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    Honduras: Attacchi al Copinh sempre più numerosi

    Non si ferma la persecuzione contro chi difende i beni comuni
    13 ottobre 2016 - Giorgio Trucchi

    Manifestazione Copinh a La Esperanza (Foto G. Trucchi | Rel-UITA)

    Nella notte del 9 ottobre, sconosciuti hanno attentato alla vita di Tomás Gómez Membreño, coordinatore generale ad interim del Consiglio civico delle organizzazioni popolari e indigene dell’Honduras, Copinh, e di Alexander García Sorto, un altro membro del Copinh e dirigente comunitario di Llano Grande, Colomoncagua.

    Secondo un comunicato divulgato il 10 ottobre, alcuni sconosciuti sarebbero arrivati all’alba a casa di García Sorto sparando contro la porta e la finestra dell’abitazione, dove il dirigente del Copinh stava dormendo con la moglie e i due figli.

    La stessa notte, una persona non identificata ha aperto il fuoco contro una macchina del Copinh guidata da Tomás Gómez. Il coordinatore ad interim dell’organizzazione indigena stava uscendo dal Centro di Incontro "Utopía" per recarsi a casa.

    Fortunatamente, entrambi i dirigenti sono rimasti illesi. Nello scorso maggio, García Sorto aveva già subito un attentato quando l’ex militare Enedicto Alvarado, gli aveva sparato ferendolo alla spalla sinistra.

    Secondo il dirigente del Copinh, l’attacco sarebbe dovuto alla lotta pacifica che questa organizzazione sta sostenendo contro la costruzione di una centrale idroelettrica sui fiumi Negro e Chinacla. Un progetto portato avanti dalla compagnia che è di proprietà del marito della vicepresidente del Congresso, Gladis Aurora López.

    Serie di attentati

    Dopo il brutale omicidio dello scorso 2 marzo della dirigente indigena e coordinatrice del Copinh, Berta Cáceres, l’ondata di persecuzione contro i membri di questa organizzazione non si è fermata, anzi. Il portale Front Line Defenders ha pubblicato una rassegna molto dettagliata di tutti questi fatti.

    Nel suo comunicato, il Copinh considera questi ultimi eventi criminali come un tentativo ulteriore di ridurre al silenzio la lotta contro "i progetti di morte nei territori lenca", come per esempio il controverso progetto idroelettrico Agua Zarca, portato avanti dall’impresa Desarrollos Energéticos SA (DESA) sul fiume Gualcarque.

    "Continuano le aggressioni contro chi difende i diritti del popolo Lenca e vuole costruire alternative praticabili per lo sviluppo delle comunità e del mondo intero, e non per il profitto di pochi ", ha dichiarato il Copinh. 

    Durante un intervento su un canale nazionale, Tomás Gómez ha sostenuto la tesi che questo nuovo attentato ha a che vedere con la lotta che il Copinh porta avanti contro il sistema neoliberista, che cerca di privatizzare e di appropriarsi dei territori indigeni.

    "Cercano di intimidirci per farci desistere dalla lotta. Consideriamo responsabili di tutti questi attentati le imprese che vogliono impossessarsi dei beni comuni e il governo dell’Honduras. Come coordinatore del Copinh riaffermo la volontà di continuare a difendere i territori e le comunità indigene, succeda quello che succeda ", ha dichiarato Gómez al canale HCH (ascoltate le dichiarazioni QUI a partire dal minuto 0.56).

    Campagna mediatica

    Questi fatti avvengono mentre è in atto una forte campagna di criminalizzazione e discredito dell’organizzazione indigena.

    Secondo il Copinh, sia la recente relazione della "commissione indipendente" del FMO (Banca di Sviluppo Olandese)[1], sia la costante presenza sui media e nei programmi di maggiore ascolto di presunti membri delle comunità lenca che vogliono la riattivazione di Agua Zarca, farebbero parte di una campagna mediatica che vuole svilire e nascondere la lotta contro il progetto.

    L’obiettivo è quello di creare le condizioni per cui l’opinione pubblica nazionale e internazionale accetti l’attuazione del progetto Agua Zarca, visto come "fonte di sviluppo per le comunità lenca". Non importa se poi le comunità non sono mai state consultate e il progetto, invece di “progresso” ha portato divisioni, conflitti e morte.

    "A 7 mesi dall’uccisione della nostra coordinatrice generale, né il governo né le istituzioni hanno risposto alle nostre richieste di cancellazione dei progetti imposti alle comunità, di una investigazione indipendente sull’assassinio, di demilitarizzare i territori e di cessare la persecuzione e demonizzazione del Copinh. ¡Esigiamo risposte!", conclude il comunicato.

    [1] Finanziatore insieme al Finnish Fund for Industrial Cooperation, Finnfund, e alla Banca Centroamericana di Integrazione Economica, Bcie, del progetto Agua Zarca

    Fonte originale: LINyM

    Note:

    Traduzione: Federica Comelli

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