La caccia, un simbolo di arroganza smisurata

25 marzo 2004
Dacia Maraini
Fonte: Corriere della Sera del 19 marzo 2004

Per fortuna la proposta di legge sulle nuove libertà di caccia non è passata. Anche perché in palese contrasto con le indicazioni della Comunità europea. Ma continua a girare per i corridoi della Camera cercando proseliti. Libertà di caccia nei riguardi degli animali protetti, libertà di caccia nei parchi, doppiette ai sedicenni. C1è da mettersi le mani nei capelli. Anche perché, a sentire gli esperti, il bracconaggio è già estesissimo e in crescita. Quindi questa nuova legge verrebbe semplicemente a sancire un diritto che con tracotanza il cacciatore si è già attribuito da solo, disprezzando la necessità di proteggere e regolare la vita e le abitudini di tanti animali che i cacciatori riescono a vedere solo come «prede». Più sono proibiti e più sembrano stimolare gli appetiti e le astuzie clandestine di questi maniaci del fucile. Nel parco nazionale dell1Abruzzo Lazio e Molise, tanto per fare un esempio, il veterinario ha denunciato la crescita del bracconaggio a cui lui, più qualche guardia del parco, non riescono a fare fronte. Il 45% dei cinghiali vengono fatti fuori clandestinamente, proprio all1interno del parco. Decine di Cervi, di camosci, di lupi, vengono uccisi a tradimento, proprio lì dove dovrebbero essere difesi. Una orsa con due orsacchiotti sono stati impallinati e lasciati marcire ai margini del parco nel settembre del 2003. Ci sono le fotografie a testimoniarlo. I cacciatori dicono che i cinghiali rovinano le colture. Ma non ci sono colture sui monti del parco, salvo piccoli appezzamenti che non sarebbe difficile difendere. D1altronde non è possibile pensare che la terra sia una nostra proprietà così assoluta che nemmeno un verme ha più il diritto di rigirarvisi dentro. Le talpe costruiscono cunicoli e rovesciano la terra? Togliamoli di mezzo. Gli uccelli mangiano i frutti? Uccidiamoli tutti. I lupi qualche volta, quando non hanno niente da mangiare e c1è molta neve in giro, possono assalire una pecora e divorarsela? Abbattiamoli. Gli orsi danneggiano le piante, sterminiamoli! Anche se è previsto che il parco rimborsi le pecore assalite dagli animali selvatici. I pastori protestano che questi rimborsi sono lenti ad arrivare. Questo è male. Cerchiamo di snellire le pratiche. Ma certamente lo sterminio degli animali che in qualche modo possono danneggiare le proprietà umane, non è sensato. Dimostra che la nostra arroganza non ha limiti né pudore. Gli animali ci interessano solo in quanto ci sono utili, non riconosciamo loro nemmeno il diritto di godersi qualche giorno di pace, di pascolo, di amoreggiamento. Se non servono per il cibo o per gli esperimenti medici, o per le pellicce, eliminiamoli, che ci stanno a fare? Sembra incredibile che nonostante la sempre più raffinata e articolata conoscenza della vita delle bestie selvatiche, stiamo diventando sempre più androcentrici e intolleranti. Mai come ora l1uomo pretende di dominare, controllare, regolare ogni cosa che vive sul pianeta. Nell1attesa arrogante di estendere al più presto questo dominio anche all1universo intero. Marte? In poco tempo diventerà una colonia della Terra. La Luna? Peccato che non sia dotata di acqua, altrimenti sarebbe già ricoperta dei nostri rifiuti. Le specie non umane sono fatte schiave per servire l1uomo e i suoi capricci. Chi non si sottomette a queste esigenze, via, soppresso! Ma è questo il futuro che stiamo apparecchiando ai nostri discendenti? Un mondo fatto di arroganza, di volontà di potenza, dove solo la legge del più forte domina e gli altri possono subito levarsi di torno?

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