Articoli e notizie sull'Italian Crackdown

1 giugno 1994
 ** AGGIORNAMENTO 10.08.94 ore 22:00 **  Segue lista BBS coinvolti nei provvedimenti di sequestro desunta da messaggi e telefonate. Scusate le omissioni e imprefezioni.  Fido: ------ Luca Spada           2:331/106-117-121 sequestrato tutto Alberto Giovaninetti 2:331/103 sequestrato tutto Luca Croci           2:331/108 sequestrato floppyes, sigillato stanza Ascanio Orlandini    2:331/203 solo perquisito Paolo Borghesi       2:331/204 sequestrato tutto Alfredo Persivale    2:331/302 sequestrato tutto, anche comp. azienda Michele Fadda        2:331/320 solo perquisito Walter Mascarin      2:331/323 solo perquisito Domenico Pavone      2:331/331 sequestrata la stanza del computer! Giulio Cipriani      2:331/344 sequestrato tutto Valentino Spataro    2:331/347 sequestrato tutto  Samuele Landi        2:332/115 sequestrato tutto Massimo Berni        2:332/300-301-303 sequestrato tutto Alberto Tommasoli    2:332/306 ? Riccardo Pizzi       2:332/307 sequestrato tutto Alessandro Trebbi    2:332/313 ? Lorenzo Lugli        2:332/315 sequestrato tutto a casa sua (la bbs no) Fabrizio Carloni     2:332/316 sequestrato tutto Marco Piazza         2:332/319 sequestrato tutto Massimo Sabbatini    2:332/320 sequestrato tutto, compreso negozio Alessandro Benvenuti 2:332/419 sequestrato tutto Paolo Sinigaglia     2:332/407-417-427 sequestrato tutto Mario Mure'          2:332/505 sequestrato tutto Marco Venturini Auti 2:332/617 perquisito senza sequestro Riccardo Iacobucci   2:332/618 sequestrato tutto  Nicola Tosi          2:333/110 ? Mario Zambon         2:333/203 sequestrato solo dischetti  Gianni Bragante      2:334/307 sequestrato Hard Disk Paolo Goria          2:334/701 risparmiato, sequestrato floppy sponsor  Andrea Contini       2:335/428 sequestrato tutto Alberto Marcedone    2:335/503 convocato dai CC Michele Scopelliti   2:335/512 sequestrato tutto Giovanni Pugliese    2:335/701 RC Peacelink, sequestrato 03.06 !! Giuseppe Giardina    2:335/713 sequestrato tutto   Non fido: ---------- Vittorio Mori        ex fido, non piu' bbs, sequestrato tutto Curradini            "Breakdown", sequestrato tutto Giuseppe Paterno'    "Il Tempio BBS", sequestrato tutto Super pirata, Terni  non identificato, sequestrato tutto (gli sta bene) Riccardo Cassotti    perquisito ditta, BBS chiusa 8 mesi fa. 14 Piratoni          non identificati,in tutta italia, sequestrati 18.05 Rendez Vous Milano   solo perquisita 19.05 Wild & Hot Milano    sequestrata 19.05 Ultimo Impero Milano sequestrato 11.05 1 BBS Torino         sequestrato 18.05, procura Torino. Inferno BBS          Milano, sequestrato Rozzano BBS          Rozzano, sequestrato (?????) Sunday BBS           22.05 point fido calabrese (?), bbs sperimentale Jaflow BBS           come sopra (?)   Points: -------- Castellini           2:331/204.3 sequestrato tutto Caruso               2:331/204.6 sequestrato tutto Bisanti              ??          sequestrato tutto ???                  2:335/326.? solo perquisito (Cascella)   ** NOTIZIE ** - I mandati del raid del 11.05-13.05 sono 173. - L'avvocato Francesco Guida di Taranto, che collabora con PeaceLink, ha   costituito un gruppo di studio del problema. FAX/segreteria 099 365812,   richiede l'invio di tutte le infos possibili. - Articoli su: Repubblica 13.05.94, Il Resto Del Carlino 14.05.94 (cronaca   nazionale e locale), Avvenire 15.05.94, ancora il Resto Del Carlino, data   imprecisata, Avvenimenti-PeaceLink- (intervista al Procuratore Gaetano   Savoldelli Pedrocchi, titolare dell'inchiesta), Il Messagero del   17.05.94, Il Giornale di Brescia del 18.05.94, Radio Popolare rubrica   'Liberi Tutti' 19.05.94, BresciaOggi del 19.05.94.   La Provincia (Asti) data imprecisata.   Il Sole 24 ore del 20.05.94, Il Corriere dell'Umbria 20.05.94.   Sembra che anche la CNN americana abbia fatto un servizio sull'Italian   CrackDown. Trasmissione del 18.05.94 su Radio Onda D'urto. Serie di   articoli sul Manifesto del 21.05.94, a cura di Gomma di Decoder.   L'Unita' del 21.05.94.   ANSA di Rifondazione Comunista del 25.05.94   Prossimamente uno spazio in TARGET di Canale 5 e sulla radio tedesca   Deutschlandfunk e un articolo su Panorama.   29.05.93, altro articolo su Brescia Oggi.   30.05.94, paginone di articoli su Repubblica.   Giugno 94, Amiga Magazine, editoriale.   La Notte del 11.06.94, articolo sui fatti.   Editoriale di Paolo Nuti che sara' pubblicato da MCLink di giugno.   Altra Interrogazione Parlamentare.   Il Sole 24 Ore di Lunedi' 20 giugno 1994. - Il 16.05.94 il PM ha dichiarato che non accettera' nessuna istanza di   dissequestro prima della celebrazione del processo. - Il 16.05.94 pare siano stati firmati altri 137 mandati (Davide Achilli).   In totale, sembra siano stati emessi quindi 310 mandati. - Il 18.05.94 due bbs piratone napoletane sono finite nella rete.   Riprendono i sequestri? I mandati sono ora ad opera di diverse procure. - il 20.05.94 dalle 11:15 alle 12:00, Radio Popolare parlera' del blitz GDF   nell'ambito della trasmissione "Microfono Aperto". - Il 19.05.94 Taradash e altri deputati hanno presentato interrogazione   parlamentare inerentemente al caso. Il testo e' quello della   Interrogazione Parlamentare Fidonet. - 21.05.94 Risulta che GDF stia provvedendo al sequestro anche in quei nodi   e bbs ove si era ricorso al semplice sigillo delle apparecchiature e   locali. - 23.05.94 sembra che si stia preparando una lista dei computer da   dissequestrare, dando la priorita' a quelli che servono per lavoro.   Finalmente uno spiraglio si apre. - Le giornate del raid: 11.05, 13.05, 17.05, 18.05, 19.05. - 30.05.94, si ha notizia del dissequestro delle apparecchiature di   Sinigaglia (332/407-417-427) e Benvenuti (332/419). Tutto dissequestrato   tranne HD's, dischetti e CDROM. Venerdi' 03.06 si sapra' del destino di   altri 20 computers. - 31.05.94 "Fonti ben informate" riferiscono a G. Cairella della   possibilita' di nuovi raid della GDF nei prossimi giorni... - 03.06.94 i raid non si sono fatti attendere... Giovanni Pugliese, RC   Peacelink e nodo fidonet, sequestrato.... - 04.06.94 si ha notizia di altri dissequestri parziali, oramai sembra   prassi normale dissequestrare tutto cio' che non e' supporto magnetico. - 06.06.94 il Tribunale della Liberta' di Pesaro ha concesso il   dissequestro totale del materiale sequestrato con HDs, Floppy e CDROM in   custodia giudiziale gratuita ai proprietari previo copia dei dati. Ottimo   risultato! - 16.06.94, battuta d'arresto per i dissequestri gia' autorizzati dal TAR.   Il motivo sarebbe da addebitare ad un non meglio precisato "dirottamento"   del brigadiere che ha eseguito le indagini del primo blitz, causato dalla   interrogazione parlamentare presentata da Fidonet. - 21.05.94, lettera della Associazione Culturale "Nuova Alba" al Presidente   Oscar Luigi Scalfaro e risposta della Segreteria della Presidenza   (allegati il 16.06.94). - 22.06.94 La Salernitana e' andata in serie B... non c'entra un cazzus, ma   sono contento perche' lo hanno meritato davvero. - 22.06.94 Altra lettera da parte del Computer Professional for Social   Responsibility (CPSR) P.O. Box 717 Palo Alto, CA  94301 Usa. - 01.07.94 Si apprende che Rifondazione Comunista ha presentato altre 2   interrogazioni parlamentari. - 01.07.94, si apprende che una SPECIFICA interrogazione parlamentare e'   stata presentata per il sequestro PUGLIESE, di Peacelink, a Taranto.   Forza Giovanni! - 04.08.94 DISSEQUESTRO GLOBALE PER LORENZO LUGLI, 2:332/615. Il primo   dissequestro nel quale e' stato accertato che non esisteva alcuna   irregolarita', e anche il primo in cui la finanza ha controllato i files   esistenti. - 04.08.94 Marco Piazza ha chiuso definitivamente battenti per i fastidi   legali che il suo sponsor ha ricevuto a seguito della visita della   finanza. Ci dispiace moltissimo. - 05.08.94 DISSEQUESTRO PER 2:332/618 RICCARDO IACOBUCCI - Ha chiesto di   risigillare gli HD, che erano rimasti sotto custodia giudiziaria. - 07.08.94 - Articolo su NetWorking Italia, numero 7/III - Luglio/Agosto,   titolo: IL DAY AFTER DELLE BBS - LA FINANZA CORRE SUL FILO - 10.08.94 la GDF ha restituito il computer a Vittorio Mori, sysop della ex   Magnetic Fields di Civitanova Marche. Gioia e contentezza.   ** TESTI ARTICOLI **  La Repubblica, Venerdi 13 Maggio 1994. -------------------------------------- CACCIA AI PIRATI DELL'INFORMATICA di Claudio Gerino.  ROMA - Associazione per delinquere finalizzata alla diffusione di programmi per  computer  illegalmente  copiati  e  utilizzo  fraudolento  di  "chiavi d'accesso"  per entrare in elaboratori di "puvbblica utilita'": parte dalla procura  di Pesaro la prima maxi-operazione contro la pirateria informatica in  base alla nuova legge entrata in vigore lo scorso 14 Gennaio. Decine di BBS  (bache  dati  telematiche) chiuse, sequestrati computer, floppy disk e modem,  un  lungo  elenco  di  "sysop"  (operatori dei sistemi informatici) denunciati  in  tutta  Italia.  Ma  i  provvedimenti  emessi  dal sostituto procuratore  Gaetano savoldelli Pedrocchi sono contestati dalle banche dati telematiche  chiamate  in  causa.  Nel  mirino del magistrato pesarese sono finiti  "Peacelink"  e  "FidoNet",  due  "reti"  informatiche molto note in Italia.  La prima diffonde notizie, servizi e informazioni sulle iniziative del  volontariato  pacifista  nel  nostro  paese  e nel resto del mondo. E' quella che ha mantenuto, insieme ai radioamatori, i principali contatti con la  popolazione  della  ex-Jugoslavia.  Attualmente  aveva  in  corso  una Conferenza nazionale sulla pace. La seconda, invece, rappresenta la filiale italiana  di  una  "catena"  internazionale di "sysop" ed e' considerata la banca  dati  piu' aggiornata sulla telematica. Ambedue hanno regole ferree, come  il  divieto assoluto di diffondere programmi "copiati" illegalmente e l'utilizzo  fraudolento  di  chiavi  d'accesso.  Ambedue  si  reggono  sul volontariato  degli  operatori.  L'inchiesta della procura pesarese, pero', avrebbe  accertato  gravi  violazioni  della  legge  contro  la  pirateria informatica.  Non  e'  improbabile,  fanno  capire  gli  investigatori, che all'interno  di  questte  "reti"  e,  forse, all'insaputa dei responsabili, qualcuno  abbia  costituito  una  vera  e  propria  ragnatela  clandestina. L'operazione  della Finanza, scattata nella notte tra mercoledi e ieri, ora si  va  estendendo anche a tutti coloro che si collegavano alle banche dati incriminate.  "Mentre  nel  resto  del  mondo  le  Bbs  assumono  un  ruolo importantissimo  nella  diffusione  delle  informazioni - spiega Alessandro Marescotti,  pertavoce  di  Peacelink  -  in  Italia  si  colpiscono  reti telematiche che, da sempre, si sono date regole ferree contro la pirateria. Il  tutto  attribuendo  direttamente  agli  operatori  dei  sistemi  la responsabilita'  totale  di  quello che puo' avvenire in una banca dati. La verita'  e'  che  manca  una  legge  che tuteli il diritto all'esistenza di queste  reti  telematiche. Egia' molti volontari hanno deciso di sospendere la  propria  attivita',  come  "Net  10"  che  rappresentava  una  sorta di "telefono  amico  telematico".  Sospettiamo che l'obiettivo reale di queste "campagne"  sia determinato dalla volonta' di far sopravvivere solo le reti informatiche "commerciali".    Il Resto del Carlino - 14 Maggio 1994 -------------------------------------- Edizione di Rimini   Cronaca nazionale - pag. 6   Denunce,  perquisizioni  e  sequestri fra Pesaro e Rimini: rubavano programmi e informazioni  FINISCE NELLA RETE LA BANDA DEI PIRATI DEL COMPUTER  PESARO  -  Gli  inquirenti ci stavano dietro da un mese e mezzo e alla fine sono  passati  all'azione.  E'  partita  da  Pesaro,  un paio di giorni fa, un'operazione  contro  la pirateria e la frode informatica che ha coinvolto banche dati, professionisti (e non) del computer, altri utenti che a quelle banche  dati si collegavano. In tutto si parla di decine di denunce a piede libero,  un  centinaio  di  perquisizioni  ,  sequestri  di  elaboratori elettronici,  dischetti  e  altro  materiale  informatico.  Il  bilancio dell'operazione  -  coordinata  dal  procuratore della Repubblica presso il tribunale di Pesaro, Gaetano Savoldelli Pedrocchi, e condotta dalla guardia di  finanza  di Ancona - e' comunque ancora sicuramente parziale, visto che le  indagini  sono  ancora  in  corso.  I  reati  ipotizzati  fanno  tutti riferimento  alla  nuova  legge  sull'informatica  in vigore dal 14 gennaio scorso.  Si  contesta  cioe'  l'associazione  a delinquere finalizzata alla detenzione  e diffusione abusiva di codici d'accesso a sistemi informatici. In  sostanza, il reato piu' diffuso e' quello della copiatura dei programmi per personal computer. Le societa' e i professionisti denunciati sono cioe' accusati  di essersi inseriti in alcune banche dati in maniera illegittima, e  da  queste  aver  "rubato"  programmi per poi copiarli e rivenderli a un quinto  circa  rispetto  al costo originale. Il reato di associazione sta a indicare  che  gli  inquirenti hanno rinvenuto prove di un accordo tra piu' operatori,  per  portare  a termine questo tipo di contrabbando che avrebbe fruttato diversi milioni. Nell'ipotesi degli inquirenti pero' non c'e' solo il  reato  di  copiatura:  c'e' anche l'ingresso informatico illegittimo in elaboratori di pubblica utilita'. In pratica, l'intercettazione telematica, proibita  dalla  legge,  con  la quale si puo' riuscire a ottenere dai dati prelevati  informazioni  importanti  per una serie di possibili usi, piu' o meno  leciti.  Le  indagini  sarebbero  partite  da una societa' attiva nel centro  di  Pesaro,  attorno  alla quale la finanza aveva notato un intenso traffico  di  persone.  Da  qui,  pedinamenti e intercettazioni telefoniche effettuati  per  diverse  settimane  hanno  permesso  di  capire  fin  dove arrivasse  e  chi  potesse coinvolgere questa rete informatica clandestina. Pare  che  tre persone della societa' pesarese da cui hanno preso il via le indagini  pubblicizzassero  addirittura  l'elenco  dei  programmi che erano riusciti  a  duplicare.  Gli  uomini  delle  Fiamme gialle, travestitisi da operai  dell'Enel,  pochi  giorni  fa  hanno  fatto  irruzione nei locali e sequestrato  tutto  il  materiale.  In  totale, sono state eseguite piu' di cento  perquisizioni.  Il sequestro dei materiali era indispensabile, prima di  procedere poi a ulteriori provvedimenti, per verificare l'illecita' dei traffici  commessi via modem, e per scongiurare poi un eventuale (e rapido) tentativo  di  far  sparire  le prove. Due le banche dati chiamate in causa dall'indagine  di  Savoldelli  Pedrocchi:  Peacelink  e  Fidonet,  reti informatiche molto note in Italia. L'operazione della guardia di finanza ha colpito  anche,  oltre  alle  societa'  pesaresi  e  a professionisti della Riviera  -  tre  a Rimini, nei cui studi le forze dell'ordine hanno messo i sigilli  -,  tutti  coloro  che  con  queste due banche dati incriminate si collegavano. [Alessandro Mazzanti]    Inserto cronaca locale - Prima pagina   Maxi inchiesta - Denunciati tre riminesi  FINISCONO NEI GUAI PER TRUFFA I "LUPIN" DELLA TELEMATICA  Sequestrati in citta' migliaia di dischetti e di impianti  Frode  informatica.  E'  un  nuovo  articolo  del  codice  penale  che  gli inquirenti  pesaresi hanno appena inaugurato in una maxi inchiesta che vede coinvolte  una  cinquantina  di persone sparse in tutta Italia. In mezzo ci sono  anche  tre riminesi, tra cui uno dei piu' grossi imprenditori privati del  settore  e  due  tecnici che, pero', si dicono innocenti ed hanno gia' messo  al  lavoro  i  difensori,  Nicoletta Gagliani e Carlo Alberto Zaina. Tutti  sono stati denunciati a piede libero per associazione per delinquere finalizzata  all'accesso  abusivo a un sistema informatico e per detenzione di  codici  di  accesso.  In  molte  citta', compresa la nostra, sono stati sequestrati  interi impianti, migliaia di dischetti, addirittura segreterie telefoniche.  Il  reato  piu'  diffuso  sarebbe  quello della copiatura dei programmi  per  pc. Le societa' e i professionisti denunciati sono accusati infatti  di essersi inseriti in maniera illegittima in alcune banche dati e da queste aver "rubato" programmi per poi copiarli e rivenderli a un quinto circa  rispetto al costo originale. Il reato di associazione sarebbe invece scattato dopo il rinvenimento di prove che dimostrerebbero come fosse stato realizzato un accordo tra piu' operatori per organizzare il contrabbando. A questo  si  aggiungerebbe  anche  l'ingresso  informatico in elaboratori di pubblica  utilita'.  L'inchiesta,  tutt'ora  in corso, e' partita quasi due mesi  fa  ed  e' coordinata dalla Guardia di Finanza di Ancona. Le indagini avrebbero  preso  il  via  da una societa' di Pesaro, attorno alla quale la Guardia  di  Finanza aveva notato un "giro" eccessivo di clientela. Da qui, pedinamenti  e  intercettazione  telefoniche che hanno consentito di capire fin  dove arrivasse la rete clandestina. Pare infatti che tre persone della ditta pesarese pubblicizzassero l'elenco dei programmi che erano riusciti a duplicare.  Il  primo atto del blitz e' scattato a Pesaro qualche giorno fa ad opera delle Fiamme Gialle travestiti da operai dell'Enel. Poi via via ha guadagnato Rimini e altre citta' italiane.  Da "Avvenire" di Domenica 15 Maggio 1994, pagina 7 ----------------------------------------------------  [ANCONA]  Denunciati i due responsabili di un club  STRONCATO UN TRAFFICO DI "FLOPPY" E COMPUTER  Giorgio D'Aquino  ANCONA.  La  base  era  stata allestita in un anonimo circolo, il "Computer club  Pesaro-Flash  Group".  E  dietro  il  culto  di un hobby, praticato a livelli  professionali,  l'ipotesi  di  un  traffico  internazionale  di tecnologie  avanzate.  Sogni  che  nascono  dal niente e si affinano con il miraggio di facili guadagni (centinaia e centinaia di milioni). Il problema per i protagonisti e' che in questo campo si e' passati ormai dal gusto per l'avventura  (con rischio iniziale prossimo allo zero), alla difficolta' di "frenare"  poi  quando il meccanismo e' ben avviato ed oliato ed arriva una legge  ad  estendere  il  diritto  penale  e  le  sue  pesanti  sanzioni ai cosiddetti  crimini informatici. Cosi' e' finita male a Rossano Cardinali e Paolo  Rosso,  pesaresi,  responsabili  della  banca  dati  e del vorticoso traffico  di  informazioni  riservate  che  grazie  a sofisticatissime reti informatiche  venivano  "rubate" e poi diffuse a livello internazionale. La banca  dati  pesarese  era  in  sostanza in grado di "entrare" dappertutto, prendere  cio'  che  serviva e richiudere come se niente fosse successo. Ma qualcosa non e' andato per il verso giusto. Le segnalazioni sono cominciate ad  arrivare  alla  Procura  della  Repubblica  di  Pesaro che dopo mesi di indagini  ha  fatto  scattare  il  blitz, attraverso il nucleo regionale di polizia tributaria della guardia di finanza: e' stata individuata una vasta organizzazione  specializzata  nella  duplicazione  e  commercializzazione abusiva  di  software  e potenti virus, con un volume d'affari ingente e in costante  crescita. Il procuratore capo della Repubblica di Pesaro, Gaetano Savoldelli  Pedrocchi,  ha ordinato oltre cento decreti di perquisizione da eseguire  su  tutto  il  territorio  nazionale. L'operazione e' in corso in molte  citta'  italiane.  Intanto  si sono registrati i primi risultati: la Finanza  e'  entrata in possesso e ha sequestrato oltre 60mila floppy disk, 120  sofisticati  sistemi  informatici,  numerosissimi  modem  per  le trasmissioni  telematiche  e  oltre 300 fra cassette "streamer" e cd-rom di varie  capacita'  e tipo. Inoltre sono state individuate alcune banche dati satelliti,  cioe'  collegate  su  tutto  il territorio nazionale con quella pesarese,  che  dopo  l'acquisizione  di documentazione definita di estremo interesse  per  le  indagini  e  gli  accertamenti  in  corso,  sono  state sigillate.  