Disarmo

RSS logo

Mailing-list Disarmo

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • Conto Corrente Bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

Lista Disarmo

...

    Anche i sottomarini USA a rischio?

    Francesco Iannuzzelli7 novembre 2000 - Francesco Iannuzzelli

    Anche i sottomarini statunitensi potrebbero avere i medesimi difetti che sono stati recentemente scoperti in quelli inglesi e che hanno provocato il grave incidente al Tireless del maggio scorso. E la gravita' dell'incidente al Tireless probabilmente e' ancora tutta da scoprire.

    John P. Shannon e' un fisico e ingegnere nucleare che ha lavorato per 30 anni per la marina militare statunitense come responsabile della sicurezza nucleare. Vi traduco un suo messaggio (che potete trovare in inglese a questo indirizzo http://www.egroups.com/message/NucNews/1854) nel quale illustra gli enormi rischi dei sottomarini nucleari e spiega perche' lo stesso tipo di incidente che e' capitato al Tireless potrebbe succedere anche sui sottomarini statunitensi (dei quali ce ne sono in giro 57...).

    -----------------------------------------

    Sembra che per qualche strano motivo alcuni disastri a sottomarini nucleari ottengono un sacco di pubblicita', mentre altri neanche un po'. Il sottomarino russo Kursk e' affondato nel mare di Berents lo scorso 12 agosto ed ha avuto una risonanza sulla stampa come mai in precedenza.
    Un sottomarino inglese, l'HMS Tireless, ha subito una probabile fusione del nocciolo il 19 maggio e da allora giace immobile a Gibilterra nella costa meridionale della Spagna. Non una parola e' stata detta dalla stampa statunitense su questo allarmante incidente.

    L'HMS Tireless e' stato rimorchiato fino a Gibilterra dopo aver sofferto di una perdita non isolabile nel suo sistema di raffreddamento primario. Questo tipo di incidente nucleare viene definito come LOCA (Loss-Of-Coolant-Accident = incidente di perdita di liquido refrigerante) ed e' potenzialmente disastroso perche' la scopertura del nocciolo puo' provocarne la fusione con un conseguente rilascio di enormi quantita' di radioattivita'.

    Su mandato della Nuclear Regulatory Commission, tutti i reattori nucleari commerciali statunitensi impiegano dei sistemi di raffreddamento del nocciolo di emergenza (detti ECCS) per proteggersi dal LOCA. Ma per mancanza di spazio a bordo dei sottomarini, ne' i sottomarini USA ne' quelli di altri stati esteri sono equipaggiati con questo vitale sistema di sicurezza; cosi' pure non lo sono i due prototipi di sottomarini nucleari presso Kesselring.

    Dopo altre indagini, una crepa, descritta anche come una spaccatura, e' stata trovata in una giunzione critica delle tubature nel sistema di raffreddamento ad acqua pressurizzata del reattore, in corrispondenza di un difetto di saldatura. Nel discutere sulla esatta locazione della crepa, la Marina inglese parlava di "problema dei pantaloni", facendo riferimento ai ristretti condotti di accesso alle tubature crepate (fate caso all'uso del plurale). E' stato anche stabilito che la perdita iniziale era un sintomo di quanto poi si e' rivelato essere un problema molto piu' devastante, cioe' un potenziale catastrofico errore di progettazione. Una fonte ha detto che le crepe (notare ancora l'uso del plurale) non potevano essere in una posizione peggiore. Letteralmente, cio' puo' significare che le crepe si trovano al di sotto del livello del nocciolo. Niente puo' essere peggio che delle crepe nelle tubature al di sotto del nocciolo che non possono essere isolate in quanto l'impianto e' privo di ECCS.

    Sebbene le suddette scarne informazioni sulle crepe siano state diffuse, i dettagli sulla condizione del nocciolo nucleare sono sotto il piu' stretto riserbo. Una fonte ha detto che a causa del danno il reattore e' stato li' li' per "grippare". La terminologia usata ("grippare") puo' riferirsi al fatto che il danno al reattore e' stato tale da impedire l'inserimento delle barre di controllo necessarie per spegnerlo. E' stato anche detto che il reattore e' stato vicino "all'estremo punto di rottura", in altre parole la fusione del nocciolo. Di conseguenza, il Ministero della Difesa britannico ha dichiarato di non poter spiegare ulteriormente il difetto del Tireless "senza prima consultare gli Americani", in quanto il reattore si basa su un progetto americano.

    Apparentemente non solo il reattore e' quasi "grippato" o e' stato vicino alla fusione, ma in realta' e' stato seriamente danneggiato. Il reattore non puo' essere fermato prima che il sottomarino emerga, e questo richiede del tempo. Poi ci sono delle procedure d'emergenza per la localizzazione di una perdita nel circuito primario di raffreddamento, e questo richiede altro tempo. E' molto probabile che il tempo necessario ad emergere e ad eseguire le varie procedure e' stato cosi' lungo da provocare la scopertura di una parte del nocciolo mentre il reattore era ancora in funzione. Cio' avrebbe provocato la fusione di alcuni elementi di combustibile e la distorsione di alcune barre di controllo impedendone l'inserimento e lasciando cosi' il reattore nella precaria posizione di essere spento ancora caldo ma di non poter essere mantenuto spento se raffreddato. Oppure, in uno scenario alternativo, il comandante del Tireless potrebbe aver commesso il terribile errore di voler raggiungere il porto con la propulsione nucleare nonostante la perdita in corso. In ambedue i casi il reattore si sarebbe danneggiato e siccome i sottomarini non hanno ECCS, e la perdita continua, il Tireless deve essere mantenuto nel porto per fornirgli l'acqua necessaria a contrastare la perdita. Per tale ragione il Tireless difettoso e' rimasto per 5 mesi a Gibilterra e la Gran Bretagna ha escluso l'ipotesi di rimorchiarlo indietro.

