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    Comunicato stampa di PeaceLink

    Ecco le crepe del Tireless che poteva giungere a Taranto

    Dopo aver negato l'attracco in Italia al sottomarino Tireless che perdeva radioattivita', chiediamo al governo e ai parlamentari che vengano tenuti lontani dall'Italia il sottomarino nucleare inglese Triumph e altri sottomarini nucleari simili soggetti a crepe nel reattore; non vogliamo crepare per una crepa.
    11 novembre 2000 - Alessandro Marescotti

    La pacifica lotta contro il rischio nucleare e' servita concretamente a qualcosa?

    Vi sono almeno due risultati tangibili:

    - il primo e' stato quello di ottenere il piano di emergenza nucleare a Taranto, ed e' cosa nota;

    - il secondo (ed e' l'oggetto di questo comunicato) che fino ad ora non si conosceva, e' stato quello di risparmiarci l'attracco di un sottomarino nucleare in grave avaria: il britannico Tireless

    Dopo l'incidente (accaduto al largo della Sicilia il 12 maggio) il Tireless ha chiesto di dirigersi verso un porto italiano, ma gli e' stato negato il permesso. Questo e' quanto si puo' leggere sul sito Internet http://www.btinternet.com/~warship/Today/tboat.htm

    Per dare un'idea di cio' che e' successo nel "cuore radioattivo" del sottomarino Tireless, inviamo come allegati di posta elettronica le immagini dei punti dove si sono verificate le crepe nel sistema di propulsione nucleare
    Esse sono tratte dal sito del Scottish CND

    Fonte: Scottish CND http://ds.dial.pipex.com/cndscot/ Fonte: Scottish CND http://ds.dial.pipex.com/cndscot/

    Sul The Guardian del 28/10 si evidenzia la gravita' dell'incidente e il fatto che non si sia andati molto lontani dall'innescare cio' che piu' si teme in un reattore nucleare, ovvero la fusione del nocciolo: una Chernobyl in mare.

    Tutto cio' e' stato mantenuto segreto e solo la disgrazia del sottomarino russo Kursk ha consentito che il mostro radioattivo ormeggiato oggi a Gibilterra facesse breccia in qualche notiziario.

    Ricordiamo che in quel periodo era in piano svolgimento a Taranto la mobilitazione pacifista contro il rischio nucleare, con lettera al prefetto per conoscere i piani di emergenza. Contemporaneamente l'on. Vittorio Angelici aveva poche settimane prima ricevuto dal governo una risposta di rassicurazione all'interrogazione in cui il parlamentare di Taranto diceva: "Occorrono risposte esaurienti sull'effettiva rilevanza del rischio nucleare, sull'eventuale esistenza di piani d'emergenza, su ipotesi di attracco di sottomarini e navi nucleari nella base navale jonica". Altri parlamentari avevano seguito questa strada sollecitando il governo a dare garanzie. Intanto in un convegno prendeva corpo l'idea del circolo "Che Guevara" di avviare una raccolta di firme contro il rischio nucleare da inviare al sindaco.

    Questo impegno per la pace e la difesa dell'ambiente - frutto di un'azione pluralistica e collettiva - ha dato i suoi frutti: ci siamo risparmiati gli sbuffi radioattivi del Tireless.

    La lotta pacifica e nonviolenta e' servita molto di piu' la rassegnata passivita' o dell'invito di alcuni politici di parlare in silenzio del problema per non rovinare il "turismo". Ma chiediamoci con un po' di buon senso: se il Tireless in avaria fosse attraccato a Taranto chi avrebbe piu' fatto il bagno serenamente? E quale turismo avremmo sperato di attirare con un mostro marino pieno di radioattivita' e di crepe?