Stessa  fine,  naturalmente  per il club pesarese: a carico dei responsabili  Cardinali  e  Paolo  Rosso  e'  stato  ipotizzato il reato di associazione  a  delinquere in relazione anche alla diffusione di programmi per  computer  illegalmente duplicati. Le indagini mirano ora a definire la consistenza  del  mercato  attivato dalle organizzazione, che si serviva di professionisti  dell'informatica:  la  Finanza  parla a questo proposito di utilizzo  fraudolento di chiavi d'accesso a banche dati pubbliche e private attraverso  l'acquisizione  illegale  di  password.  Il  sospetto  degli inquirenti,  e  questo  e' un ulteriore passaggio delle indagini, e' che un giro  di  queste dimensioni collegato a banche dati estere non possa essere attivabili senza complicita' da ricercare a livello internazionale.   Trafiletto su Il Resto del Carlino ---------------------------------- Edizione di Rimini  Inserto cronaca locale - pag. 1  Telematica  LA TRUFFA SI ALLARGA  Ancora  in  corso il maxi blitz scattato contro la frode informatica in cui sono  coinvolti  anche  tre  riminesi.  Le  persone  denunciate  sono oltre cinquanta,  un  centinaio  le  perquisizioni, piu' di 60 mila i floppy disk sequestrati,  insieme  a  120  apparati  informatici.  Quello che preoccupa magistrati  e  investigatori e' la possibilita' che serti operatori avevano di  inserirsi  in  banche  dati  sia  pubbliche  che  private,  attraverso l'acquisizione  illegale  di password e di poter utilizzare tali conoscenze per  fini  a  tutt'oggi sconosciuti. Ma, dove potevano inserirsi i "pirati" dei computer? Addirittura in Enea, Consiglio dei Ministri, Usl e via cosi'. Su ditte e societa' ci sono ora i sigilli della Finanza.  [...]  ---------------------------------------------------- FROM: Emiliano Pecis TO  : All SUBJ: Comunicato stampa! DATE: 17 May 94  16:01:09  Ciao carissimi, Questo  e' il comunicato stampa che hanno promosso Malcolm X bbs, Sic Soft, Internodo  RM,  a  cui  hanno  aderito  altre  importantissime  bbs. Questo comunicato  e'  stato  faxato  a  moltissimi  quotidiani,  tra  i  quali IL MESSAGGERO  che  proprio  oggi,  17 Maggio lo ha pubblicato , assieme ad un interessante  commento  del giornalista MARIO COFFARO che ringraziamo tanto per il suo interesse e per la sua disponibilita'.  Nel prossimo  msg vi postero' il suo articolo.                           *** COMUNICATO STAMPA ***     Mercoled 11 Maggio, la Procura di Pesaro, applicando per  la  prima    volta   su  vasta  scala,  la  nuova  normativa  contro  i  crimini    informatici, ha ordinato la perquisizione di decine  di  abitazioni    che  ospitano  sistemi  telematici amatoriali (BBS). Le notizie che    sono circolate sono poche e frammentarie: si parla di  innumerevoli    sequestri  di  apparecchiature  e  di  stanze  sigillate.  I  reati    contestati riguardano la distribuzione illegale di  software  e  di    codici di accesso a sistemi privati. I sistemi telematici inquisiti    fanno parte di reti nazionali e internazionali che garantiscono  la    libera  e  gratuita  diffusione  di  informazione  tra  migliaia di    individui, messi in grado di comunicare in  tutto  il  mondo,  solo    grazie all'impegno personale, tecnico e finanziario di centinaia di    appassionati (sysop). Vivamente preoccupati teniamo a  sottolineare    che  su  questi  sistemi  oggi sotto sequestro a disposizione degli    inquirenti, si trovano non  solo  software,  ma  anche  i  discorsi    animati,  le  idee  personali  i  messaggi  privati di quanti hanno    saputo creare dal nulla, tenere aperto e sviluppare uno spazio  che    sino  ad  oggi  ritenevamo  inviolabile,  come in seguito la stessa    norma ha sancito. Senza entrare nel merito dell'azione giudiziaria,    chiediamo  la  massima  attenzione di tutti coloro ai quali hanno a    cuore le liberta' e come noi odiano le censure di qualsiasi genere.    Su  queste  ed altre tematiche Malcolm X bbs (Modem/fax 06-7808256)    propone una discussione telematica mirata alla costituzione  di  un    coordinamento nazionale.  F.to :  Emiliano Pecis         Sysop di Malcolm X Filippo Anello         Sysop di Internodo RM Riccardo Piccioli      Sysop di Sic Soft Gaetano Ble'           Sysop di ]\[IB! LINK of Amiga Alex Palmese           Sysop di Mirage Felice Murolo          Sysop di MAX BBS Giuseppe Convertino    Sysop di Ecologica Gianni Medusa          Sysop di The Ghost Luigi Trovato          Sysop di The Dark Side oh the moon Marco Tomassoni        Sysop di Auberon La Redazione  di.......Codici Immaginari  Articolo tratto dal Messaggero del 17/5/94 Pag. 6 -------------------------------------------------- Titolo:  > L'ALLARME CORRE SULLE LINEE DEI COMPUTER : SOTTO SEQUESTRO CENTINAIA DI > > BANCHE DATI  SottoTitolo:  > APPASSIONATI DELLA TELEMATICA PREOCCUPATI DAGLI SVILUPPI SCONCERTANTI DI > > UN'INCHIESTA GIUDIZIARIA SUI PIRATI INFORMATICI  Di:  > Mario Coffaro.  ROMA  -  Gli appassionati della comunicazione via computer sono in allarme. Un'inchiesta  della  magistratura  partita  per  reprimere  dei  crimini informatici  sta coinvolgendo centinaia di persone all'oscuro dei fatti. La procura  di  Pesaro  applicando  per la prima volta su vasta scala la nuova normativa  contro  i  crimini  informatici  ha ordinato la perquisizione di decine  e  decine di abitazioni che ospitano sistemi telematici amatoriali. Cioe'  quelli  che  in gergo si chiamano "BBS" ( Bullettin Board System ) e consentono  lo  scambio  di  informazioni  tecniche o di altro gennere e di programmi.  L'operazione,  coordinata  dal  procuratore della Repubblica di Pesaro,  Gaetano  Saldelli  Pedrocchi,  Š  stata  affidata  alla  polizia tributaria  della Guardia di Finanza che ha perquisito secondo stime ancora approssimative  circa 400 case e uffici, sequestrando decine di migliaia di floppy  disk,  e  centinaia  di apparecchiature informatiche e telematiche. L'operazione  e' in corso da mercoledi' scorso e le ipotesi di reato per le quali  la  finanza  procede  vanno  dall'associazione  per  delinquere alla violazione  del  diritto  d'autore, alla riproduzione abusiva di programmi, all'utilizzo  fraudolento  di  chiavi  d'accesso  a banche dati pubbliche e private in Italia e all'estero. L'indagine e' scattata quando la finanza ha sorpreso  in  flagranza di reato i titolari della banca dati "Computer club Ps-flash  group",  Rossano  Cardinali e Paolo Paolorosso, denunciandoli per associazione  per  delinquere  finalizzata  alla  diffusione  di  programmi duplicati  illegalmente.  Sulla  base  di  un'agenda  di  numeri telefonici trovati  in  possesso  di Cardinali e Paolorosso, la finanza, su ordine del magistrato,  ha  esteso  l'inchiesta  ad altre banche dati in molte regioni italiane.  "I  sistemi  telematici inquisiti fanno parte i reti nazionali e internazionali  che  garantiscono  la  libera  e  gratuita  diffuzione  di informazione  tra migliaia di individui - dice un comunicato stampa diffuso ieri  elettronicamente  dai  responsabili  di varie BBS - messi in grado di comunicare  in tutto il mondo, solo grazie all'impegno personale, tecnico e finanziario  di  centinaia  di  appassionati  (Sysop).Vivamente preoccupati teniamo  a  sottolineare  ce  su  questi  sistemi  oggi  sotto  sequestro a disposizione  degli  inquirenti,  si  trovano non solo software, ma anche i discorsi  animati,  le  idee  personali,  imessaggi privati di quanti hanno saputo  creare dal nulla, tenere aperto e sviluppare uno spazio che sino ad oggi ritenevamo inviolabile e che la stessa norma ha sancito. Senza entrare nel  merito  dell'azione  giudiziaria,  chiediamo  la massima attenzione di tutti coloro i quali hanno a cuore le liberta' e come noi odiano le censure di qualsiasi genere ". Il comunicato e' firmato dai responsabili ( in gergo Sysop)  di  varie  bbs  :  Emiliano Pecis, di Malcolm X; Filippo Anello, di Internodo  RM;  Riccardo  Piccioli,  di  Sic  Soft; Gaetano Ble' di Link of Amiga;  Alex  Palmese  di  Mirage;  Felice  Murolo,  di  Max  BBS; Giuseppe Convertino  di Ecologia; Gianni Medusa , di The Ghost; Luigi Trovato di The Dark  Side  of  The  Moon;  Marco  Tommasoni,  di  Auberon;  nonche' da una fantomatica "Redazione di Codici Immaginari".   domenica 15 il Giornale di Brescia ha pubblicato questa breve: --------------------------------------------------------------- Occhiello: Avviata a Pesaro Titolo:    Inchiesta su furti telematici Testo: Associazione  per  dleinquere  finalizzata alla diffusione di programmi per computer  illegalmente  copiati  e utilizzo fraudolento di chiavi d'accesso per  entrare  in  banche  dati  di pubblica utilit…: in una parola "furto", anche  se  effettuato per via elettronica. Questa l'inchiesta avviata dalla Procura  della  Repubblica  di Pesaro che ha coinvolto anche cinque giovani bresciani.  Alcuni  di  loro  sono  minorenni  e  l'arrivo della Guardia di finanza  in  casa ha suscitato non poche apprensioni da parte dei genitori. Apprensioni che non sono diminuite quando hanno visto reati "classici" come l'associazione  per  delinquere  a  tecnologie  e  questioni  di  incerta regolamentazione.  L'inchiesta,  che  sta interessando una decina di citta' italiane,  e'  tuttavia  in pieno svolgimento e solo nei prossimi giorni si conosceranno gli sviluppi. (senza firma)   Radio Popolare, rubrica liberi tutti, sunto: ---------------------------------------------    Radio  Popolare,  emittente   milanese,   ha   appena   finito   di    trasmettere,   nella   sua   rubrica  "Liberi  tutti",  la  notizia    commentata dei blitz della Finanza che hanno colpito molti di noi.     La notizia e' stata data dal giornalista  dell'emittente  Cristiano    Valli,  il  quale  ha  mandato in onda anche un'intervista a Gomma,    noto cyberpunk.     Un collaboratore della radio, amico mio e di Vertigo, ha letto (con    qualche  taglio  e  qualche interruzione, dovuti a loro esigenze di    tempo) il comunicato stampa FidoNet gia' postato qui l'altro  ieri,    ha  puntualizzato  piu'  volte la nostra posizione, ed il fatto che    FidoNet sia nota per la sua "maniacale" (l'ha definita  esattamente    cosi') lotta contro la pirateria.     Un buon colpo, direi, visto  che  il  contatto  con  questo  amico,    redattore  di Radio Popolare, e' avvenuto poco piu' di un'ora prima    della messa in onda del nostro comunicato stampa.     ATTENZIONE:     domani 20 maggio, dalle ore  11,15  alle  ore  12,  Radio  Popolare    dedichera' il suo "Microfono aperto" alla questione che ci riguarda    (non specificamente a FidoNet, ma ai raid della GdF  effettuati  in    questi giorni presso Bbs & C.).     Chiunque  potra'  intervenire  per  dire  la   sua   pubblicamente,    telefonando  in  quel  lasso  di  tempo  all'emittente  radio,  che    mandera' in onda le telefonate.     Si raccomanda, per gli ormai stranoti motivi detti e  ripetuti,  di    usare  la  massima  cautela  e  di  sfoderare  tutto  il  senso  di    responsabilita' possibile.     Ricordiamoci che dobbiamo far di tutto per non  nuocere  ai  nostri    amici nei guai.     Ciao       Folly   Tratto da un articolo apparso su "BresciaOggi" di Giovedi' 19 Maggio 1994, in pagina 12 (cronaca). ============================================================================     Finanza in azione | E' la prima grande operazione contro il | Dopo il film     in tutta Italia  | "crimine informatico", sulla base della | "War games"                      | recente legge che tutela i diritti      | episodi di                      | d'autore anche in questo campo          | pirateria                      | Sequestrati 120 impianti e 60 mila dis- | informatica                      | chetti. Paralizzate molte banche dati   |                                La guerra dei computer      Sei bresciani nell'inchiesta sui "pirati elettronici"    Perquisito ogni angolo di casa "Hanno voluto guardare persino dentro il    frigorifero"     Sedici anni, biondino, corporatura esile, occhiali con montatura in    metallo, terza liceo al Calini. Certo ha un po' l'aria del piccolo    scienziato, ma nessuno si sentirebbe di sospettargli loschi traffici o un    uso cinico e spregiudicato delle sue conoscenze per vantaggio personale.    Meno che mai si riuscirebbe a considerarlo un "pirata" braccato dalle forze    dell'ordine.       Invece proprio lui e altri cinque ragazzi bresciani appassionati    di informatica sono coinvolti nella prima grande operazione di polizia    contro il "computer crime", il crimine elettronico. Adesso dovranno    nominare un avvocato e difendersi in un procedimento giudiziario che per la    sua complessita' rischia di durare anni. Intanto le costose apparecchiature    con le quali coltivavano il loro hobby appassionante rimarranno sotto    sequestro. Inservibili.      di Mario Grigoletto    ---------------------        Scattata l'11 maggio scorso per ordine di un magistrato pesarese,    l'operazione "Hardware I" e' tuttora in corso in diverse citta'    italiane. Centoquattordici finora le persone che si sono viste arrivare    in casa la Guardia di Finanza. Che ha messo i sigilli ad almeno 120    sofisticati impianti elettronici e ad altrettanti "modem" (le    apparecchiature che consentono di collegare ilcomputer alla rete telefonica    per trasmettere e ricevere dati). Gli agenti hanno sequestrato qualcosa    come circa 60 mila dischetti, oltre 300 tra cassette "streamer" e Cd Rom    (identici ai compact disk musicali, possono immagazzinare grandi quantita'    di materiali).       In molti casi, i finanzieri hanno reso inservibili anche vere e proprie    banche dati, allestite da aziende o privati, che nel tempo avevano    accumulato documenti e programmi da mettere a disposizione di chiunque si    mettesse in contatto attraverso il cavo telefonico.       Si rischia la galera.       Gravissimi i reati ipotizzati in base alla nuova legge che protegge i    diritti d'autore nel campo dell'informatica, entrata in vigore il 14    gennaio: associazione per delinquere finalizzata alla diffusione di    programmi per computer illegalmente copiati e utilizzo fraudolento di    "chiavi di accesso" per penetrare in elaboratori di "pubblica utilita'". La    pena prevista arriva fino a tre anni. E pare si parli addirittura di    contrabbandom in relazione a materiali eventualmente provenienti    dall'estero.       A parte i disagi per i singoli appassionati, l'intervento della forza    pubblica ha praticamente paralizzato due "reti" informatiche che in    Italia hanno centinaia di aderenti: la "FidoNet" e la "PeaceLink". La    prima e' la filiale italiana di una organizzazione internazionale di    "sysop" (system operator), specializzata proprio in telematica: un punto di    riferimento per chiunque si dedica all'informatica, con servizi e documenti     su tutto quanto puo' interessare l'uso del computer. "PeaceLink" invece,    sempre attraverso la comunicazione via modem, diffonde notizie e documenti    sulle iniziative del volontariato pacifista in Italia e in altripaesi del    mondo: tra l'altro e' l'organizzazione che recentemente, attraverso i    radioamatori, e' riuscita a tenere i contatti con la popolazione della ex    Jugoslavia martoriata dalla guerra. "PeaceLink" ha anche denunciato i    rischi dell'operazione decisa dalla magistratura (ne riferiamo qui a    fianco).       Chi e'? La Finanza.       Se a Pesaro effettivamente gli agenti sembrano aver individuato una vera    e propria centrale, che con i programmi copiati e venduti ha messo insieme    un giro d'affari valutabile in centinaia di miloni, gran parte delle altre    persone coinvolte sono appassionati chein casa coltivano l'hobby    dell'informatica. Come il biondino del Calini (di cui non citiamo il nome,    perche' e' minorenne e per evitargli ulteriori complicazioni). E' stato    individuato probabilmente attarverso il numero telefonico utilizzato per il    computer: l'abbonamento Sip e' intestato al padre, il cui nome infatti e'    quello citato nel decreto del magistrato.       La brutta avventura ha coinvolto tutta la famiglia, "Hanno suonato alla    porta - racconta - e alla citofono ci siamo sentiti rispondere: Guardia di    Finanza". Un ufficiale e tre agenti armati hanno mostrato l'ordine di    perquisizione e hanno cominciato a roistare ovunque. "Non abbiamo certo    fatto storie - spiega il padre - stavano facendo il loro dovere, eseguivano    ordini e comunque sono statianche gentili. Comunque si sono fatti mostrare    ogni angolo di casa: sala, cucina, camere, bagni, cantina; hanno    controllato anche le auto, persino dentro il frigorifero hanno cercato...".       E hanno messo i sigilli a tutto. "Sono agenti - aggiunge il padre - mica    tecnici esperti della materia. Cosi', hanno sequestrato qualsiasi cosa    avesse a che fare con l'informatica: computer, modem e tutti i dischetti    (253), piu' sette Cd Rom, anche se tutto il materiale e' in regola. I    programmi sono tutti di pubblico dominio, non protetti da copyright".       Affiliato alla "FidoNet", il ragazzo spiega che tutti gli operatori    della rete sono tenuti a un rigido codice morale: niente copie di programmi    e assoltua riservatezza sui materiali altrui.       Tramite la propria banca dati, lui gestisce tra l'atro un servizio di    posta telematica cio ricorrono anche una ventina di utenti fissi. Tutto    gratis.       "Del resto, gli abusivi non si fanno certo conoscere; gli operatori     amatoriali invece hanno recapito e numero telefonico sulle riviste del    settore, chiunque puo' prendere contatto e scambiare informazioni".       "Non e' giusto -  conclude il padre - calpestare i diritti di tutti    perche' qualcuno ha agito male. Quanto ci vorra' per liberare di nuovo    le apparecchiature? Se vogliono prima leggere tutti i dischettti, sara'    questione di anni. L'innocua passione di mio figlio e di tanti altri    ragazzi viene brutalmente annullata. Senza contare le spese legali che    ci aspettano...".   Tratto da un articolo apparso su "BresciaOggi" di Giovedi' 19 Maggio 1994, in pagina 12 (cronaca). ============================================================================                              Una legge, troppi rischi               "Si colpisce il reato, ma non si difendono i diritti"        "PeaceLink", che attarversi la telematica diffonde notizie e documenti    sulle attivita' del volontariato a livello internazionale, e' una delle    reti praticamente parallizate dall'inchiesta partita da Pesaro. In un    comunicato denuncia i disgi provocati dalle decine di sequestri in tutta    Italia: giusto punire i "pirati" dell'informatica - dice - ma e' assurdo    per questo bloccare l'attivita' di tutti coloro che lavorano con la    telematica senza scopi di lucro, senza danneggiare nessuno e anzi magari    con finalita' umanitarie.       In effetti - osserva PeaceLink - e' proprio la recente legge a    rappresentare una ennesima "anomalia italiana": si colpisce il reato    difendendo le aziende del software, ma manca una normativa che tuteli i    diritti civili di chi nell'informatica ha trovato un nuovo e moderno    sistema per comunicare con gli altri. Mentre la Costituzione sancisce che    "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la    parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". La telematica    amatoriale - aggiunge PeaceLink - andrebbe anzi incoraggaita, per evitare    pericolose concentrazioni delle fonti informative. no dei bresciani    coinvolti nell0inchiesta ricorda che, in effetti, chiunque ha un computer    rischia di vedersi arrivare in casa la Finanza. I numeri della banche dati    sono di pubblico dominio, chiunque puo' collegarsi, anche chi ha intenzioni    fraudolente. "Colpire tutti indisciminatamente e' come sospettare di mafia    uno che ha preso un caffe' nello stesso bar dove il giorno prima c'era un    mafioso".                                                 