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    Unione Europea e lo show di Madrid

    Il Vertice ALC-UE potrebbe rivelarsi un fiasco per gli europei.
    Il controvertice dice NO all’AdA e alla legittimazione di Porfirio Lobo
    13 maggio 2010 - Giorgio Trucchi

     Movimienti sociali riuniti per dire NO all’AdA © (Foto G. Trucchi)

    Dal 15 al 19 maggio si realizzerà a Madrid il Vertice America Latina-Caraibi e Unione Europea (ALC-UE), un appuntamento dall’esito incerto e caratterizzato da forti polemiche.

    Per la traballante Unione Europea si tratta di un evento che ha tra i suoi principali obiettivi rinsaldare la propria presenza politica ed economica nel continente latinoamericano, attraverso la sperimentazione di accordi regionali pseudo innovativi.

    In questo contesto, la Spagna, che sta attraversando una delle crisi più drammatiche degli ultimi decenni ed il cui governo ha toccato i livelli più bassi di consenso interno, ha messo in campo tutta la propria abilità diplomatica per trasformare l’ALC-UE in un evento storico.

    Tre sono gli obiettivi specifici: la firma dell’Accordo di Associazione tra Unione Europea, Centroamerica e Panama (AdA UE-CA), definire gli ultimi dettagli in vista di un Accordo di Associazione Andino – con Perù e Colombia – e fare il primo passo per il pieno riconoscimento del governo dell’Honduras da parte della comunità internazionale.

    Il momento non sembra comunque essere dei migliori per il Vecchio Continente.

    Dopo oltre due anni, le negoziazioni tra l’Unione Europea e il Centroamerica – con l’aggiunta all’ultimo momento di Panama – stanno vivendo il loro peggior momento, tanto da essere state sospese e da mettere seriamente in dubbio la firma dell accordo durante il vertice di Madrid.

    Vari sono ancora i punti in discussione, soprattutto per ciò che riguarda la parte commerciale. Infatti, nonostante gli sforzi dell’Unione Europea di presentare questo accordo come un modello alternativo che comprende, oltre a quello commerciale, i pilastri della cooperazione e il dialogo politico, risulta evidente che il commercio continua a essere il vero obiettivo della compagine europea.

    Secondo il ministro del Commercio nicaraguense, Orlando Solorzano, “lavoreremo tutta questa settimana per vedere se si possono raggiungere alcuni accordi, ma le posizioni sono ancora molto distanti su vari punti che riguardano la parte commerciale e gli altri pilastri.

    L’atteggiamento degli europei è ancora poco flessibile e non c’è equilibrio nella loro proposta”, ha detto il ministro.

    Tra i punti che hanno portato alla sospensione delle negoziazioni vi sono le quote e l’accesso ai mercati di alcuni prodotti sensibili per il Centroamerica (latte in polvere, carne, zucchero, banane e prodotti tessili – zone franche), così come la denominazione d’origine, i diritti di proprietà intellettuale, la contrattazione e acquisti pubblici.

    Distanti anche le posizioni su alcuni elementi degli altri due pilastri. Non è infatti stato raggiunto alcun accordo finale su temi particolarmente importanti come l’emigrazione, la lotta al crimine organizzato e soprattutto, il Fondo speciale di compensazione (o Fondo economico d’investimento) per diminuire l’evidente asimmetria tra le due regioni.

    Su questo ultimo punto, il Centroamerica chiedeva la disponibilità di un fondo di circa 60 mila milioni di euro da investire nei vari settori che verranno esposti, negli anni, alla concorrenza delle imprese europee una volta che si liberalizzi il mercato e si azzerino i dazi per l’entrata dei prodotti europei.

    “Dobbiamo trovare un equilibrio all’interno di ognuno dei tre pilastri, tra di loro e in modo trasversale in tutto l’accordo, perché è evidente che esiste una forte asimmetria tra una regione formata da 6 paesi con alti livelli di arretratezza e un’altra formata da 27 paesi sviluppati”, ha detto il titolare del ministero del Commercio nicaraguense.

    Secondo Solorzano, deve prevalere lo spirito della cooperazione, del rafforzamento delle relazioni tra regioni. “Non si tratta solo di ‘dare per avere’, ma di uno strumento che serva a rafforzare lo sviluppo del Centroamerica, le sue relazioni con l’Europa e il processo d’integrazione regionale.

    Non possiamo rischiare di mettere in crisi i nostri settori produttivi e quindi la data di un possibile accordo non è importante. Ciò che importa è la sua qualità, che sia un buon accordo”, ha detto Solorzano.