    A nostro avviso e' stato il clamore suscitato a La Spezia e a Taranto attorno al rischio nucleare (ben prima dell'affondamento del sottomarino Kursk) che ha spinto le autorita' italiane a negare ospitalita' ad un mostro radioattivo malato come il Tireless, che e' dovuto trasferirsi dalle acque della Sicilia fino alla base inglese di Gibilterra, dove ora sosta attraccato. Un viaggio molto lungo. Ora a Gibilterra il Tireless sta provocando forti preoccupazioni e un coro crescente di proteste dei cittadini e delle autorita' spagnole a cui viene negata la possibilita' di compiere adeguati controlli.

    Dopo il segreto iniziale che ha accompagnato il Tireless nel suo viaggio dal luogo dell'avaria (al largo della Sicilia) fino alla base di Gibilterra e la sua successiva permanenza, si e' venuti a sapere che: - il sottomarino aveva rilasciato dell'acqua dal circuito di raffreddamento (e quindi radioattiva) in mare aperto; - la crepa nel circuito di raffreddamento non era di 2mm, ma di vari centimetri; - la posizione della crepa non riguarda solo la tubatura secondaria che porta al pressurizzatore, ma coinvolge anche la tubatura principale del circuito di raffreddamento; - il difetto non era occasionale, ma strutturale, e quindi riguardava tutti i reattori montati a bordo di due classi di sottomarini inglesi (Trafalgar e Swiftsure), in seguito richiamati per riparazioni.

    Il sottomarino a propulsione nucleare britannico "Tireless" in avaria aveva gia' perso liquido radioattivo vicino alla Sicilia (1). Si ignora per ora dove intendesse attraccare, la sua meta era l'Italia, non si puo' escludere che volesse dirigersi verso la base navale di Taranto con il suo Arsenale Militare.

    E' importante ricordare come da anni varie associazioni pacifiste inglesi (soprattutto il CND - Campaign for Nuclear Disarmament) avevano piu' volte denunciato i potenziali rischi di questi sottomarini, soprattutto nel circuito di raffreddamento il cui potenziale difetto era noto da tempo. Purtroppo solo di fronte ad un grave incidente la marina militare inglese ha deciso di prendere il provvedimento di ritirare 12 sottomarini a propulsione nucleare e di sottoporli a controlli. (2)

    E sempre dal CND (Campaign for Nuclear Disarmament) scozzese, che ci giunge la segnalazione che il Triumph, un sottomarino "gemello" del Tireless in avaria, ora e' stato "controllato" (3) e verra' rimandato in missione; secondo il governo britannico non manifesterebbe i problemi rilevati sul Tireless e su altri 6 sottomarini della medesima classe.

    Il Triumph ha operato nel Mediterraneo fino al 21 ottobre scorso, sostando nel porto di Tolone (Francia), mentre il sottomarino fratello "Splendid" transitava nel 1999 nell'Adriatico (4); probabilmente il Triumph ora ritornera' pericolosamente vicino a noi (5).

    Abbiamo inviato al Ministro della Difesa, al Ministro dell'Ambiente e al Ministro della Sanita' una pressante richiesta affinche' anche al Triumph - cosi' come al Tireless - venga negato l'accesso ai porti e alle acque territoriali italiane e che una simile precauzione venga applicata per tutti i sottomarini della stessa classe del Tireless.

    La richiesta, a Taranto, e' stata inviata anche al Prefetto e al Sindaco; l'iniziativa si sta estendendo anche agli altri undici porti a rischio nucleare.

    Chiediamo che venga applicato un elementare principio di prudenza, il cosiddetto "principio di precauzione" in base al quale va interdetta la potenziale nocività per ogni tecnologia di cui non e' comprovata la sicurezza sulla base di una sufficiente quantità di anni di esperienza. (6)

    Nel governo italiano questo "principio di precauzione" e' stato oggetto di esame per gli alimenti contenenti organismi geneticamente manipolati (OGM): perche' non estenderlo anche a quei sottomarini nucleari inglesi (e americani) mal progettati che sono molto piu' pericolosi? (7)

    Facciamo presente che in presenza di simili sottomarini che hanno presentato difetti strutturali al propulsore nucleare, non possiamo piu' parlare solo di "rischio nucleare" ma di vero e proprio "pericolo nucleare".

