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    Francia, resa dei conti nel Ps: espulsi Fabius e i dissidenti del No

    Dopo il referendum che ha bocciato la Costituzione europea
    i socialisti sono a rischio scissione. Congresso anticipato
    4 giugno 2005 - Veronica Vicinelli
    Fonte: La Repubblica - 04 giugno 2005

    PARIGI - Il momento della verità e della resa dei conti è arrivato: il Consiglio nazionale del Partito socialista francese ha votato a favore dell'espulsione del numero due del partito, Laurent Fabius, e degli altri esponenti socialisti che hanno fatto campagna per il No al referendum sul Trattato costituzionale dell'Unione Europea. Con 167 voti a favore, 122 contro e 17 astenuti passa la linea del segretario generale Francois Hollande e Fabius ora è fuori dagli organismi dirigenti. E questo potrebbe portare a una crisi durissima per il partito con l'ormai ex numero due che potrebbe fondare un altro partito e provocare la scissione del Ps. Intanto è stato deciso di anticipare la convocazione del congresso fissato per il 18 novembre.

    Il voto referendario del 29 maggio ha messo in evidenza le laceranti divisioni interne al Ps: circa il 58% degli elettori socialisti hanno votato No al Trattato anche se l'indicazione del partito - decisa a stragrande maggioranza nel dicembre scorso - era per il Sì.

    Dal punto di vista strategico, la spaccatura dei socialisti non potrebbe manifestarsi in un momento peggiore perché in questo modo difficilmente potranno approfittare della crisi che travaglia anche il fronte conservatore: i sondaggi indicano che l'indice dei consensi al presidente Jacques Chirac è caduto a picco dopo la cocente sconfitta referendaria.

    Il capo dell'Eliseo ha tentato di correre ai ripari chiedendo la testa dell'impopolare primo ministro Jean Pierre Raffarin e affidando il nuovo governo all'ex ministro degli Esteri e poi dell'Interno Dominique de Villepin. Ma nella nuova compagine ministeriale è rientrato come ministro dell'interno il potente capo del partito di Chirac, Nicolas Sarkozy e tra i due è noto che non corre buon sangue: Sarkozy ha esplicite mire sull'Eliseo e dunque ci sarà battaglia in entrambi gli schieramenti per la scelta dei rispettivi candidati alle presidenziali del 2007.

    Hollande avrà bisogno di tutta la sua determinazione per riunificare il partito e prepararsi al voto nei due anni che mancano agli appuntamenti elettorali per l'Eliseo e il rinnovo del Parlamento.

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