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    La Francia vara la campagna per la Costituzione Europea

    Traduzione di Veronica Vicinelli
    Lucia Kubosova
    Fonte: Euobserver - 28 febbraio 2005

    I leader francesi sono preparati per lanciare, questa settimana, la campagna per la Costituzione Europea, in seguito ad una sessione unita di parlamentari e senatori, tenutasi oggi 28 febbraio, per organizzare una legge che apra la strada al referendum.

    Si prevede che i fautori francesi della legge votino fortemente a favore di emendamenti alla costituzione nazionale – fattore necessario per rendere la Costituzione Europea legalmente vincolante in Francia.

    Sono necessari i tre-quinti di legislatori francesi per adottare questi cambiamenti.

    Il partito conservatore al potere, così come l’opposizione Socialista, sostiene il nuovo trattato europeo: esiste solo una piccola opposizione tra loro.

    Ci si aspetta che, in seguito al voto, il Primo Ministro Jean-Pierre Raffarin vada nella televisione nazionale per dare il calcio d’inizio alla campagna e sollecitare gli elettori francesi a dire “sì” al trattato.

    E’ previsto che il presidente Jacques Chirac annunci le date del referendum che si dovrà tenere “prima dell’estate”, probabilmente in Maggio o Giugno.

    Al di sopra di questo, gli elettori potrebbero usare il loro voto per censurare il governo.

    Il gabinetto sta affrontando severe critiche in seguito allo scandalo intorno al ministro delle finanze, Herve Gaymard, che ha portato alle sue dimissioni.

    E’ stato scoperto che l’ex-ministro viveva in un appartamento lussuoso a Parigi a spese dei contribuenti, e questo anche se aveva più volte parlato della necessità di tagliare il budget delle spese.

    Anche la Turchia come membro dell’Unione Europea è materia di scontro ed è possibile che venga usata dai sostenitori del “No” alla Costituzione.

    E’ possibile che ciò vada di pari passo con le paure che la riforma sulla politica agraria possa danneggiare gli interessi dei coltivatori francesi.

    Prima che possa entrare in vigore, il nuovo trattato deve essere ratificato da tutti i 25 stati membri.

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