Diritti Animali

Omicidio

26 ottobre 2004
Luca Clerici

Acciuga Cristina De Flora Di solito capita mentre guardi i gabbiani che sfiorano la superficie del mare increspata dal pallone di acciughe. Vuoi dire che sotto c'è il branco, in caccia.
Appena sente il colpo, picchia sul fondo, in verticale:punta giù e tira tanto che è come avere il filo in mano e non in canna: lo senti vibrare e sbattere e pulsare: Gli senti dritto il cuore che pompa sotto i muscoli potenti. Non sta cedendo all'improvviso: sale per la rincorsa, e poi ancora giù a testa bassa verso il buio, mentre il filo vibra e taglia l'acqua intorno.
Così, a strappi si avvicina.
I cerchi che disegna sono sempre più piccoli: prima di mostrarsi gira sotto la barca, all'ombra. Quando affiora, sbatte e cerca l'acqua: La bocca agganciata all'amo va tenuta fuori sul pelo dell'onda, tenendo il filo teso. Il cuore gli scoppia appena tirato a bordo. Butta sangue dalle branchie e dagli occhi viola. Trema impazzito e muore subito, con uno strano verso; l'ultimo colpo di coda arriva dopo: Piano dal corpo lucido continua a perdere sangue, tanto sangue che s'allarga a macchia sul pagliolo: Non si capisce da dove venga tutto qurl sangue.
A pescare boniti mi divertivo. Dopo che Anna Maria Ortese se n'è stupita e indignata, ho capito. Ma della sua furia ricordo solo il sorriso.

Note: Tratto da "Dalla parte degli animali Ed. L'ancora del mediterraneo 2004
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