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    Monocolture, agrocombustibili e repressione

    Ciclo di conferenze della Rel-UITA in Germania e Italia per presentare il documentario “Bajo Aguán: Grido per la terra” e per parlare degli effetti di un modello di produzione basato sulle monocolture su grande scala
    10 maggio 2013 - Giorgio Trucchi

    Foto Franz Schweizer

    Dal 6 al 17 maggio, la Rel-UITA realizzerà un ciclo di incontri in Germania e percorrerà gran parte del suo territorio, per parlare degli effetti devastanti di un modello di produzione basato sulle monocolture - in modo particolare di canna da zucchero e palma africana –, che concentra la terra in poche mani, esclude la popolazione contadina e criminalizza la sua lotta, minando la sovranità alimentare dei Paesi.

    Organizzato dal Nicaragua Forum Heidelberg, in cooperazione con FIAN Internazionale e con il contributo economico del Sindacato dei lavoratori dell'llimentazione e la gastronomia della Germania, NGG, di Brot für die Welt, Umverteilen ed Aktion Selbstbesteuerung, il ciclo d’incontri sarà anche occasione per presentare in anteprima la versione sottotitolata in tedesco del documentario “Bajo Aguán: Grido per la terra”, prodotto dalla Rel-UITA e da ALBA SUD.

    "C’è un’espansione a livello mondiale della produzione agro-industriale intensiva. Le grandi compagnie del settore agricolo continuano a implementare le monocolture, come la canna da zucchero e la palma africana, che si estendono su enormi estensioni di terreno.

    A dispetto delle problematiche che si creano come conseguenza di questo modello produttivo, gli organismi finanziari internazionali continuano a finanziare questi progetti", si legge nel documento preparato dalle organizzazioni tedesche, per annunciare le attività che porteranno Giorgio Trucchi, corrispondente della Rel-UITA in America Centrale, in giro per il paese europeo.

    Secondo tali organizzazioni, l'auge degli agrocombustibili – etanolo e agrodiesel – ha portato a un aumento della domanda e di conseguenza, all’espansione della produzione di tali prodotti, generando gravi fenomeni di violenza e repressione nei paesi produttori.

    "In Honduras, la Corporazione Dinant, proprietà del latifondista Miguel Facussé, cerca di appropriarsi di nuovi territori, causando repressione e morte. Allo stesso modo, in Guatemala, nella Valle del Polochic, 14 comunità indigene (più di 4 mila persone) sono state scacciate con violenza dalle proprie terre e i loro raccolti bruciati, per permettere l’espansione della canna da zucchero dell’impresa Chabil Utzaj (Gruppo Pellas).

    In Nicaragua, molte persone che lavorano nelle piantagioni di canna da zucchero dell’impresa San Antonio (NSEL-Gruppo Pellas) e dell’impresa Monte Rosa (Grupo Pantaleón) o che vivono nei dintorni, si sono ammalate di insufficienza renale cronica, a causa del contatto con pesticidi e l’ingestione di acqua contaminata.

    “Si tratta di chiari esempi di violazione dei diritti umani che non potrebbero avvenire se non ci fosse il consenso tacito delle autorità locali e l'influenza straniera, sia di tipo politico che finanziario", spiegano le organizzazioni tedesche.

    È per questo motivo che l'invito fatto alla Rel-UITA ha l'obiettivo di incidere sulle decisioni di quegli organismi europei che promuovono tale tipo di investimenti, e di informare l'opinione pubblica sulla relazione esistente tra questo tipo di modello produttivo e la violazione dei diritti umani di intere popolazioni.

    Il ciclo di incontri è iniziato lo scorso 6 maggio a Friburgo, continuerà in varie città della Germania e si concluderà il 17 a Wuppertal. Nei giorni successivi, verranno realizzati due incontri sulla stessa tematica in Italia – a Milano e a Roma –, durante i quali si proietterà la versione italiana di “Bajo Aguán: Grido per la terra”.

    Programma completo delle attività

    Galleria di foto

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