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La legge regionale sull'immigrazione

Alla fine, nonostante l'ostruzionismo della destra, il consiglio regionale toscano ha approvato la legge. La stampa più vicina al governo ha gridato allo scandalo, in realtà si tratta di un provvedimento che "certifica" comportamenti delle istituzioni pubbliche ormai consolidati. Un articolo dal Corriere Fiorentino
3 giugno 2009

 

Immigrati, approvata la nuova legge regionale

 

di Mauro Bonciani

La maratona durata più di 30 ore è finita. Alle 17 in punto di ieri il centrosinistra ha approva­to la legge sull’immigrazione. Il sì è stato salutato da un tiepido applauso. Per l’opposizione in au­la erano presenti solo i capigrup­po di An (Roberto Benedetti) e Forza Italia (Alberto Magnolfi) per il Pdl, con Marco Carraresi e Giuseppe Del Carlo dell’Udc. Gli altri consiglieri hanno abbando­nato l’aula «per non essere com­plici di questo atto grave», ha spiegato Benedetti. Risultato: 43 presenti, 39 sì, 4 no.

Il voto è arrivato grazie a un maxi-emendamento, contenente l’intera legge, tranne gli articoli già approvati, presentato dalla maggioranza che ha fatto decade­re automaticamente tutti gli emendamenti del Pdl (ne erano rimasti oltre settanta). Ostruzio­nismo impossibile, quindi, e vo­to in giornata, dopo il no al rin­vio in commissione (è stata inve­ce approvata all’unanimità la con­cessione di una pausa di 90 minu­ti per studiare il chilometrico emendamento). Il Pdl ha ribadito che già oggi inizierà a raccogliere firme per un referendum abrogra­tivo e ha auspicato che il governo impugni il testo per incostituzio­nalità.

Mappamondo «È una legge giusta ed equilibrata, ed ha alla base l’idea di regolarità. E proprio qui sta la differenza, differenza e non con­trapposizione, con la Bossi-Fini — ha detto Martini alla fine del dibattito — non è un testo rivolu­zionario, dà solo visibilità alle co­se che facciamo da tempo, dà di­gnità alla politica con la p maiu­scola che conduciamo per gli im­migrati regolari». Il presidente ha sottolineato la «convizione, coe­sione e la pazienza» della maggio­ranza. Poi ha ripetuto che l’ostru­zionismo è legittimo ma strumen­tale in vista della consultazione elettorale. «Questa non è una leg­ge contro il governo, è stata pen­sata quando c’era Prodi e non è stata cambiata; non è contro qual­cuno, ma vuole ribadire una posi­zione differente, nell’ambito del­le nostre prerogative, perché non esiste il pensiero unico. Non ci sa­rà alcun Eldorado per clandestini — ha proseguito — perchè si dà trasparenza e visibilità mentre i clandestini cercano le aree grige, le zone sommerse. E non ci sarà alcuna guerra tra poveri, perché purtroppo questa guerra c’è già per colpa dei tagli governativi al­le politiche sociali». Infine, Marti­ni ha attaccato sulle accuse di in­costituzionalità: «Deciderà la Cor­te Costituzionale, se come proba­bilissimo il governo la impugne­rà e noi ci rimetteremo alla Corte. Non sarà il governo ‘a fare stra­me della legge’».

Il Pdl, dopo aver sottolineato la gravità del maxi-emendamen­to, ha sottolineato i dubbi di ap­plicabilità di una norma fatta da 5 articoli più uno che ne riassu­me altri trenta. «È una legge in­costituzionale, illegittima, peri­colosa, che apre varchi alla crimi­nalità ed ai clandestini e discri­mina i regolari, che la maggior parte della società toscana non vuole e rifiuta», ha ribadito il centrodestra. «Gli elettori vi pu­niranno tra pochi giorni, come hanno fatto un anno fa» ha detto Alberto Magnolfi; «Già da doma­ni (oggi, ndr) inizieremo a racco­gliere le firme per il referendum, per cancellare questo atto grave, ideologico e antigovernativo», ha spiegato Roberto Benedetti. Il no arriva anche dall’Udc: «Non si possono fare forzature, equipa­rare i diritti dei regolari a quelli dei clandestini ed è stata persa l’occasione per migliorare il te­sto », ha spiegato Giuseppe Del Carlo. Reazioni anche dai parla­mentari Pdl. Mazzoni: «È una beffa anche per gli immigrati re­golari che rispettano le nostre leggi». E Gasparri, presidente dei senatori Pdl: «Spazzeremo via questa normativa».

Soddisfatta, invece, la maggio­ranza, per la quale alla fine hanno parlato i capigruppo. «È un passo di civiltà, contro il razzismo», ha detto Monica Sgherri (Rifondazio­ne). «Ora partirà una campagna di verità contro le vergognose pa­role del centrodestra», ha sottoli­neato Alessia Petraglia (Sinistra Democratica). «Sono un po’ più orgoglioso di essere toscano» ha affermato Paolo Marini (Pdci). «Una bella giornata» anche per Marco Montegagni (gruppo mi­sto), Mario Lupi (Verdi) e il socia­lista Giancarlo Tei, mentre Alber­to Monaci (Pd) ha sintezzato: «Questa legge rispetta al massi­mo il dettato delle nostre norme statutarie e non vedo nessun vul­nus alla democrazia, né tantome­no alla Costituzione. È il centrode­stra che ha perso l’occasione per condividere alcuni valori».

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