m.gr.   Da "Il Sole 24 Ore" di oggi 20 maggio 1994: --------------------------------------------                         *-*-*-*-*-*-*  "                       COMPUTER PULITI              FIDONET: "ESTRANEI ALLA PIRATERIA DEL SOFTWARE"  I  coordinatori  della  rete smentiscono ogni coinvolgimento nelle frodi su cui si indaga a Pesaro  Mercoledi'  11  maggio e' stata una giornata davvero nera per la telematica italiana.  Una  indagine disposta dalla magistratura di Pesaro su un centro di  duplicazione  illegale  di software, e di successiva rivendita, portava gli  inquirenti  ad  approdare  alla  rete Fidonet, di cui, secondo notizie ufficiose,  uno  dei  due  principali indagati risultava essere utente, con tanto  di lista telefonica di numerosi Bbs (bulletin board systems), i nodi della  rete  Fidonet.  Nello  stesso  tempo,  inoltre, e' stata messa sotto osservazione anche la rete Peacelink.  Di  qui  una raffica di sopralluoghi, perquisizioni, sequestri di materiale informatico  tra  i nodi Fidonet. Oltre trenta, stando ai suoi associati, e su  tutto  il  territorio  nazionale.  Con  tanto  di  computer messi sotto sequestro,  alla  ricerca  di  prove  di  una  possibile  vasta  rete  di contraffazione  e  di  distribuzione del software illegale, all'interno del circuito Fidonet.  "Queste  perquisizioni,  almeno  per quanto ci risulta dai nostri associati -dice  Giancarlo  Cairella,  coordinatore  Fidonet per l'Italia- non stanno approdando  a nulla di consistente. Forse qualche copia di software per uso personale ma, di sicuro, non certo la rete di distribuzione illegale di cui Fidonet,  e  altre reti sociali italiane, sono state troppo frettolosamente accusate. Il caso di Pesaro, relativo ad un nostro utente, verra' di sicuro confinato  a  un episodio isolato. Roba di paio di informatici forse troppo furbi".  D'altro  canto,  continua  Cairella,  l'utente  di  Pesaro  non era nemmeno conosciuto  ai  Sysop (i gestori di nodi Fidonet, oltre 300 in Italia). "La nostra rete e' pubblica e aperta a tutti. Basta collegarsi a uno o piu' Bbs e iscriversi con il nome che si vuole. Si possono mandare messaggi di posta elettronica  ad altri utenti al massimo di 8mila caratteri (un decimo di un normale  pacchetto  software  contraffatto).  Tutto  il  resto  e' sotto lo stretto controllo del Sysop, che come partecipanti a Fidonet, sono tenuti a rigide  regole  in  fatto  di tutela del software. Sui nostri Bbs, infatti, circolano solo programmi di pubblico dominio, liberamente distribuibili. E' un'opera  di  moralizzazione  che  abbiamo  svolto  da  anni,  ben  prima dell'entrata in vigore della legge che tutela i programmi".  Fidonet, infatti, e' un sistema di nodi amatoriali (semplici pc con modem o persino  grosse workstation e server) gestiti spontaneamente, e senza scopo di  lucro,  da  appassionati,  professionisti, informatici. La rete, che si estende  in  tutti i Paesi industriali (e' nata negli Usa nel 1983) si basa su  una  sorta di catena di Sant'Antonio tra i vari nodi-Bbs che ricevono i collegamenti  dagli  utenti  e,  prevalentamente  di  notte,  si mettono in comunicazione  tra  di  loro (secondo una certa gerarchia) per scambiarsi i messaggi, aggiornare le banche dati, far circolare la posta elettronmica.  In  questo modo chiunque collegandosi a una Bbs Fidonet, puo' corrispondere con  ogni altro utente della rete, puo' corrispondere con ogni altro utente della  rete  e  persino  comunicare  con altri circuiti come l'Internet (30 milioni  di  utente)  o Compuserve e altre reti commerciali. Ben poco a che vedere, quindi, con favoleggiate accolite di Cyberpunk o similia. Piuttosto una  delle  poche esperienze di comunicazione interattiva sorta dal basso e diffusasi in Italia in modo auto-regolamentato.  Oggi pero' FidoNet deve reggere alla piu' dura e improvvisa crisi della sua storia.  Le perquisizioni e i sequestri seguiti alle indagini hanno portato alla  chiusura di molti nodi, e a un forte spavento tra i Sysop, alcuni dei quali hanno preferito interrompere la propria attivita'.  Al proposito i coordinatori della rete lamentano, in un proprio comunicato, la  sommarieta'  (per  presumibile  mancanza  di  un  sufficiente numero di esperti  informatici  tra le forze dell'ordine) con cui sono avvenute molte delle  perquisizioni,  e  dei  successivi  sequestri  di  computer  sovente strumenti  di lavoro per gli aderenti alla rete. Unica consolazione, quando la  tempesta  sara'  passata,  che  Fidonet avra' davvero passato il vaglio della sua serieta', quanto a rete di telematica sociale.  Giuseppe Caravita "                               *-*-*-*-*-*-*  Articolo pubblicato il 20/05/1994 sul "CORRIERE DELL'UMBRIA" pag. 11 -------------------------------------------------------------------- Il nucleo di Polizia Tributaria di Torino e Terni ha messo le mani su un'organizzazione internazionale di duplicatori abusivi di programmi per computer.  SGOMINATA BANDA DI "PIRATI" INFORMATICI      di Federico Zacaglioni  TERNI - Avevano attuato un complesso e sofisticato sistema di duplicazione, su linee telefoniche internazionali, di hardware e software per personal computer. Tutto ci• in spregio alla legislazione in materia che vieta e sancisce penalmente il plagio abusivo di programmi coperti dal copyright internazionale. Il nucleo di Polizia tributaria di Torino ha scoperto e smantellato l'intera organizzazione riuscendo a mettere le mani, in collaborazione con la locale Guardia di Finanza, anche sulla centrale ternana, una delle pi— grandi d'Italia. L'operazione ha portato a quattordici denunce complessive (tre nel ternano) ed al sequestro di materiale per oltre 4 miliardi: 17 personal computer, 13.690 floppy disk, 8 dischi Cd-Rom, 27 modem per collegamenti telefonici, manuali di istruzione per programmi e componenti per elaboratori elettronici. A Terni sono state effettuate in tutto 5 perquisizioni, 2 la settimana passata e 3 il 17 maggio scorso. In particolare agivano nell'organizzazione persone piuttosto giovani, molto esperte nel settore. Con un ingegnoso sistema erano riusciti ad entrare nei collegamenti internazionali via satellite ed a contraffare le call-card di ingresso nelle reti telefoniche private nord-americane. In questo modo riuscivano ad eludere i controlli ed a duplicare e mettere sul mercato a prezzo irrisorio programmi altrimenti piuttosto costosi. Le indagini della Guardia di Finanza di Torino e Terni sono ancora in corso. I nomi dei denunciati non sono stati dunque resi noti. Da quanto si Š potuto apprendere comunque l'organizzazione era piuttosto abile e risalire ai suoi componenti ha richiesto l'utilizzo di mezzi e attrezzature molto sofisticate. Altri sequestri sono stati eseguiti a Torino, Sesto San Giovanni, Savona, Genova, Pesaro, Napoli e Pescara.  Da "il manifesto" 21-5-94 -------------------------- The Italian Crackdown a cura di Gomma della rivista Decoder  Con originale tempismo la macchina giudiziaria italiana si sta muovendo, a soli cinque mesi dall'approvazione della cosiddetta legge sui "computer crimes", in puro stile americano, contro centinaia di BBS italiane, ovvero contro quelle banche dati amatoriali che raccolgono per lo piu' messaggistica digitale di diverse migliaia di appassionati di scienza informatica e del viaggio nel cyberspazio. Non si conoscono i dati esatti dell'operazione, ma pare che al momento il "bollettino di guerra" si attesti sul sequestro di un numero di sistemi elettronici casalinghi che va da 40 a 115, mentre il numero di indagati  pare raggiungere ben 400 unita'. I capi d'accusa per i sottoposti al sequestro dei loro amati personal computer e modem sono gravissimi: associazione a delinquere, ricettazione, contrabbando, violazione di dati informatici perpetrati tramite la duplicazione o possesso di sistemi atti alla duplicazione. Insomma tutti reati penali che, nella peggiore delle ipotesi, possono portare a passare qualche annetto in galera solo per aver tenuto in casa programmi copiati. Si parla inoltre di centinaia di computer e modem, lettori CD-Rom, tastiere, mouse e marchingegni autocostruiti sequestrati e di migliaia di dischetti confiscati dalla Guardia di Finanza, che ha condotto le operazioni. Il tutto e' partito dalla Procura di Pesaro, guidata dal procuratore Pedrocchi, contro due giovani presunti rivenditori di programmi copiati e l'azione si e' estesa seguendo il filo (telefonico) rosso delle reti telematiche italiane, Euronet, Ludonet, P-Net, CyberNet ma la piu' colpita appare la veneranda Fidonet, la madrina tra le BBS mondiali, famosa per le sue ferree regole interne contro la pirateria informatica. Purtroppo le informazioni che al momento circolano sono ancora troppo limitate per poter definire esattamente il quadro della vicenda, infatti la qualita' della segretezza sembra essere il suo requisito principale. Questo alone di mistero pare sinistramente riecheggiare anche nell'assenza di informazione sugli organi di stampa che, fino a qualche mese fa si sarebbero lanciati a capofitto sulla ghiotta notizia da titolo scandalistico a piena pagina: "Grande operazione contro i pirati informatici, i criminali del 2000", mentre al contempo gli abitanti della frontiera elettronica sono posti violentemente di fronte al primo duro shock da subire, guarda caso, proprio agli esordi del governo del "grande comunicatore". Quello a cui si assiste e' una sorta di supplizio di tantalo: ormai i ogni responsabile di BBS aspetta aspetta il suo turno per la perquisizione, il sequestro e l'incriminazione. In assenza d'informazione istituzionale, un giro all'interno delle banche dati in questi giorni fa apparire in tutta la sua pesantezza la situazione attuale, con interi network amatoriali chiusi d'autorita', molta gente privata delle macchine che usava anche per lavoro o per lo studio e la sensazione diffusa che sia in corso un attacco indiscriminato alla liberta' di gestione diretta della propria informazione. Vale quindi la pena di leggere qualche commento a caldo, estratto da messaggi di frequentatori di alcune BBS: "Cosa sta succedendo? Sono i primi effetti del nuovo governo di destra?";" Ieri pomeriggio si sono presentati in casa mia dei funzionari della finanza... mi hanno sequestrato tutti i PC con annessi e connessi che avevo nella mia abitazione. Hanno preso proprio tutto, dal cavettino del telefono al sacchettino di dischetti o all'agendina con i numeri di telefono dei miei amici. Ho veramente bisogno di aiuto."; "Ma perche' proprio *ADESSO?*. Spero ardentemente che si tratti solo di mie paranoie."; "Mi risulta che alcuni BBS (soprattutto 'alternativi') siano soggetti da tempo al controllo di modem-cimice (magari in sede di centrale $ip): come lo so? Cio' che studio servira' pure a qualcosa, no?"; "Quello che appare preoccupante e' la sovrapposizione fra l'indagine e la plateale disarticolazione di interi pezzi del sistema di comunicazione democratica dell'informazione amatoriale, con avvisi di garanzia e sequestri di attrezzature 'in massa' a persone la cui 'colpa' sta nell'essere - probabilmente - state memorizzate nell'archivio dei presunti pirati."; "Assisto con sgomento e meraviglia a quanto e' accaduto l'11 maggio scorso a molti amici e 'colleghi' sysops di tante parti d'Italia, privati anche dei loro strumenti di lavoro."; "Tutti abbiamo sentito parlare di attrezzature elettroniche (a volte anche segreterie telefoniche) poste sotto sequestro, di perquisizioni minutissime in appartamenti di sigilli posti ad ambienti di casa. Insomma, un vero e proprio blitz organizzato pensando di affrontare una organizzazione oliata e ben esperta nel crimine. Ma cio' e' plausibile?"; "Quale professionista ed 'operatore del diritto' rimango colpito dal modo con cui questa serie di azioni sono state eseguite. Certo, non puo' sfuggire la grossolanita' dell'intervento operato e la sua durezza, nonche' la scarsissima preparazione tecnica denotata dalle varie 'squadre' di finanzieri che si sono mosse in tutto il paese, preferendo troppo spesso sequestrare e sigillare piuttosto che cercare di comprendere cosa si trovavano davanti."; "Così comincia il coprifuoco per i canali di comunicazione che non si possono controllare, per l'informazione autogestita... Troppo poco (???) entrava nelle tasche della $IP..."; "Pare che il solo possesso di un modem sia sufficiente per finire in galera."; "S.t.i.a.m.o. c.a.l.m.i., male che vada daremo vita alla cryptoresistenza..." Questo e' il tam-tam dei bollettini elettronici che registra il clima all'interno del cyberspazio italiano nel quale questa operazione, in realta' chiamata dagli inquirenti "Hardware 1" forse per il gran numero di computer piu' che per il software sequestrati, viene definita con l'espressione ben piu' significativa di "Italian Crackdown", in relazione a una simile operazione americana di qualche tempo fa, ben descritta dallo scrittore cyberpunk Bruce Sterling nel suo saggio "The Hacker Crackdown" (ed. it. "Giro di vite contro gli hacker", ShaKe, Milano). Anche negli USA furono sequestrate e chiuse un centinaio di BBS e le accuse erano proprie quelle di associazione a delinquere, diffusione di codici d'accesso e diffusione di software sotto copyright. Il risultato e' stato quello di tenere confiscate le macchine per piu' di quattro anni e non celebrare la maggior parte dei processi per l'inconstistenza delle prove accumulate, ma di condannare al contrario un paio di sedicenni per possesso di marjiuana trovata nel corso delle perquisizioni. Sempre negli USA tale operazione ha stimolato la nascita di importanti organizzazioni per la difesa dei diritti del cittadini del cyberspazio come L'Electronic Frontier Foundation. Solo rispetto a quest'ultima esperienza ci si augura che il modello americano possa essere preso ad esempio e si attende anche in Italia una risposta garantista a queste azioni di forza.  Da "il manifesto" 21-5-94 -------------------------- a cura di Raf Valvola della redazione di Decoder  UNA LEGGE DA CAMBIARE IMMEDIATAMENTE  Attribuita inizialmente a carico di due persone di Pesaro per riproduzione e smercio di software coperto da copyright e addotta a ragione delle perquisizioni di massa nel frattempo eseguite, l'accusa fa leva su un concerto di norme che configurano nel complesso un profilo penale pesantissimo. Difatti si parla da una parte di norme relative alle due leggi sull'informatica recentemente approvate (la Computer Crime e la legge sul software) e dall'altra la legge doganale relativa al contrabbando. Infine quasi a voler fornire un quadro generale ancora piu' pesante di quanto gia' siano i singoli addebiti, e' stato ipotizzato il perpetrato in concorso, l'art. 416 C.P., un tipico reato associativo, che prevede per la sola "partecipazione" da uno a cinque anni di reclusione. Quest'ultimo articolo ha così "giustificato" legalmente il ricorso alla vasta operazione giudiziaria. Ma al di la' del ricorso al reato associativo, elemento estremamente grave ma che probabilmente non potra' resistere a lungo a un'analisi accurata che faccia leva sulla descrizione effettiva della scena telematica italiana, preoccupa in maniera seria la "plasticita'" con cui la procura di Pesaro ha utilizzato le due leggi relative ai reati di tipo informatico. A questo proposito bisogna difatti ricordare che l'art. 171 bis del D.LGS. 518/1992, uno dei reati ipotizzati nell'operazione "Hardware1", prevede un significativo inasprimento delle pene rispetto alla legge generale relativa al diritto d'autore dell'aprile 1941. Al contrario dell'impianto di quest'ultima (dove solo in casi particolari ed estremamente limitati si prevedono pene con reclusione) nel decreto del dicembre 1992 il ricorso alla detenzione e' metodico e centrale. Si prospettano pene dai tre mesi ai tre anni e multe variabili fino ai sei milioni di lire e il reato da civile, sanzionabile in termini amministrativi, si trasforma in penale, nel momento in cui si duplichino abusivamente programmi "a fini di lucro". Sul senso da attribuire al "fine di lucro" non casualmente si concentrano le diverse interpretazioni date alla legge. E' forse a fine di lucro copiare, da parte di uno studente, un programma di cui necessita per studiare? E' a fine di lucro cio' che analogamente fa lo scrittore o il giornalista? E' forse a fine di lucro l'operazione di copiare centinaia e centinaia di programmi propria del collezionista? La risposta data dalle grandi lobby, le stesse che hanno fortemente spinto per far approvare la legge (la Business Software Association, la Assoft ecc.), e dai molti ambiti di tipo accademico (Un. di Pavia) e giornalistico (McMicrocomputer) concordi sull'impianto generale della legge, e' stata fortemente restrittiva: e' a scopo di lucro qualsiasi azione che miri al risparmio di danaro. Nel caso specifico dell'operazione iniziata a Pesaro l'interpretazione corrente suona quindi come una grave spada di Damocle discrezionalmente pendente non solo sul capo di ogni indagato, ma di qualsivoglia utilizzatore di computer. A quando un'azione così muscolare per rinvenire cassette duplicate "abusivamente" nelle case dei possessori di videoregistratori? Purtroppo il senso e la filosofia di fondo di cio' che sta accadendo con la rivoluzione digitale sembra sfuggire al legislatore e di rimando ai giudici incaricati di applicare queste nuove leggi. La vita di coloro che frequentano la "nuova frontiera elettronica" e' in realta' composta in maniera importante di comportamenti "ai confini della legalita'" e sperimentali, proprio perche' il mezzo con cui si ha a che fare e' in un tale movimento, da porre continuamente questi appassionati esploratori al di la' del testo di legge, nonostante l'evidente utilita' sociale della propria azione pionieristica. Anche per queste ragioni e per l'altissimo costo sociale che l'intera societa' ne avrebbe a patire se dovesse restare in vigore l'attuale ordine di cose, che si deve quindi procedere nel senso di una depenalizzazione immediata di questa brutta legge. I primi disastri sono gia' sotto gli occhi di molti: la rete amatoriale telematica italiana e' a un passo dal crash, decine e decine di BBS sono chiuse e il diritto fondamentale dell'uomo del nuovo millennio, il diritto alla liberta' di comunicazione, leso e minacciato nei suoi fondamenti costitutivi. Peraltro il medesimo impianto filosofico, strano melange di gretta difesa di pochi gruppi monopolistici e visione punitiva del corpo sociale, lo si ritrova all'opera nella piu' recente legge sul computer crime, detta legge Conso, del dicembre del 1993: legge giuridicamente raffinata, ma dai toni sinistri. Essa e' congegnata in maniera tale da appoggiarsi alla Costituzione, ma al contempo sanziona con pene detentive pesantissime tutti coloro che dovessero avere dei "comportamenti di indubbio disvalore sociale", come ebbe a dire Carlo Sarzana di S.Ippolito, uno dei principali ispiratori della legge, in occasione del convegno Ipacri del marzo 1994. Comportamenti che si sostanziano anche nell'essere involontari portatori di virus o nell'accedere a un sistema informatico o telematico senza danneggiare, toccare o "rubare" nulla o nel solo possesso di password utili, ad accedere in maniera non autorizzata ai sistemi telematici. Anche in questo caso si vuole intendere per problema cio' che viceversa ne e' solo l'indicatore. Non sono gli hacker il problema delle reti, viceversa lo sono coloro che alacramente lavorano per "recintare" lo spazio elettronico, inventando servizi telefonici a valore aggiunto, utili a supplire su base censitaria al bisogno sempre piu' urgente di comunicazione espresso dalla societa'. Lo stesso progetto delle autostrade elettroniche targato Clinton-Gore ha dato avvio negli ultimi mesi difatti alla privatizzazione della rete delle reti per eccellenza (Internet). Ma e' altrettanto chiaro che il problema dell'intrusione non autorizzata nei sistemi potra' essere ridotta al minimo solamente con una politica socialmente orientata verso l'apertura assoluta delle reti e la possibilita' di potervi
 accedere liberamente a costi telefonici minimi. Per affrontare con ragione di causa la filosofia della comunicazione del nuovo millennio sembrerebbe quindi necessario un coerente approccio antiproibizionista, ma le nubi all'orizzonte appaiono gia' cariche di pioggia e l'operazione in corso il primo tuono di una lunga serie.   