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    Pieno sostegno all’Ecuador dai governi latinoamericani

    Presidente Correa chiama al dialogo nazionale
    19 giugno 2015 - Giorgio Trucchi

    Foto Carlos Rodríguez (ANDES)

    Il presidente venezuelano Nicolás Maduro, il suo omologo Evo Morales e altri leader regionali, tra cui il presidente nicaraguense Daniel Ortega, hanno espresso sostegno totale all’Ecuador e al suo presidente Rafel Correa, che ha denunciato una cospirazione ordita per cercare di rovesciare il suo governo. In Ecuador vi sono state diverse proteste dell’opposizione contraria ai progetti di legge sulle successioni e sulle plusvalenze immobiliari.

    Maduro ha ricordato che il governo venezuelano ha sperimentato qualcosa di simile a ciò che sta accadendo in Ecuador nel 2001, quando fu approvata la Ley habilitante. Maduro ha denunciato che la destra protesta nuovamente per giustificare una campagna criminale contro Correa.

    Il presidente della Bolivia, Evo Morales, ha respinto le azioni destabilizzanti promosse dai gruppi oligarchici in Ecuador, e ha espresso il suo sostegno al presidente Correa. “La mia solidarietà, il mio rispetto, il mio sostegno al presidente Correa”, ha dichiarato in occasione di un discorso tenuto presso il Palazzo Quemado, sede del governo.

    Nel suo intervento, il capo di stato boliviano ha invitato tutti i movimenti di destra del continente a rispettare la democrazia, perché si deve lavorare sulla base degli interessi nazionali, non settoriali.

    Nel frattempo, anche il governo cubano ha rilasciato delle dichiarazioni sulla situazione in Ecuador, attraverso il portale del Granma: “Di fronte ai recenti atti di destabilizzazione dei gruppi oligarchici del Paese, il Governo Rivoluzionario della Repubblica di Cuba esprime la sua ferma e incondizionata solidarietà e sostegno al popolo fratello ecuadoriano, al Governo della Rivoluzione Cittadina e al suo leader, il compagno Rafael Correa Delgado”.

    Il Governo cubano ha inoltre invitato a rispettare l’ordinamento giuridico dell’Ecuador e a respingere qualsiasi ingerenza negli affari interni del Paese, in linea con i principi che dichiarano l’America latina e i Caraibi “Zona di Pace”.

    Progetti redistributivi

    Secondo il presidente Morales non è giustificabile il fatto che la destra continui a destabilizzare la nazione sudamericana, dopo che il presidente ecuadoriano ha provvisoriamente ritirato il progetto di legge sulle successioni e quello sulle plusvalenze immobiliari, utilizzati dall’opposizione come punta di lancia per chiamare allo sciopero, al boicottaggio e alle manifestazioni violente, ed ha convocato a un dialogo nazionale.

    I due progetti di legge perseguono obiettivi di carattere redistributivo e colpirebbero solamente il 2 per cento della popolazione ecuadoriana. Il restante 98 per cento beneficerebbe della manovra di redistribuzione della ricchezza. “Spero proprio che uno di questi giorni questi settori abbiano il coraggio di convocare un referendum revocatorio, così li batteremo per l’ennesima volta nelle urne”, ha detto Correa ricordando le 10 vittorie elettorali del suo partito.

    Intanto, il presidente boliviano ha anche denunciato l’interferenza di nazioni straniere, come gli Stati Uniti, che hanno sostenuto questo tipo di piani destabilizzanti non solo in Ecuador, ma in altri paesi come il Venezuela. “Quando sorgono movimenti di liberazione in America Latina e nei Caraibi intervengono gli Stati Uniti. Adesso aggrediscono Venezuela ed Ecuador”, ha precisato Morales.

    Infine ha spiegato che il neoliberismo non ha risolto i problemi economici e sociali della regione. “In America Latina queste politiche non sono state in grado di risolvere i problemi economici e sociali. Il neoliberismo e l’Area di libero commercio delle Americhe, Alca, hanno fallito”.

    Sostegno del Nicaragua

    Il Parlamento del Nicaragua ha approvato una risoluzione di sostegno e solidarietà con il Governo e il popolo della Repubblica dell'Ecuador, chiedendo la fine della violenza durante manifestazioni coordinate “da media privati, settori impresariali e politici infami”. 

    “Esprimiamo la nostra solidarietà e il nostro sostegno al popolo ecuadoriano e al governo costituzionale e istituzionale di Rafael Correa, che sta lottando contro un nuovo tentativo di colpo di Stato dopo quello del 2010”, ha detto Edwin Castro, coordinatore del gruppo parlamentare del Fronte Sandinista. 

    Il presidente nicaraguense Daniel Ortega ha approfittato della cerimonia di presentazione delle lettere credenziali degli ambasciatori dell’Ecuador, Perù, Honduras e Panama, per inviare un messaggio di solidarietà al suo omologo ecuadoriano. “La nostra solidarietà al popolo dell’Ecuador, la nostra solidarietà al compagno presidente Rafael Correa. Non è il primo tentativo, ci sono già stati tentativi, altri tentativi, ma il popolo ha sempre l’ultima parola ed è quello che più conta”, ha spiegato Ortega. 

    Durante l’attività, Ortega ha garantito il pieno sostegno del Nicaragua al governo di Correa. “Siamo sicuri che il popolo ecuadoriano saprà difendere la sua rivoluzione, con il presidente Correa alla testa di questo meraviglioso processo rivoluzionario, che è parte integrante della grande unità dell’America latina e dei Caraibi che la Celac”.

    Note:

    [Traduzione parziale per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

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