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Appello dei Movimenti costituenti d'Europa per la manifestazione del 4 ottobre

In occasione dell'apertura della conferenza intergovernativa a Roma
21 settembre 2004 - Forum per la democrazia costituzionale europea

La Conferenza Intergovernativa che si apre il 4 ottobre per adottare il
genoa social forum Trattato Costituzionale dell'UE è l'espressione antiquata della sovranità
nazionale e degli interessi dei governi nella logica neoliberista della
globalizzazione. Mentre si moltiplicano gli eventi gravi dello
sconvolgimento climatico, effetto del modello di produzione, di consumo, di
vita dei paesi ricchi e, per garantire nel futuro questo modello, si prende
possesso con le armi delle fonti energetiche, l'Europa dovrebbe esprimere
con fermezza in questa carta costituzionale la consapevolezza e la
responsabilità di cambiare modello di vita perché l'accesso alle risorse del
pianeta sia equo e non sia distruttivo.
La Presidenza Berlusconi del semestre europeo è poi il misero alfiere della
retrograda, autoritaria e irrazionale politica delle privatizzazioni e di
spoliazione dei governi dell'occidente che, oggi più che mai dopo il
fallimento del vertice WTO di Cancun, vedono messo in crisi il loro disegno
globale di uno sviluppo diseguale e un modello economico e sociale non
supportabile.
Contro il tentativo di revisione della storia occorre oggi recuperare i
valori federalisti che per primi elaborarono Spinelli, Rossi e Colorni
durante il confino nell'isola di Ventotene come risposta ai nazionalismi e
alle guerre.
Le scadenze istituzionali dell'UE e la probabile firma del Trattato nella
primavera del 2004, sono le tappe obbligate per l'approvazione definitiva
della costituzione formale dell'Europa, rispetto a cui il dibattito
nell'opinione pubblica sul futuro dell'Unione Europea risulta più avanzate.
Ma oggi in un'Europa sempre più allargata a est come a sud, si assiste ad un
altro processo costituente che vede impegnati i movimenti e l'opinione
pubblica globale che ha rappresentato la "seconda superpotenza" contro i G8,
la guerra all'Iraq e il suo disastroso dopoguerra.
Sono i movimenti costituenti che esprimevano la consapevolezza che il
terrorismo si batte innanzi tutto cambiando modello di vita e progettando
una redistribuzione globale delle ricchezze. Essi eccedono la logica
governamentale di controllo sociale e prospettano la liberazione dei
movimenti migranti e le lotte sul reddito, il non lavoro, le forme di
autonomia municipale, provando a costruire una sfera pubblica non statale in
cui agisce un nuovo costituzionalismo. È questa la frontiera irrinunciabile
in cui si intrecciano elaborazione teorica e agire pratico, per definire
un'Europa politica come spazio in cui siano salvaguardati i diritti
fondamentali all'esistenza e al progresso individuale e collettivo e in cui
praticare lotte per i diritti e sperimentazioni di una democrazia
multilivello; in cui i processi di costituzionalizzazione si formano dal
basso e dentro la società che rifiuta la guerra permanente. Questo spazio è
segnato dai conflitti quotidiani tra dimensione statalista-intergovernativa
e forme di federalismo continentale e autonomie solidali, tra politiche di
privatizzazione dei beni comuni e lotte per l'accesso alle risorse primarie
(alimenti, l'acqua, abitazione, sanità, educazione, ambiente, i saperi), tra
la difesa ad oltranza di uno stato sociale corporativo sempre meno
praticabile e un nuovo welfare in cui risaltano la garanzia delle minime
necessità, un potere di acquisto adeguato per tutti , le richieste di
reddito di cittadinanza, la democratizzazione dei processi economici, nuovi
diritti civili e sociali e una cittadinanza universale che faccia tesoro
delle differenze e delle potenzialità umane.
L'Europa politica costruita dal basso può essere un'alternativa
all'unilateralismo americano nella proposizione di un mondo diverso a
partire da una gestione democratica delle risorse comuni ai cittadini del
mondo. L'Europa che vogliamo deve essere cosmopolita, promuovere la forza
del diritto, della democrazia e della giustizia internazionale abolendo
l'uso della forza per regolare i conflitti internazionali. La bozza di
Trattato costituzionale va invece in direzione opposta : non accetta il
ripudio della guerra, prevede strutture militari europee ed è
esplicitamente eurocentrica nel suo voluto disinteresse per qualsiasi
intervento capace di affrontare il rapporto Nord/Sud del mondo.
Il Forum per la Democrazia Costituzionale Europea si mobilita oggi per
rivendicare l'ampiezza dei movimenti costituenti che oltrepassano la
dimensione nazionale e si oppongono alle miserie negoziali della Conferenza
Intergovernativa, per costruire un'Europa delle/i cittadine/i, senza
recinti, frontiere e limiti: un'Europa federale post-nazionale, intesa come
spazio politico globale sottratto ai comandi dei potenti.

FORUM PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE EUROPEA

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