Da "il manifesto" 21-5-94 ---------------------------- Una panoramica delle BBS italiane a cura di UVLSI della redazione di Decoder  I vari progetti di super-autostrade elettroniche, reti superveloci computerizzate e per l'informazione multimediale prevede in USA uno stanziamento di circa 500 miliardi di dollari e in Europa non meno di 50.000 miliardi, oltre a un impatto sul mercato di milioni di consumatori. E' chiaro che di fronte a degli interessi economici così grandi i "latifondisti" delle telecomunicazioni (i giganti della telefonia, i monopoli dell'informatica, i manipolatori dell'informazione) con le loro organizzazioni lobbistiche abbiano intrapreso una crociata per addomesticare il cyberspazio alle regole del mercato, trasformandolo in una sorta di proprieta' immobiliare. Come in ogni avventura coloniale, per prendere possesso della nuova frontiera e' necessario cacciare i nativi, magari con la cavalleria. Ma chi sono questi nativi? In quali tribu' si raccolgono? Perche' sono diventati improvvisamente pericolosi? Il cyberspazio, quel luogo immateriale in cui lavorare, conoscere persone, imparare, fare acquisti, dissentire e comunicare, e' una complessa galassia di reti telematiche. Sul versante hi-tech c'e' la meta-rete Internet, una rete formata da 45.000 reti, che coprono 120 nazioni e collegano circa 15 milioni di utenti e vanta un tasso di crescita del 15% mensile. Sul versante low-tech ci sono le BBS (Bulletin Board System), il cui numero complessivo e' sconosciuto, ma stimabile in almeno 75.000 sistemi in Usa e circa 600 in Italia, corrispondenti a circa 60.000 utenti nel nostro paese. Le BBS sono banche dati basati su personal computer collegati attraverso un modem alla normale linea telefonica che offrono, in genere gratuitamente e piu' raramente a pagamento, servizi di invio di messaggi, di partecipazione a conferenze su argomenti specifici e di scambio di dati, informazioni, archivi e programmi sotto forma di file. Questi dati e queste informazioni vengono diffusi tra i computer che formano la rete, mediante chiamate telefoniche effettuate nottetempo in modo che le informazioni presenti su un nodo della rete si possano trovare anche sugli altri, anche a molti km. di distanza. Qual e' la pericolosita' delle BBS? Le BBS sono strumenti di comunicazione "democratica", nel senso che chiunque abbia un PC e un modem puo' accedervi e partecipare, senza ostacoli a numerosi forum di dibattito, da questioni squisitamente tecniche ad argomenti piu' di carattere politico-sociale. Facciamo una breve panoramica dei "bullettin" italiani: FIDONET: Nasce nel 1984 in America ad opera di un punk techno-anarchico di nome Tom Jennings che ideo' un programma di comunicazione diventato "lo standard" internazionalmente accettato. Alla fine del 1985 Fidonet sbarca in Italia ed e' subito un successo. Nel 1986 i nodi erano circa 70, nel 1989 130, per diventare circa 400 nel 1994. Secondo stime prudenti questo vuol dire dai 30.000 ai 50.000 utenti. Fin dalla sua nascita Fidonet Italia, così come nel resto del mondo si configura come una rete amatoriale, non a fine di lucro, in cui tutti i partecipanti e gli operatori sono volontari e non retribuiti, mentre i costi (computer, modem e bollette telefoniche) sono interamente sostenuti dagli operatori dei sistemi (sysop). Gli argomenti trattati nelle aree di discussione a diffusione nazionale riguardano prevalentemente argomenti tecnici legati all'informatica e alla telecomunicazione personale, nonche' al coordinamento interno, ma non disdegnano tematiche ludiche, culturali, politiche e umanitarie. PEACELINK: Network telematico in forte espansione, conta ad oggi 35 nodi. Si e' costituito con lo scopo di "creare un circuito libero e pluralistico di donne e uomini che si riconoscono nei valori del volontariato, della solidarieta' e della pace". Si rivolge soprattutto all'arcipelago dell'associazionismo a finalita' sociale. CYBERNET: Nata nel 1993, conta 18 nodi. Si occupa di tematiche quali la comunicazione sociale (in particolare attraverso l'ormai famosa "area cyberpunk") la solidarieta' sociale, i movimenti giovanili, le sperimentazioni multimediali e l'arte d'avanguardia. Rappresenta la nuova generazione del popolo del cyberspazio. E.C.N.: Nata nel 1992 sulla base di un progetto danese, non opera solamente attraverso la tecnologia informatica, ma si pone tra gli obbiettivi di creare reti di dibattito politico radicale. Consta di una cospicua area file dedicata ai documenti e alle informazioni provenienti da (e destinati a) collettivi politici antagonisti da tutto il mondo. Conta circa 10 nodi sul territorio nazionale. P-NET: Formata inizialmente da un gruppo di scontenti di Fidonet, conta circa 40 nodi. Si caratterizza per le tematiche sociali, come ad esempio la cooperazione internazionale e il collegamento quotidiano con la rete HIVNet che si occupa esclusivamente di AIDS. Tratta anche di tematiche tecniche.   ll'"Unita'" del 21-5-94 e' uscito un articolo molto favorevole alle BBS a cura di Antonella Marrone. Non avendo ora il tempo di ribatterlo cito solo i titolini: ----------------------------------------------------------------------- "La  Finanza  prende  di  mira  le  reti  alternative  che  si  scambiano informazioni  e  programmi.  E'  giusto?"  "Contro i pirati del software la procura  di  Pesaro ha dato il via ad una larga ondata di perquisizioni che hanno  coinvolto,  pero',  anche  le reti telematiche composte da privati e liberi  cittadini  che  si  scambiano  notizie  e  d opinioni via modem. E' infatti  importante  perseguir ela pirateria informatica, ma e' altrettanto necessario  garantire a tutti la liberta' di esprimere il proprio pensiero. Anche  attraverso i cavi telefonici." L'articolo prosegue con un'intervista a  me  e  a  Marescotti  di  Peacelink  e la sua morale e' piu' o meno "non bisogna fare di tutta l'erba un fascio".  dall'Ansa: ------------------------------------   INCHIESTA "PIRATI" INFORMATICA: RIFONDAZIONE COMUNISTA MILANESE (ANSA) - ANCONA, 25 MAG - La federazione milanese di Rifondazione comunista ha diffuso una nota in cui definisce "grave attacco alla liberta delle reti telematiche  amatoriali"  un  aspetto  investigativo  dell'inchiesta  sui "pirati"  dell'informatica  (si  parla di duplicazione e vendita abusiva di software  e  potenti virus, per un giro d'affari di centinaia di milioni di lire)  avviata  dalla  Procura  della  Repubblica  di  Pesaro  su  tutto il territorio  nazionale.  La  magistratura,  precisa  l'ufficio  stampa  del partito,  "sembra  ipotizzare  che  il  reato di vendita sia avvenuto anche tramite  l'utilizzo  delle  reti amatoriali telematiche di base italiane" e "il  primo  risultato  dell'operazione in corso e' stato quello di oscurare decine  di  tali  reti  e  di  produrre un profondo scoramento in tutti gli appassionati  della  telematica  di  base".  Rifondazione  comunista,  nel ribadire la "sostanziale estraneita' delle banche dati amatoriali collegate nei network al traffico dei programmi informatici sottoposti a copyright" e nel ricordare la loro importanza "come servizio di pubblica utilita' che ha aperto  spazi  di libertà d’ informazione", giudica "questa azione non solo non  adeguata  ma  anche  profondamente ingiusta nei confronti di cittadini che, a loro spese, hanno fornito strutture aperte a tutti e trasparenti nel funzionamento". (ANSA) . DAN 25-MAG-94 19:28 NNNN   "BresciaOggi" di Domenica 29 Maggio 1994, in pagina 10 (cronaca). ================================================================     Sempre piu' dura la guerra ai pirati, ma qualche spiraglio per gli    operatori "puliti"                          Banche dati, via ai ricorsi      Gli agenti tornano | Tutti a Milano i computer gia' sigillati dalla    nelle case dei sei | Finanza    bresciani          |    coinvolti          |    nell'inchiesta     |    partita da Pesare  |     Si inasprisce la "guerra dei computer". Ora sono 194 le banche dati paralizzate dalla Guardia di Finanza. L'indagine partita da Pesaro contro il commercio illegale di programmi copiati abusivamente ha messo il bavaglio a un esercito di operatori che sono diventati vittime inconsapevoli di chi con l'Elettronica aveva trovato la strada per facili guadagni. Tra le persone coinvolte ci sono anche sei ragazzi bresciani.    La Guardi di Finanza, che a meta' Maggio aveva sequestrato in casa ogni apparecchiatura elettronica (ne abbiamo riferito il 19), e' tornata alla carica nei giorni scorsi e ha materialmente portato via i computer. Trasferiti a Milano, saranno esaminati dai tecnici per cercare elementi di reato. Anhe i sei giovani bresciani, insieme a centinaia di loro "colleghi" in tutta la penisola, dopo le perquisizioni e i sigilli, si sono cosi' visti privare di tutta l'attrezzatura indipensabile per coltivare il loro appassionante hobby.    Tanto importante che qualcuno ha comunque trovato la maniera di procurarsi un altro computer, acquistare un nuovo "modem" e mettersi in contatto con altri operatori attraverso le linee telefoniche. Cosi', anche se in modo meno organizzato e con mille problemi, si e' rimesso in moto almeno parzialmente l'ingranaggio italiano delle due reti telematiche "PeaceLink" (che si occupa del volontariato pacifista) e "FidoNet" (specializzata in informatica), che hanno protestato la loro estraneita' a qualsiasi attivita' illegale, lamentando anzi un vero e proprio attacco alla liberta' di comunicazione. Ed e' proprio attraverso il "tam tam" elettronico che cominciano a circolare altre notizie sul blitz della Finanza. All'inchiesta, tra l'altro, ha dedicato un servizio persino la rete televisiva americana "Cnn".   Uno dei bresciani coinvolti sostiene du aver saputo che sono ormai 2.500 gli operatori per i quali e' scattato il mandato di perquisizione. Non solo gestori di banche dati, ma anche semplici utenti, rintracciati evidentemente attraverso il numero telefonico usato per collegarsi e scambiarsi informazioni.   Gli appassionati della "FidoNet" intanto si stanno organizzando per affrontare la faccenda abcge sul piano strettamente legale. Un avvocato bolognese, Daniele Coliva (un esperto, che tra l'altro gestiva per la rete il settore delle informazioni giudiziarie), e' stato incaricato di rappresentare gli operatori coinvolti nell'inchiesta, curando gli adempimenti necessari. Nello stesso tempo, qualcuno si sta' dando da fare anche in proprio: come il padre di uno dei ragazzi bresciani, che sta' proparando un ricorso al Tribunale della Liberta' per ottenere il dissequestro degli impianti.    "Soprattutto - spiega - voglio conoscere le motivazioni del provvedimento. E l'unica maniera, mi hanno detto, e' proprio questo ricorso. Tuttavia spero che il Tribunale ci conceda effettivamente di recuperare il computer e il resto del materiale".    Qualche motivo di ottimismo per gli operatori "puliti" c'e' gia'. Intervistato da un redattore del "Corriere adriatico", il sostituto procuratore pesarese che conduce l'inchiesta, Gaetano Savoledelli Pedrocchi, ha ammesso che in effetti in molti casi le perquisizioni ed i sequestri sono stati eseguiti da agenti non esperti del ramo: "Stiamo cercando di restituire nel piu' breve tempo possibile i computer collegati alle banche dati - ha dichiarato -. Il sequestro e' temporaneo. E' nostra premura limitare i danni".    Per molti, dopo la brutta avventura, e' un segnale di speranza.   * Da 'La Repubblica' del 30/05/1994, pagina 22 ----------------------------------------------          ÚÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄ¿          ³ Mentre il giudice di Pesaro difende la sua inchiesta ³          ³   I TELEMATICI PROTESTANO: "NON SIAMO CRIMINALI"     ³          ÀÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÙ            Il <> si difende dall'accusa di  essere  un <>  della  pirateria  informatica:  <>           <>.           Il sostituto procuratore di Pesaro, Gaetano Savoldelli Pedrocchi, titolare  dell'inchiesta,  e' sostanzialmente d'accordo sulle carenze della normativa,  ma sostiene di aver agito su comprovate  situazioni  di  reato: <>.  ---------------------------------------------------------------------- Comunicato stampa del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Torino ---------------------------------------------------------------------- L'entrata in vigore del D. Lgs. n. 518/92 ha fatto s che l'ordinamento italiano recepisse il dettato della Direttiva CEE n. 250/91, riguardante la tutela dei programmi per elaboratore. A partire da gennaio 1993 ogni forma di commercializzazione di copie di software illecitamente ottenute, oltre a costituire una rilevante forma di evasione fiscale, integra nuove fattispecie penali, poste dal legislatore a tutela del diritto d'autore. In tale contesto normativo Š da inquadrarsi la vasta operazione che ha recentemente impegnato i reparti della Guardia di Finanza sull'intero territorio nazionale. Il servizio ha consentito di sgominare una complessa rete di "pirati informatici" che, avvalendosi di collegamenti telematici con corrispondenti "hacker" nord-americnani, sottraevano ai produttori il pi— aggiornato software per poi privarlo delle protezioni. Dei programmi ottenuti venivano realizzate innumerevoli copie commercializzate, poi, a prezzi irrisori. In tale maniera veniva posta in essere una scorretta concorrenza nei confronti dei regolari rivenditori mediante prodotti non sempre qualitativamente omologhi agli originali e comunque in violazione della legge n. 633/41 sul diritto d'autore. La tecnologia utilizzata dai "pirati" ha stupito gli stessi militari del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Torino, che si sono trovati di fronte a soggetti utilizzatori di comunicazioni via satellite, di "call-card" contraffatte, per usufruire delle reti telefoniche private nord-americane e dei pi— avanzati personal computer. Grazie alle conoscenze tecniche acquisite nel corso di precedenti indagini ed a una metodica attivit… informativa, gli uomini del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria sono riusciti ad infiltrarsi nel diffidente mondo di questi super-esperti informatici.  L'intervento repressivo, disposo dai Magistrati del "POOL" istituito presso la locale Procura della Repubblica, nella persona del Sost. Proc. Dr. Cesare PARODI, portava all'effettuazione di una serie di perquisizioni, conclusesi con la segnalazione all'Autorit… Giudiziaria di 14 responsabili operanti in Piemonte, Lombardia, Liguria, Marche, Abruzzo, Umbria e Campania, ed il sequestro di software ed hardware per oltre 4 miliardi di lire.  Tra gli altri sono stati acquisiti: - 17 personal computer - 13.690 floppy disk contenenti software illecitamente duplicato - 8 dischi CD-ROM - 27 modem (...) - 4 apparecchiature per l'utilizzo abusivo di linee telefoniche - numerosi componenti per elaboratori elettronici - numerosi manuali di istruzione per programmi   Su "Amiga Magazine" attualmente in edicola compare questo editoriale, a firma ----------------------------------------------------------------------------- Romano Tenca: -------------                     "ERA UNA NOTTE BUIA E TEMPESTOSA...  "Avevamo  appena  finito  di  scrivere  le  Trends  di questo numero in cui compaiono  notizie  lusinghiere  sulla lotta alla pirateria del software in Italia,  quando  siamo  stati  raggiunti  da  una  notizia  a  dir  poco preoccupante.  "La  Procura di Pesaro ha lanciato una giusta campagna contro le BBS pirata italiane: il Sostituto Procuratore di Pesaro, Gaetano Savoldelli Pedrocchi, ha  pero'  centrato,  a  nostro  modesto  parere,  solo  marginalmente  il bersaglio,  colpendo  anche  una lunga lista di nodi delle reti Peacelink e Fidonet (40 circa).  "Fidonet e' costituita da circa 31.000 BBS sparse in tutto il mondo, create e  sostenute  a  proprie  spese  da amatori, senza scopo di lucro e con una lunga  tradizione  alle  proprie  spalle. Recentemente e' stata addirittura elogiata  dal  Vicepresidente  americano  Albert  Gore  come  esempio  di democrazia  telematica.  In  Italia le sue conferenze tecniche sono seguite regolarmente da circa 12.000 persone.  "Peacelink  e'  invece  una  rete  di  impegno sociale, che per esempio sta faticosamente  mantenendo i contatti con quanto resta della societa' civile nella ex-Jugoslavia.  "Una  delle  regole fondamentali di entrambe le reti e' che le BBS aderenti non devono in alcun modo favorire la diffusione del software pirata: le BBS che non rispettano questa direttiva vengono immediatamente estromesse dalla rete.  "Ciononostante, decine di sysop (i gestori delle BBS) hanno visto irrompere in casa propria squadre di finanzieri con mandati di perquisizione e avvisi di  garanzia  per "associazione a delinquere finalizzata alla diffusione di programmi per computer illegalmente copiati".  "I  finanzieri,  in  presenza  di  qualche  disco  o  programma  di  dubbia provenienza,  hanno  sequestrato  tutto  quello  che  hanno potuto: dischi, computer,  modem,  CD-ROM,  hard  disk,  monitor, stampanti (!). A qualcuno hanno  addirittura sigillato la stanza in cui venivano tenuti i computer (e in  cui,  fra l'altro, dormiva); a molti e' stato sequestrato materiale per un valore di decine di milioni, con cui spesso lavorava per vivere.  "A  quanto  pare, poi, molte delle vere BBS pirata nei giorni successivi al blitz  hanno  chiuso  in fretta e furia, concellando ogni possibile traccia della loro attivita' clandestina.  "Il  modo  in  cui il Magistrato pesarese ha condotto l'operazione ha avuto l'effetto  di  terrorizzare  centinaia  di  professionisti,  commercianti e studenti  di  tutt'Italia,  che  si  erano  cimentati  in un'utile forma di volontariato,  fornendo,  grazie  a  PeaceLink e Fidonet, servizi tecnici e umanitari,  altrimenti  svolti da societa' commerciali, e che non hanno mai pensato di fare mercato di software pirata.  "Un  colpo  che  riporta  indietro  di  anni  la  telematica italiana (gia' sottosviluppata  rispetto  a  quella  del resto d'Europa) e particolarmente grave per la comunita' Amiga minacciata dall'isolamento.  "In  parte, una certa dose di ingenuita' o superficialita' puo' sicuramente essere  attribuita  ai  sysop:  con  l'entrata  in vigore della legge sulla tutela del software, per svolgere con il computer un'attivita' che ha a che fare con il pubblico, bisogna assicurarsi di detenere (e non solo di usare) esclusivamente software originale, con relativo certificato di autenticita' e  scontrino  di  acquisto  (molto  importante).  Se  si  usa software PD o Shareware,  bisogna  essere in grado di documentare senza incertezza che e' tale (dovrebbe bastare la documentazione relativa).                                 Romano Tenca".   