Strade scolastiche

School streets le strade ai bambini!

Le strade scolastiche, libere dal traffico, saranno davvero introdotte nel Codice della Strada come chiedono genitori e pediatri?
13 maggio 2019
Linda Maggiori

strade scolastiche a Londra

Da circa 3 mesi varie associazioni ambientaliste, di genitori e pediatri, (dalla Fiab a Legambiente, all'ACP, al Bike to School...) hanno lanciato una campagna per creare zone di rispetto davanti alle scuole, libere dal traffico motorizzato (stradescolastiche.blogspot.com) con la petizione (www.change.org/p/school-streets-le-strade-ai-bambini)

Il nuovo Codice della Strada, sembra le abbia davvero introdotte: il DDL depositato al Parlamento ad aprile dal senatore Santillo (5 Stelle), riguarda proprio queste strade, ma non è ancora stato pubblicato e le associazioni aspettano di capire i dettagli prima di gridare vittoria.

Ma cos’è una strada scolastica? È una strada (o anche un piazzale, un parcheggio) in prossimità di una scuola in cui viene bloccato (temporaneamente o in modo permanente) il traffico degli autoveicoli in modo che tutti possano raggiungere la scuola in sicurezza. Il transito viene consentito a pedoni, bici, mezzi per il trasporto dei disabili e scuolabus. All’estero sono molto diffuse e si chiamano school streets.
(schoolstreets pedonale a Londra)

Attualmente le strade scolastiche sono attuate solo su iniziativa del comune (il provvedimento di chiusura della strada spetta alla giunta, oppure al sincaco con ordinanza). Purtroppo la maggior parte delle scuole italiane non ha nessuna area di rispetto davanti, proprio perché non è "popolare" vietare il traffico davanti alle scuole e i sindaci non ne hanno il coraggio.  La petizione chiede che sia obbligo dei comuni creare aree di rispetto davanti alle scuole, con divieto di traffico negli orari di entrata e uscita, oppure, se ciò non fosse possibile, zona a traffico limitato o come minimo zona 30 e provvedimenti di calmieramento del traffico e messa in sicurezza. Al momento di scrivere questo articolo, non sappiamo ancora se questa richiesta sia stata recepita fedelmente dal DDL. 
Ma nella pratica come funziona? La Polizia Locale e i volontari della scuola posizionano le transenne negli orari di chiusura della strada e le rimuovono al termine. L’iniziativa per essere efficace, dovrebbe affiancarsi a interventi quali la costruzione di percorsi protetti casa-scuola, la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali in prossimità delle scuole, la promozione di Bicibus e Pedibus, l’implementazione dello scuolabus, giochi e concorsi per premiare chi si reca a scuola con mezzi sostenibili.
(screenshot dal sito FB della Polizia Locale del comune di Riccione


Perché sono importanti? Secondo l’Unicef, una città amica dei bambini dovrebbe rispettare il loro diritto di camminare sicuri per la strada, e vivere in un ambiente non inquinato (punti 7 e 10). Altre motivazioni importanti:
1- Per creare un ambiente sicuro e favorire l'autonomia dei bambini: i livelli di autonomia negli spostamenti quotidiani dei bambini italiani tra i 6 e gli 11 anni sono tra i più bassi a livello internazionale. I pedagogisti, gli psicologi e i pediatri sono concordi nel dire che bambini hanno un naturale bisogno di incrementare i propri margini di autonomia. Se non viene soddisfatto nei tempi giusti, ciò influisce negativamente sullo sviluppo della capacità di orientamento e di socializzazione e sulla costruzione della fiducia nelle proprie capacità.
2- per incentivare modalità attive come l’andare in bici o il camminare, per incentivare il gioco libero, la socializzazione, per orientare le scelte dei cittadini verso mezzi più sostenibili.
3- per la salute dei bambini: davanti alle scuole i tassi di inquinamento sono molto alti: biossido di azoto (prodotto principalmente dai motori diesel), polveri sottili, e altri inquinanti, provocati dal gas di scarico ma anche dall’attrito delle ruote sull’asfalto, e questo aumenta la probabilità di asma, problemi respiratori, disturbi cognitivi e altre malattie. Isole pedonali, anche se provvisorie possono contribuire ad abbassare il livello di inquinanti che i bambini respirano all’entrata e all’uscita dalla scuola. Non è poi vero che dentro le auto non si respira smog. Anzi, è vero il contrario: dentro gli abitacoli ci sono concentrazioni di inquinanti più elevate che all’aria aperta (ISPRA, Qualità dell’aria nelle scuole).
4- per la loro sicurezza: gli assembramenti di auto davanti alle scuole sono molto pericolosi,limitano la visuale, spesso le auto occupano corsie ciclabili, pedonali o addirittura le strisce pedonali, facendo manovre pericolose come la retromarcia, tra bambini che si muovono. In generale, gli incidenti stradali sono tra le principali cause di morte per i bambini tra 5 e 14 anni nel mondo (OMS). In Italia ogni giorno circa 30 bambini sono feriti, mentre ogni 8 giorni muore un bambino, per incidenti stradali (dati Istat anno 2017). I pediatri sono molto chiari: chiedono “mai più auto davanti alle scuole, senza se e senza ma, partendo dal presupposto che gli incidenti non sono una fatalità”.(ACP 2012)
5- per il clima: il settore dei trasporti (soprattutto su strada) contribuisce a circa un quarto delle emissioni di gas climalteranti in atmosfera. Creare aree pedonali è un (piccolo) atto di giustizia verso il clima e verso il futuro delle nuove generazioni.
6- Perché, semplicemente, vogliamo che i bambini siano sicuri di correre, pedalare e giocare, almeno davanti alla scuola.



