Le arance non fanno bene a tutti
I volontari della campagna Ricerca senza Animali sono stati presenti in alcune piazze italiane, accanto ai tavoli di vendita di arance dell'AIRC, Associazione Italiana Ricerca sul Cancro, per informare i potenziali compratori che, acquistando le arance dell'AIRC, avrebbero automaticamente finanziato la sperimentazione animale, o vivisezione che dir si voglia. Molte le persone che, dirette al tavolo AIRC, hanno cambiato rotta, dopo aver letto i cartelloni e i volantini della Campagna, la quale si propone di informare i cittadini sulle attivita' delle associazioni che finanziano la ricerca medica, e in particolare sulla destinazione delle donazioni che esse ricevono: ricerca su animali, o ricerca scientifica volta a guarire davvero i pazienti umani (non i topi o i porcellini d'India)? Alcuni, accortisi dei volontari antivivisezionisti solo dopo aver comprato le arance, sono tornati al tavolo AIRC per pretendere la restituzione dei soldi. Inutili i tentativi di minimizzare la questione da parte dei volontari AIRC, che sono addirittura arrivati ad affermare che non e' vero che l'AIRC finanzia test su animali. "Crediamo che la maggior parte dei volontari AIRC sia in buona fede" - dichiarano gli organizzatori della campagna -"e che non sappiano davvero che parte dei fondi e' destinata alla vivisezione. Dovrebbero pero' informarsi meglio sulla condotta dell'associazione per cui prestano la loro opera. E' gia' successo infatti che alcuni volontari di questo genere di associazioni rinunciassero alla propria collaborazione una volta scoperto come stavano le cose". L'AIRC stessa dichiara infatti che ben il 10% dei fondi raccolti serve a finanziare esperimenti su animali, che consistono nel creare il cancro agli animali con metodi artificiali e provare a curarlo. La campagna Ricerca senza Animali sostiene che, un procedimento che induce artificialmente una patologia su animali sani, per poi tentare di estrapolare i risultati ottenuti agli esseri umani, è necessariamente votato all'insuccesso. La Campagna e' promossa dai Medici Internazionali, organizzazione che annovera fra i propri membri migliaia di medici e ricercatori antivivisezionisti in tutto il mondo, il cui Presidente Prof. Giulio Tarro ha ottenuto importanti successi e riconoscimenti nel campo della ricerca oncologica. "Siamo convinti che un'etica non specista, unita ai procedimenti realmente scientifici della ricerca senza animali" - concludono i volontari antivivisezionisti - "sia l'unico modo per dare dignita' alla ricerca e per restituire il rispetto dovuto ai malati, che si attendono una cura che funzioni su di loro, non sui topi, e non ci stancheremo mai di comunicarlo a tutti in ogni occasione possibile." Occore far sapere a tutti cosa si nasconde dietro alla parola 'ricerca', che non e' sempre qualcosa di positivo e ammirevole, e quindi esente da critiche perche' 'salva vite umane': le vite umane vengono salvate veramente quando non si sprecano tempo, risorse e denaro in inutili test su animali di altre specie.
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