Associazione Culturale NUOVA ALBA Via Vaccaro n.348 - 85100 Potenza ----------------------------------                            Al Presidente della Repubblica Italiana                           Dott. Prof. Oscar Luigi Scalfaro    Potenza, 21/05/1994  Signor Presidente,  la  nostra  associazione culturale ha lo scopo di  promuovere  la conoscenza  e  lo sviluppo di tecnologie avanzate in  materia  di telecomunicazioni, informatica e telematica. Al  pari  di  altre  realta  similari  presenti  sul   territorio nazionale,   questa  opera  viene  svolta  in  spirito  di   puro volontariato, senza fine alcuno di lucro, sopportando anzi i  non trascurabili costi di gestione. Tali presenze mettono a disposizione di migliaia di appassionati, per lo piu in giovane eta, sistemi di telecomunicazione avanzati e tecnologie altrimenti fuori dalla portata del comune cittadino, favorendo cosi la comunicazione e lo scambio di informazioni, di carattere sia scientifico che semplicemente ricreativo.  In una nazione al passo con i tempi - come l'Italia deve essere - ove sempre piu la conoscenza e la dimestichezza con l'informatica e  con  i  sistemi  di comunicazione  avanzati  assume  un  ruolo determinante per il futuro, riteniamo che tale opera possa avere, ed abbia in concreto, una significativa valenza sociale.  Grazie  ai sistemi telematici a noi associati, e grazie  a  tutti gli altri che appartengono a "reti" diverse, migliaia di  persone hanno  potuto  dibattere  ed approfondire tematiche  di  tutti  i generi; dagli Scout ai volontari per la pace, dagli  appassionati di letteratura alle guardie ecologiche volontarie, dai cultori di lingue  straniere ai centri di assistenza agli  immigrati,  tutti hanno potuto e possono giovarsi dei nostri servizi gratuiti.  Pochi giorni or sono questa situazione e stata di colpo sconvolta da una iniziativa della Magistratura di Pesaro che, a seguito  di indagini   sulla   pirateria  dei   programmi   per   elaboratore elettronico,  ha emesso una lunga serie di ordinanze di  sequesto di sistemi telematici amatoriali. Gli  interventi  operati dalla magistratura, tramite  gli  agenti della   Guardia   di  Finanza,  sono  evidentemente   tesi   alla individuazione  di  coloro  i quali,  sfruttando  questi  sistemi telematici,  e  carpendo  la buona fede di  tanti  volontari,  ne approfittano per goderne dei frutti illeciti. Per  noi,  quindi, l'azione degli inquirenti non puo  che  essere positiva, perche ci aiuta ad estirpare una volta per tutte questa mala pianta che stava, evidentemente a nostra completa  insaputa, crescendoci  in  seno; inoltre la completa  fiducia  che  abbiamo nella magistratura italiana ci fa sperare in una pronta e  sicura soluzione.  Tuttavia le operazioni di polizia condotte in questi giorni hanno finito  per colpire un numero rilevante di operatori  di  sistema che  nulla avevano a che fare con i fatti posti ad oggetto  delle indagini. Cio e stato favorito dallo strano assioma posto a giustificazione delle tante perquisizioni e sequestri operati (cosi come  risulta dagli  "avvisi di garanzia" notificati), spesso con l'ausilio  di personale  non confortato da una sufficiente  conoscenza  tecnica degli  strumenti  posti  ad oggetto  dei  controlli:  "poiche  un soggetto  ha in proprio possesso strumenti  tecnici  teoricamente atti  a  commettere  un  reato"  esso  puo  essere  sottomesso  a perquisizioni, sequestri e procedimenti giudiziari. E' da considerare che frequentemente l'asportazione dei computers utilizzati  per  la gestione dei sistemi  telematici  ha  causato gravissimi  danni alle attivita economiche dei singoli  operatori volontari,  che  spesso  adoperano  la  medesima  macchina   (per evidenti motivi di economicita) anche per il proprio lavoro. Tali danni  materiali  si  sono quindi aggiunti  allo  spavento,  allo sgomento  provato da chi, onesto cittadino, ha visto piombare  in casa  propria  forze di polizia pronte  ad  affrontare  qualunque evenienza. Inoltre e facile prevedere i costi che dovranno essere sopportati per  le  spese legali necessarie al prosieguo  dello  svolgimento giudiziario.  Tutto  cio ha indotto nella disperazione e nel timore  un  grande numero   di   volontari   che,  d'un  tratto,   si   sono   visti potenzialmente trasformati in cospiratori informatici ed indagati di gravi reati. La  stragrande maggioranza di essi fa capo a una rete  telematica mondiale  che  sin dalla sua nascita, oltre un  decennio  fa,  ha sempre avuto feree norme contro la pirateria informatica.  La notizia, circolata in un baleno in una realta che basa la  sua esistenza sulle comunicazioni, ha creato scompiglio e paura anche in  tutti  i fruitori dei servizi telematici, inducendo  molti  a privarsi  di questi strumenti ed a chiudere i sistemi  telematici per paura di ingiuste conseguenze.  La  nostra  viva  preoccupazione e che si scateni  una  sorta  di 'caccia  alle  streghe,  ove  il  semplice  appartenere  ad   una determinata  categoria  (o  addirittura  il  semplice   possedere apparecchiature informatiche atte anche alla comunicazione) possa costituire  elemento  di  dubbio sulla onesta  ed  integrita  del cittadino. Questa  situazione  creerebbe  grave  nocumento  alla  telematica amatoriale  senza, peraltro, fornire risultati apprezzabili  alla giustissima  lotta  alla  pirateria  informatica;   costituirebbe altresi  una forte limitazione alla liberta dei  cittadini  della Repubblica.  Poiche  il  rischio di simili evenienze gia e  avvertibile  sulle pagine  dei giornali a larga diffusione e poiche riteniamo che  i principi  motore  delle nostre azioni (liberta di pensiero  e  di comunicazione)  ed i principi generali del diritto italiano  (fra qui  quello di essere ritenuti innocenti fino a prova  contraria) trovino  in Lei il piu alto e convinto interprete, ci  appelliamo pertanto a Lei, in quanto primo garante della Costituzione ed  in quanto  Presidente  del Consiglio Superiore  della  Magistratura, affinche  voglia  seguire,  per  quanto  le  sara  possibile,  le vincende segnalatele, perche possano trovare giusta soluzione nel piu  breve tempo possibile, soprattutto nel rispetto di tutte  le conquiste di civilta ottenute dal nostro paese.                                Giorgio Rutigliano       Presidente Associazione Culturale per la ricerca NUOVA ALBA        SEGRETARIATO GENERALE DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA  UFFICIO PER GLI AFFARI GIURIDICI  E LE RELAZIONI COSTITUZIONALI                                              Roma, 9 giugno 1994   UG. N.7251/VI                                      Egregio                                    Sig. Giorgio L. Rutigliano                                    Presidente dell'Associazione                                    Culturale e di Ricerca                                    "Nuova Alba"                                    Via Vaccaro, 348                                    85100 POTENZA             La informo che il Suo esposto, in data 24 maggio 1994, diretto al Presidente della Repubblica, e' stato trasmesso, per le valutazioni di  competenza,   al  Consiglio Superiore della Magistratura,  che  Le inviera'  diretta  comunicazione  del  provvedimento  che  riterra' da adottare.                                      p. Il Direttore dell'Ufficio                                       Francesco Cusani    ========================================= rubriche/telematica/BBS-COMMENTS Msg# 3511, 02/06/94 14:12 [5220] Da: MC0002 Paolo Nuti (Roma) ----------------------------------------- Oggetto: Diritti E Doveri Citt. Telem.  Anticipo di qualche giorno il testo dell'editoriale di MC-microcomputer di giu- gno dedicato, indovina un po', ai bliz di Pesaro e Torino. pn . . Diritti e doveri del cittadino telematico  Il  maggio '94 e' destinato a rimanere impresso nella memoria storica della te- lematica  amatoriale  italiana per tre episodi che riassumo brevemente ad uso e consumo di quanti ne siano ancora all'oscuro.  1) Su decreto della Procura della Repubblica di Pesaro (P.M. Gaetano Savoldelli Pedrocchi)  l'11 maggio 1994 numerosi reparti della Guardia di Finanza hanno o- perato  diecine  e  diecine di perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici di sysop e semplici frequentatori di BBS (il numero esatto non e' stato comunicato ufficialmente,  ma  si parla di oltre 100 azioni) conclusesi per lo piu' con il sequestro  di  computer, modem, dischetti, mouse, tappetini per mouse e persino ciabatte  di  alimentazione.  Oltre alle Marche, l'azione ha interessato Emilia Romagna, Toscana Sardegna ed altre regioni  2)  Sempre l'11 maggio, la Guardia di Finanza di Torino su istanza della locale Procura  della  Repubblica  (P.M.  Cesare Parodi) ha proceduto ad "una serie di perquisizioni  conclusesi  con  la segnalazione all'Autorita' Giudiziaria di 14 responsabili  operanti in Piemonte, Lombardia, Liguria, Marche, Abruzzo, Umbria e Campania.  3)  Il 26 maggio si e' poi avuta notizia della denuncia sporta dal Rettore del- l'Universita' di Bologna contro uno studente per "accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico".  La contemporaneita' di questi episodi, il fatto che il sequestro delle apparec- chiature  abbia  colpito diecine di BBS appartenenti alle reti Fidonet e Peace- link  (note  per battersi da anni contro la pirateria del software), la rudezza di  gran  parte degli interventi della Guardia di Finanza, ha seminato il pani- co.  Numerosi  Sysop hanno smantellato i loro nodi, molti genitori hanno proibito ai figli  di  usare il modem, non pochi hanno pensato che l'obiettivo fosse quello di  limitare in qualche modo la liberta' di comunicazione telematica e qualcuno si  e'  anche  chiesto se fosse del tutto casuale la contemporaneita' di questo "giro di vite" con l'insediamento del nuovo governo.  Ci  sono voluti diversi giorni per inquadrare gli eventi nella giusta luce. Sia il  magistrato  di  Pesaro  che quello di Milano si sono mossi sulla base della Legge n. 518 del 29 dicembre 1992 contro la pirateria software. Nel corso delle indagini  si sono imbattuti in esperti di informatica e telematica che per com- piere dei reati si servono fraudolentemente di mezzi dei quali hanno una eleva- ta  padronanza. La necessita' di operare in contemporanea le numerose perquisi- zioni ha poi fatto il resto: una rilevante percentuale degli interventi e' sta- ta operata da squadre di finanzieri piu' pratici di evasione fiscale o di traf- fico di droga che non di informatica i quali, nel dubbio, hanno sequestrato non solo  gli  strumenti atti alla illecita duplicazione di "software applicativo e ludico",  ma anche cavi, spine, manuali, foderine, scatole porta floppy e quan- t'altro fosse collegato al computer.  Attenzione pero' a non generalizzare: polizia, carabinieri e guardia di finanza dispongono  anche di personale molto esperto sotto il profilo informatico, ten- t'e'  che  in  alcuni casi le perquisizioni si sono risolte con la presa d'atto della regolarita' del sito.  E' ormai evidente che obiettivo degli inquirenti non era la liberta' di espres- sione  attraverso  il mezzo telematico, ma solo l'applicazione di due leggi, la n.  518  del  29 dicembre 1992 e 547 del 23 dicembre 1993; la prima persegue la detenzione,  commercializzazione, ed utilizzazione a fini di lucro del software abusivamente copiato; la seconda l'accesso illegale a sistemi informatici o te- lematici,  il loro danneggiamento, la falsificazione dei documenti informatici, da  diffusione dolosa di virus informatici, la violazione del segreto delle co- municazioni telematiche.  In buona sostanza queste due leggi si limitano ad equiparare a beni reali i be- ni informatici e telematici. Se gia' era reato copiare ed utilizzare a scopo di lucro  un'opera d'ingegno, e' divenuto reato farlo con un programma o un'archi- vio di dati che abbia richiesto un lavoro aggiunto per la loro elaborazione; se era  reato  aprire la posta e' divenuto reato aprire quella elettronica; se era reato  entrare in una proprieta' scavalcando il recinto, e' divenuto reato sca- valcare i recinti elettronici.  Sulla bonta' della formulazione di queste leggi, si puo' discutere ed eventual- mente intervenire. Ma non sulla sostanza: il furto e' furto anche se elettroni- co e in tempi di realta' virtuale non ci si puo' nascondere dietro l'immateria- lita' del bene sottratto.  La  telematica  e le possibilita' di distribuzione rapida e a basso costo delle informazioni  e  delle  idee e' un bene prezioso. La sua diffusione deve essere promossa a livello popolare. Milioni di computer devono poter accedere a questa risorsa. Occorre pero' che le regole del gioco siano chiare.  Le  principali  sono gia' scritte nella 518 e nella 547. Ne manca, in buona so- stanza, una sola: quella che vieti l'accesso anonimo a sistemi telematici quan- do  questo  anonimato  consenta di compiere dei reati sottraendosi alle proprie responsabilita'.   Paolo Nuti   INTERROGAZIONE PARLAMENTARE ============================  Pubblicata nel Resoconto Sommario delle Sedute del Senato del 31 maggio 1994.  DE NOTARIS, RONCHI, DI MAIO, ROCCHI.  -  Ai  Ministri  di  grazia  e  giustizia  e  delle  poste  e  delle telecomunicazioni. - Premesso:  che la procura di Pesaro ha promosso un'indagine sulla vendita e diffusione illegale di software e sui crimini informatico-telematici;  che  nel  corso  dell'indagine  Š  emerso  che  alcuni "pirati informatici" avevano  nei  loro  archivi  magnetici  l'elenco  di  banche  dati  di reti telematiche che per statuto vietano qualsiasi forma di "computer crime";  che  il  ritrovamento di tali elenchi di banche dati di reti telematiche ha portato ad ispezioni e sequestri cautelativi di hardware e software;  che  rispetto alla recente legislazione a tutela del software si evince una carenza  normativa e di direttive circa le metodiche di investigazione, per cui  in presenza di tale lacuna le legittime finalit… delle norme rischiano di  ricevere  attuazione  per  mezzo  di  indiscriminate  perquisizioni del domicilio;  che  in  specifico  le  banche  dati,  che  nulla  hanno  a che fare con la pirateria  informatica,  per  il  semplice  fatto  di essere utilizzate dai "pirati  del  software",  possono  quindi  essere chiamate continuamente in causa,  subendo  frequenti  perquisizioni,  sequestro  di computer e modem, blocco dell'attivit…,  gli  interroganti  chiedono  di  sapere  se  i  Ministri  in  indirizzo non ritengano,  alla  luce  di  quanto  illustrato  in  premessa, di promuovere opportune  forme  di  consultazione  tra  rappresentanti  del consorzio che tutela  il  copyright  sul  software,  rappresentanti delle principali reti telematiche  (che  in  Italia  si  sono autoregolamentate contro l'illecita diffusione  via modem del software stesso) ed esperti giuridici al fine sia di  individuare  criteri  e  modalit…  degli  accertamenti  connessi  ad un'efficace  attuazione  delle  norme  a  tutela  del  software  sia  di contemperare  le  esigenze della giustizia con una tutela dei diritti degli operatori e degli utenti di sistemi telematici.    TELEMATICA I blitz anti-pirati spingono alla ribalta le reti amatoriali =======================================================================  Help, in banca dati c'e' un hobby ---------------------------------  Caro presidente della Repubblica, non siamo pirati: ci difenda lei.  E' il grido di dolore del mondo delle Bbs (Bulletin board system o banche dati telematiche amatoriali) messe in ginocchio da una lunga serie di operazioni della Guardia di finanza a caccia di programmi informatici copiati. Un mese fitto di incursioni in tutta Italia - partito da un ordine del procuratore presso la pretura di Pesaro, Gaetano Savoldelli Pedrocchi - con perquisizioni, sequestri di dischetti software, personal computer completi di accessori, e sigilli apposti sulle porte di studi professionali, sedi di aziende, persino camere da letto, i cui titolari avevano spesso come denominatore comune quello di ospitare il "nodo" di una rete telematica sospettata di diffondere programmi pirata.  Le conseguenze per chi e' stato visitato dalla Finanza sono pesanti: i reati contestati vanno dall'intrusione nei sistemi informatici e utilizzo non autorizzato di parole chiave, alla violazione della legge sul copyright con l'aggravante dell'associazione a delinquere. Oltre al disagio di dover interrompere il lavoro, lo studio e tutte le attivita' basate sull computer sotto sequestro.  Cosi' colpiti, i telematici dell'associazione Nuova Alba hanno preso carta e penna per scrivere un appello a tinte forti alla massima carica dello Stato. I sequestri sono una limitazione alla liberta' di espressione dei cittadini - dicono - mentre i veri pirati sono altrove. Scalfaro ha risposto promettendo l'interessamento del Csm. La notizia del blitz e' rimbalzata su tutte le reti mondiali per finire sulle pagine della rivista americana Time, come "Italian crackdown", mentre sei parlamentari radicali presentavano un'interrogazione. Finche' venerdi' lo stesso magistrato pesarese e' intervenuto per chiarire i termini dell'operazione. Ma soprattutto per alleggerire la tensione: le 122 perquisizioni, di cui 33 negative, ha detto Savoldelli Pedrocchi, non avevano "intenti liberticidi verso quella che appare come la nuova frontiera della comunicazione". Il magistrato ha annunciato di aver cominciato a restituire anche se 'in uso', i computer "e gli elementi di contorno che non sono oggetto di reato per eliminare le situazioni di danno immediato". Non solo: ha ammesso come a volte "la GdF, soprattutto in luoghi periferici, procedendo senza l'aiuto di specialisti abbia compiuto sequestri generalizzati".  Basteranno questi sviluppi a risollevare la fiducia delle file decimate della telematica amatoriale italiana? Una galassia variegata quella che rientra sotto questa etichetta; un mondo iniziatico ma numeroso, popolato da 80 forse 100mila utenti che per lavoro o per diletto si collegano regolarmente con le Bbs. Banche dati gestite da appassionati o sponsorizzate da piccole aziende, alle quali chi possiede pc e modem puo' accedere gratis (si pagano solo gli scatti telefonici, e per questo il traffico pulsa soprattutto di notte) per inviare messaggi ad altri utenti con un servizio di posta elettronica, partecipare a conferenze telematiche sui temi piu' svariati. O ancora scambiare programmi di pubblico dominio, cioe' non protetti da copyright, o in shareware (cioe' distribuiti in prova dall'autore, che richiede di versare una piccola somma di registrazione solo se il programma piace).  Nate a fianco dei grandi servizi telematici a pagamento (come Mc link o Agora') le Bbs sono legate in una rete intercomunicante che e' l'embrione italiano - volontaristico e no profit - di quel mondo solcato dalle "autostrade dell'informazione" vagheggiato da Bill Clinton e Al Gore. Sono infatti il ponte verso Internet, la piu' grande rete di computer del mondo, con 30 milioni di utenti.  Vi si accede partendo da Fidonet, la piu' ramificata e conosciuta delle reti, che con 15mila nodi nel mondo e 400 in Italia (gettonati in media due volte al mese da 40mila utenti) costituisce l'ossatura del sistema telematico amatoriale.  Il blitz ha toccato circa 40 nodi "ma quelli che hanno chiuso per paura sono forse il doppio" spiega Franco Mulato, presidente dell'associazione Fidonet Italia. Sul software duplicato gli animatori di Fidonet si proclamano innocenti: "Da otto anni ci siamo dati un regolamento ferreo: ai system operator, o sysop, e' vietato avere programmi copiati in linea, pena l'espulsione - dice Mulato -. E ora veniamo confusi con i pirati, che non si trovano certo su una rete pubblica come Fidonet, i cui numeri di Bbs si trovano addirittura su una pagina del Televideo".  Le banche dati pirata esistono, ma non qui: "Ci sono Bbs italiane che, utilizzando carte telefoniche AT&T contraffatte si collegano con altre organizzazioni negli Usa, prelevano software protetto da copyright e lo distribuiscono in rete. Ma non c'entrano con noi" assicura Stefano Pasquini, membro di Fidonet e di Nuova Alba.  