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    Honduras

    Assassinano un dirigente del movimento contadino MARCA

    Non si ferma la violenza contro i contadini nel Bajo Aguán
    15 novembre 2012 - Giorgio Trucchi
    Guardie private nel Bajo Aguán (Foto FIAN Honduras) José Cecilio Pérez Martínez, presidente della cooperativa El Despertar, appartenente al Movimento contadino autentico di rivendicazione del Aguán, Marca, è stato sequestrato lo scorso 9 novembre da uomini armati e finito con vari colpi di arma da fuoco. Il Marca ripudia questo nuovo attentato contro i suoi membri e contro la classe contadina organizzata del Bajo Aguán.
     
    Secondo un comunicato di questa organizzazione, Pérez Martínez e due accompagnatori stavano facendo delle commissioni nella città di Tocoa, nel nordest dell’Honduras, quando sono stati intercettati da tre uomini fortemente armati, che con la forza hanno fatto scendere dal veicolo due dei tre occupanti e si sono portati via il presidente della cooperativa, insieme alla macchina dell’impresa contadina.
     
    Secondo una prima ricostruzione dei fatti, i membri del Marca avevano ritirato da una banca i fondi destinati al pagamento dei salari dei membri della cooperativa El Despertar.
     
    Il corpo di Pérez Martínez è stato ritrovato il giorno seguente vicino al villaggio di El Tigre, a pochi chilometri da Tocoa, dentro all’auto con la quale era stato sequestrato.
     
    “Consideriamo inaudito dover continuare ad affrontare l’intolleranza di privati e dello stesso Stato. Ripudiamo questo nuovo attentato e chiediamo alle organizzazioni nazionali e internazionali di aiutarci a proteggere la vita di tutti i membri della nostra organizzazione e delle organizzazioni fraterne, affinché non continui più a scorrere sangue nella valle dell’Aguán”, si legge nel comunicato del Marca.
     
    Nell’agosto del 2011, sicari in motocicletta hanno crivellato di colpi Secundo Ruíz, presidente della cooperativa San Isidro, ugualmente appartenente al Marca.
     
    Lo scorso 22 settembre, a Tegucigalpa, è stato finito a colpi di pistola l’avvocato Antonio Trejo Cabrera, procuratore legale del Marca, che in più di una occasione aveva denunciato la collusione tra il potere giudiziario e i principali proprietari terrieri e produttori di palma dell’Aguán, per fermare il processo di recupero delle terre da parte delle famiglie contadine.
     
    A giugno dell’anno in corso, il Tribunale di Letras di Tegucigalpa aveva emesso delle sentenze definitive a favore di centinaia di famiglie che fanno parte del Marca, restituendo loro il diritto di proprietà su tre tenute (San Isidro, La Trinidad ed El Despertar). Circa 1.800 ettari che stavano reclamando da 18 anni, e che apparentemente erano stati acquisiti in modo illegale dai proprietari terrieri e produttori di palma Miguel Facussé Barjum e René Morales Carazo.
     
    Giorni dopo, Trejo e i membri del Marca avevano denunciato presunti atti di corruzione, scambi di favori, sopraffazioni e abusi di autorità da parte delle autorità giudiziarie della Prima e Seconda Corte di Appello di Francisco Morazán e della Prima Corte di Appello di La Ceiba.
     
    Secondo loro, i magistrati avevano ammesso illegalmente  i ricorsi presentati dagli avvocati dei latifondisti, cercando di capovolgere le sentenze. Nonostante ciò, il nuovo ordine di sgombero non è mai stato eseguito per la forte resistenza delle organizzazioni contadine della zona e le tre tenute sono ancora in possesso del Marca.
     
    Il Movimento unificato contadino dell’Aguán, Muca, ha espresso la propria solidarietà ai compagni di lotta del Marca e ha condannato “l’atteggiamento con cui stanno oggi operando questi gruppi armati guidati dai latifondisti, in molte occasioni con la totale collaborazione della polizia e dell’esercito”.
     
    Il Muca ha dichiarato responsabili i tre poteri dello stato e i proprietari terrieri “dell’ondata di persecuzioni, repressione e uccisioni contro il settore contadino e le persone vicine ad esso”. Alla fine, ha lanciato un appello alle organizzazioni nazionali e internazionali di difesa dei diritti umani, affinché "vigilino su quanto sta accadendo e sull'ondata di omicidi che ha investito il Bajo Aguán”.
     
    Secondo le organizzazioni internazionali che hanno fatto un monitoraggio costante della situazione del Bajo Aguán, attraverso la Missione Internazionale di Verifica sulla situazione dei Diritti Umani (marzo 2011), e la Udienza Pubblica Internazionale (maggio 2012), sono 55 le persone vicine e affiliate alle organizzazioni contadine del Bajo Aguán, più un giornalista e la sua compagna, che sono stati assassinati negli ultimi tre anni. Inoltre, un contadino dal 15 maggio 2011 continua ad essere scomparso.
     
     
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    Note:

    (Traduzione: http://comitatocarlosfonseca.noblogs.org)

    © Testo Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua - www.itanica.org

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