    Società civile dice NO all’AdA

    Molto più radicale e decisa la posizione dei movimenti sociali. Il Vertice parallelo e alternativo “Enlazando Alternativas IV – Contro l’Europa del capitale, la guerra e le sue crisi. Per la solidarietà tra i popoli”, proporrà, tra i tanti temi, un No secco all’Accordo di Associazione Centroamerica-Unione Europea.

    Al suo interno si svolgerà inoltre una sessione speciale del Tribunale Permanente dei Popoli (TPP), durante la quale verranno accusate 40 imprese multinazionali con base in Europa per delitti contro le popolazioni latinoamericane. Tra le più conosciute Unión Fenosa, Pescanova, Nestlé, Repsol, Shell, Telefonica.

    In un comunicato diffuso alcuni giorni fa (http://nicaraguaymasespanol.blogspot.com/2010/05/los-pueblos-centroamericanos-demandan.html), varie organizzazioni latinoamericane, tra cui l’Alleanza Sociale Continentale, hanno ribadito che le negoziazioni tra le due regioni “stanno consolidando i grandi interessi economici e geostrategici del blocco europeo, come evidenzia l’importanza data al pilastro commerciale dell’AdA, in detrimento delle priorità del dialogo politico e della cooperazione allo sviluppo.

    Questo – continua il comunicato – è il risultato della mancanza di coerenza dei governi centroamericani, i quali non hanno voluto basare la negoziazione su una strategia di sviluppo regionale, facilitando all’Unione Europea l’imposizione di temi, tempi e priorità”.

    Le varie organizzazioni e movimenti sociali hanno quindi proposto la sospensione immediata delle attuali negoziazioni, l’inizio di un processo di dialogo sull’AdA con la partecipazione dei movimenti e delle reti sociali, e l’apertura di un nuovo spazio di dialogo centroamericano.

    “Le attuali e future relazioni tra il Centroamerica e l’Unione Europea devono partire dal rispetto della sovranità dei popoli e degli Stati. Il Centroamerica ha bisogno di fermarsi e valutare a fondo gli effetti negativi dei processi commerciali nei quali è coinvolto, ridisegnare la sua strategia d‘integrazione regionale, affinché abbia come elemento principale le proprie priorità, interessi e potenzialità”, conclude il documento.

    Blocco latinoamericano contro presenza del governo honduregno

    La Spagna e l’Unione Europea hanno dovuto fare un passo indietro anche sul delicato tema della presenza di Porfirio Lobo al vertice di Madrid.

    L’atteggiamento quasi schizofrenico del ministero degli Esteri spagnolo – un giorno a favore della presenza di Lobo e l’altro reclamando all’Honduras il rispetto dei diritti umani e il ritorno dell’ex presidente Zelaya – ha in un certo senso facilitato la dura presa di posizione degli stati sudamericani.

    Durante il vertice dell’Unione delle nazioni del Sud, Unasur, la maggior parte dei governi, ad eccezione di Colombia e Perù, hanno fatto sapere che non avrebbero garantito la loro presenza a Madrid se il presidente hondureño, Porfirio Lobo, fosse stato invitato.

    La forte pressione esercitata dai paesi dell’Alternativa bolivariana dei popoli della nostra America, Alba, e da colossi come Brasile e Argentina ha infine avuto il sopravvento el il governo Zapatero non ha potuto fare altro che limitare la presenza del presidente honduregno all’incontro tra l’Unione Europea e il Centroamerica, previsto per il 17 maggio.

    Secondo il presidente venezuelano Hugo Chávez, questa decisione è una “grande vittoria politica di Unasur. Abbiamo impedito che Porfirio Lobo partecipi all’attività plenaria del Vertice e questo perché la maggioranza dei paesi del blocco sudamericano ha fatto muro contro il continuismo dittatoriale in Honduras”, ha detto Chávez.

    Silenzio invece da parte del resto dei paesi centroamericani. Nonostante gli evidenti conflitti interni – durante la cerimonia d’insediamento della nuova presidentessa del Costa Rica, Laura Chinchilla, è stato nuovamente fatto saltare un incontro tra i presidenti centroamericani per discutere il possibile ritorno dell’Honduras nel Sistema d’integrazione centroamericano, Sica, tutti i presidenti sembrano avere accettato la presenza di Lobo a Madrid.

    © (Testo e foto  Giorgio Trucchi  - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione  Italia-Nicaragua  www.itanica.org )

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