Fidonet fa da supporto ad altre sottoreti: come Braincells di Novara, che collabora con le iniziative giovanili del Comune ed e' un nodo italiano del progetto internazionale di dialogo telematico per le scuole Quizlink, tuttora sotto sequestro. O Peacelink, la rete che coordina 30 Bbs del volontariato, che il 3 giugno si e' vista sequestrare il computer centrale con un provvedimento della procura di Taranto. "Siamo stupiti: su Peacelink non si scambiano dati e programmi - protesta il portavoce Alessandro Marescotti - ma ospitiamo venti conferenze su temi come il pacifismo, la lotta alla mafia, teniamo collegamenti con la ex Jugoslavia e i centri volontari per il soccorso aereo".  "Satelliti" che si sono staccati da Fidonet, apolitica, per mettersi in proprio sono reti come P-net (40 nodi) o Cybernet, voce dell'area cyberpunk, i movimenti giovanili, i centri sociali. All'estrema sinistra si collocano invece i 10 nodi italiani della rete europea dei movimenti alternativi Ecn.  Naturalmente tra le Bbs ancora operative l'argomento principale e' diventato il "che fare": in un tam tam in linea viaggiano le proposte e le ultime notizie di iniziative pro "liberta' di bit". Il blitz partito da Pesaro ha infatti sollevato una serie di interrogativi giuridici nuovi. "In Italia esiste una normativa recentissima che giustamente reprime la pirateria telematica e tutela le societa' di software - dice Marescotti - ma non c'e' una legge che tuteli la telematica amatoriale, e soprattutto i sysop, che rischiano continuamente di essere oggetto di perquisizione per attivita' indipendenti dalla loro condotta".  Le operazioni recenti, dicono i gestori delle Bbs, introducono di fatto per il gestore di un sistema il principio della responsabilita' oggettiva rispetto a tutte le informazioni e i dati che circolano sulla rete. Questo vale soprattutto per lo scambio di messaggi personali tra gli utenti: un controllo non solo impraticabile, ma anche proibito dalla stessa legge sul computer crime che introduce il reato di violazione della corrispondenza telematica.  Una campagna di raccolta di firme per l'abrogazione della normativa sui crimini informatici (in vigore da gennaio) e' l'idea partita dalla rete Cybernet. Mentre da Peacelink nasce la proposta di un'estensione della legge sugli archivi informatici alle Bbs con la creazione nelle prefetture di un registro volontario con caratteristiche e modalita' di accesso di ciascuna banca dati. Ma un'altra preoccupazione aleggia nel circuito delle Bbs: che in questa situazione di incertezza la telematica amatoriale possa soccombere mentre quella commerciale avanza all'orizzonte. Un'evoluzione che parte dal mondo delle Bbs con favore, ma che a molti non piace.   Rosanna Santonocito     ** INIZIATIVE E PROPOSTE **  Da Alessandra Redigolo, 2:331/364 (Lunedi Maggio 16 1994 00:12) ---------------------------------------------------------------- Capo 6 *******  PROPOSTE DI AZIONI  *******   1.6 ///////   LEGALE   \\\\\\\  Si consiglia un'ISTANZA DI DISSEQUESTRO al piu' presto da parte delle vittime del sequestro. Con un buon avvocato si puo' di far trattenere solo l'indispensabile all'inchiesta in corso (es. la copia dell'hd). Tempo 30 gg tutto il materiare dovrebbe tornare nella sede legittima. Nd Sandro Gasparetto.  Le proposte gia' avanzate (e che condivido pienamente) sono: - la coordianzione legale, eleggendo un capo della difesa che abbia (possibilmente) le seguenti caratteristiche: sia di Pesaro si intenda di informatica Nel caso non sia possibile trovare tutte le caratteristiche in un unico avvocato, propongo una coppia di avvocati (dalle caratteristiche complementari) che stiano a capo di tutto. Questo ha un doppio vantaggio. Da una parte, l'affermazione giuridico-politica di essere stati coinvolti in quanto appartenenti ad una categoria sociale che quindi si difende in gruppo; dall'altra l'affermazione intrinseca che il magistrato ha emesso un provvedimento di massa senza la minima cura per il singolo e la fondatezza dell'ipotesi di coinvolgimento di ciascun soggetto. (con conseguente figuraccia!)  - il ricorso entro 10 gg al Tribunale della Liberta' (ex msg Folletto e Franceschetti).  - delle tattiche di difesa proposte dall'avvocato di Cipriani che sembra siano particolarmente cattive (da approfondire)  - arrivare, tramite l'avvocato/i eletto/i, ad un colloquio diretto con il pm, per farlo desiste dal perseguire questa strada (ex msg Franceschetti).  - la mia proposta, piu' che altro e' una richiesta e cioe': quali spazi ci sono per un ostruzionismo di tipo tecnico? (per esempio obbligare il tribunale all'ascolto di un numero spropositato di testimoni/indagati, che file per file dimostrano la perfetta legalita' dei membri delle reti pulite come Fidonet, Peacelink, Euronet etc.)  PROPOSTE OPERATIVE  Vista la distribuzione geografica delle vittime del sequestro, penso che per una coordinazione sia necessario:  a) Proporre al piu' presto gli avvocati di riferimento che trattino con gli avvocati gia' eletti da alcuni o direttamente con gli avvisati che abbiano le caratteristiche di cui sopra. b) Eleggere il mezzo di comunicazione per far "girare" le informazioni da e per gli avvocati (es. Fido stessa con integrazione di un sistema di fax). b/1) Far conoscere l'"organigramma" che viene costituito. c) Incaricare alcuni sysop (scelti in base alla posizione geografica) di pubblicare inserzioni su giornali locali o tipo Secondamano per riuscire a venire in contatto con altri sysop caduti nella stessa rete. Ritengo pero' che questa misura sia secondaria rispetto alla prossima... d) Ricordare in sede di articolo un numero di tel e di fax della associazione di fatto che si sta costituendo per far fronte a questa questione.  Ritengo che questo sia possibile attuarlo se si designa un sysop di riferimento per tutte le spiegazioni, proposte e coordinamento dell'azione legale.   2.6 ////// DIVULGATIVA \\\\\\  Ho contattato un nostro amico fraterno della Provincia Pavese che oltretutto e' un nostro point il quale (visto che lui stesso e' in pericolo o poteva esserlo) potra' far pubblicare la notizia sulla sua testata una volta ricevuta questa sintesi e "programma". Inoltre mi mettera' in contatto con: ALDO VITALI della Voce * responsabile spettacolo ma buon canale per il responsabile alla cronaca; GIORGIO MICHELETTI responsabile di Telelombardia DONATELLA NEGRI giornalista su Rai3 Regione ma con incarichi anche per Rai1.  Per ora e' tutto quanto posso promettere dal punto di vista giornalistico.  Cosa ne dite inoltre di attirare l'attenzione di Fido Internazionale su questo problema?  Rimane inteso che anche per questo compito e' bene si possa fare capo ad un solo coordinatore (basta uno che venga proposto o si faccia avanti in tal senso) che tenga le fila di tutto quello che si sta facendo.  3.6  //////  POLITICA  \\\\\\   Euronet e' abbastanza famosa (nel bene o nel male) per avere molti point e sysop nelle file della Lega in modo attivo (penso che un point  sia finito addirittura in Consiglio Comunale). Cerchero' di attivarmi per fare in modo di coinvolgere qualche personaggio della Lega sulla questione del garantismo, proprio ora tra l'altro che Bossi e' stato rinviato a giudizio ed e' intento ad affermare l'arbitrio della magistratura.  Per rispondere poi alla richiesta di Vertigo a proposito dell'interrogazione parlamantare ritengo che: - non si debbano dimenticare i diritti di liberta' di espressione, pensiero e ....RIUNIONE. Su questo, oltre ad altro, si potrebbe basare la nostra protesta in quanto, visto che paghiamo il canone Sip regolarmante, le macchine le acquistatiamo, il software pure se ce n'e' bisogno, la pretesa di trattarci da fuori legge e' incostituzionale. Questa e' l'idea di fondo.  Riproporre la questione sul diritto di privacy (cui accennava il giornalista di repubblica o Franceschetti).  Porre la questione della responsabilita' relativa del gestore dei media (altrimenti anche il responsabile Sip e' colpevole per i messaggi porno scambiati su Videotel).  Denunciare la sostanziale inversione dell'onere della prova e della presunzione di innocenza. (non basta che il pm lo voglia, deve giustificare fondatamente il provvedimento di perquisizione e MAI verso una categoria in quanto tale, perche' presunta, nella sua interezza, colpevole.  Immagino che naturale incaricato di questa sezione sia Vertigo, visto che si sta gia' organizzando con Folletta o Pasquini: fateci sapere.   4.6 //////  AZIONE FINANZIARIA  \\\\\\  Propongo di istituire subito un fondo per i nostri "caduti" ( :-( )  Operativamente parlando si potrebbe dividere la raccolta, o su un conto bancario solo o su 3 conti quali per esempio tenuti da un sysop a Roma, uno a Bologna, uno a Milano.  Ovviamente siamo dispostissimi a partecipare anche se non siamo ricchissimi (anzi!)  Bastera' mettere a disposizione un conto corrente bancario che verra' comunicato via voce ad un nr di telefono di riferimento.  FINE   By: Nazzareno ADRIANI, Alien BBS (30:2000/11@CENTURY.NET) To: Silvio Picardo Re: ANTICIPAZIONI PROCEDURE DIFESA LEGALE St: Pvt Kill Rcvd ---------------------------------------------------------------------- @MSGID: 30:2000/11@CENTURY.NET 46166bf4 @PID: FM 2.02  Caro Silvio, spero che tu questo messaggio lo legga prestino davvero, dunque le novita' a seguito dei "controlli" perpretati nei confronti dei Sysop,hanno portato, come conseguenza, ad una piccola "manovra" diversiva, NON PER PREVENIRE MA PER LENIRE LE EVENTUALI CONSEGUENZE PENALI E VARIE NEI CONFRONTI DEI SYSOP/BBS.                      -----=== 1ø PUNTO  ===----- Inviare Lettera ASSICURATA alla Direzione PP.TT. - P.zza Dante , ROMA (L'indirizzo, se serve, posso comunicarlo domani con FAC-SIMILE lettera allegata) nella quale richiedere la regolarizzazione e la regolamentazione o normativa Legale, per quanto inerente le trasmissioni via rete telefonica privata . Segue stralcio documentazioni occorrenti e assolutamente da premunirsi a cura di tutti i gestori di Bulletin Board Sistem.! 1- Modem, marca, modello, numero matricola, massima velocita' BAUD e capacita' protocollo e IMPORTANTE: versione del modem conforme allo standard SIP (VEDI SERVIZI VIDEOTEL E SIMILI). 2- Premunirsi di regolare Fattura d'acquisto del modem e nel caso che esso venga impiegato su numero telefonico diverso dall'intestatario del Modem, provvedere al cambio nominativo: Farsi Fatturare il modem a nome dell'intestatario del Telefono (in quanto la Sip prevede in contratto esplicita clausola al riguardo: Il telefono e la linea telefonica non possono essere cedute a terzi sotto alcuna forma, escluso se trattasi di familiari conviventi.) (SEGUIRANNO ALTRE NOTE APPENA POSSIBILE)                        ---=== 2ø PUNTO ===--- (NOTIZIE PROVVISORIE NON DEFINITIVE)   Al Commissariato di Pubblica Sicurezza di zona.   Redigere in carta da Bollo (œ:15.000), una auto-denuncia di possesso di: "APPARECCHIATURA PER RICE-TRASMISSIONE DATI VIA TELEFONO" conforme allo Standard SIP (?). Indicare: Marca, Modello, serie, matricola, del modem marca, modello, serie , matricola del Computer. Indicare il tipo di attivita' (NON A SCOPO DI LUCRO E PER USO  GRATUITO DELL'UTENZA ISCRITTA) Dichiarare che tutti i Soci iscritti sono di maggiore eta'. Dichiarare che il BBS persegue trasmissioni e servizi per Pubblica utilita', cultura, servizio sociale gratuito, interscambio esperienze di studio e di ricerca nell'ambito dell'elettronica in generale in ogni sua branca. Dichiarare l'impossibilita' per un utente NON REGOLARMENTE ISCRITTO E RICONOSCIUTO di poter entrare nel sistema e tantomeno di potervi attingere o rilasciare notizie e/o dati di qualsiasi natura e genere. ------------------------------------------------------------ La denuncia di possesso di cui sopra, serve ad evitare qulsiasi ripercursione Legale da parte di chicchessia (sempreche' quello che e' stato dichiarato venga rispettato!) ------------------------------------------------------------ SETTAGGI DEL BBS: Inserire in tutti i BBS del gruppo password di accesso al Logon, cioe' possibilita' di inserimento del solo nome, cognome, indirizzo e telefono per il nuovo utente e basta. Far seguito alla richiesta di iscrizione del nuovo utente inviandogli a casa schema da compilare e restituire firmato, con fotocopia documento identita', a mezzo Raccomandata A.R. Spiegare chiaramente quali sono gli scopi del Board. Assegnarli una PASSWORD d'ufficio per la prima connessione e obbligarlo a cambiarla ogni 15 giorni.! Impedire l'accesso ai minori di anni 18 Eliminare ogni area ove si parli o si sottintenda POLITICA o branca similare. Di seguito, se il BBS non riuscira' a sostenere i costi per l'opera di manutenzione ordinaria e straordinaria, se si decidesse di effettuare ingresso in BBS dietro pagamento, esso dovra' comunque, essere OBBLIGATORIAMENTE FISCALIZZATO, con regolare partita IVA ed emissione di regolare  Fattura nei confronti dell'abbonato (di qui l'utilita' di Associarci in Cooperativa). ------------------------------------------------------------ RIPETO DICO RIPETO: LE NOTE QUI DESCRITTE SONO RISULTATE DA UNA CHIACCHIERATA AMICHEVOLE CON FUNZIONARIO DI GIUSTIZIA E NON E' ALLO STATO PRATICO ATTUABILE, PRESTO DAREMO FAC-SIMILE DELLE RISPETTIVE DOMANDE E  DOCUMENTAZIONI DA PRESENTARE NELLE SEDI OPPORTUNE../*/ ------------END MESSAGE ALIEN-------------------------------  -+-  + Origin: Millenium BBS ++39-6-6634534 ++39-6-6634814 (30:2000/1) =============================================================================     ** COMUNICATO RC FIDONET **                                                           Milano, 15/5/1994 Nella giornata di mercoledi' 11 maggio la Guardia di Finanza, nell'ambito di un'inchiesta promossa dalla Procura della Repubblica di Pesaro relativa alla pirateria del software e ad altri reati informatici, ha effettuato una serie di perquisizioni nelle sedi di numerose BBS (sistemi telematici amatoriali), molte delle quali appartenenti alla rete mondiale Fidonet, alla ricerca di strumentazione informatica atta alla duplicazione illecita di software commerciale.  Ai sysop (operatori di BBS) coinvolti e' stato notificato un avviso di garanzia e, nella quasi totalita' dei casi, le perquisizioni si sono concluse con il sequestro di tutte le apparecchiature (computer, modem, software, etc.), causando gravissimi disagi personali ed ingenti perdite economiche alle persone ed aziende coinvolte, ed arrecando un danno d'immagine alla rete Fidonet, che si e' sempre distinta per il proprio impegno nell'evitare qualsiasi coinvolgimento in attivita' illegali e nel promuovere una campagna di sensibilizzazione contro la pirateria nelle proprie conferenze telematiche su scala nazionale ed internazionale.  Il funzionamento della rete per quanto concerne lo smistamento della messaggistica e' ora fortemente compromesso a causa della chiusura forzata di numerosi nodi. Il coordinamento Fidonet si sta adoperando affinche' la situazione possa tornare alla normalita' nel piu' breve tempo possibile, ed auspica che le autorita' inquirenti riescano ad accertare rapidamente e senza ombra di dubbio la totale estraneita' di Fidonet e dei suoi membri ai reati ipotizzati.  Giancarlo Cairella (Coordinatore Region 33 Fidonet)  ---------------------------------------------------- FROM: Marcello Desantis TO  : All SUBJ: Messaggio alla Electronic Frontier Foundation DATE: 15 May 94  14:49:56  Hello All!  Vi forwardo il messaggio che Bernardo Parrella (moderatore della conferenza Community  Network  di  Agora')  ha  inviato  alla  Electronic  Frontier Foundation. EFF _dovrebbe_ essere una organizzazione che difende i "diritti telematici" nel mondo.  Purtroppo  non  ne so molto, ho solo trovato il messaggio su Agora' e ve lo rigiro pari pari. Intanto mi informo e vi faccio sapere cosa e' esattamente la EFF.  E'  piacevole, comunque, che questa spiacevole situazione stia attirando su fidonet attenzione e solidarieta' anche da parte di chi, come Parrella, con fidonet non c'entra proprio.  --------------------------------- CUT HERE ------------------------------------  36 14-Mag-94 20:50 I----- 5531 B.Parrella USA Oakland C ------------------------------------------------------------------------------- Fidobust <--> EFF...  Tenendo conto di correzioni e suggerimenti (thanx  ;-), ecco il testo inglese definitivo. Nelle prossime ore lo inviero' a varie situazioni (l'elenco a dopo). E restiamo sintonizzati, please!  =====================  Fidonet Crackdown in Italy.  On May 10-12 1994, the first nationwide crackdown on telecom nets was operated by Italian police.  Acting after a warrant issued by a Prosecutor in Pesaro, about 60 Bullentin Board Systems throughout the country have been visited and searched by police officials.  Dozens of people were formally accused of "distribution of illegally copied software and appropriation of secret passwords" under the law approved by Italian Parliament in January this year.  In several cases police officials didn't know what to search for, thus seizing computers, floppy disks, modems along with electric outlets, answering machines, audiotapes, personal effects.  The raids hit also private houses and belongings, and in some places sleeping people were abruptly woken up facing machine guns.  After searching probably around one third of the entire network - that includes more than 300 BBSes - police officials closed several Fidonet nodes, but no arrests  were made.  A still inaccurate figure of people were charged with software piracy, and dozens of computers and related devices were seized - along with thousands of floppy disks, CD-Roms, W.O.R.M.S.  Moving after a suspected software piracy ring run by people involved in a Fidonet node, the crackdown started in the night between May 10 and 11 in Milano, targeting in the two following days BBSes in Pesaro, Modena, Bologna, Ancona, Pisa and other cities.  Fidonet Italia, member of the worldwide Fidonet network, is a non-profit organization devoted to distribution of shareware and freeware software as well as to electronic forums on topics ranging from technological to social issues. An essential communication tool for several groups and individuals throughout the country, Fidonet Italia was able to became a vital and multi-cultural
