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    20 settembre 2016 - Alessio Di Florio
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    10 maggio 2016 - Antonia Battaglia e Giorgio Santoriello

Italia: spazio aereo civile per i velivoli militari senza pilota

26 giugno 2004 - Giorgio Beretta
Fonte: Unimondo - 19 giugno 2004

In assoluto silenzio sta per essere approvato al Senato il disegno di
legge che aprirà parte dello spazio aereo civile ai velivoli a pilotaggio
remoto (VPR) delle Forze armate per la "gestione di situazioni di crisi"
tra cui "la lotta contro l'immigrazione clandestina e il terrorismo
internazionale". Il DdL, già passato alla Camera lo scorso 21 aprile
(Atto Camera 4414) è attualmente in "sede deliberante" in Commissione
difesa (Atto Senato 2906) e dall'Odg della 127a seduta di mercoledì 16
giugno sarebbe stato rinviato, ma il vicepresidente della Commissione,
Mario Palombo in un'intervita al periodico ISRJ (Intelligence,
Surveillance, and Reconnaissance Journal) si dice certo che "la
maggioranza della Commissione rigetterà gli emendamenti e voterà a favore
della legge".
Tra gli emendamenti proposti uno chiede di disciplinare la materia in
base alla normativa europea, tuttora mancante, mentre un altro propone
che tali velivoli siano usati "solo in situazioni di crisi o di
conflitto". Il DdL autorizza invece l'uso di questi velivoli da parte
delle Forze armate, Aeronautica e Marina militare, per "attività
operative e addestrative per la difesa e la sicurezza nazionale"
(articolo 2 del DdL) in "spazi aerei determinati da un apposito documento
tecnico-operativo" definito dall'Aeronautica militare in collaborazione
l'Aviazione civile e l'Ente nazionale per l'assistenza al volo.
Limitazioni che comunque non varrebbero in "situazioni di crisi o di
conflitto armato". Nonostante i VPR siano impiegati da diversi Paesi,
manca sia a livello internazionale che a livello europeo una specifica
normativa che disciplini l'utilizzo di tali sistemi. "Se la legge
passerà, cosa che mi auguro avvenga presto, l'Italia sarà un passo avanti
rispetto agli altri Paesi" - afferma con orgoglio l'Ammiraglio Giampaolo
Di Paola, Capo di stato maggiore della Difesa in una dichiarazione al
periodico ISRJ.
Nel 2001, il Ministero della Difesa italiano ha acquistato per 60 milioni
di dollari 5 velivoli "Predator" dalla General Atomic Aeronautical
Systems di San Diego, California. Lo scorso febbraio uno di questi
velivoli è precipitato ed è andato distrutto durante le operazioni di
training dei "piloti" italiani bruciando 5 milioni di euro dei
contribuenti.
Il Predator è un "velivolo di ricognizione", ma può essere dotato di
missili Hellfire-C laser-guidati, che lo rendono un velivolo armato di
alta precisione in grado di abbattere un carroarmato. Ogni velivolo può
essere dotato di 4 missili Hellfire-C. I velivoli Predator italiani non
dovrebbero essere armati di tali missili in quanto sono adattati e
assemblati, su licenza della General Atomics, da una controllata della
Galileo Avionica, gruppo Finmeccanica: la Meteor di Ronchi dei Legionari.

Si tratta di velivoli in grado di raggiungere una velocità massima di
soli 250 Km/h, ma con un'autonomia di volo di tra le 17 e le 24 ore e con
una capacità immediata di cambio della rotta. Sono apparecchi sofisticati
con sensori a infrarossi e dotati di uno zoom in grado di registrare
anche minimi dettagli, ai quali dovrà essere attribuito il codice di
navigazione per scopi non militari. Il primo dei cinque Predator
acquistati dall'Italia, nell'ambito di un programma interforze per la
vigilanza dello spazio aereo e marittimo nazionale, dovrebbe essere
operativo il prossimo anno. L'intento della Difesa è avere un'arma in più
nella lotta al "terrorismo globale", ma da utilizzare anche, se non
soprattutto, per contrastare la cosidetta "immigrazione clandestina".
[GB]

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