", ha concluso.

    La Uita continua al fianco degli ex lavoratori

    Alla videoconferenza ha partecipato anche Marcial Cabrera in rappresentazione della Uita.

    "Siamo qui nuovamente per esprimere il sostegno della Uita alla nostra affiliata Anairc ed alla lotta che ha intrapreso per ottenere un risarcimento dalle imprese Nicaragua Sugar Estates e Gruppo Pellas, per i danni provocati alla salute dei suoi ex lavoratori.

    Crediamo - ha continuato Cabrera - che questi impresari debbano sviluppare pratiche produttive basate sul rispetto ai diritti umani, con principi etici e morali. Non siamo più nel secolo scorso quando lo sfruttamento immisericordioso da parte degli impresari provocava la morte dei lavoratori senza che nessuno dicesse niente. Ora, grazie alla solidarietà internazionale, alla comunicazione, alla tecnologia, possiamo denunciare in tutto il mondo le atrocità che vengono commesse contro i lavoratori.

    La campagna mondiale di sostegno alla Anairc è stata molto intensa ed ha coinvolto molte persone. Crediamo che sia giunto il momento che l'impresa rifletta ed accetti di sedersi a un tavolo di negoziazione come sta chiedendo la Anairc".

    Cabrera ha anche informato che nei prossimi giorni la Uita intensificherà la sua campagna ed ha chiesto ai gruppi ed alle organizzazioni coinvolte in questo sforzo di sostegno agli ex lavoratori della canna da zucchero di fare altrettanto, augurandosi allo stesso di tempo che si apra finalmente uno spiraglio per una negoziazione seria e responsabile.

    © (Testo e Foto Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua www.itanica.org )

    Note:

    Video:
    http://www.youtube.com/watch?v=gzWajA7HDbo
    http://www.youtube.com/watch?v=GCrk5ILNhpM
    http://www.youtube.com/watch?v=5wnJeelRe48
    http://www.youtube.com/watch?v=-ot-zM6gKxo
    http://www.youtube.com/watch?v=ESzqxx2ELP0

    Informazione in spagnolo:
    http://www.rel-uita.org/agricultura/agrotoxicos/irc/2009/index.htm

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