 environment supporting several different nodes dedicated to specific issues: Peacelink (solidarity, human rights), Cybernet (cyberpunk), Ludonet (games), Scoutnet, Amynet, and others. For thousands of Italian people, Fidonet BBSes today are invaluable tools of information-exchange, social activism and professional activities.  The network policy strictly prohibits any distribution of illegally copied software and fraudulent appropriation of secret passwords. Also, Fidonet is one of the few International organizations which has always stated and pursued a clear position against unauthorized copying software.  At the moment, the raids seems to be motivated by accusations against two people involved in a Pesaro-based BBS who were using Fidonet contacts to allegedly distribute illegal copies of computer programs.  However, there are no reasons for such a vast law enforcement operation. Most likely the prosecutor acted simply on the basis of the Fidonet telephone numbers list (publicly available) owned by the suspected. The vast majority of the people searched doesn't have any kind of relationship with these two people, and many of the search warrants stated a generic "conspiracy with unknown" for the crime of software piracy.  Particularly, the seizures of floppy disks and personal computers are completely unmotivated, because every BBS is a completely independent structure and each sysop is running his/her own hardware and software.  The seizures will resolve in a great economic loss for these people and their professional activities will be surely affected from negative publicity. Some of them own small computer-related companies while others are physicians, hobbyists, students who risk personal savings to run their services.  Because police officials seized also electronic and paper archives containing data and numbers of the people who logged onto Fidonet nodes, it is evident that investigations are going even further - thus violating the constitutional right to privacy.  The first result of this crackdown is that many Fidonet operators decided to shut down immediately their systems all over the country, fearing heavier police intrusions in both their public activities and private lives.  While the Italian Parliament recently approved specific laws about copyright and piracy of computer software, there are still no rules to protect personal privacy in the electronic medium. This legislative void inevitably makes the sysop the only responsible person about anything happens onto and around his/her own BBS.  Fidonet operators do not want and can not be the target of undiscriminated raids that, forcing them to closing down their activities, cause serious damages to themselves as well as to the entire community.  In an article published Friday 13  by the newspaper "La Repubblica", Alessandro Marescotti, Peacelink spokesperson, said: "Just when the worldwide BBS scene is gaining general respect for its important role at the community level, in Italy the law hits those networks that have always been strongly against software piracy. Charging dozens of honest operators with unmotivated accusations, the main goal of this crackdown is directed against the social activities of small community nets - thus clearing the space for commercial networking."  While terms and figures of the entire operation should still be clarified, on Sunday 15 Fidonet Italia operators will meet in Bologna to study any possible legal counter-action.   Lettera CPSR al Presidente Scalfaro. ===================================== Questo il testo inglese-italiano della lettera inviata via fax da Computer Professional for Social Responsibility (CPSR) al Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.  Per conoscenza, il documento e' stato spedito ad altre istituzioni ed oltre 20 testate giornalistiche italiane.  (chi non ama l'inglese puo' legger sotto la traduzione)  ======  Computer  Professional  for  Social Responsibility (CPSR) P.O. Box 717 Palo Alto, CA 94301 Usa  June 22, 1994   TO  THE  PRESIDENT  OF  THE  REPUBLIC  OF  ITALY  THE HONORABLE OSCAR LUIGI SCALFARO ROME   Mr.  President,  Computer  Professionals  for  Social  Responsibility is an American  public  interest  organization  concerned with responsible use of computers  in  society. We have members in 22 chapters nationwide, and have been  influential in the development of computer-related legislation in the United States. We  are  writing  to  you regarding the recent action taken in your country against computer Bulletin Board Systems accused of software piracy. Many of our  members are computer programmers who themselves write software, and we oppose  the  illegal  copying and distribution of any software that has not been  released  for  public  domain use. At the same time, we have a strong respect  for  the  role of Bulletin Board Systems in the global information infrastructure.  Their  use  of  appropriate  technology  to  build  online communities  and  to bring networking to a wide area is highly commendable. In  many  developing  countries,  the FidoNet network is the primary system allowing  communication  with  the Internet and other computer networks. As frequent  users  and  supporters  of  BBSs, we support their efforts in all countries. It  is  our  hope  that your law enforcement activities will not punish the entire  bulletin  board  community for the illegal actions of a few people. Large-scale  confiscation  of computer equipment is damaging to the Italian community these bulletin boards serve and breaks vital communications links that  reach beyond your country. As computer network communications replace the  post  and  telephone  systems of this century, we must afford them the status of vital public service and protect them accordingly. This  will  require  the  cooperation  of  the international community, and especially  that  part  of  the  world  that  is in the forefront of global networking. We  urge  you  to  restore  the  confiscated  equipment  and to ensure that FidoNet, PeaceLink and other BBS systems are soon able to rejoin the global communications network.  Sincerely yours,  Eric Roberts President, CPSR   cc: Corte Costituzionale,  Rome  Consiglio  Superiore  della Magistratura, Rome Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dip.  Informazione Editoria, Rome  ==================  Computer  Professional  for  Social Responsibility (CPSR) P.O. Box 717 Palo Alto, CA 94301 Usa   22 giugno 1994   AL  PRESIDENTE  DELLA  REPUBBLICA ITALIANA DOTT. PROF. OSCAR LUIGI SCALFARO ROMA Signor Presidente,  Computer  Professionals  for  Social  Responsibility  (CPSR)  e' un'organizzazione  nord-americana  di  interesse  pubblico dedicata all'uso responsabile  dei  computers nella societa'. Attualmente contiamo membri ed uffici  in  22  citta' del territorio nazionale, ed abbiamo svolto un ruolo significativo  nello  sviluppo  della legislazione informatica e telematica degli Stati Uniti. Scriviamo  in merito alle recenti azioni legali intraprese nel vostro Paese contro  diversi sistemi telematici (Bulletin Boards Systems) sotto l'accusa di pirateria in software. Molti dei nostri membri sono programmatori, autori essi stessi di software, e noi stessi siamo contrari  alla  riproduzione e distribuzione illegale di qualsiasi software che non sia stato inteso per uso  di  pubblico  dominio. Allo  stesso  tempo,  nutriamo  un  forte  rispetto per il ruolo che le BBS svolgono nella infrastruttura  dell'informazione  globale.   L'uso che tali sistemi fanno dell'appropriata tecnologia per  la  creazione  di  comunita' elettroniche  e'  altamente meritevole.  In molti paesi in via di sviluppo, le  reti  FidoNet  costituiscono  il   sistema  primario  che  permette  di comunicare con Internet ed altre reti telematiche.  In qualita'  di  utenti abituali  e sostenitori delle BBS, siamo solidali con le loro attivita' nel mondo. E'  nostra  speranza  che  le  recenti attivita' repressive non penalizzino l'intera  comunita'  delle  BBS  a causa delle attivita' illegali di pochi. Sequestri  in larga scala di computers e altri strumenti elettronici recano grave  danno  alle comunita' che usufruiscono di tali sistemi telematici ed interrompono  vitali  legami di comunicazione che vanno oltre i confini del vostro Paese. Nel  momento  in cui le comunicazioni tramite reti telematiche vanno sempre piu'  sostituendo  il  sistema  postale  e telefonico di questo secolo, noi abbiamo il dovere di riconoscere loro lo status di vitale servizio pubblico e  tutelarle  di  conseguenza.  Tutto questo richiede la cooperazione della comunita'  internazionale e particolarmente di quella parte di mondo che e' all'avanposto sul fronte delle reti comunicative globali. Questa  lettera  vuole quindi essere un'invito a restituire quanto prima le attrezzature  confiscate,  in  modo  da  assicurare il rapido ripristino di FidoNet, di PeaceLink e delle altre BBS come membri attivi nelle reti della comunicazione globale.  Cordialmente,  Eric Roberts, Presidente di CPSR  cc: Corte Costituzionale, Roma Consiglio Superiore della Magistratura, Roma Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dip. Informazione Editoria, Roma   INTERROGAZIONE PARLAMENTARE PER PUGLIESE ======================================== (a risposta scritta)  Senato, 14ø Resoconto sommario, 22 giugno 1994  ALO' (Rifondazione)  Al Ministro dell'interno.  Premesso:  -  che  in data 3 giugno 1994, in seguito ad un provvedimento della pretura circondariale  di  Taranto, la Guardia di finanza ha proceduto al sequestro della banca della rete telematica Peacelink;  -  che  il  provvedimento  di  sequestro era motivato dal sospetto che tale banca  dati  telematica  potesse  servire  per la duplicazione di programmi coperti da copyright;  - che il provvedimento di sequestro Š stato impreciso e generico, tanto che non  prevedeva  distinzione alcuna tra programmi commerciali e programmi di pubblico  dominio,  di  modo  che  i finanzieri hanno posto sotto sequestro tutto quanto avesse attinenza con materiale informatico;  -  che  Peacelink  costituisce il centro del sistema informativo telematico della rivista "I siciliani";  - che Peacelink Š nota a Taranto per la sua consolidata attivit… antimafia, di  supporto  fornito  ad  azioni  umanitarie (missioni di pace a Sarajevo, elisoccorso,  invio  di  aiuti)  verso le popolazioni della ex Jugoslavia e lavorava al progetto di "mondializzare" l'informazione sulla mafia mediante il network internazionale APC (Association for Progressive Communications);  -  che l'allarme per il sequestro di Peacelink Š diffuso in tutto il mondo, perch‚  intacca  i  diritti  civili  in  materia  di telematica e, nel caso italiano, diritti civili costituzionali;  -  che tale sequestro Š posto in rapporto ad analoghe pericolose iniziative ritenute oltremodo sospette nel momento in cui Š in preparazione l'ingresso nell'informazione  telematica  di  grandi  gruppi (Epoca-Berlusconi, Italia on-line-Olivetti),  si  chiede  di  sapere  se  il  Ministro in indirizzo non ritenga opportuno l'immediato  dissequestro  della  banca  dati telematica Peacelink e se non ritenga  di  dover  formulare  una precisa direttiva, anche d'intesa con il Ministero di grazia e giustizia, al fine di preservare, anche in futuro, il materiale  telematico  e  i  programmi di pubblico dominio da provvedimenti riguardanti  esclusivamente  programmi  commerciali  e  relativi  giri commerciali di natura criminale.     ---------------------------------------------------- FROM: Alessandro Marescotti TO  : Tutti SUBJ: campagna PeaceLink/diritti telematici su Avvenimenti DATE: 19 May 94  17:00:23  Sto  concordando  con Avvenimenti una campagna per i diritti telematici. Si prevede  un servizio di ben 6 pagine in un prossimo numero sulla telematica in  generale.  Nel  frattempo  e' uscito sul numero di oggi una mia lettera ("le mani sulla telematica") in cui per errore e' stato riportato il numero voce  di  Giovanni  Pugliese  (tel.099/4745147)  come  numero di modem. Sul prossimo numero dovrebbe uscire quanto segue: ==============================================================================  CLUBS DI PEACELINK PER I DIRITTI TELEMATICI ------------------------------------------- ** MOBILITAZIONE. In varie citta' si stanno costituendo "Clubs di PeaceLink" per la difesa dei diritti telematici dei cittadini. In tutt'Italia e' in corso una raccolta di firme a difesa dell'art.21 della Costituzione nell'ambito della nuova frontiera della comunicazione telematica. ** PERCHE'. Tale iniziativa si e' resa necessaria dopo la recente operazione nazionale di perquisizione a tappeto che ha portato alla chiusura - per motivi cautelativi - di decine di banche dati telematiche amatoriali. L'inchiesta mirava ad individuare i centri di vendita illegale di software. Nel mirino dell'indagine vi sono alcuni "pirati" dell'informatica che si sarebbero collegati a svariate banche dati telematiche. Il paradosso e' che state poste sotto sequestro cautelativo (per un tempo indeterminato) anche banche dati di reti telematiche che per statuto vietano la diffusione illegale del software. Cosi' - pur di colpire i "cattivi" - si e' sparato nel mucchio. Per arrestare una banda di ladri si e' mandato in tribunale un intero villaggio. ** PROPOSTA. Occorre una legge di tutela dei diritti dei "sysop" (gli operatori dei sistemi telematici) che operano nella legalita'. Altrimenti la telematica amatoriale ed indipendente morira' a tutto vantaggio dei grandi monopoli commerciali della telematica, gli unici ad avere risorse e mezzi per sopportare un tale clima di controllo poliziesco. Per colpire il "computer crime" (la criminalita' informatica) non si possono chiudere i mezzi di comunicazione: sarebbe come chiudere la SIP per evitare telefonate "pericolose". ** COLLEGAMENTI. Mediante la computer conference "AVVENIMENTI" (sulla rete telematica PeaceLink) si possono avere informazioni aggiornate in tempo reale sulla mobilitazione in difesa dei DIRITTI TELEMATICI DEL CITTADINO. Per collegamenti: numero modem 099/4746313. Per ricevere i moduli per la raccolta di firme e lo statuto per la costituzione di un CLUB DI PEACELINK scrivere a: PEACELINK, c.p.2009, 74100 Taranto (allegare francobolli per la risposta).  --- Mercurio 1.12 Eval.  * Origin: PEACELINK, c.p.2009, 74100 Taranto, Italy (61:391/1.5)     ** INTERROGAZIONE PARLAMENTARE FIDONET ** ---------------------------------------------------- ---------------------------------------------------- FROM: Vertigo TO  : Tutti SUBJ: INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DATE: 19 May 94  19:34:20  L'interrogazione parlamentare scritta dal sottoscritto e dalla Folletta nei giorni  scorsi  e'  stata  consegnata   da  Stefano  Pasquini  al  deputato Cicciomessere, il quale l'ha fatta presentare oggi con un paio di  aggiunte rispetto al testo originale.  Per  informazione  di  tutti  riporto  nuovamente  il testo: per coloro che l'avessero gia' letto  ho  evidenziato  con  dei  ">"  le parti aggiunte al nostro testo originale.  Ciao, --V--  _ _ _ O / _ _ C_U_T_ H_E_R_E_ _ _ _       O \                      INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA                        Al Ministro della Giustizia                        Al Ministro degli Interni                               premesso che:  - a seguito di un'indagine disposta dal P.M. dottor Gaetano Savoldelli Pedrocchi della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro (visti gli atti del procedimento n. 237/94 R.G.N.R. nei confronti di Paolorosso Paolo e Cardinali Rossano) sono state emesse decine di mandati di perquisizione nelle sedi ospitanti sistemi telematici (BBS), molti della quali appartenenti alla rete FidoNet, e decine di avvisi di garanzia ai responsabili delle BBS medesime.  - Le BBS (Bulletin Board System) sono sistemi telematici amatoriali ai quali chiunque puo' accedere liberamente e gratuitamente per prelevare ed inviare programmi, scrivere e ricevere posta elettronica, e scambiare messaggi in apposite conferenze sui piu' svariati argomenti. Diffuse in tutto il mondo, sono presenti in gran numero anche in Italia. Molte BBS sono legate fra loro in diverse reti (altrimenti dette network), nazionali ed internazionali, attraverso i quali le BBS stesse si scambiano la posta e le varie aree messaggi.  - Si ha notizia di piu' di trenta BBS italiane visitate dalla Guardia di Finanza in seguito al provvedimento del P.M. di Pesaro sopra citato, tutte appartenenti alla rete FidoNet, un network internazionale che conta piu' di trentamila BBS in tutto il mondo.  - FidoNet e' strutturata come un'associazione di fatto, con una gerarchia di responsabili ed un regolamento, oltre che tecnico, anche etico, che vieta espressamente a tutti i "Sysop" (System Operator, ovvero operatore del sistema) appartenenti a FidoNet di detenere software non originale e senza licenza, di farne commercio o anche solo di scambiarlo, anche per via telematica.  - L'opera di moralizzazione che FidoNet ha svolto negli anni, ancor prima che l'ordinamento giuridico italiano recepisse e regolamentasse con leggi apposite il copyright sul software, e' stata incessante. Ogni BBS che voglia entrare a far parte della rete internazionale FidoNet sottoscrive, nella persona del suo operatore, l'impegno a ripettare e far rispettare le leggi della Repubblica, in particolare quelle relative al divieto di copiare software commerciale protetto da copyright.  - Le BBS appartenenti a FidoNet svolgono, fra l'altro, opera di libera e moderna diffusione di idee e di informazioni, attraverso le centinaia di conferenze, nazionali ed internazionali, accessibili liberamente e gratuitamente a chiunque nelle quali persone anche lontanissime fra loro discutono degli argomenti piu' disparati, in italiano e in altre lingue attraverso messaggi scritti che la rete FidoNet provvede a trasmettere quotidianamente in Italia e nel mondo;  - Pur senza entrare nel merito dei reati ipotizzati e consapevoli della necessit… di reprimere i numerosi atti di pirateria informatica e telematica, bisogna rilevare che le iniziative generalizzate di criminalizzazione della rete Fidonet non contribuisce alla effettiva individuazione dei responsabili delle violazioni di legge;  - Per acquisire le eventuali prove relative ai reati connessi all'indagine si sta procedendo durante le perquisizioni (per presumibile mancanza di un numero sufficiente di periti informatici nelle unita' di polizia preposte alle perquisizioni stesse) in maniera sommaria, sigillando e/o rimuovendo indiscriminatamente macchine e strumenti di lavoro, con grave nocumento alla normale attivita', anche lavorativa, dell'indiziato;  - la conseguente indiscriminata chiusura delle BBS viola i diritti fondamentali della libera circolazione delle idee e dell'informazione;  > - si afferma il discutibile principio della responsabilit… oggettiva del > gestore di un sistema telematico rispetto allo scambio di messaggi > personali degli utenti pur essendo non solo impossibile controllare > l'attivit… di corrispondenza privata degli utenti ma anche illegale, > secondo la recente normativa sui "computer crimes" che ha introdotto il > reato di violazione della corrispondenza telematica (art. 616 C.P.);  - i periti informatici a disposizione delle unita' di Polizia Giudiziaria sono pochi e, sovente, in grado di controllare con cognizione solo alcuni tipi di apparecchiature (computer) e non altri, il che fa scattare il sequestro indiscriminato di tutte le apparecchiature trovate in possesso degli indiziati, anche di quelle non attinenti all'indagine in corso.                                 per sapere  > - se s'intende avviare un'idagine per verificare se l'indagine disposta > dalla procura di Pesaro non abbia leso i diritti fondamentali di libera > circolazione delle idee:  - se non si ritiene opportuno che gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria siano coadiuvati, durante le perquisizioni, da periti informatici si' da poter operare con cognizione evitando quindi sequestri indiscriminati che producono la chiusura delle BBS.  > - se non s'intende ribadire che la legislazione vigente non configura > una responsabilit… oggettiva del gestore di un sistema telematico in > relazione alle attivit… messe in atto dagli utenti del sistema stesso.  Elio Vito Emma Bonino Marco Taradash Lorenzo Strik Lievers Giuseppe Calderisi Paolo Vigevano     --- GoldEd 2.42g  * Origin: BBS2000 - Official DRCOMM support site (2:331/301)     ** INTERROGAZIONE PARLAMENTARE PEACELINK ** ---------------------------------------------------- FROM: Giovanni Pugliese TO  : Tutti SUBJ: Interrogazione DATE: 21 May 94  22:14:44  INTERROGAZIONE PARLAMENTARE AL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA  Premesso che:  - la Procura di Pesaro ha promosso un'indagine sulla vendita e diffusione illegale del software e sui crimini informatico-telematici; - tale indagine ha chiamato in causa anche banche dati di reti telematiche che per statuto vietano qualsiasi forma di "computer crime", portando ad ispezioni e sequestri cautelativi di hardware e software; - rispetto alla recente legislazione a tutela del software, si evince una carenza normativa e di direttive circa le metodiche di investigazione, per cui in presenza di tale lacuna le legittime finalita' delle norme rischiano di ricevere attuazione per mezzo di indiscriminate perquisizioni del domicilio;  si chiede:  se codesto Ministero - di concerto con il Ministero delle PP.TT. - ritenga utile costituire una commissione ministeriale composta da:      1. i rappresentanti del consorzio che tutela il copyright sul software;      2. i rappresentanti delle principali reti telematiche che in Italia si sono autoregolamentate contro l'illecita diffusione via modem del software stesso;      3. esperti giuridici;  nella quale si vadano ad individuare tecnicamente i criteri e le modalita' degli accertamenti connessi ad un'efficace attuazione delle norme a tutela del software al fine di contemperare le esigenze della giustizia da un lato e la tutela dei diritti degli operatori dei sistemi telematici (sysop) e dei loro utenti, contemplati nell'ambito dell'art.21 della Costituzione.  -------------------------------------------- FINE --------------------------------------------   ** LEGGI E DECRETI **                 DECRETO LEGISLATIVO 29 DICEMBRE 1992, Nø. 518                     ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 91/250/CEE                      RELATIVA ALLA  TUTELA GIURIDICA                       DEI PROGRAMMI PER ELABORATORE                          IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA     Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;  Visto l'art. 7 della legge 19 dicembre 1992, nø. 489, recante delega al Go-  verno per l'attuazione della direttiva 91/250/CEE  del Consiglio  del  14  maggio 1991, relativa alla tutela giuridica dei  programmi  per  elabora-  tore; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri , adottata  nella  riunione del 23 dicembre 1992;  Sulla proposta del Ministro per il  coordinamento delle politiche comuni-  tarie e per gli affari regionali, di concerto con i Ministri degli affari  esteri, di grazia e giustizia e del tesoro;                                 EMANA   il seguente decreto legislativo:                                  Art. 1   1. All' art. 1 della legge 22 aprile 1941, nø. 633, Š  aggiunto il  seguente     comma: "Sono altres  protetti  i programmi per  elaboratore come opere     letterarie ai sensi della Convenzione di Berna sulla protezione  del-     le opere  letterarie ed  artistiche ratificata  e resa  esecutiva con     legge 20 giugno 1978, n. 399".                                  Art. 2   Dopo il n. 7) dell' art. 2 della legge 22 aprile 1941, n. 633,  Š  aggiunto  il seguente numero:  "8) i programmi  per elaboratore, in qualsiasi forma espressi purch‚ ori-      ginali quale risultato di creazione intellettuale dell'autore. Resta-      no esclusi dalla  tutela accordata dalla  presente  legge le idee e i      principi che stanno alla base di qualsiasi elemento di un  programma,      compresi quelli alla base delle  sue interfacce. Il termine programma      comprende  anche il  materiale preparatorio  per la progettazione del      programma stesso".                                  Art. 3   1. Dopo l'art. 12 della legge 22 aprile 1941, n. 633,  Š  inserito il se-     guente.     "Art. 12-bis:     Salvo patto contrario, qualora un programma per elaboratore sia creato     dal  lavoratore  dipendente nell'esecuzioni  delle sue  mansioni o  su     istruzioni impartite  dal suo datore  di lavoro, questi Š titolare dei     diritti esclusivi di utilizzazione economica del programma creato".                                  Art. 4   1. Dopo l'art. 27 della legge 22 aprile 1941, n. 633,  Š  inserito il se-     guente:     "Art. 27-bis:     La durata  dei diritti, di utilizzazione  economica del  programma per     elaboratore prevista dalle disposizioni della presente Sezione si com-     puta, nei rispettivi  casi, a decorrere dal  1ø gennaio dell'anno suc-     cessivo a quello in cui si verifica l'evento considerato dalla norma".                                  Art. 5   1. Dopo la sezione V del capo IV del titolo I della legge 22 aprile 1941,     nø. 633, Š aggiunta la seguente sezione:     "Sezione VI - PROGRAMMI PER ELABORATORI     Art. 64-bis:     1. Fatte  salve  le  disposizioni  dei  successivi  articoli  64-ter e        64-quater, i diritti esclusivi conferiti dalla  presente legge  sui        programmi per  elaboratore comprendono  il diritto di  effettuare o        autorizzare:     a) la  riproduzione, permanente  o temporanea, totale  o parziale  del        programma per elaboratore con qualsiasi mezzo o in qualsiasi forma.        Nella misura  in cui operazioni  quali il caricamento, la visualiz-        zazione, l'esecuzione, la  trasmissione  o  la  memorizzazione  del        programma per elaboratore  richiedano una  riproduzione, anche tali        operazioni sono soggette all'autorizzazione del titolare dei dirit-        ti;     b) la traduzione, l'adattamento, la trasformazione e ogni  altra modi-        ficazione del programma  per elaboratore,  nonch‚  la  riproduzione        dell'opera che ne risulti, senza pregiudizio dei diritti di chi mo-        difica il programma;     c) qualsiasi forma di distribuzioni al pubblico, compresa la locazione        del programma  per elaboratore originale o di copie  dello  stesso.        La prima vendita di una copia del programma nella  Comunit…  Econo-        mica Europea  da parte del  titolare dei diritti, o con il suo con-        senso,  esaurisce  il diritto di  distribuzione di detta copia allo        interno della Comunit…, ad eccezione  del diritto di controllare lo        ulteriore locazione del programma o di una copia dello stesso.      Art. 64-ter:     1. Salvo patto contrario, non sono soggette all'autorizzazione del ti-        tolare dei diritti  le attivit… indicate  nell'art. 64-bis, lettere        a) e b), allorch‚ tali attivit… sono  necessarie per l'uso del pro-        gramma per elaboratore conformemente alla sua destinazione da parte        del legittimo acquirente, inclusa la correzione degli errori.     2. Non pu• essere impedito per contratto, a chi ha il diritto di usare        una copia del programma per elaboratore  di effettuare una copia di        riserva del programma, qualora tale copia sia necessaria per l'uso.     3. Chi ha il diritto di usare  una copia del programma per elaboratore        pu•, senza l'autorizzazione  del titolare  dei  diritti, osservare,        studiare o sottoporre  a prova il funzionamento del programma, allo        scopo di  determinare le idee  ed i principi  su cui Š  basato ogni        elemento del programma stesso, qualora egli compia tali atti duran-        te operazioni di caricamento, visualizzazione, esecuzione, trasmis-        sione o memorizzazione del programma che egli ha il diritto di ese-        guire. Gli accordi contrattuali conclusi in violazione del presente        comma sono nulli.      Art. 64-quater:     1. L'autorizzazione del titolare dei diritti  non  Š richiesta qualora        la riproduzione del codice del programma di elaboratore e la tradu-        zione della  sua forma  ai sensi dell' art. 64-bis, lettere  a) e b),        compiute al fine di modificare la forma del codice, siano indispen-        sabili per ottenere le informazioni necessarie per conseguire l'in-        teroperabilit…, con altri programmi, di un programma per elaborato-        re creato autonomamente purch‚ siano soddisfatte le seguenti condi-        zioni:     a) le predette  attivit… siano  eseguite dal licenziatario  o da altri        che abbia il diritto di usare una  copia del programma  oppure, per        loro conto, da chi Š autorizzato a tal fine;     b) le informazioni  necessarie per  conseguire l'interoperabilit…  non        siano gi… facilmente e rapidamente accessibili ai soggetti indicati        alla lettera a);     c) le predette attivit… siano limitate alle parti del programma origi-        nale per conseguire l'interoperabili….     2. Le disposizioni  di cui al comma 1 che le  informazioni ottenute in        virt— della loro applicazione:     a) siano utilizzate a  fini diversi dal conseguimento dell'interopera-        bilit… del programma creato autonomamente;     b) siano comunicate  a terzi, fatta salva la  necessit… di  consentire        l'interoperabilit… del programma creato autonomamente;     c) siano utilizzate per lo sviluppo la produzione o la commercializza-        zione di un programma per  elaboratore sostanzialmente simile nella        sua forma espressiva, o per ogni altra attivit… che violi il dirit-        to di autore.     3. Gli accordi contrattuali conclusi in violazione dei commi 1 e 2 so-        no nulli.     4. Conformemente alla  convenzione di Berna  sulla tutela  delle opere        letterarie ed  artistiche rattificata e resa esecutiva con legge 20        giugno 1978, n. 399, le disposizioni del presente articolo non pos-        sono essere interpretate in modo da consentire che la loro applica-        zione arrechi  indebitamente pregiudizio  agli interessi  legittimi        del titolare dei diritti o sia in conflitto con il normale sfrutta-        mento del programma".                                  Art. 6   1. All'art. 103 della  legge 22 aprile 1941, nø. 633, sono  state apportate     le seguenti integrazioni:  a) dopo il terzo comma Š aggiunto il seguente:     "Alla Societ… italiana degli  autori ed editori Š affidata altresi, la     tenuta di un registro pubblico speciale per i programmi per elaborato-     re. In tale registro viene registrato il  nome del titolare dei dirit-     ti esclusivi di utilizzazione economica e la data di pubblicazione del     programma, intendosi per  pubblicazione il primo atto di esercizio dei     diritti esclusivi".  b) Dopo il quinto comma Š aggiunto il seguente:     "I registri di cui al presente articolo  possono essere tenuti utiliz-     zando i mezzi e strumenti informatici".                                  Art. 7   1. Dopo il secondo comma  dell' art. 105 della legge 22 aprile 1941, nø. 633,     Š inserito il seguente:     "Per  i programmi  per elaboratore  la registrazione  Š facoltativa ed      onerosa".                                  Art. 8   1. All' art. 161 della  legge  22 aprile 1941, nø. 633, Š aggiunto, in  fine,     il seguente comma:     "Le disposizioni di  questa Sezione si  applicano anche a chi mette in     circolazione in qualsiasi  modo, o detiene per scopi commerciali copie     non  autorizzate di  programmi  e qualsiasi mezzo  inteso unicamente a     consentire o facilitare  la rimozione  arbitraria o l'esclusione  fun-     zionale dei  dispositivi applicati a  protezione  di un  programma per     elaboratore".                                  Art. 9   1. Al primo  comma  dell' art. 171 della  legge 22 aprile 1941, nø. 633, sono     premesse le seguenti  parole: "Salvo quanto previsto dall  art. 171-bis".                                  Art. 10   1. Dopo l' art. 171 della  legge 22 aprile 1941, nø. 633, Š  inserito  il se-     guente:     "Art. 171-bis     1. Chiunque abusivamente duplica a fini di lucro  programmi per elabo-        ratore, o, ai medesimi fini e sapendo o avendo motivo di sapere che        si tratta  di copie  non  autorizzate, importa, distribuisce, vende        detiene a scopo commerciale, o concede in locazione i medesimi pro-        grammi, Š soggetto alla pena della RECLUSIONE da TRE MESI a TRE AN-        NI e della MULTA da œ. 500.000 a œ. 6.000.000.        Si applica la stessa pena  se il fatto concerne qualsiasi mezzo in-        teso unicamente a consentire  o facilitare  la rimozione arbitraria        o l'elusione funzionale  dei dispositivi  applicati a protezione di        un programma per elaboratore. La pena  non Š inferiore nel minimo a        SEI MESI di  RECLUSIONE e  la MULTA a œ. 1.000.000 se il fatto Š di        rilevante gravit…  ovvero se  il programma oggetto dell'abusiva du-        plicazione,  importazione,  distribuzione,  vendita,  detenzione  a        scopo commerciale o  locazione sia stato precedentemente distribui-        to, venduto, o  concesso in  locazione su  supporti  contrassegnati        dalla Societ… italiana degli autori  ed editori ai sensi della pre-        sente  legge e del  relativo  regolamento  di esecuzione  approvato        con regio decreto 18 maggio 1942, n. 1369.     2. La condanna per i reati  previsti al comma 1 comporta, la pubblica-        zione della  sentenza in  uno o pi—  quotidiani e  in uno o pi— pe-        riodici specializzati".                                  Art. 11   1. Dopo l' art. 199  della  legge 22 aprile 1941, nø. 633, Š inserito  il se-     guente:     "Art. 199-bis     1. Le disposizioni  della presente  legge si  applicano  anche ai pro-        grammi  creati prima della  sua entrata in vigore, fatti  salvi gli        eventuali atti conclusi e i diritti acquisiti  anteriormente a tale        data".                                  Art. 12   1. Con decreto  del  Presidente del  Consiglio dei Ministri  da emanarsi,     sentita  la Societ…  italiana  degli autori ed editori, entro sei mesi     dall'entrata  in vigore  della presente  legge saranno determinate  le     caratteristiche del registro, le modalit…  di registrazione di cui gli     articoli 6 e 7 e le relative tariffe.     Il presente  decreto, munito  di sigillo  dello  Stato, sar…  inserito     nella Raccolta ufficiale  degli atti  normativi della  Repubblica ita-     liana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo os-     servare.       Dato a Roma, add  29 dicembre 1992    SCALFARO   AMATO, Presidente del Consiglio dei Ministri   COSTA, Ministro per il  coordinamento delle politiche  comunitarie e per          gli affari regionali.   COLOMBO, Ministro degli affari esteri   MARTELLI, Ministro di grazia e giustizia   BARUCCI, Ministro del tesoro   Visto, il Guardasigilli MARTELLI    ** CONSIGLI UTILI **  ---------------------------------------------------- FROM: Folletto Bbs TO  : *tutti* SUBJ: consigli -1 di 2- DATE: 18 May 94  13:12:28  Ancora  questa  mattina,  dopo  che  e'  circolata  la  voce  (sulla  cui attendibilita' non abbiamo elementi, e dunque per questo abbiamo evitato di spargerla  qui ieri) che sarebbero stati firmati dal PM di Pesaro altri 130 provvedimenti  del  tipo  di  quelli  che  hanno gia' colpito molti di noi, ancora  questa  mattina  dicevo  ho  ricevuto  telefonate  di  sysop che mi chiedevano  "che  fare",  e  di  dare  consigli  pubblici in proposito. Ok, dunque:  -  contattate  *preventivamente*  (ora,  se  non  lo  avete  gia' fatto) un avvocato  che  risieda nella vostra citta', avvertendolo della possibilita' che la Guardia di Finanza vi faccia visita.  Spiegategli  quali  sono  i  termini della questione, cosa e' gia' accaduto agli  altri,  e  chiedetegli  di  tenersi  pronto  ad assistervi durante la perquisizione,  qualora  essa  avvenga.  Fate  in modo da porterlo reperire ovunque  a  qualunque ora (dall'alba alle 21 di sera comprese, come minimo) e,  in  caso  di  prevedibile  sua impossibilita', di poter reperire un suo sostituto gia' messo opportunamente al corrente della cosa;  -  se  il nucleo investigativo della GdF verra' da voi, la prassi e' che vi consentiranno  di  prendere  contatto  *solo*  con  il  vostro  avvocato: chiamatelo  subito.  Se avete fatto quanto scritto sopra, sara' preparato e sapra' comunque, in quanto legale, come comportarsi;  -  chiedete  agli  agenti  di  cominciare  a  perquisire  in  presenza dell'avvocato.  -  se  non avete avvocati che vi assistono, chiedete che venga verbalizzato tutto  quello  che  sequestrano  o  sigillano,  e  tenete copia del verbale firmato da chi di dovere. Quindi procuratevi comunque subito un legale;  -  se  *il  vostro  legale*  ritiene  opportuno  contattare  Daniele Coliva (bolognese,  moderatore dell'area FidoNet Diritto.Ita, avvocato che assiste il  sysop Paolo Sinigaglia in questo frangente), rivolgetevi a Vertigo od a me  per  avere  il  suo  numero  di  telefono, che per ovvi motivi non sono autorizzata a rendere pubblico qui o altrove.  Il  grosso  degli avvocati non sa nulla di bbs, di telematica etc., Daniele Coliva potrebbe aiutarli, intendendosi oltre che di materia legale anche di questo.  Daniele Coliva inoltre, come ho gia' scritto ieri, e' disponibile, vista anche la sua vicinanza a Pesaro, a fare da unita' di raccordo con gli altri  legali  che  lo  desiderassero.  Ho fornito a Daniele il telefono di un'altra persona (geograficamente lontana, pero') che ha gia' fatto perizie informatiche per la GdF, nel caso possa tornare utile.  PREVENZIONE  Chi non e' ancora stato colpito, ma potrebbe esserlo, sarebbe bene che, per quanto possibile:  -  avesse, presso il domicilio della linea telefonica su cui viaggia la sua bbs  o  il  suo  point,  meno  software  possibile e tutto rigorosamente in regola.  Sia  sugli  hard disk che sui vari supporti (dischi, streamer, Cd, etc.).  Mi  spiego:  tanti  di  noi  hanno  decine,  a volte centinaia di dischetti legittimi  magari  vecchissimi,  che  non usiamo mai, e che accumuliamo per disordine, noncuranza, pigrizia, etc.  Sbolognateli,  buttateli, perche' meno roba trovano da dover controllare (e *devono*  controllarla  tutta,  non  si  possono certo fidare di etichette, scritte a mano et similia, e neppure di manuali la corrispondenza dei quali al software che mostrate deve essere accertata), ripeto meno roba trovano e piu'  e'  sperabile  sia  loro  piu'  facile  controllare  tutto sul posto, accertare che e' tutto ok, e che non vi sequestrino o sigillino nulla.  Idem  gli hard disk: teneteci sopra il legittimo minimo indispensabile, per facilitare il controllo sul posto.  Sappiate  che  hanno  controllato  (ed  anche  questo e' logico) anche i Cd musicali  (cosa  ne sanno infatti che non siano Cd Rom camuffati?). Quindi, se  avete  Cd  musicali,  fate  in  modo di essere subito in grado di farli ascoltare,  perche' si rendano conto che sono quello che appaiono. Idem per le cassette video. Idem (mi dicono) per le cassette audio musicali.  I  sysop  che  d'abitudine non mettono direttamente in linea i file mandati dagli  utenti,  ma  li postano automaticamente in qualche loro directory in attesa  di  controllarli  poi, controllino tutto quello che hanno adesso in quella directory o, nel caso non ne abbiano il tempo, si liberino di tutto. Se  qualcuno  vi  ha  mandato,  a  vostra  insaputa, qualcosa di coperto da copyright  e  ve  lo  trovano,  campa  cavallo fino a quando avrete modo di spiegare loro come funziona il meccanismo.  Viste  le  pesti  in  cui  siamo,  consiglio  di  sospendere  fino  a tempo indeterminato gli upload.  Evitate  che  trovino,  nei  locali  in  cui  potrebbe avvenire l'indagine, apparecchiature  "sconosciute"  anche se legittime, se non volete rischiare che  ve  le  sequestrino  riservandosi di controllare di cosa si tratta. Vi ricordo  che  a  qualcuno hanno sequestrato un kit elettronico della Scuola Radio Elettra perche' non si capiva al volo cosa diavolo fosse.  Sappiate  che  questo  discorso  vale  sia  per  il  domicilio  della linea telefonica  indagata, *sia per tutti i luoghi ai quali l'indagato ha libero accesso*.  A qualcuno hanno perquisito: la casa, la casa della madre di cui han trovato le chiavi, la casa di campagna, l'ufficio di una societa' della quale l'indagato deteneva una piccola quota...  Possono  farlo:  hanno *un mandato molto ampio*, che consente loro, in caso non  trovino nessuno ed in caso lo ritengano necessario, anche di abbattere porte, e di rimuovere "ostacoli" generici (muri compresi).  Tutelatevi di conseguenza.  Un'ultima  cosa: da quel che si sa, gli esperti informatici a vario livello (chi  piu',  chi  meno,  chi  molto  meno) al seguito dei nuclei indaganti, conoscono i sistemi MsDos ma non sanno nulla di nulla di Amiga. Normalmente quindi,  se  trovano  un  Amiga e del software per Amiga, fanno scattare il sequestro.  I  possessori  di  Amiga  sono  avvertiti,  si  regolino  di conseguenza.  Non mi viene in mente altro, per ora. Spero di esservi stata utile.  Ciao.                           Folly  ---   * Origin: The FAR SIDE (2:331/303)      Ciao Felix 

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