    Note:

    (1) Il comandante Mike Walliker ha ammesso che durante il tragitto il sottomarino ha rilasciato in mare acqua contaminata, cioe' proveniente dal sistema di raffreddamento interno al reattore. Secondo il comandante la quantita' di liquido refrigerante rilasciato e' solo una goccia nel mare Mediterraneo e la sua radioattivita' e' al di sotto della soglia; si e' dichiarato disponibile a berne un bicchiere di fronte a testimoni, ma per sua fortuna nessuno ha preteso che mantenesse fede alla promessa. Fonte: ftp://ftp.nautilus.org/npp/091000elpais.txt

    (2) Riassumendo, dopo le prime ispezioni cinque sottomarini sembrano sani e il ministero della difesa si mostra particolarmente felice di poterne rispedire subito in missione uno (il Triumph) armato con missili Tomahawk. Negli altri 6 invece e' stato riscontrato il medesimo difetto del Tireless, ovvero crepe nel sistema di raffreddamento del reattore nucleare. Tutti e sette ora sono in riparazione, ma fino a poco tempo fa alcuni di loro circolavano liberamente anche nel Mediterraneo. Uno di questi sottomarini difettosi, lo Splendid, aveva lungamente operato nell'Adriatico ai tempi dei bombardamenti Nato sulla Jugoslavia l'anno scorso. Lo Splendid era stato il primo sottomarino nucleare non statunitense della Nato ad essere impiegato per il lancio di missili Tomahawk. Di tutti i missili che colpirono la Jugoslavia, il 25% furono lanciati dai sottomarini che stazionavano nell'Adriatico, lo Splendid piu' altri 2 USA.

    (3) Con ogni probabilita' pero' questi controlli non sono stati svolti. Il 21 ottobre era a Tolone! Non e' credibile infatti che in cosi' pochi giorni siano stati controllati tutti gli 11 sottomarini difettosi. E' un'operazione complessa e difficile che richiede parecchio tempo. Per lo stesso Tireless sono stati necessati 5 mesi di controlli nella base di Gibilterra prima di scoprire qualcosa in piu' sulle cause dell'avaria. I 6 sottomarini che sono stati fermati ora dalla Royal Navy avevano gia' manifestato in passato problemi simili e quindi solo su questa base la Marina inglese ha ritenuto necessario fermarli, non grazie a nuovi controlli. Cio' significa che la scelta di dichiarare operativi 5 sottomarini, tra i quali il Triumph, e' motivata da ragioni strategiche e militari, cioe' garantire la presenza della flotta inglese, e non da reali controlli effettuati sui sottomarini nucleari.

    (4) Nel 1999, durante la guerra in Kosovo, lo Splendid era operativo nell'Adriatico, impegnato insieme ad altri due sottomarini USA a bombardare con missili Tomahawk la Jugoslavia. Ora lo Splendid e' stato fermato perche' ha lo stesso difetto del Tireless e presumibilmente ce l'aveva anche l'anno scorso mentre operava nelle acque dell'Adriatico.

    (5) Su questo ci sono informazioni discordanti; secondo alcune fonti riprende la missione in cui era impegnato, e quindi ritorna nel Mediterraneo, secondo altre potrebbe essere impiegato come scorta ai sottomarini balistici Trident che operano nelle acque scozzesi.

    (6) Il Principio di Precauzione (incluso nella Dichiarazione ONU di Rio de Janeiro, del 3-14 giugno 1992) consultabile online a questo indirizzo: http://www.un.org/documents/ga/conf151/aconf15126-1annex1.htm Tutti gli articoli meriterebbero di essere considerati, ad es. l'articolo 15: "Gli Stati, a seconda delle loro possibilità, devono applicare largamente misure di precauzione per proteggere l’ambiente. In caso di minaccia di danni gravi o irreversibili, l’assenza di certezze scientifiche assolute non deve servire da pretesto per ritardare l’adozione di misure convenienti miranti a prevenire la degradazione dell’ambiente."

    (7) Si veda l'articolo di John P. Shannon

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