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    Una proposta sparata lì

    Una Proposta di Legge per aiutare la riconversione bellica
    7 febbraio 2007 - Enrico Miceli
    Fonte: Consiglio Regionale Piemonte

    E' discussione di questi giorni che nelle commissioni competenti del Consiglio Regionale del Piemonte si discute una Proposta di Legge che vorrebbe portare il Consiglio a discutere della riconversione bellica.
    La Proposta di Legge n 251, prevede l'istituzione di un comitato che sorvegli le aziendi regionali produttrici di armi e si mobiliti ai fini della riconversione in materiale socialmente utile. In pratica si tratta di divulgare la politica del disarmo e di gestire un fondo economico che possa aiutare le aziende che decidono di riconvertire la loro produzione bellica, senza che queste debbano risentire della ricaduta economica che un passaggio simile inevitabilmente comporterebbe. Questo primo passo mosso dal Piemonte - ma già in precedenza mosso da altre regioni, penso alla Lombardia e al caso Exa- si incastra perfettamente con la campagna Control Arms lanciata da Amnesty International.
    Vale la pena ricordare che una proposta di legge simile è stata presentata al governo nazionale dai parlamentari Martone e Deiana (entrambi Prc) ma che, per lentezza burocratica, non è ancora stata portata davanti alla commissione - lo sarà mai? Speriamo di sì-.

    Le aziende coinvolte in Piemonte nella produzione o nella vendita all'ingrosso di armi e munizioni sono almeno sei, di seguito riporto l'elenco di quelle di mia conoscenza:

    A.T.P. srl (No)

    Adler srl (Al)

    Nuova Jager srl (Al)

    Armeria Fossati srl (Vc)

    C.F.L. sas di Lucchiari & C (Vc)

    Luxor snc (To)


    TRATTO DALLA RELAZIONE DELLA PDL

    [...]

    La nostra Regione vede la presenza di un importante settore legato alla produzione di aerei e tecnologie aerospaziali, quali quelli rappresentati da Alenia ed Aerospazio, che hanno insediamenti produttivi e addentellati (piste di lancio, aeroporti, ecc.) in diverse Regioni e assumono quindi una valenza nazionale su cui la presente proposta di legge difficilmente potrà avere ricadute sostanziali, se non per la parte direttamente legata allo sviluppo e alla ricerca sulle tecnologie duali.
    Consci di questo limite auspichiamo che in tutte le Regioni interessate da questi insediamenti vengano al più presto presentate, discusse ed approvate analoghe proposte di Legge che si possano raccordare con una legge nazionale (ricordiamo che una p.d.l. in tal senso è già stata depositata presso il Senato della Repubblica il 22 dicembre 2005) che possa trovare soluzioni complessive.

    L'articolo 1 della presente p.d.l. ne indica le finalità, ribadendo la volontà della Regione Piemonte di favorire processi di riconversione delle imprese operanti nel settore della produzione di materiali di armamento verso attività di beni e servizi di uso civile e socialmente utili.

    L'articolo 2 prevede la costituzione del Comitato regionale per la promozione di progetti di riconversione dell'industria bellica e di una cultura del disarmo e della pace

    L'articolo 3 definisce la composizione e le modalità di funzionamento del suddetto Comitato, ne indica la sede, le modalità di convocazione e di deliberazione. Nel Comitato è prevista la presenza, oltre che dei rappresentanti della Regione Piemonte, di tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali regionali; di due rappresentanti delle associazioni degli imprenditori operanti nel settore; di tre rappresentanti di associazioni impegnate in attività pacifiste e di promozione del disarmo e due rappresentanti della comunità scientifico-tecnologica regionale (centri di ricerca, Università, Politecnico) con competenze nel campo della riconversione, in particolare delle tecnologie duali,e dei progetti di pace e disarmo. Tale composizione garantisce la rappresentanza di tutti gli interessi collettivi coinvolti nei processi di riconversione.

    All'articolo 4 vengono indicati i compiti del Comitato che dovrà anche agire in sinergia con gli Assessorati regionali (Attività Produttive, Innovazione e Ricerca, Istruzione e Formazione e Cultura) per quanto di propria competenza ed in riferimento all'azione specifica.

    L'articolo 5 individua i progetti di intervento che possono coinvolgere aziende, organizzazioni sindacali, scuole, università, centri di ricerca e associazioni impegnate nella diffusione della cultura della pace e di promozione del disarmo e che devono prevedere comunque l'obiettivo dello sviluppo quantitativo e qualitativo dei livelli occupazionali nella Regione, o quantomeno della salvaguardia dell'impiego del personale oggi operante nelle aziende interessate.La Giunta Regionale valuta altresì l'ammissibilità di ciascun progetto proposto dal Comitato e ne dispone la copertura finanziaria, fino al 100 per cento della spesa ritenuta ammissibile.

    Con l'articolo 6 si indicano le modalità di attuazione degli interventi che vengono assegnati agli Assessorati competenti per il controllo, la gestione e la valutazione finale del progetto stesso Nel caso l'intervento previsto non venga realizzato nei termini e nelle modalità previste dal progetto approvato, la Giunta regionale provvede alla revoca del contributo e attiva le procedure per il recupero delle somme erogate.

    All'articolo 8 è previsto che il Presidente della Giunta regionale presenti annualmente al Consiglio regionale, in occasione della presentazione di bilancio di previsione, una relazione sull'attività del Comitato.

    L'articolo 9 infine stabilisce la norma finanziaria

    Relazione tecnica

    - Generalità
    L'iniziativa legislativa ha lo scopo di sostenere finanziariamente progetti di riconversione dell'industria bellica e di una cultura del disarmo e della pace attraverso l'istituzione di un apposito Comitato regionale.

    - Riferimenti al bilancio di previsione per l'anno finanziario 2006
    Nel primo anno di istituzione e di funzionamento del Comitato, la quantificazione della spesa corrente dell'esercizio 2006 ammonta ad euro 200.000,00, in termini di competenza e di cassa.
    In considerazione dell'art. 3, comma 3, il centro di responsabilità della spesa è individuabile nell'unità previsionale di base (UPB) S1991 (Gabinetto Presidenza della Giunta Direzione Tit. I spese correnti) del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2006. La spesa corrente del 2006 trova copertura finanziaria nelle dotazioni finanziarie delle UPB 09011 (Bilanci e finanze Bilanci Tit. I spese correnti) del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2006.

    - Riferimenti al bilancio pluriennale 2006-2008
    Per il 2007 e 2008 è stimato uno stanziamento pari a 500.000,00 euro per ciascun anno, in termini di competenza, finalizzato al funzionamento del Comitato di cui all'art. 2 della proposta di legge. L'UPB che gestisce la spesa è quella del 2006 (UPB S1991). Alla coperura degli oneri per gli anni 2007 e 2008 si provvede con le risorse finanziarie dell'UPB 09011 del bilancio pluriennale 2006-2008.
    Per la realizzazione di progetti di intervento di cui all'art. 5, comma 4, è prevista una erogazione di contributi in conto capitale per l'anno 2007 e 2008 rispettivamente pari a un milione di euro e 5 milioni di euro, in termini di competenza, nell'ambito della UPB 16992 (Industria Direzione Tit. II spese in conto capitale) del bilancio pluriennale 2006-2008. Alla copertura degli oneri si prvvede con le disponibilità finanziarie dell'UPB 09012 del bilancio pluriennale 2006-2008.
    Il comma 2 dell'art. 5 identifica i soggetti destinatari dei contributi. La proposta di legge prevede all'art. 6 criteri e modalità di erogazione dei contributi.

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