Quando e come inziare a sperimentare? La comunicazione è fondamentale: i genitori in genere non sono mai troppo propensi ad accettare il cambiamento, soprattutto se implica una prima apparente scomodità. Ma se viene comunicato bene, in modo sereno, ma autorevole, le resistenze si indeboliscono. Oltre ad un comunicato stampa ufficiale, è importante fare un post su FB (dalla pagina dei vigili, o del sindaco)spiegando le motivazioni in modo semplice e positivo, puntando sulle buone ricadute. Sempre meglio inizare la sperimentazione a fine anno scolastico circa ad aprile-maggio-giugno, perché complice il bel tempo, tutto sarà più facile. Se si ha la possibilità, oltre ad una semplice (e triste) sbarra, mettere un bel cartellone plastificato con un bimbo sorridente e la scritta strada-scolastica tradotta in più lingue (come a Bolzano).


 Oppure posizionare installazioni colorate e temporanee (tipo urbanismo tattico) per far capire che è una strada speciale! In questo caso bisogna chiedere autorizzazione ai vigili e progettare insieme al comune. Si possono posizionare sedie, tappeti, aiuole, realizzare feste coinvolgendo la scuola e il quartiere, come a Riccione.


Dopo qualche mese di sperimentazione, in genere a settembre, il provvedimento dovrebbe diventare permanente. A quel punto, si può rifare una festa e assemblea di quartiere. Ma non basta: un aspetto che non va mai trascurato è che la popolazione della scuola cambia velocemente per cui ogni anno scolastico occorre riproporre le motivazioni con volantini, locandine, cartelloni, tatuaggi urbani, assemblee, feste.

Cosa serve per far rispettare il divieto? Sbarre, meglio se colorate e con scritte ben chiare. Coinvolgimento di volontari (tipo nonni vigile) per vigilare, almeno nei primi mesi.


La Campagna Strade Scolastiche ha lanciato alcune date di mobilitazione per il 2019:
  • PRIMA data di mobilitazione: il 24 maggio aderite al flashmob davanti ogni scuola, in occasione dello Sciopero Mondiale per il Clima! Ragazzi, genitori, bimbi in bici o a piedi davanti alla scuola (orario entrata) con un cartello con scritto ad esempio ("in bici il futuro sarebbe già arrivato", "le strade e il clima ai bambini"...)

  • SECONDA data di mobilitazione: in occasione della Settimana Europea Mobilità Sostenibile (16 settembre-20 settembre): si lancia alla grande l'iniziativa delle school streets in tutti i comuni d'Italia. Associazioni, scuole, comuni, comitati o semplici cittadini che vorranno aderire, potranno organizzare conferenze e incontri sul tema strade scolastiche, flashmob in bici o a piedi con cartelli simbolici, negli orari entrata uscita; oppure chiedere autorizzazione per chiudere la strada davanti alla scuola e organizzare feste e giochi.Chi vuole aderire può comunicarlo a stradescolastiche@gmail.com e noi lo scriveremo sul blog e pagina FB. Il 20 settembre essendo un venerdì, si può chiedere collaborazione anche al movimento Fridays for future.
  • TERZA data di mobilitazione: 20 novembre, in occasione della giornata nazionale dei diritti dei bambini, reclamiamo il diritto alla strada! Di nuovo, in quella data comuni, comitati, associazioni, scuole sono invitati ad organizzare conferenze, incontri, flashmob, feste e giochi sulla strada, sperimentando la pedonalizzazione della strada davanti alla scuola, almeno per quel giorno.
Note: https://stradescolastiche.blogspot.com/
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