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"Il dolore di cambiar pelle" di Joseph Zoderer - Bompiani

Jul e Mara: amore e dolore; malinconia e rabbia; identita' perduta e ritrovata. Diritto di nascita e diritto acquisito. Sud Tirolo e Sicilia. Passato e presente. Incubi e realta'. Morte e malattia.
5 febbraio 2007

Jul e Mara, entrambi appartenenti alla sinistra extraparlamentare si conoscono in un garage a Bolzano, dove, con altri compagni, si ritrovano a parlare di politica.

Lui e' sudtirolese.
Lei ha mamma sudtirolese e papa' italiano.

Lui, figlio di "optanti", e' cresciuto in Austria ed ha studiato in Svizzera.
Lei, figlia di un fascista siciliano (un "usurpatore" arrivato dalla Sicilia per italianizzare l'Alto Adige) e di una donna tedesca la cui famiglia aveva "optato" italiano, e' cresciuta nel Sud Tirolo.

Lui e' maggiore di lei, ed ha alle spalle un matrimonio con Ines.
Lei vive con Luca un amore che mai finira'.

Si sposeranno Jul e Mara, e dalla loro unione nascera' una bambina: Natalie. Insieme ristruttureranno un maso e vivranno in sintonia con la natura e con loro stessi. Poi, quando Natalie, prima di compiere nove anni, morira' annegata in una piscina, le differenze fra Jul e Mara torneranno a galla in un groviglio infinitamente difficile da districare!

Mara era con Luca quando Natalie e' annegata.
Jul, dopo quasi vent'anni dalla morte della figlia, partira' per Agrigento, la citta' originaria del suocero morto prima che lui conoscesse Mara, per cercare di capire quella meta' di Mara che era anche una parte della loro bambina.

La narrazione scorre tranquilla, fra passato e presente, fra il Sud Tirolo e la Sicilia; poi, improvvisamente, riecco Tatta, quel "solito" padre, che torna in (quasi) ogni libro di Zoderer; in un'impercettibile metamorfosi, rieccolo, sempre lui, sempre uguale, ancora una volta a lucidare scarpe e ad elemosinare da maso in maso (o da negozio a negozio) con quel solito cane (che in qualche libro cambia nome!), quel cane che lui baratta con qualcosa da mangiare per i suoi bambini; quel cane che sempre torna, ma che poi, dato che il sempre non esiste, un giorno non tornera' piu'...
E con Tatta, ecco "arrivare" quel bambino cresciuto a Graz che lascio' Merano, la sua Heimat, senza capire (lo stesso bambino di "Ce n'andammo"?); e il ragazzino, (quello di "La felicita' di lavarsi le mani"?) quello cresciuto nella casa della regola, un istituto svizzero gestito da gesuiti, che un giorno se n'andra' anche da li'...

Ma questo Jul - viene da chiedersi - e' quello stesso Joseph che gia' conosciamo?
Si annaspa, leggendo, in una piacevole confusione. Si avrebbe voglia, o meglio, io avrei voglia di capire, di sapere qualcosa di piu'! Mi pongo cosi' un'infinita' di domande, domande a cui nessuno puo' darmi una risposta! Non servono queste risposte per capire la storia narrata in "Il dolore di cambiar pelle", certo che no! Ma qualcosa mi sfugge; qualcosa che comunque non mi appartiene lo so! Pero' continuo a chiedermi, a domandarmi, ad esempio, se gli incubi di Jul, in una camera d'albergo di Agrigento, sono uguali o simili ad altri incubi avuti (da Lukas in "Il silenzio dell'acqua sotto il ghiaccio") sempre in una camera d'albergo? Cosi' come il confondere Ines e Mara ricorda il confondere Livia e Johanna. Ma se Jul e' Lukas, finalmente hanno un senso i deliri di Lukas.
E Joseph? che c'entra Joseph in tutto questo? Lui se n'e' andato da Merano, la sua Heimat; e poi se n'e' andato da Graz quella che lui credeva fosse la sua Heimat; e se n'e' andato anche da quell'infausto paradiso svizzero. E chissa' da dove altro ancora se n'e' andato...
E in Sicilia, chi e' andato veramente? Joseph o Jul? E i deliri di Lukas erano causati dalla morte di una bambina e dall'avanzare di una malattia o da cos'altro? (E ancora: l'andare in Sicilia serve, a Jul, per avvicinarsi o allontanarsi da Mara?)...

[E quel padre verra' mai riscattato abbastanza nella narrazione del figlio?
In quanti altri libri ancora lo ritroveremo? Sempre a lucidare scarpe, a mendicare a collezionare uccelli e ad amare i suoi tanti bambini piu' di qualsiasi altra cosa al mondo, anche piu' del suo essere tedesco...
Io spero di ritrovarlo ancora; ancora in un altro libro e poi, dopo, in un altro libro, un'altra volta, ancora...]

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