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    La "guerra al terrore" non può essere sconfitta dalle armi ad alta tecnologia

    Esposizione dell’Incompetenza Militare "United 93": Una Revisione.

    Recensione di "United 93" film di Greengrass di recente uscita che racconta in modo inedito i drammatici eventi di uno degli aerei che il 11 Settembre si schiantò contro il Pentagono.
    4 giugno 2006 - Di SAUL LANDAU and FARRAH HASSEN (Saul Landau è Docente all’Istituto per gli Studi Politici.)

    FAA: “Salve qui il TMU (Traffic Management Unit)di Boston Centrale, abbiamo un problema. Abbiamo un velivolo dirottato diretto verso New York e abbiamo bisogno che si facciano decollare in fretta alcuni F16 o simili, dateci una mano.
    NEADS: È reale o un’esercitazione?
    FAA: non è un’esercitazione,né un test”. (Relazione della Commissione per il 11 Settembre p. 20)
    Sì, né un’esercitazione ne un test per le quasi 3000 vittime del 11 Settembre 2001!
    Far decollare gli F16 suona come una semplice richiesta, dato che i contribuenti sborsano più di 600 bilioni di dollari per la “difesa” (compreso Iraq, Afghanistan e i servizi segreti).
    Ma i comandanti del campo militare non poterono comunicare con chi aveva fatto “decollare” i jets. Quindi il NORAD, Northeast Air Defense Sector (NEADS) ricevette la notizia la notizia del dirottamento del 11 Settembre 9 minuti prima che colpissero le torri nord del World Trade Center.
    Qualche minuto dopo, milioni di persone in tutto il mondo guardarono L’United 175 schiantarsi contro la seconda torre del WTC di New York. Il Presidente – sottomesso alle conseguenze della sua estasi letteraria, La Mia Piccola Capra, che leggeva a scolari della Florida – rimase irreperibile; il Vice Presidente disperatamente cercava un riparo.
    L’Air Force, impegnato nelle manovre, alla fine liberò due F15 non armati. Ma non poterono né localizzare né neutralizzare i due velivoli trafugati, uno dei quali colpì il Pentagono. Allo stesso tempo, altri due jet armati volarono nella direzione sbagliata. L’American 77, il terzo aereo, colpì il Pentagono, un quarto, l’United 93, il soggetto del nuovo film, si schiantò nella campagne della Pennsylvania, uccidendo 37 passeggeri.
    Un docu-dramma, basato sui fatti disponibili, “United 93” mostra un quadro militare costoso ed eccessivo, privo della pur minima capacità di rispondere alle richieste di sicurezza. Avete sentito il senatore Evan Bayh (D- IN)? Ha pungolato i democratici a difendere i Repubblicani “sul loro stesso campo” dimostrando di essere più tenaci di Bush sul tema sicurezza. (Washinton Post, 9 maggio).
    Invece, noi gli suggeriamo di vedere il film, che dovrebbe convincere persone con criterio a chiedere una riduzione dei costi per la “difesa”.
    La Relazione della Commissione per il 11 Settembre e prima altre storie pubblicate indicavano che la discussa comunicazione “servizi segreti – comunità” fallì a coordinare e quindi a decodificare l’intelligence che avrebbe potuto prevenire gli attacchi del 11/9.
    A metà del 2006, gli americani si sentono meno sicuri di 5 anni fa.
    I morti e i feriti si moltiplicano nella “liberazione” dell’Iraq e dell’Afghanistan.
    Christopher D. Baker, con precedenti penali, “vinse” per la sua ditta Shirlington Limousine and Transportation Inc., un contratto da 25 milioni di dollari con il Dipartimento di Sicurezza Nazionale per procurare costose limousines agli ufficiali senior. I “servitori dei civili” usavano le limousines per andare ad agganciare appuntamenti in elitarie serate di poker. Il 7 maggio il New York Times riferì che agenti del FBI avevano interrogato impiegati della Shirlinton con il compito di guidare “prostitute agli hotel dei festini di poker” tenuti dall’ex membro del Congresso della California Randy “Duca” di Cunningham, e da altri notabili Repubblicani.
    Così ancora un altro scandalo scioccante caratterizza “l’era dell’inquietudine da sicurezza,” in cui i controllori di volo del TSA ai punti di controllo giocano al gioco delle sedie con vassoi di plastica riempiti di scarpe, cellulari e pattini. Nonostante il “bacchettamento” di passeggeri sospetti, gli investigatori dell’Ufficio per le Responsabilità del Governo, che hanno condotto test in 21 aeroporti tra ottobre 2005 e gennaio 2006, riuscirono a passare ai varchi di “sicurezza” degli aeroporti con materiali a forma di bomba al proprio seguito. (MSNBC,17 marzo 2006)
    I Democratici temono che se attaccano l’inconsistente guerra al terrorismo di Bush, lui li possa etichettare come “deboli.” Nel frattempo il Super Scialacquatore Bush si è rivelato un Presidente Incompetente, incapace di dirigere l’evacuazione della gente da New Orleans o aiutarli nella ricerca di un rifugio dopo che l’uragano Katrina aveva distrutto le loro case. La sua inettitudine in Iraq e Afghanistan costa ai contribuenti quasi 10 bilioni di dollari al mese. (Washington Post, 20 aprile 2006). Il suo piano di amministrazione per una possibile epidemia di influenza aviaria: scaricare il problema alle autorità locali in bancarotta.
    Alla luce dei disastri di Bush, perché gli americani dovrebbero aver paura di affrontare un film – un necessario controllo della realtà? ”United 93” trascende gli scontati rifacimenti holliwodiani di aerei destinati a cadere. Esso mostra la tragedia che emerge dalla banalità; come letteralmente è evaporata la “sicurezza” ad alta tecnologia dallo schermo radar quando si è confrontata con la realtà quotidiana del jumbo jet dirottato in volo al di sotto del radar.
