Diritti Animali

Che inciviltà, lasciare il cane di un cieco fuori dalla porta

Potrà anche stupire che la titolare del bar non conosca una legge di cui anche i bambini di prima elementare sono a conoscenza, ma quello che veramente spaventa è la mancanza di umanità che regna sovrana in questa ( e in tante altre) società avvelenata
8 maggio 2004 - Oscar Grazioli

Il fatto è stato ampiamente riportato da Libero e dalla stampa in genere, ma conviene riassumerlo. Sette persone non vedenti, accompagnate da una guida e dall'autista, avevano prenotato in un bar di Lavarone (provincia di Trento) per un breve spuntino. All'arrivo hanno avuto la sgradita sorpresa di vedersi rifiutare l'ingresso a Thelma, cane Labrador addestrato presso la Scuola Lion's Club di Milano, che aveva i contrassegni della Croce Rossa. In bella mostra. La signora Anna, proprietaria del cane, ha chiamato i carabinieri e ha deciso che il gruppo si trasferisse in un locale dove è stato accolto con estrema cortesia, cane compreso ovviamente. La proprietaria del primo locale si è giustificata affermando che non conosceva la legge. La normativa italiana prevede infatti che i cani per non vedenti possano accompagnare praticamente in qualsiasi posto il proprietario e non pagano il biglietto sui mezzi di comunicazione, dall'autobus all'aereo. Ora, potrà anche stupire che la titolare del bar non conosca una legge di cui anche i bambini di prima elementare sono a conoscenza, ma quello che veramente spaventa è la mancanza di umanità che regna sovrana in questa ( e in tante altre) società avvelenata. Con la miriade di norme, leggi, codici e codicilli che questo popolo masochista si è dato posso capire che uno non conosca l'esistenza di una legge, ma quando entrano in un locale sette non vedenti e un cane con le insegne della Croce Rossa, sbatterlo fuori non è più un problema di ignoranza, ma di pura cattiveria. Ho insegnato, negli anni 70, in quello che era considerato un modello nazionale di collegio per ciechi ( chiamateli pure così, non si offendono per questo ) e so quanto pesi, in certi momenti, essere nati senza questo senso o peggio averlo perso durante la vita. Il desiderio di capire cosa siano i colori e lo strazio di ricordarseli, mentre si vede solo il nero. Conosco però molto bene anche il loro orgoglio e la loro forza, la loro gioia di vivere, acuendo gli altri sensi a livelli che solo i loro animali possono interpretare. E' un mondo oscuro, ma pieno di segreti che per noi rimarranno sempre tali. In Italia siamo ancora ben lontani dalla Francia, dall'Austria, dalla Germania dove è facilissimo trovare un albergo o un qualsiasi locale in cui non solo possono entrare i cani per ciechi, ma sono benvoluti tutti i cani educati. E' una vecchia piaga del nostro Bel Paese, come quella dell'abbandono di cani e gatti. Antiche diffidenze, leggende metropolitane, pretese norme igieniche ( quelle dei fornai che buttano fuori i cani e poi palpano monete luride e pane all'olio ) alimentano ancora questa arretratezza che ci contraddistingue. Solo leggi o norme specifiche potrebbero rendere più agevole la compagnia di un animale durante il viaggio, ma i nostri politici sono sempre in tutt'altre faccende affaccendati. Come nota finale positiva vi posso segnalare che la catena Space Supranational Hotels ( www.spacehotels.it ), titolare di oltre 1000 alberghi nel mondo, mette a disposizione in Italia 70 alberghi nelle principali mete turistiche dove cani e gatti sono ben accettati e godono spesso di servizi accessori per il loro benessere.

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