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Business delle armi

La lezione di Lula

Il Brasile è uno dei primi Paesi al Mondo per numero di omicidi. Per risolvere il problema il governo vara un piano di disarmo della popolazione.
26 agosto 2004 - Alessio Di Florio

Il Brasile è uno dei Paesi con altissime sacche di povertà. Mentre un'esigua parte della popolazione viaggia verso la modernità e la ricchezza, in moltissimi vivono ancora in favelas poverissime. Per questo all'inizio del suo mandato il presidente Lula ha lanciato il Programma Fame Zero. Ma allo stesso tempo lo Stato carioca è anche uno dei più armati al mondo. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite è addirittura al 4° posto per numero di omicidi dovuti ad armi da fuoco. Contro la proliferazione delle armi il governo ha deciso la tolleranza zero. Per 5 mesi è stato sperimentato nello Stato di Parana un programma di acquisto dalla cittadinanza delle armi in suo possesso. Il programma è stato un successo: nel periodo considerato sono state tolte dalla circolazione 20.000 armi e gli omicidi sono diminuiti del 30%. Forte di questo risultato il governo verdeoro ha deciso di estendere il programma a tutta la Nazione. Il programma prevede il riacquisto dei fucili al prezzo di 100 dollari e di 33 per una pistola. Si calcola che fino a dicembre grazie a questo programma 80.000 armi saranno tolte dalla circolazione, con una spesa complessiva che si dovrebbe aggirare intorno ai 3,3 milioni di dollari. Ma il piano per il disarmo dei brasiliani non si ferma qui. Contemporaneamente alla eliminazione di un numero altissimo di armi da fuoco in circolazione, il governo di Lula vuole evitare anche che il numero possa aumentare nuovamente. Per questo dall'inizio di Luglio è iniziato un giro di vite che prevede regole rigidissime per il rilascio delle licenze, la creazione di un registro nazionale e il divieto di detenzione di armi nei luoghi pubblici. Il piano di Lula terminerà nel prossimo anno quando i cittadini saranno chiamati per referendum ha scegliere se vietare per legge il commercio di armi. All'inizio dell'articolo si faceva riferimento alla situazione economica della popolazione brasiliana. L'insicurezza e la violenza dilagante hanno fatto si che anche i poveri si siano armati per paura dei pericoli per la propria vita. E per una famiglia povera poter ricevere un corrispettivo in denaro e la certezza che anche altri si stanno disarmando hanno decretato il successo del programma di Lula. Ma la stessa situazione è comune anche a molti altri Paesi. Se l'esempio di Lula fosse stato seguito dalla coalizione americana in Iraq un anno fa, probabilmente oggi l'Iraq non vivrebbe questa situazione di violenza e di scontri armati. Perché le armi del regime non si sarebbero diffuse tra la popolazione. E dal business delle armi, in un paese sull'orlo della povertà, si sarebbe passati al business del disarmo. Sicuramente un business migliore. Ma molti altri, anche latinoamericani, si trovano in situazioni anche peggiori del Brasile. E da Lula per questi paesi viene oggi una lezione e una speranza.

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