EUROSCIENCE OPEN FORUM A BARCELLONA

Il Sahara ci illuminerà

Progetto per un'immensa distesa di pannelli solari nel deserto per fornire energia a tutta l'Europa
30 luglio 2008
Monica Ricci Sargentini

Pannelli solari in Sahara

Il costo è alto (50 miliardi di euro) e il progetto ambizioso ma, con il petrolio alle stelle, sembra l’unica prospettiva di una via d’uscita. Un’immensa distesa di pannelli solari nel deserto del Sahara produrrà un giorno abbastanza energia da illuminare tutta l’Europa. Ne è convinto Arnulf Jaeger-Walden dell’Istituto per l’Energia della Commissione Europea: «Basterà catturare lo 0,3% dell’energia solare che scalda il deserto del Sahara per sopperire ai nostri bisogni energetici». Il progetto è stato presentato in questi giorni all’Euroscience Open Forum a Barcellona. Una nuova rete di trasmissione a corrente continua permetterà di portare l’elettricità in posti lontani senza correre il rischio di perdite d’energia. La nuova centrale dovrebbe sorgere in un’area poco più piccola del Galles e mettere a tacere quelli che sostengono che l’energia solare non sarà mai affidabile perché il tempo è imprevedibile.

SÌ DI SARKOZY E BROWN - Il piano ha già ottenuto l’approvazione convinta del presidente francese Nicolas Sarkozy e del premier britannico Gordon Brown. I ricercatori sostengono che i pannelli solari nel Sahara saranno più efficaci perché in quella zona la luce solare è più intensa e, quindi, sarà possibile produrre tre volte più energia che in una centrale simile costruita nel nord Europa.
Jaeger-Walden è anche convinto che, oltre al vantaggio ecologico, ci sarà un risparmio per i cittadini. «I consumatori pagheranno meno di quanto facciano ora» ha detto al quotidiano britannico Guardian. L’impegno più oneroso sarà costruire una nuova rete di trasmissione con i Paesi del Mediterraneo perché quella attuale non sarebbe in grado di sostenere la quantità di energia in arrivo dell’Africa del nord. I primi risultati si dovrebbero vedere nel 2050 quando la megacentrale dovrebbe già essere in grado di rendere autonomo un Paese come la Gran Bretagna.

Articoli correlati

  • Alife, distrutto il Giardino della Pace
    Sociale
    Giardino della Pace di Alife: distrutte targhe e rubati faretti solari

    Alife, distrutto il Giardino della Pace

    "Queste persone dovrebbero solo vergognarsi" afferma il sindaco Maria Luisa Di Tommaso. Ferme condanne di padre Alex Zanotelli, di Libera contro le mafie, della rete Pangea e del Professor Sergio Vellante e del vescovo emerito di Caserta Raffaele Nogaro
    4 settembre 2021 - Laura Tussi
  • Agiamo subito!
    Pace
    Un pensiero per smuovere le nostre esistenze

    Agiamo subito!

    Vogliono farci credere che costruire armi sia necessario per la Pace nel mondo. Vogliono farci credere nello sviluppo e nella crescita per sfruttare il pianeta. “Se volete dare di nuovo un messaggio all’Occidente, deve essere un messaggio di Amore, un messaggio di Verità”, disse il Mahatma Gandhi
    1 agosto 2021 - Laura Tussi
  • Giampiero Monaca in digiuno per il diritto al metodo "Bimbisvegli"
    Pace
    Scuola

    Giampiero Monaca in digiuno per il diritto al metodo "Bimbisvegli"

    Da più di un mese il caro amico Giampiero Monaca è in digiuno, un digiuno di giustizia per affermare prima di tutto il diritto e dovere che ha un maestro di educare i suoi alunni secondo un metodo che pone le basi sull'insegnamento dei grandi maestri della pedagogia nonviolenta
    17 luglio 2021 - Laura Tussi
  • Scritti di Giorgio Nebbia
    Ecodidattica
    Un'antologia a cura di Altronovecento

    Scritti di Giorgio Nebbia

    Giorgio Nebbia era un chimico e ha insegnanto merceologia all'Università di Bari. E' stato un ecologista fin dalla metà degli anni Sessanta e qui trovate in forma di antologia i suoi scritti che riguardano la storia dell’ambiente e dell’ambientalismo.
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)