    Il regista Paul Greengrass (“Bloody Sunday,” “The Bourne Supremacy”)disseziona l’impenetrabile facciata del gergo della sicurezza focalizzandosi sul comportamento quotidiano: le persone coinvolte in tutti gli aspetti del tragico evento, quelli in terra e a bordo degli aerei.
    La scena iniziale mostra i 4 dirottatori interpretati da Khalid Abballa, Lewis
    Alsamari, Omar Berdouni and Jamie Harding che recitano le preghiere del mattino nella stanza di un hotel. Si prostrano e invocano Dio, quasi stereotipi di terroristi; dicretamente, i ferventi completano la loro routine rituale. Quindi uno decreta: “È ora.” I viaggiatori dell’aeroporto Newart non hanno sentore che il 11/09/01 diventerà un giorno indimenticabile. C’è chi si aggira tra i varchi di sicurezza, chi parla al telefonino e legge giornali mentre aspetta che l’United 93 parta. L’aspetto rassicurante dei dirottatori passa inosservato nella stessa sala d’aspetto. Nel quartier generale del FAA e in un centro di controllo militare lo scenario è disteso. 46 minuti prima del decollo,i 4 uomini oltrepassano l’aereolinea. La relazione della Commissione per il 11 Settembre riporta che uno dei terroristi annuncia: “ Signore e Signori: qui è il capitano, prego sedete e rimanete seduti. Abbiamo una bomba a bordo. Quindi sedetevi. (pag.12)
    Tagli rapidi sovrappongono shock e confusione al centro di controllo FAA a Herdon in Virginia(Ben Sliney impersona se stesso come dirigente delle operazioni)e al NEADS a Rome, New York. Le scene rivelano seri problemi di comunicazione. Quelli che devono agire sugli aerei dirottati non possono raggiungere i comandanti che si occupano per il ROE (Regole per il Combattimento)di abbattere aerei passeggeri che potrebbero colpire altri edifici.
    Gli attori del film non sembrano recitare. I “cattivi ragazzi” che pregano e fanno scivolare taglierini nelle loro cinture appaiono naturalmente determinati, né presuntuosi o sicuri. Poco dopo uno striscia nel bagno dell’aereo e assembla un surrogato di bomba.
    Uccidono il pilota e un assistente di volo, ma Greengrass non cosparge lo schermo di sangue. Al contrario presenta uomini stimolati a superare la paura attraverso la fede che Dio premierà le loro azioni.
    Molti passeggeri intontiti gradualmente recuperano il senno per progettare di riprendere il volo. Come menziona la relazione del 11 Settembre, uno dei passeggeri conclude la chiamata alla sua fidanzata dicendo, “Tutti corrono su in prima classe. Devo andare. Ciao.” (pag. 13)
    Queste individualità non sono personaggi alla Bruce Willis o Tom Cruise che rischiano le loro vite per evitare al 93 di colpire il suo obiettivo di Washington salvando così il loro Paese; piuttosto questi passeggeri si rivoltano perché capiscono che recuperare e fare atterrare l’aereo è diventata la loro possibilità di sopravvivere e vedere le loro famiglie. Aiutano gli Stati Uniti unicamente con la loro resistenza ai dirottatori dei 4 aerei tre dei quali hanno fatto immensi danni. Il film contrappone le loro espressioni di speranza con l’avversità degli altri passeggeri di accettare la realtà. Uno insiste: “Possiamo negoziare con loro.”
    In ultima battuta, “United 93” illustra come il militarismo ad alta tecnologia non riesce a difendere il Paese. Quindi, perché sciupare bilioni di dollari nella “sicurezza” che non offre sicurezza contro individui armati rozzamente e addirittura non nazioni?
    Il 6 febbraio 2006 il DOD Relazione Quadriennale della Rivista della Difesa, a quel che si dice risponde ai difetti mostrati dalla ricostruzione del “United 93.” “Per potenziare le forze a sconfiggere la rete dei terroristi il Dipartimento incrementerà le Forze per Operazioni Speciali del 15% e il numero dei Battaglioni di Forze Speciali di un terzo. Il Comando di Operazioni Speciali americano (USA SOCOM)fonderà il Comando per Operazioni Speciali della Marina. La Forza Aerea fonderà uno Squadrone di Veicoli Aerei Senza Equipaggio diretto dal SOCOM. Il Dipartimento espanderà le unità di Intervento Psicologico e Affari Civili di 3700 persone con un incremento del 33%. (pag. 5)
    Queste rassicurazioni non scoraggiano attacchi a grandi centri commerciali, stazioni ferroviarie o edifici affollati di uffici. La Difesa contro il terrorismo ha poco a che fare con gli armamenti militari pesanti o l’alta tecnologia. Con tutte le intercettazioni telefoniche del NSA e le operazioni sui segnali di sicurezza della CIA, nessun ufficiale amministrativo di Bush riconobbe l’imminenza degli attacchi del 11 Settembre. Né le armi ad alta definizione e le Forze Speciali si dimostrarono capaci di vincere precedenti scontri in Corea o Vietnam; né nell’addomesticato Afghanistan o in Iraq.
    Piuttosto che professare la loro capacità di fare “un lavoro migliore” dei Repubblicani alla “guerra al terrore,” i Democratici devono osare chiedere lo smantellamento dell’impero reale il complesso militar-scientifico-industriale – che ha sciupato le nostre finanze e ha dato veramente poco in cambio.

    Note:

    Tradotto da Oriana Cassaro

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