Diritti Animali

Le arance non fanno bene a tutti

"Resistuiteci la nostra donazione, vi ridiamo le arance": dichiarano alcuni cittadini dopo aver scoperto il coinvolgimento dell'AIRC nella sperimentazione animale.
5 febbraio 2004
Piergiorgio De Angelis
Fonte: Campagna Ricerca senza Animali - 31 dicembre 1969

I volontari della campagna Ricerca senza Animali sono stati presenti in
alcune piazze italiane, accanto ai tavoli di vendita di arance dell'AIRC,
Associazione Italiana Ricerca sul Cancro, per informare i potenziali
compratori che, acquistando le arance dell'AIRC, avrebbero automaticamente
finanziato la sperimentazione animale, o vivisezione che dir si voglia.

Molte le persone che, dirette al tavolo AIRC, hanno cambiato rotta, dopo aver
letto i cartelloni e i volantini della Campagna, la quale si propone di
informare i cittadini sulle attivita' delle associazioni che finanziano la
ricerca medica, e in particolare sulla destinazione delle donazioni che esse
ricevono:
ricerca su animali, o ricerca scientifica volta a guarire davvero i pazienti
umani (non i topi o i porcellini d'India)?

Alcuni, accortisi dei volontari antivivisezionisti solo dopo aver comprato le
arance, sono tornati al tavolo AIRC per pretendere la restituzione dei soldi.
Inutili i tentativi di minimizzare la questione da parte dei volontari AIRC,
che sono addirittura arrivati ad affermare che non e' vero che l'AIRC finanzia
test su animali.

"Crediamo che la maggior parte dei volontari AIRC sia in buona fede" -
dichiarano gli organizzatori della campagna -"e che non sappiano davvero che
parte dei fondi e' destinata alla vivisezione. Dovrebbero pero' informarsi
meglio sulla condotta dell'associazione per cui prestano la loro opera. E'
gia' successo
infatti che alcuni volontari di questo genere di associazioni rinunciassero
alla propria collaborazione una volta scoperto come stavano le cose".

L'AIRC stessa dichiara infatti che ben il 10% dei fondi raccolti serve a
finanziare esperimenti su animali, che consistono nel creare il cancro agli
animali con metodi artificiali e provare a curarlo. La campagna Ricerca senza
Animali sostiene che, un procedimento che induce artificialmente una
patologia su animali sani, per poi tentare di estrapolare i risultati
ottenuti agli esseri umani, è necessariamente votato all'insuccesso.

La Campagna e' promossa dai Medici Internazionali, organizzazione che
annovera fra i propri membri migliaia di medici e ricercatori
antivivisezionisti in tutto il mondo, il cui Presidente Prof. Giulio Tarro ha
ottenuto importanti successi e riconoscimenti nel campo della ricerca oncologica.

"Siamo convinti che un'etica non specista, unita ai procedimenti realmente
scientifici della ricerca senza animali" - concludono i volontari
antivivisezionisti - "sia l'unico modo per dare dignita' alla ricerca e per
restituire il rispetto dovuto ai malati, che si attendono una cura che
funzioni su di loro, non sui topi, e non ci stancheremo mai di comunicarlo a
tutti in ogni occasione possibile."

Occore far sapere a tutti cosa si nasconde dietro alla parola 'ricerca', che
non e' sempre qualcosa di positivo e ammirevole, e quindi esente da critiche
perche' 'salva vite umane': le vite umane vengono salvate veramente quando
non si sprecano tempo, risorse e denaro in inutili test su animali di altre
specie.

Note: info@RicercaSenzaAnimali.org
http://www.RicercaSenzaAnimali.org
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