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    Diario da Kinshasa (Congo)

    E' un'odissea, ma ce la stiamo facendo

    E' arrivato oggi Paolo Moro e presto ci incontreremo con Chiara Castellani. Nonostante i tanti intoppi siamo riusciti a caricare tutto il materiale del container sul camion per Kimbau! Vi racconto alcune cose che ho visto e che ho fatto...
    31 agosto 2005 - Mario Caniatti

    26/08/05 venerdì

    Il container non è ancora arrivato a Kinshasa. Con Abbe Avelin abbiamo telefonato e ci hanno garantito che al massimo domani è a Kinshasa.
    Io e George, l’autotrasportatore, abbiamo deciso di caricare, come da programma, lunedì. Abbe Avelin mi ha garantito che per il cemento e i carburanti non ci sono problemi di approvvigionamento.
    Ho scritto alla Simona, dell’Aifo, e, visto che Abbe Avelin sarebbe rimasto con pochi soldi, le ho proposto di anticipare io con i miei, che lei mi restituirebbe in Italia.
    Simona ha dato suo parere favorevole alla mia proposta.
    Ho telefonato a Paolo che mi ha confermato il suo arrivo per martedì 30 agosto. Ci incontreremo a Limetè verso le 8.30.
    Fabio mi ha confermato che domani andremo a Sanga dove c’è una centrale idroelettrica che dovrà essere rimessa in sesto.
    Ci hanno fermato I Vigili Urbani (negli incroci importanti ve ne sono una decina)
    Hanno voluto un po’ di danaro per “le sucre” come dicono loro. Mi hanno spiegato che i vigili vengono sparpagliati negli incroci per raccogliere soldi anche per il Capo e, se a sera non hanno raccolto e non portano nulla in sede, il giorno dopo vengono messi di servizio negli incroci considerati poco redditizi dove non c’è traffico.

    27/08/05 sabato

    Questa mattina sono andato a visitare la centrale idroelettrica di Sanga. Si trova a 122 km da Kinshasa percorrendo la strada per Matadi per 87 km. Strada pessima. La centrale è alimentata dal fiume Inkisi. L’inizio della costruzione risale al 1929 e quindi è più che obsoleta e avrebbe bisogno di una completa revisione generale. Siamo ritornati in serata verso le 17.

    28/08/05 domenica

    Oggi è festa. Ci voleva dopo il viaggio di ieri.
    Con Lolli siamo andati a fare spesa in un supermercato. Molto simpatica e interessante la cosa perché rispecchia la fantasia del Congo. Infatti non è come da noi che i generi esposti sono raggruppati per caratteristiche e tipo: lì molte cose sono alla rinfusa, è una specie di caccia al tesoro.
    Certi prodotti costano una pazzia, esempio l’olio di oliva italiano, 750 gr. costa l’equivalente di 20 euro.
    Successivamente sono andato a pranzo a casa di Flavio. Ho conosciuto la moglie Francesca e la figlioletta che si chiama Ester. Vivono presso la comunità di don Guanella. Ha avviato la panetteria (che sforna 700 chili di pane al giorno) per addestrare dei ragazzi di strada. Poi ha avviato una falegnameria che lavoro a pieno ritmo sempre per il motivo precedente e ora lavora con l’impresa Parisi. La moglie insegna e gestisce alcune attività con le Missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta. Praticamente sono dei missionari laici. La comunità durante il periodo estivo accoglie diversi volontari e il clima è lo stesso che io ho vissuto in Madagascar.
    Flavio ci ha portato poi in due ospedali gestiti da lui come adozioni a distanza e sono rimasto rattristato a vedere tanta miseria supportata con tanta dignità.
    Due casi mi hanno particolarmente colpito.
    Il primo nei locali dove si cerca di recuperare i bimbi denutriti. Sopra un lettino c’era un bellissimo bimbo che sembrava di cera e a mio avviso sembrava anche cicciottello. Stava immobile come una statuetta di un museo, non sorrideva, non muoveva muscoli, era bellissimo. Mi hanno spiegato che cio è dovuto alla malnutrizione e praticamente era gonfio con piccole chiazze dove sarebbero poi usciti dei liquidi perché i liquidi nei denutriti si concentrano nelle mani, nei piedi. I bimbi sani come in tutto il mondo piangono e si muovono.
    Il secondo caso è quello delle mamme che vengono a partorire negli ospedali e che si fanno ricoverare ma poi non hanno soldi per pagare l’eventuale operazione o le spese. A questo punto vengono chiuse a chiave nelle stanze dove alloggiano e finché non pagano non escono. Se le tengono chiuse i parenti che debbono portare loro tutti i giorni il cibo: o prima o poi pagano. Non é come in Italia che l’ospedale fornisce il cibo. Vi sono stati casi di donne rimaste ricoverate anche tre mesi . Mi è stato pure spiegato che è necessario far pagare per limitare l’affluenza delle partorienti. L’Associazione di cui Flavio si occupa ha in gestione una delle tre stanze dell’ospedale e, dato che è gratuita, è sempre completa.
    Mi ha telefonato l’Abbè Avelin comunicandomi che domani arriverà il Container.
    Oggi sono anche andato a visitare sempre con Flavio le Suore Missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta. E’ un ambiente molto bello con un senso di pace e di serenità fantastico. La madre superiora è una italiana di Bergamo.

