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    Una fiera per barattare animali

    Oche e cani come merce di scambio

    17 settembre 2004 - Oscar Grazioli
    Fonte: www.libero.it
    16.09.04

    - Diversi lettori con i capelli grigi ricorderanno certamente le vecchie fiere paesane, all’interno delle quali uno dei pezzi forti era la compravendita, e talvolta lo scambio, del bestiame..
    Agnelli, oche, galline, capre, conigli e altri animali domestici “utili” (almeno per il lavoro nei campi o per lo stomaco abituato a polenta e saracche) facevano bella mostra di sé in appositi spazi. Non era raro vedere anche qualche toro o qualche grasso bue, ma questi animali “superiori” venivano contratti nell’ambito del mercato bestiame dove si svolgevano gli affari seri. Alla fiera c’era qualche giostra, magari un simulacro di circo e, complici un paio di bicchieri, si passava dalla lettura della mano all’acquisto o allo scambio di una gallina padovana contro un germano reale.
    A Frascati, nel parco di Villa Torlonia, il 19 settembre si svolgerà una fiera che, nata con presupposti di notevole sensibilità ecologica, rischia di finire nella bufera delle associazioni animaliste. Accanto ai bambini delle scuole inferiori che insegneranno a quegli asini degli adulti come si comporta un piccione o una tortora o come si prende in mano un coniglio, ci sarà anche la carrozza ecologica, guidata da due cavalli salvati dal macello. Porterà in giro per il bosco adulti e bambini. Quello che stona è che nel volantino che pubblicizza la manifestazione si legge “la fiera è rivolta a tutti i cittadini che hanno la necessità di scambiare animali o una pianta...”.
    Altolà, ha scritto al sindaco di Frascati Lorenzo Croce, presidente dell’AIDA, lasciate perdere questa storia dello scambio di animali, altrimenti parte una denuncia. Ho ascoltato l’assessore all’ambiente che, con sincero entusiasmo, mi ha illustrato tutti i lati positivi della fiera e con altrettanta umiltà ha accettato anche qualche critica che gli ho mosso in relazione a questo libero e originale scambio.
    Il rischio è che si torni al vecchio baratto: io ti do un’oca cignoide perché mi ha stancato con il suo maledetto verso e tu mi dai quell’anatra bella grassoccia che hai nella cesta. Io ti do 10 pappagallini che mi hanno rotto le scatole e tu mi dai un coniglio Nuova Zelanda, maschio. Tieni, qui c’è una cucciolata di gattini e dammi un cane vah, anche spelacchiato. E no, assessore, no caro sindaco.
    Sono assolutamente certo che la vostra fiera nasce con ottimi presupposti e parimenti sicuro che le vostre intenzioni sono limpide. Se c’è da collocare il cane di una persona anziana, impossibilitata a tenerlo, è giusto che le istituzioni facciano il loro dovere, ma, per l’amor di Dio, evitiamo di fare un salto nel tempo tornando agli antichi baratti. Non con gli animali almeno.

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