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    Nicaragua: Procura procederà contro i responsabili della vendita illegale di terre comunitarie

    Traffico di proprietà crea tensione nei villaggi della costa caraibica nicaraguense
    25 settembre 2015 - Giorgio Trucchi

    Waspam (Foto La Prensa)

    La procura della Repubblica, Pgr, ha annunciato la conclusione della prima fase delle indagini sulla vendita illegale di terre comunitarie, che fanno parte dei territorio originari delle comunità indigene della Regione autonoma Costa Caribe nord, Raccn.

    Nelle ultime settimane, la vendita illecita di proprietà ha creato forti tensioni tra coloni provenienti dalla zona centrale e occidentale del Nicaragua e le comunità appartenenti all’etnia miskito, con un saldo tragico di vari morti e feriti.

    La popolazione indigena ha ripetutamente denunciato l’invasione delle proprie terre, che si aggiunge all’incontrollato e accelerato avanzamento della frontiera agricola. Il traffico e la vendita illegale di migliaia di ettari di territori ancestrali starebbero alla base di una situazione che è diventata esplosiva.

    Il risultato delle indagini svolte da una commissione speciale presieduta dalla procura della Repubblica e integrata da istituzioni giudiziarie e governative, ha portato al ritiro dell’immunità parlamentare e alla perdita della condizione di deputato del dirigente del partito Yatama, Brooklyn Rivera Ryan. 

    L’ex integrante del gruppo parlamentare di maggioranza del Fronte sandinista di liberazione nazionale, Fsln, è accusato di partecipare alla vendita illegale di circa 1.550 km² di terre comunitarie della Raccn e di avere a che fare con 16 transazioni illecite, i cui contenuti sono stati esaustivamente esposti in Parlamento dal deputato sandinista Edwin Castro.

    Secondo Castro, che alla fine del suo intervento ha chiesto il ritiro immediato dell'immunità parlamentare al suo omologo affinché risponda davanti alla giustizia dei crimini di cui è accusato, la vendita illegale delle terre appartenenti alle comunità indigene sarebbe stata effettuata da dirigenti e membri di Yatama molto vicini allo stesso Brooklyn Rivera.

    Rivera e il partito d’opposizione Pli (destra) hanno inutilmente chiesto la creazione di una commissione parlamentare d’indagine per studiare il documento presentato in aula. La proposta è stata bocciata e con 62 voti a favore e 22 contro, al dirigente miskito è stata tolta l’immunità parlamentare.  

    Commissione d’indagine

    I sanguinosi scontri avvenuti nella zona nord della costa caraibica hanno accelerato la creazione di una commissione speciale d’indagine. Il 9 settembre, il presidente nicaraguense Daniel Ortega ha ordinato alla procura della Repubblica la riattivazione della commissione interistituzionale dei territori originari dei Caraibi e dell’Alto Wangki-Bocay (Decreto 13-2015).

    Ha inoltre assicurato che il governo farà di tutto per garantire il recupero delle terre vendute illegalmente.

    "La Procura ha ampliato il raggio delle indagini con il fine di ristabilire la pace giuridica e la convivenza sociale nelle zone interessate, agendo giudizialmente nei confronti delle persone responsabili di delitti relazionati con il traffico e l’occupazione di terre comunitarie indigene e connessi", si legge in un comunicato diffuso dalla Pgr il 23 settembre.

    Poche ore dopo, il procuratore generale Hernán Estrada ha informato della sospensione di 5 avvocati dall'esercizio delle funzioni notarili, per avere partecipato alla vendita di aree comunali nella costa caraibica. Gli avvocati dovranno inoltre rispondere dei propri atti davanti alla giustizia. Secondo Estrada, sarebbero almeno 30 gli avvocati e notai coinvolti nel traffico illecito di terre appartenenti alle comunità indigene.

    Rivera respinge le accuse

    L’ex deputato e alleato del partito di governo Brooklyn Rivera ha respinto le accuse. “È uno show politico che stanno montando contro di me. Me la vogliono far pagare per avere detto pubblicamente ciò che accade sulla Costa Caribe. Ho la coscienza a posto. Ho passato quarant’anni lottando per il mio popolo e andrò avanti”, ha detto il dirigente miskito poco prima di abbandonare l’emiciclo parlamentare.

    “Se tutte queste transazioni sono illegali, che indaghino, che processino, che portino i responsabili davanti alla giustizia e che li mettano in galera”, ha concluso.

    Riconoscimento dei diritti ancestrali 

    Nel comunicato, la procura della Repubblica ricorda che in meno di otto anni il governo sandinista ha consegnato 23 titoli territoriali alle comunità originarie della Costa Caribe nord e sud. Un totale di 37 mila Km² che rappresenta il 28,5% del territorio nazionale e una superficie che è quasi il doppio di quella di El Salvador.

    “Stiamo dando una risposta a un debito storico che lo Stato nicaraguense ha nei confronti dei popoli originari. La Pgr riconosce i diritti ancestrali delle comunità delle Regioni autonome della Costa Caribe nord e sud e delle popolazioni e comunità etniche dei fiumi Bocay, Coco, Indio e Maíz, sui 23 territori segnalati.

    In questo modo -continua il comunicato della Procura- si sta assicurando e garantendo loro il diritto a vivere e svilupparsi in base alle forme di organizzazione sociale che corrispondono alle loro tradizioni storiche e culturali”.

    Note:

    Traduzione Giampaolo Rocchi

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