    26/08/05 lunedì

    Questa mattina tutte le cose ci si mettono contro: le prese di corrente non funzionano, non ci sono auto a disposizione per andare a Limetè perché 2 auto hanno una gomma forata. Finalmente arriva l’autista e partiamo per Limetè. Consegno ad Abbe Avelin e Abbe Ciril i gadget dell’Aifo che mi ha dato la Simona per loro. Il Container non è ancora arrivato, arriverà nel primo pomeriggio. Chi non arriva è anche Paolo Moro che arriverà mercoledì. Ho parlato con lui e mi ha confermato che parte oggi per Mogadiscio poi dovrà attendere 24 ore prima di arrivare a Kinshasa.
    Ho parlato con Chiara che è a Kenge: ci sta aspettando. E’ preoccupata sopratutto per il carburante e per il suo gruppo elettrogeno che non gira più perché ha le candele guaste. Ci aspetta giovedì sera. L’ho incaricata di vedere nel frattempo di vedere dove collocare le apparecchiature radiologiche - donate dall’ospedale di Adria - che dovranno arrivare.
    Dopo pranzo sono ritornato a Limetè e, MIRACOLO, è arrivato il container ed è già quasi scaricato. Gli armadi a Media Tensione sono stati estratti come si estrae un dente ossia con una fune d’acciao legata attorno all’armadio e legata ad un albero: poi il camion con il container si é spostato in avanti. L’armadio dal fondo del container è arrivato strisciando davanti al portellone.
    L’Abbe Avelin aveva già chiamato i facchini che ne hanno approfittato e hanno chiesto per scaricare e caricare il camion domani 20.000 franchi a testa. Ho patteggiato per 17.000 ossia 480 dollari.
    Ho comunicato in Italia che sembra terminato il tormentone del container. Uso il condizionale per scaramanzia. Ho pure comunicato i problemi del gruppo elettrogeno di Chiara.
    Avevo appena inviato le e-mail in Italia che già due amici mi rispondevano di volerne regalare uno piccolino per il computer, da comprare qui a Kinshasa. Mi avrebbero rimborsato al mio ritorno in Italia. Sono questi gli esempi che ti fanno amare la vita.

    30/08/05 martedì

    Alle 8.30 la Chiara mi ha chiamato. Sono cambiati i piani: domani lei e il Vescovo saranno a Kinshasa e già domani sera potremo fare una riunione organizzativa che proseguiremo anche il giorno dopo. Quindi la partenza prevista per Kimbau sarà venerdì con arrivo sabato. A me si riducono continuamente i tempi di permanenza a Kimbau. Dovrò correre e cercare di recuperare il più possibile.
    Ho consegnato ad Abbe Avelin i 5.500 dollari concordati nei giorni scorsi. 5000 provengono da Fabio e 500 da me.
    Ho controllato i materiali arrivati con il container. Il quadro Ospedale è un po’ acciaccato da una parte ma ad occhio non é nulla di grave.
    E’ sorto un problema circa il carico dei quadri Media Tensione e ho concordato con George il da farsi perché tutto possa essere caricato.
    Gli ho dovuto dare di tasca mia 50 dollari con tanto di ricevuta.
    Oggi pomeriggio ho ritirato la radio per Chiara dal tecnico del collegamento radio-email Simeon Avuta.
    Sono andato alla ricerca di un gruppo elettrogeno e ne ho trovato uno da 1200 w al costo di 84 dollari ma ha il motore è due tempi. Preferisco attendere Chiara e chiederle se le può andare bene perché c’è il problema di dover fare la miscela al 3%.
    Mentre andavamo da Avuta, che ha il laboratorio davanti al palazzo dell’ex imperatore Mobutu (palazzo faraonico in posizione fantastica) ho incontrato una serie di auto che filmavano un’altra auto bianca che stava arrivando a sirene e trombe spiegate e piena di fiori, come accade da noi per i matrimoni. Ma, sorpresa, era un funerale.

    31/08/05 mercoledì

    Questa mattina doveva arrivare alle 6 circa Paolo Moro ma alle 9 e non era ancora arrivato. Finalmente alle 9.30, stanchissimo, arriva Paolo.
    Si è iniziato a caricare il camion ma subito è nato il problema della gru che c’era ma che non aveva le funi o i golfari. A questo punto ho portato Paolo dalle suore; poi sono andato dal sempre disponibile Fabio a chiedere se aveva una gru disponibile. Fabio mi ha messo a disposizione una gru fino alle 12 e così abbiamo caricato le parti più pesanti. E’ sorto poi il problema del volume del carico ma questa è un’altra storia.

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