Comunicato stampa

Sdebitarsi: L'Italia rilanci una politica giusta di lotta alla povertà attuando appieno la cancellazione del debito.

28 maggio 2006
Raffaella Chiodo Karpinsky

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Comunicato di Sdebitarsi

L’Italia rilanci una politica giusta di lotta alla povertà attuando appieno la cancellazione del debito nel rispetto nel della legge 209. Al Governo entrante chiediamo di aprire una stagione nuova di solidarietà e cooperazione italiana con una coerente cancellazione del debito.

La settimana scorsa il Governo uscente ha presentato in parlamento la relazione sull'applicazione della legge 209 che disciplina la cancellazione del debito da parte dell'Italia. La prima denuncia che doverosamente avanziamo è per il ritardo vergognoso con cui la relazione è stata presentata: la legge 209 prevedeva che ciò avvenisse entro il 30 settembre del 2005!!

Purtroppo la relazione non dice nulla di nuovo e conferma la tendenza sviluppata nel corso degli anni di governo Berlusconi in linea con il progressivo azzeramento degli impegni nel campo della lotta alla povertà e finanziamenti allo sviluppo, restringendo al minimo le cancellazioni previste dalla legge 209. L’Italia così non ha rispettato l'invito della Conferenza della Nazioni Unite di Monterrey di praticare politiche “addizionali” di cancellazione del debito. Realizzando la cancellazione in aggiunta e non in sostituzione alle risorse da destinare ai finanziamenti per lo sviluppo. In fine ma non per ordine d’importanza non applicando articoli decisivi della 209 per un ruolo efficace e attivo da parte del nostro paese in questo campo.

Un esempio concreto è l'articolo 7, che prevedeva che l'Italia si attivasse presso i partners internazionali per promuovere il coinvolgimento della Corte Internazionale di Giustizia per la gestione della questione del debito. Una politica simile avrebbe dato un respiro ben più incisivo per dare alla cancellazione del debito una dimensione complementare e seria delle politiche di sviluppo a livello internazionale e non solo bilaterale. In sostanza questi anni applicazione parziale e non addizionale della legge ha depotenziato gli straordinari effetti politici e concreti che questa avrebbe potuto offrire.

Per questo vantare un presunto ruolo di avanguardia, come spesso affermato da parte di rappresentanti del governo uscente, grazie alla parziale e insufficiente cancellazione del debito effettuato grazie all'esistenza della 209, è di per se velleitario e purtroppo smentito dai fatti. Infatti la contestuale cancellazione della cooperazione, ha vanificato lo sforzo e le speranze di chi ha lavorato con convinzione (la società civile mobilitata dalla nostra campagna e i tanti altri soggetti a livello nazionale ed internazionale ci hanno sostenuti) per arrivare alla realizzazione di uno strumento importante come è, e soprattutto potrebbe essere, legge 209.

Coerentemente con la poca trasparenza fin qui esercitata con le varie edizioni della relazione sulla legge, alcuni punti della relazione non chiariscono a sufficienza come e dove sono state effettuate le cancellazioni previste. Come del resto, già dall'anno scorso, alcuni dati relativi alle cancellazioni legate a crediti vantati dalla SACE restano oscure e ci chiediamo se mai avremo una informazione trasparente e vera. In particolare ci riferiamo ai casi di Iraq, Etiopia e Nigeria, ma la domanda vale per molti altri aspetti della relazione. A tale proposito riteniamo importante che si preveda di inserire nuove norme più severe sulla trasparenza delle operazioni cui la relazione si riferisce.

Mentre si sta insediando e completando il nuovo governo auspichiamo che da questa trasparenza si parta per fermare la deriva negativa sul piano degli impegni sullo sviluppo da parte dell'Italia, venga prontamente invertita e venga rilanciata una politica a tutto tondo che dia segno di svolta riportando il nostro paese nel consesso internazionale come protagonista di politiche di sviluppo composite, non retoriche e concrete, a cominciare dal prossimo vertice del G8 di san Pietroburgo. Un primo impegno potrebbe essere quello di riportare in agenda il tema dello sviluppo dei paesi più poveri, attualemnte svanita tra le priorità del vertice.

Eppure l'anno scorso al g8 di Gleneagles, molti ricordano e molti governi “dimenticano“, fu annunciato uno storico accordo che avrebbe introdotto una svolta "epocale" sulla cancellazione del debito. Le campagne impegnate per una soluzione vera e giusta del debito estero dei paesi poveri, commentarono subito valutando insufficiente l'iniziativa soprattutto perchè riguardava solo il 10% del debito,un limitato numero di paesi escludendo alcuni fra i più poveri e in fine il fatto che nella sostanza non prevedeva di essere una cancellazione da effettuare in aggiunta ai finanziamenti per lo sviluppo. Insomma nell'anno di verifica degli impegni sottoscritti con la dichiarazione del Millennio con gli 8 Obiettivi di Sviluppo quest'iniziativa consentiva di affermare di aver fatto qualcosa pure a quei paesi che poco o niente avrebbero potuto ostentare al vertice dell'ONU.

Purtroppo anche quell'iniziativa per ora è rimasta prevalentemente sulla carta. Non è dato sapere cosa effettivamente sia stato fatto salvo che dall'agenda del prossimo vertice è sparito il tema. La Russia che ospiterá il g8 non ha rispettato l'impegno di cancellazione degli 11 miliardi di dollari previsti, facendo presente a tutti che vi sono paesi della regione della ex URSS che si trovano in condizioni di povertà simile a quella di molti paesi africani.

Nel corso della campagna elettorale abbiamo avuto l'occasione di avviare un confronto con il Presidente del Consiglio Prodi sui temi dello sviluppo e del debito, speriamo che presto sia possibile verificare la ripresa di questo confronto in vista di molte importanti scadenze internazionali tra cui, per noi della società civile, quello del Forum Sociale Mondiale che si terrà il prossimo gennaio per la prima volta in Africa, a Nairobi.

Il nostro auspicio è che a quell’appuntamento l’Italia possa già vantare una nuova linea di condotta che la collochi fra i paesi che più si impegnano nella lotta per il superamento delle cause più profonde della povertà grazie ad un rilancio della cancellazione del debito e di una stagione di nuova cooperazione allo sviluppo.

Raffaella Chiodo

r.chiodo@inwind.it

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