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Russia, affonda un sottomarino, due morti e sette dispersi

Il mezzo, con a bordo 10 persone, è colato a picco nel Mar di Barents. La tragedia a poco più di 3 anni da quella del Kursk
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MOSCA - Un sottomarino nucleare russo con a bordo un equipaggio di dieci persone è affondato questa notte nelle Mare di Barents. Secondo quanto riferito dal portavoce del ministero federale della Difesa, il colonnello Nikolay Deryabin, solo un marinaio è stato tratto in salvo. Sono già due le vittime accertate e si cercano ancora i sette dispersi. Il reattore del sottomarino era già stato disattivato e le sue armi scaricate. Non si temono dunque rischi ecologici. La tragedia ricorda quella del 12 agosto del 2000, quando 118 marinai persero la vita nell'incidente del Kursk.

L'incidente è avvenuto a circa cinque chilometri a largo dell'isola Kildin, mentre il sottomarino veniva rimorchiato dalla sua base di Gremikha a un impianto di Polarnye, dove avrebbe dovuto essere demolito. Il mezzo è affondato intorno alle 2 ora italiana dopo aver perso l'assetto per le cattive condizioni del mare. Il relitto giace a circa 170 metri di profondità nella parte nord-occidentale del Mare di Barents.

Stando a quanto riferito dal portavoce citato dall'emittente radiofonica Ekho Moskvy, i cadaveri delle due vittime accertate sono già stati recuperati. Ma le operazioni di soccorso proseguono. La Procura militare russa ha aperto un'inchiesta per individuare le cause dell'incidente.

Il sommergibile K-159 appartiene a una classe entrata in servizio negli anni Cinquanta, che può portare fino a 86 membri di equipaggio e due reattori nucleari. Ma era stato posto fuori servizio dalla Flotta del Mar del Nord nel 1989.

Il ministro della difesa Serghiei Ivanov ha informato telefonicamente dell'incidente il presidente russo Vladimir Putin, che si trova in Sardegna ospite del premier italiano Silvio Berlusconi. Anche durante l'affondamento del sommergibile nucleare Kursk, nell'agosto 2000 Putin non si trovava a Mosca, ma in vacanza a Soci sul Mar Nero.

La tragedia riporta alla mente quella del 12 agosto del 1999, quando 118 marinai persero la vita nell'incidente al sottomarino nucleare Kursk. Varato solo nel 1994, il mezzo aveva in dotazione armi sofisticate, fra cui la nuova versione dei nuovi missili anti nave SS-N-19. Il primo luglio del 2002 la commissione di inchiesta sull'incidente ha concluso i propri lavori, stabilendo che l'affondamento del sottomarino fu causato dall'esplosione del carburante in uno dei suoi siluri. Il carburante era difettoso e provocò un brusco innalzamento della temperatura e della pressione nel primo compartimento, facendo scoppiare gli altri siluri.

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