    L'HMS Tireless si trova ora al centro di una ampia discussione sulla sicurezza che coinvolge i primi ministri inglesi e spagnoli. La Spagna ha mandato una protesta sul fatto che il Tireless e' stato tenuto per 5 mesi a Gibilterra, accusando gli inglesi di sottovalutare il danno. Inizialmente, il ministro della difesa inglese aveva rassicurato gli spagnoli che si trattava di un "difetto minore". In seguito l'intera flotta di 12 sottomarini e' stata richiamata per controlli e almeno 3 di loro non torneranno mai in servizio per la loro eta' e perche' le crepe si trovano in posizioni di difficile riparazione. La Marina inglese si trova ora senza la sua flotta per almeno i prossimi 5 mesi e probabilmente alcuni sottomarini americani verranno distaccati per proteggere i Trident inglesi. Gli ingegneri navali inglesi hanno dichiarato di essere sorpresi per l'entita' del problema rilevato sul Tireless. Il consigliere piu' importante sulla sicurezza della Marina inglese e' volato in Spagna e ora gli abitanti di Gibilterra si trovano di fronte all'ipotesi di un Tireless immobile per un anno.

    Ma ci sono altri aspetti preoccupanti. Lo stesso ministero della difesa inglese ha dichiarato che i reattori si basano su un progetto americano. E' parecchio probabile che anche il sistema di raffreddamento primario, del quale ora si e' scoperto il catastrofico errore di progettazione, sia basato sul medesimo progetto. In questo caso, anche tutti i sottomarini della serie Seawolf sono vittime potenziali del medesimo LOCA e conseguente danno del reattore capitato al Tireless. La marina militare USA sta compiendo dei controlli di sicurezza sui suoi 57 sottomarini di attacco? Se lo sta facendo, sicuramente non lo ammette in pubblico o ai media: la copertura e' sempre stato il gioco preferito dalla Marina USA. In ogni caso l'HMS Tireless fornisce un chiaro esempio per impedire che i due prototipi di sottomarini a Kesselring, vicino Saratoga Springs, eseguano le loro operazioni in una zona popolata essendo privi dei due sistemi di sicurezza, l'ECCS e il sistema di contenimento del reattore. Anche se il progetto non fosse esattamente lo stesso del Tireless, questo disastro evidenzia perche' questi due pericolosi prototipi debbano essere disabilitati.

    John P. Shannon
    Nuclear Physicist/Nuclear Engineer
    Former Manager of Health and Safety
    at the Nuclear Navy's
    Knolls Atomic Power Laboratory

    --------------------------------------------------------------

    Chiudo con qualche commento.
    A parte non concordare col prof. Shannon sull'eccessiva risonanza al Kursk (occorre ricordare che 119 persone sono morte), sicuramente sull'incidente al Tireless e' calata una sospetta cortina di silenzio. E con ogni probabilita' l'incidente e' proprio nei termini descritti da Shannon, perche' solo cosi' si puo' motivare l'inspiegabile scelta di lasciare il sottomarino a Gibilterra per tutti questi mesi, affrontando anche una crisi diplomatica con la Spagna. In pratica non sanno come muoverlo di li'.

    La sicurezza dei sottomarini nucleari e' una chimera e l'assenza dei sistemi di sicurezza, altrove ritenuti fondamentali, ne' e' una palese dimostrazione.

    Shannon se la prende con i due prototipi che utilizzano reattori simili al Tireless e che risiedono presso una base atipica, quella di Kesselring, che si trova vicino a una zona densamente popolata. Occorre ricordare che i porti militari USA sono intenzionalmente scelti in zone poco popolate e in ogni caso hanno attivita' solamente militare. La medesima linea e' stata seguita dalla Russia che fra l'altro usufruiva di territori decisamente isolati.

    Questa scelta potrebbe apparentemente sembrare motivata dall'intenzione di proteggere la popolazione mantenendola lontana. In realta' cio' e' un'illusione, in quanto le caratteristiche dell'inquinamento radioattivo lo rendono ben poco controllabile, ne' localmente ne' temporalmente. Credo quindi che sia piu' che lecito ipotizzare che queste scelte siano frutto della volonta' di nascondere il piu' possibile le conseguenze di eventuali incidenti.

    Curiosamente gli USA non sembrano seguire lo stesso criterio quando devono utilizzare i porti di paesi stranieri; in questo caso vanno bene tutti, anche quelli parzialmente civili e vicini a zone popolate, come i 12 porti italiani.

    PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.6 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Posta elettronica certificata (PEC)