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    I sottomarini nucleari di passaggio in Italia

    Francesco Iannuzzelli24 ottobre 2000 - Francesco Iannuzzelli

    Riportiamo qui sotto l'elenco dei passaggi di sottomarini nucleari nei porti e nei mari italiani nel corso degli ultimi anni.

    Si tratta di dati parziali, reperiti su internet da siti ufficiali della marina militare statunitense (per ogni "visita" e' indicato il link della fonte); sicuramente i passaggi dei sottomarini nucleari sono molti di piu' di quelli resi noti ufficialmente.

    Da quando, nell'agosto 1959, lo Skipjack fu il primo sottomarino nucleare a passare lo stretto di Gibilterra ed entrare nel Mediterraneo, ne sono passati molti altri, spesso transitando nei porti e nei mari italiani.

    Infatti la flotta atlantica americana pattuglia costantemente il Mediterraneo (con turni di sei mesi) ed ogni missione comprende almeno due sottomarini nucleari e una portaerei anch'essa a propulsione nucleare. Vi sono poi i sottomarini inglesi e francesi, dei quali pero' non abbiamo dati.

    Nonostante non venga sempre documentato il transito in porti italiani e' comunque prevedibile che cio' succeda soprattutto per la loro posizione; ad ogni modo rileggendo i bollettini della marina militare e i racconti degli stessi marinai siamo riusciti a ricostruire parecchi di questi approdi.

    Il mare piu' affollato e' sicuramente l'Adriatico, soprattutto per quanto successo negli ultimi anni nella ex-Jugoslavia.
    Ogni anno poi si svolgono numerose esercitazioni che vedono impegnate la flotta americana e quelle dei paesi europei, Italia compresa. La maggior parte di queste esercitazioni si svolgono vicino alle isole (Sicilia per le basi di Sigonella e Augusta, Sardegna per La Maddalena e altre basi), ma a volte anche nello Jonio.

    I porti piu' visitati sono Napoli e La Maddalena.
    Per La Maddalena si tratta spesso di soste dovute a riparazioni o rifornimento; ricordiamo infatti che nella base della Maddalena sono stanziate alcuni navi di appoggio (la Simon Lake e dall'anno scorso anche le Emory Land) in grado di effettuare qualsiasi manutenzione dei sottomarini, comprese le eventuali riparazioni dei reattori nucleari.

    Per Napoli invece si tratta spesso di soste per far riposare l'equipaggio e concedere qualche giorno di svago.
    Altri porti dove sono transitati i sottomarini nucleari statunitensi sono La Spezia, Taranto e Augusta.
    Non risulta traccia di soste di sottomarini nucleari in altri porti italiani.
    L'elenco verra' costantemente aggiornato man mano che reperiamo altri dati.

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